{"id":287392,"date":"2022-07-16T09:48:44","date_gmt":"2022-07-16T07:48:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=287392"},"modified":"2022-07-16T09:48:44","modified_gmt":"2022-07-16T07:48:44","slug":"rischiano-il-default-9-500-pmi-venete-per-molte-si-avvicina-lo-spettro-dellusura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rischiano-il-default-9-500-pmi-venete-per-molte-si-avvicina-lo-spettro-dellusura\/","title":{"rendered":"RISCHIANO IL DEFAULT 9.500 PMI VENETE. PER MOLTE SI \u201cAVVICINA\u201d LO SPETTRO DELL\u2019USURA"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1086\" data-large_image_height=\"720\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-287395\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30-300x199.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30-300x199.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30-1024x679.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30-768x509.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.30.png 1086w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sono 9.575 le imprese venete che sono concretamente a rischio usura. Attivit\u00e0 che attualmente danno lavoro a circa 33.500 addetti. Si tratta prevalentemente di imprese artigiane, esercenti\/attivit\u00e0 commerciali o piccoli imprenditori che sono \u201cscivolati\u201d nell\u2019area dell\u2019insolvenza e, conseguentemente, sono stati segnalati dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d\u2019Italia. Di fatto, questa \u201cschedatura\u201d preclude a queste attivit\u00e0 di accedere a qualsiasi altro prestito. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi CGIA.<\/p>\n<p>A livello provinciale la situazione pi\u00f9 critica si \u00e8 registrata a Padova: al 31 marzo scorso le imprese segnalate erano 1.946. Seguono Vicenza con 1.913, Verona con 1.747, Treviso con 1.665, Venezia con 1.489, Rovigo con 562 e Belluno con 253. Rispetto allo stesso periodo del 2021, comunque, i dati sono in calo in tutte le nostre sette province (vedi Tab. 1 e Tab. 2).<\/p>\n<p><strong>Per gli imprenditori coinvolti \u00e8 la \u201cmorte civile\u201d<\/strong><br \/>\nPer i destinatari di questa misura \u00e8 come se fossero stati condannati alla \u201cmorte civile\u201d; un istituto giuridico diffuso in Europa fino al XIX secolo che al condannato comportava la perdita di tutti i diritti civili e il conseguente allontanamento dalla societ\u00e0. Ricordiamo, infatti, che chi \u00e8 schedato presso la Centrale dei Rischi praticamente non pu\u00f2 pi\u00f9 beneficiare di alcun altro aiuto economico dal sistema bancario, rischiando, molto pi\u00f9 degli altri, di chiudere o, peggio ancora, di scivolare tra le braccia degli usurai. Per evitare che questa criticit\u00e0 si diffonda, la CGIA <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"848\" data-large_image_height=\"1516\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-287394\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46-168x300.png\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46-168x300.png 168w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46-573x1024.png 573w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46-768x1373.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.37.46.png 848w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>continua a chiedere con forza il potenziamento delle risorse a disposizione del \u201cFondo di prevenzione dell\u2019usura\u201d. Strumento, quest\u2019ultimo, in grado di costituire l\u2019unico valido aiuto a chi si trova in questa situazione di vulnerabilit\u00e0. E\u2019 bene ricordare che gli imprenditori che \u201cfiniscono\u201d in questa black list della Banca d\u2019Italia non sempre lo devono a una cattiva gestione finanziaria della propria azienda. Nella maggioranza dei casi, infatti, questa situazione si verifica a seguito dell\u2019impossibilit\u00e0 da parte di molti piccoli imprenditori di riscuotere i pagamenti dei committenti o per essere \u201ccaduti\u201d in un fallimento che ha coinvolto proprio questi ultimi. E\u2019 comunque doveroso segnalare che nell\u2019ultimo anno il numero complessivo delle attivit\u00e0 venete segnalate alla Centrale dei Rischi \u00e8 sceso di 2.659 unit\u00e0. Questo lo si deve, in particolar modo, all\u2019attivit\u00e0 di \u201cprevenzione\u201d innescata dalle significative misure pubbliche di garanzia e dalla moratoria dei debiti per le Pmi introdotte in Italia dal 2020 per contrastare la crisi pandemica che ha aumentato notevolmente lo stock complessivo dei prestiti erogati alle attivit\u00e0 produttive. Queste iniziative sono state pi\u00f9 volte prorogate. Da ultimo, fino al prossimo 31 dicembre, data oltre la quale, il differimento potrebbe terminare definitivamente.