{"id":297641,"date":"2022-09-20T05:40:06","date_gmt":"2022-09-20T03:40:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=297641"},"modified":"2022-09-20T05:53:12","modified_gmt":"2022-09-20T03:53:12","slug":"caro-bollette-il-nuovo-governo-dovrebbe-erogare-sostegni-per-almeno-35-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/caro-bollette-il-nuovo-governo-dovrebbe-erogare-sostegni-per-almeno-35-miliardi\/","title":{"rendered":"CARO BOLLETTE: IL NUOVO GOVERNO DOVREBBE EROGARE SOSTEGNI PER ALMENO  35 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Boom insoluti: se non si interviene con risorse adeguate, entro fine anno il 30% di famiglie e Pmi potrebbe non essere pi\u00f9 in grado di pagare luce e gas<\/strong><br \/>\nAmmonta ad almeno 35 miliardi di euro l\u2019 \u201ceredit\u00e0\u201d che il nuovo Governo si trover\u00e0 in dote. O meglio, l\u2019importo che dovrebbe farsi carico entro la fine di quest\u2019anno, almeno per dimezzare gli effetti della crisi energetica in corso. Altrimenti, il rischio che moltissime imprese e altrettante famiglie non siano nelle condizioni di pagare le bollette e, conseguentemente, di vedersi chiudere la fornitura, \u00e8 molto elevato. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stata calcolata questa cifra ? Se consideriamo che, rispetto l\u2019anno scorso, i rincari energetici del 2022 cubano 127,4 miliardi di euro, a questo importo vanno sottratti i 58,8 miliardi di sostegni fin qui erogati dal Governo Draghi per contrastare il caro bollette. Importo, quest\u2019ultimo, che include anche i 14 miliardi circa che il Governo Draghi ha approvato ieri. Rispetto al 2021, pertanto, le famiglie e le imprese, al netto degli aiuti stanziati, dovranno farsi carico di un aumento del costo dell\u2019energia elettrica e del gas che sfiora i 70 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Bisogna approvare anche la legge di Bilancio 2023<\/strong><br \/>\nRitenendo improbabile un azzeramento di questo incremento, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA il nuovo esecutivo che \u201cuscir\u00e0\u201d dalle urne il prossimo 25 settembre dovr\u00e0, entro la fine dell\u2019anno, recuperarne almeno la met\u00e0 (35 miliardi) per sostenere chi non ha i soldi per pagarle, altrimenti il rischio che il Paese \u201ccollassi\u201d \u00e8 molto probabile. Un impegno economico da far tremare le vene ai polsi, visto che entro la fine dell\u2019anno, a meno che non \u201cscivoliamo\u201d verso l\u2019esercizio provvisorio, il nuovo Parlamento dovr\u00e0 approvare anche la legge di Bilancio per il 2023 per svariate decine di miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Rischiamo che entro fine anno il 30% di utenze domestiche e Pmi non riesca a pagare le bollette<\/strong><br \/>\nSecondo l\u2019indagine campionaria condotta nel febbraio scorso da Arte, il 15,4 per cento delle pmi e degli utenti domestici (molti dei quali sono costituiti da lavoratori autonomi e partite Iva) non era riuscito a onorare il pagamento delle bollette di luce e gas. Gli insoluti ammontavano a 26 milioni di euro, una cifra che, nel frattempo, \u00e8 sicuramente aumentata. Sette mesi fa l\u2019ammontare dei debiti si aggirava in media tra i 7-800 euro al mese per gli utenti domestici, di circa 5 mila euro per le piccole imprese e le partite Iva. Con gli aumenti che in questi ultimi mesi hanno caratterizzato le bollette di luce e gas, segnala l\u2019Ufficio studi della CGIA, corriamo il pericolo che entro la fine dell\u2019anno siano almeno il 30 per cento le utenze domestiche e le Pmi non in grado di pagare le bollette.