{"id":284809,"date":"2022-07-02T08:50:45","date_gmt":"2022-07-02T06:50:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=284809"},"modified":"2022-07-02T08:50:45","modified_gmt":"2022-07-02T06:50:45","slug":"nel-2021-lo-stato-si-e-dimenticato-di-pagare-52-miliardi-di-euro-ai-fornitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-2021-lo-stato-si-e-dimenticato-di-pagare-52-miliardi-di-euro-ai-fornitori\/","title":{"rendered":"NEL 2021 LO STATO SI E\u2019 \u201cDIMENTICATO\u201d DI  PAGARE 5,2 MILIARDI DI EURO AI FORNITORI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1152\" data-large_image_height=\"504\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-284810\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32-300x131.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32-300x131.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32-1024x448.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32-768x336.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.32.png 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel 2021 l\u2019Amministrazione centrale dello Stato1 ha ricevuto dai propri fornitori 3.657.000 fatture per un importo complessivo pari a 18 miliardi di euro. Ne ha liquidate 2.420.000, corrispondendo a queste imprese 12,8 miliardi, \u201cdimenticandosi\u201d, si fa per dire, di saldarne 1.237.000. Grazie a questo espediente, lo Stato centrale ha \u201crisparmiato\u201d ben 5,2 miliardi. Dei 12,8 miliardi onorati, inoltre, il 28,2 per cento (pari a 3,6 miliardi di euro) \u00e8 stato pagato in ritardo, ovvero non rispettando le disposizioni previste dalla legge in materia di tempi di pagamento2 . Questi numeri sono il risultato di una elaborazione realizzata dall\u2019Ufficio studi CGIA su dati della Corte dei Conti3 (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>Una cosa inaudita, segnalano gli artigiani mestrini, che dimostra come la nostra Pubblica Amministrazione, in questo caso quella centrale, continua a mettere a repentaglio la tenuta finanziaria di tante imprese, soprattutto di piccola dimensione, attraverso una condotta, in materia di pagamenti, a dir poco disdicevole.<\/p>\n<p><strong>Infatti, come ha evidenziato la Corte dei Conti, la nostra Pubblica Amministrazione (PA) sta adottando una prassi sempre pi\u00f9 consolidata; liquida le fatture di importo maggiore entro i termini di legge, mantenendo cos\u00ec il tempo medio di pagamento ponderato entro i limiti previsti dalla norma, ma ritarda intenzionalmente il saldo di quelle con importi minori, penalizzando, in particolar modo, le imprese fornitrici di prestazioni di beni e servizi con volumi bassi; cio\u00e8 le piccole imprese.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ufficio studi della CGIA ricorda che i mancati pagamenti appena descritti non includono anche quelli ascrivibili alle regioni, agli enti locali (province, comuni, comunit\u00e0 montane, etc.) e alla sanit\u00e0. Settori, questi ultimi, che da sempre presentano tempi di pagamento (medi e ponderati) e debiti commerciali nettamente superiori a quelli registrati dallo Stato centrale. Pertanto, la denuncia sollevata \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg di un malcostume che, purtroppo, attanaglia tutta la nost<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1270\" data-large_image_height=\"836\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-284812\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48-300x197.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48-300x197.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48-1024x674.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48-768x506.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.45.48.png 1270w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ra PA.<br \/>\n<strong>Almeno 55,6 miliardi ancora da pagare<\/strong><br \/>\nLo stock dei debiti commerciali di parte corrente dell\u2019intera nostra Pubblica Amministrazione (PA) continua a crescere: nel 2021, ultima rilevazione presentata nei mesi scorsi4 , ha toccato il record di 55,6 miliardi di euro (Graf. 1). Una cifra che rapportata al nostro Pil nazionale \u00e8 pari al 3,1 per cento: nessun altro Paese dell\u2019UE a 27 registra uno score cos\u00ec negativo. Dei nostri principali competitor commerciali, ad esempio, i debiti di parte corrente sul Pil della Spagna sono pari allo 0,8 per cento, nei Paesi Bassi all\u20191,2 per cento, in Francia all\u20191,4 per cento e in Germania all\u20191,6 per cento. Persino la Grecia, che l\u2019anno scorso aveva un rapporto debito pubblico\/Pil che sfiorava il 203 per cento, presenta un\u2019incidenza dei debiti commerciali sul Pil quasi la met\u00e0 della nostra: 1,7 per cento (Graf. 2).<\/p>\n<p><strong>La Corte di Giustizia europea ci ha gi\u00e0 condannati<\/strong><br \/>\nCon la sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che l\u2019Italia ha violato l\u2019art. 4 della direttiva UE 2011\/7 sui tempi di pagamento nelle transazioni <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1270\" data-large_image_height=\"822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-284811\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02-300x194.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02-300x194.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02-1024x663.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02-768x497.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-02-alle-08.46.02.png 1270w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>commerciali tra amministrazioni pubbliche e imprese private. Sebbene in questi ultimi anni i ritardi medi con cui vengono saldate le fatture in Italia siano in leggero calo, nel 2021 la Commissione europea ha inviato al Governo Draghi una lettera di messa in mora sul mancato rispetto delle disposizioni previste dalla direttiva europea approvata 10 anni fa. Infine, un\u2019altra procedura ancora aperta contro il nostro Paese riguarda il codice dei contratti pubblici che prevede un termine di pagamento di 45 giorni, quando a livello comunitario la scadenza, invece, \u00e8 di 30 giorni.<\/p>\n<p><strong>Le imprese devono compensare i debiti fiscali con crediti commerciali<\/strong><br \/>\nPer risolvere questa annosa questione che sta mettendo a dura prova tantissime Pmi, per l\u2019Ufficio studi della CGIA c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: prevedere per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i crediti certi liquidi ed esigibili maturati da una impresa nei confronti della PA e i debiti fiscali e contributivi che la stessa deve onorare all\u2019erario. Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da decenni. E finalmente, pare ci sia qualche segnale che va nella giusta direzione. In sede di conversione in legge del Decreto aiuti, gioved\u00ec scorso le Commissioni Finanze e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento che renderebbe strutturale la proposta richiamata pi\u00f9 sopra. Ora non resta che incrociare le dita e attendere fiduciosi.<\/p>\n<p><em>1 Include solo ministeri e altri organi statali aventi autonomia contabile e finanziaria, come ad esempio, il Parlamento, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Corte dei Conti, il Consiglio di Stato, le Agenzie fiscali e gli istituti di istruzione di ogni ordine e grado.<\/em><br \/>\n<em>2 Dal 2013, a seguito del recepimento nel nostro ordinamento della normativa europea (Direttiva UE\/2011\/7), i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra enti pubblici italiani e aziende private non possono superare di norma i 30 giorni (60 per alcune tipologie di forniture, in particolare quelle sanitarie).<\/em><br \/>\n<em>3 Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2021, Volume I, I conti dello Stato e delle politiche di bilancio 2021, Tomo I, 24 giugno 2022.<\/em><br \/>\n<em>4 Eurostat, \u201cNote on stock of liabilities of trade credits and advances\u201d, (23 april 2022)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2021 l\u2019Amministrazione centrale dello Stato1 ha ricevuto dai propri fornitori 3.657.000 fatture per un importo complessivo pari a 18 miliardi di euro. 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