{"id":293866,"date":"2022-08-21T20:18:24","date_gmt":"2022-08-21T18:18:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=293866"},"modified":"2022-08-21T20:18:24","modified_gmt":"2022-08-21T18:18:24","slug":"la-mostra-di-vladek-cwalinski-al-nof-filo-di-cencenighe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-mostra-di-vladek-cwalinski-al-nof-filo-di-cencenighe\/","title":{"rendered":"La Mostra di Vladek Cwalinski al Nof Filo&#8217; di Cencenighe"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>DI LUISA MANFROI<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Vladek-Cwalinski-scaled.jpg\" width=\"340\" height=\"191\" \/>CENCENIGHE<\/strong> Si potrebbe definire un ritorno alle origini quello di Vladek Cwalinski, pittore milanese che espone al Nof Fil\u00f2 di Cencenighe dal 16 agosto al 4 settembre con la personale \u201cPrima dell\u2019alba \u2013 Dolomiti Bellunesi\u201d. Il suo nome rivela radici polacche e ucraine ma da parte di madre \u00e8 di Cencenighe, di Chenet precisamente, frazione dove Vladek ha trascorso le estati della sua infanzia e che non ha mai scordato neanche diventando adulto dopo avere completato una solida formazione che lo ha portato a conseguire una laurea in storia dell\u2019arte contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano. Una preparazione unita al talento naturale che gli ha consentito di diventare critico d\u2019arte, curatore di mostre e di pubblicare una serie di saggi che spaziano dalla pittura rinascimentale veneta, agli animali nell\u2019arte fino all\u2019iconografia delle opere di Sergi Barnils. \u00c8 stato proprio l\u2019artista catalano molto apprezzato da pubblico e critica internazionale a suggerire a Vladek di riprendere in mano gli strumenti del pittore lasciati ancora negli anni dei liceo e a dire la sua nelle vesti di artista a tempo pieno. Cos\u00ec, sedici anni fa ha ricominciato a usare i pastelli ad olio dedicandosi parallelamente alla fotografia in particolare quella archeologica e paleocristiana in Grecia, Turchia, Cipro e Malta. Sotto la guida di Roberto Giavarini artista figurativo bergamasco che realizza i suoi soggetti con una precisione stilistica, Vladek ha riveduto e perfezionato la tecnica e dopo impegnativi esercizi in bianco e nero con l\u2019impiego di matite di grafite, si \u00e8 lasciato trasportare dal colore con il quale d\u00e0 forma e sostanza ai suoi soggetti che, sono quelli ben conosciuti e fanno parte della sua vita: le Dolomiti Bellunesi, da quelle di casa come il Pelsa, il Civetta, il Pelmo a quelle relativamente pi\u00f9 lontane, come le Tofane e il Lagazuoi ripresi distintamente \u201cprima dell\u2019alba\u201d. Ed \u00e8 questa locuzione a dare il titolo al catalogo, con testi di Luca Maffeo e Bepi Pellegrinon, che presenta le immagini di una settantina di lavori pittorici, eseguiti con varie tecniche su carta e tavola e presenti al Nof Fil\u00f2. La particolarit\u00e0 \u00e8 quella di affiancare all\u2019arte figurativa tradizionale, descrittiva e particolareggiata, una sintesi astratta costituita da segni rapidi ed essenziali. Ai soggetti montani e paesaggistici e di animali del bosco rappresentati \u201cen plein air\u201d o da fotografia, si affiancano alcune vedute del cielo stellato quattro delle quali, come la Via lattea dal Passo Giau, dal passo Valles, dal Civetta e una notte stellata in Valle del Biois, sono state esposte l\u2019anno scorso in una galleria d\u2019arte a Londra nell\u2019ambito della collettiva \u201cRespiro\u201d. A questa si \u00e8 aggiunta nel 2019 la partecipazione a una rassegna organizzata a Cortina dalle Regole d\u2019Ampezzo presso il Museo Peleontologico \u201cRinaldo Zardini\u201d con lavori a soggetto tipicamente invernale con scorci e panorami dell\u2019Agordino, Zoldano, Conca Ampezzana e Cadore. Vladek, cinquantatre anni, opera prevalentemente a Milano ma torna sempre volentieri a Chenet, punto di approdo dove ritrova i suoi amici tra le montagne e la natura che sono per lui fonte di ispirazione costante. Un piede tra le Dolomiti e uno a Milano, citt\u00e0 di nascita che offre molti stimoli a quel mondo artistico con la A maiuscola che Vladek conosce bene. La mostra, inaugurata nel pomeriggio del 16 agosto, \u00e8 aperta tutti i giorni dalle ore 16 alle 20 e il sabato e la domenica anche la mattina dalle ore 10 alle 12.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">23<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<hr \/>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI LUISA MANFROI CENCENIGHE Si potrebbe definire un ritorno alle origini quello di Vladek Cwalinski, pittore milanese che espone al Nof Fil\u00f2 di Cencenighe dal 16 agosto al 4 settembre con la personale \u201cPrima dell\u2019alba \u2013 Dolomiti Bellunesi\u201d. 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