<\/p>\n<p><strong>Aiuti: 180 miliardi per il Covid, \u201csolo\u201d 58,8 contro il caro energia<\/strong><br \/>\nSecondo molti esperti, gli effetti economici negativi del caro bollette che si sono abbattuti quest\u2019anno su famiglie e imprese sarebbero equiparabili a quelli provocati negli ultimi 2 anni dalla pandemia. Ricordiamo che tra le chiusure stabilite per decreto a moltissimi settori economici e le limitazioni alla mobilit\u00e0 delle persone imposte per legge, tra il 2020 e il 2021 i governi che si sono succeduti hanno erogato 180 miliardi di euro di aiuti. Grazie ai ristori, ai contributi a fondo perduto e ai crediti di imposta, il Paese \u00e8 rimasto in piedi. Certo, il debito pubblico rispetto al Pil era salito al 155 per cento (anno 2020), tuttavia la crisi sociale \u00e8 rimasta sotto controllo e il nostro Paese, con una intensit\u00e0 superiore a molti altri, \u00e8 riuscito a risollevarsi. Prova ne sia che, ad oggi, pur toccando sempre una soglia molto preoccupante, il rapporto debito\/Pil \u00e8 sceso al 148 per cento. Con la crisi energetica, invece, nel 2022 le misure per mitigare il caro bollette sono state pari a 58,8 miliardi di euro; risorse che, va sottolineato, sono state stanziate senza ricorrere a nessun scostamento di bilancio, anche se appare evidente a tutti che appaiono insufficienti per fronteggiare una crisi energetica che ci ha riportati indietro di quasi 50 anni. Almeno fino a quando l\u2019Unione Europea non imporr\u00e0 un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento tra lo stesso e quello dell\u2019energia elettrica prodotta dalle rinnovabili.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 alternativa: bisogna fare lo scostamento di bilancio<\/strong><br \/>\nI primi 100 giorni del nuovo esecutivo saranno irti di problemi e di difficolt\u00e0. Lo sapevamo. E chiunque vinca le elezioni, in particolar modo all\u2019inizio, avr\u00e0 poche risorse economiche a disposizione. Cosa altrettanto nota. Tuttavia, se queste misure di contenimento degli aumenti dei costi energetici verranno approvate, dovranno essere recuperate attraverso nuovo deficit. Altrimenti, per moltissimi fornitori, i mancati pagamenti\/morosit\u00e0 da parte degli utenti, in particolar modo delle bollette di novembre e dicembre che sono tra le pi\u00f9 care dell\u2019anno, subiranno un\u2019impennata mai vista prima. E\u2019 evidente, almeno sino al momento in cui l\u2019UE non trover\u00e0 un accordo sull\u2019introduzione di un tetto al prezzo del gas e al disaccoppiamento di quest\u2019ultimo da quello dell\u2019energia elettrica prodotta con le rinnovabili, l\u2019unica cosa da fare \u00e8 ristorare imprese e famiglie in difficolt\u00e0, compensando almeno la met\u00e0 dell\u2019aumento del costo per l\u2019energia, recuperando le risorse attraverso un aumento del debito pubblico. Ovviamente con l\u2019assenso di Bruxelles che, nel frattempo, dovrebbe allentare i vincoli normativi sugli aiuti di Stato.<\/p>\n<p><strong>\u201cSolo\u201d un terzo del nostro debito pubblico \u00e8 a rischio<\/strong><br \/>\nGrazie alla poderosa iniezione di liquidit\u00e0 introdotta in questi ultimi 5-6 anni dalla BCE con il Quantitative easing, un terzo del nostro debito pubblico \u00e8 ora detenuto da Francoforte. Pertanto, oltre 900 miliardi sarebbero praticamente al \u201criparo\u201d da qualsiasi forma di speculazione finanziaria internazionale. Se teniamo conto che della parte rimanente un altro 66 per cento circa \u00e8 detenuto dai risparmitori italiani (famiglie, banche, assicurazioni, etc.), vuol dire che \u201csolo\u201d un terzo del debito pubblico totale italiano sarebbe in mano a investitori stranieri che, potenzialmente, potrebbero \u201cinnescare\u201d, nel caso non ritenessero il nostro Paese solvibile, un forte aumento dello spread e un conseguente tracollo finanziario. Avendo accertato che la situazione \u00e8 meno critica di quanto potrebbe sembrare, ci\u00f2 non vuol dire che possiamo aumentare a dismisura la spesa pubblica, infischiandoci di tutto e di tutti. Ci mancherebbe. Tuttavia, se non vogliamo che un pezzo importante della nostra economia sia destinato a chiudere, a nostro avviso \u00e8 necessario mettere in campo altri 35 miliardi di aiuti entro la fine dell\u2019anno che potrebbero, come extrema ratio, essere compensati da un corrispondente incremento del debito pubblico.