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 risorse al \u201cFondo di prevenzione dell\u2019usura\u201d<\/strong><br \/>\nIl \u201cFondo di prevenzione dell\u2019usura\u201d \u00e8 stato introdotto con la legge n\u00b0 108\/1996 e ha cominciato ad operare nel 1998. Questo fondo \u00e8 stato introdotto per l\u2019erogazione di contributi a Consorzi o Cooperative di garanzia collettiva fidi oppure a Fondazioni e Associazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell\u2019usura. Tutti i predetti enti possono contribuire alla prevenzione del fenomeno dell\u2019usura garantendo le banche per finanziamenti a medio termine o linee di credito a breve termine a favore di piccole e medie imprese che gi\u00e0 si sono viste rifiutare da una banca una domanda di intervento. Questa misura consente agli operatori deboli finanziariamente di accedere a canali di finanziamento legali e dall\u2019altro aiuta le vittime dell\u2019usura che, non svolgendo un\u2019attivit\u00e0 di impresa, non hanno diritto ad alcun prestito da parte del \u201cFondo di solidariet\u00e0\u201d. Il \u201cFondo di prevenzione\u201d prevede due tipi di contribuzione. La prima \u00e8 destinata ai Confidi a garanzia dei finanziamenti concessi dalle banche alle attivit\u00e0 economiche. La seconda \u00e8 riconosciuta alle fondazioni o alle associazioni contro l\u2019usura che sono riconosciute dal MEF. Queste associazioni consentono alle persone in grave difficolt\u00e0 economica (lavoratori dipendenti e pensionati) di accedere al credito in sicurezza. Secondo gli ultimi dati disponibili, nei primi 22 anni di vita, l\u2019importo medio di prestiti erogati da questo fondo \u00e8 stato di circa 50.000 euro per le Pmi e 20.000 euro per cittadini e famiglie. Lo stesso si alimenta in prevalenza con le sanzioni amministrative di antiriciclaggio e valutarie. Dal 1998 al 2020, ai Confidi e alle Fondazioni lo Stato ha erogato a livello nazionale 670 milioni di euro; tali risorse hanno garantito finanziamenti per un importo complessivo pari a circa 2 miliardi di euro. Nel 2020 ai due enti erogatori (Confidi e Fondazioni) sono stati assegnati complessivamente 32,7 milioni di euro: di cui 23 milioni ai primi e 9,7 milioni di euro ai secondi. Cifre importanti che, per\u00f2, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA andrebbero implementate: la crisi, purtroppo, ha spinto molte aziende sull\u2019orlo del fallimento. Attivit\u00e0 che se non aiutate rischiano di scivolare nell\u2019insolvenza o, nella peggiore delle ipotesi, nella rete tesa da coloro che vogliono impossessarsene con l\u2019inganno, alimentando cos\u00ec l\u2019economia criminale.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1106\" data-large_image_height=\"716\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-287393\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03-300x194.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03-300x194.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03-1024x663.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03-768x497.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-16-alle-09.38.03.png 1106w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019aumento dei prestiti alle imprese si \u00e8 esaurito; crollo a Belluno<\/strong><br \/>\nCome riportato dalla Banca d\u2019Italia, dopo la forte espansione verificatasi nel 2020, l\u2019anno scorso la crescita dei prestiti totali erogati dalle banche e dalle societ\u00e0 finanziarie alle imprese venete ha subito una decisa frenata (+0,7 per cento). Va segnalata, in particolar modo, la situazione registrata in provincia Belluno: nell\u2019ultimo anno la contrazione \u00e8 stata dell\u20198 per cento che, in termini assoluti, si \u00e8 tradotta in una riduzione pari a 143 milioni di euro (vedi Tab. 3). La decelerazione avvenuta a livello regionale \u00e8 ascrivibile al fatto che la domanda ha subito una forte diminuzione; infatti, dopo il forte aumento verificatosi nel 2020, grazie alle misure anti crisi messe in campo dall\u2019allora Governo Conte, successivamente la richiesta di credito da parte degli imprenditori \u00e8 scemata. Indirettamente, questi dati ci confermano quello che temevamo; le difficolt\u00e0 economiche emerse in questi ultimi sei mesi stanno colpendo soprattutto i pi\u00f9 piccoli e per le banche \u00e8 meglio non rischiare nell\u2019aiutare chi si trova in difficolt\u00e0. Una strategia che rischia di \u201cspingere\u201d involontariamente molti imprenditori verso le organizzazioni malavitose che, soprattutto nei momenti difficili, hanno invece la necessit\u00e0 di reinvestire i denari provenienti da attivit\u00e0 criminali nell\u2019economia lecita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 9.575 le imprese venete che sono concretamente a rischio usura. Attivit\u00e0 che attualmente danno lavoro a circa 33.500 addetti. Si tratta prevalentemente di imprese artigiane, esercenti\/attivit\u00e0 commerciali o piccoli imprenditori che sono \u201cscivolati\u201d nell\u2019area dell\u2019insolvenza e, conseguentemente, sono stati segnalati dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d\u2019Italia. 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