<\/p>\n<p><strong>In alternativa, tassare al 75% gli extraprofitti delle imprese energetiche ?<\/strong><br \/>\nIn alternativa allo scostamento di bilancio, i 35 miliardi di euro necessari per \u201csalvare\u201d molte famiglie e altrettante imprese potrebbero essere recuperati attraverso l\u2019inasprimento della tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche ? Questa proposta, lanciata nei giorni scorsi da alcuni leader politici italiani, appare praticabile ? In linea teorica s\u00ec, anche se va segnalato che con l\u2019attuale tassazione fissata per decreto al 25 per cento, l\u2019erario punta a riscuotere poco pi\u00f9 di 10 miliardi di euro. Pertanto, per incassare i 35 miliardi bisognerebbe portare il livello di tassazione attorno al 75 per cento. <strong>Si ricorda che, tuttavia, le imprese energetiche alla scadenza della prima rata prevista verso la fine dello scorso mese di giugno hanno pagato poco meno di 1 miliardo rispetto ai 4 attesi; \u201caccetterebbero\u201d di vedersi triplicare il prelievo ?<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1100\" data-large_image_height=\"698\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-297642\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05-300x190.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05-300x190.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05-1024x650.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05-768x487.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Schermata-2022-09-17-alle-16.13.05.png 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>(*) cifra al netto dei 7,2 miliardi di euro stanziati per il 2022 a famiglie e imprese per contenere gli aumenti del prezzo alla pompa dei carburanti (benzina, diesel, gas, etc.). Questi 58,8 miliardi includono anche i 14 miliardi circa approvati ieri dal Governo Draghi<\/em><\/p>\n<p><em>Nota metodologica<\/em><br \/>\n<em>Le stime relative all\u2019incremento di costo sono state costruite a partire dai dati 2021 dell\u2019indagine sulla spesa mensile delle famiglie dell\u2019Istat relativamente alle voci energia elettrica e gas naturale\/di citt\u00e0. Dal momento che tali dati risultano, per le famiglie, congrui rispetto alla stima della stessa spesa utilizzando i consumi delle famiglie (in GWh) e i prezzi medi di elettricit\u00e0 e gas del database di Eurostat (ponderati per classi di consumi energetici), si \u00e8 applicata questa metodologia per stimare i costi in capo alle imprese nel 2021. L\u2019anno scorso, pertanto, la spesa complessiva \u00e8 stata di 80 miliardi di euro.<\/em><br \/>\n<em>La previsione dei costi per l\u2019anno 2022 (da parte di famiglie e di imprese) \u00e8 invece frutto di una stima che tiene conto di un prezzo medio annuo di mercato dell\u2019energia elettrica pari a 375 euro al MWh (ipotesi che si verificherebbe se il prezzo attuale dell\u2019energia elettrica, circa 500 euro per MWh, si mantenesse tale per la parte restante dell\u2019anno) e di un prezzo medio del gas pari a 150 euro per MWh (ipotesi che si verificherebbe se il prezzo attuale del gas, circa 200 euro per MWh, si mantenesse tale per la parte restante del 2022). Complessivamente il costo per l\u2019anno in corso \u00e8 stato stimato in circa 207,4 miliardi di euro.<\/em><br \/>\n<em>Si fa presente che l\u2019aumento delle bollette risulta meno che proporzionale rispetto a quello di mercato in quanto l\u2019aumento del prezzo della materia prima non impatta su tutto il costo complessivo della bolletta (che comprende anche costi di commercializzazione, trasmissione, oneri, tasse, margini ecc.).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Boom insoluti: se non si interviene con risorse adeguate, entro fine anno il 30% di famiglie e Pmi potrebbe non essere pi\u00f9 in grado di pagare luce e gas Ammonta ad almeno 35 miliardi di euro l\u2019 \u201ceredit\u00e0\u201d che il nuovo Governo si trover\u00e0 in dote. 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