{"id":306036,"date":"2022-11-12T10:26:09","date_gmt":"2022-11-12T09:26:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=306036"},"modified":"2022-11-12T10:26:09","modified_gmt":"2022-11-12T09:26:09","slug":"questanno-pressione-fiscale-record-438-del-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/questanno-pressione-fiscale-record-438-del-pil\/","title":{"rendered":"QUEST\u2019ANNO PRESSIONE FISCALE RECORD: 43,8% DEL PIL"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.22.56.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"472\" data-large_image_height=\"1636\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-306038\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.22.56-87x300.png\" alt=\"\" width=\"87\" height=\"300\" \/><\/a>La pressione fiscale in Italia, data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, ha raggiunto il 43,8 per cento;<\/strong> un livello mai toccato in precedenza (vedi Tab. 1). L\u2019Ufficio studi della CGIA segnala che il record storico raggiunto quest\u2019anno, comunque, non \u00e8 riconducibile ad un aumento della tassazione su famiglie e imprese, ma dall\u2019interazione di tre aspetti congiunturali distinti. Il primo da un forte aumento dell\u2019inflazione, che ha fatto salire le imposte indirette; il secondo dal miglioramento economico e occupazionale avvenuto nella prima parte dell\u2019anno, che ha favorito la crescita delle imposte dirette e il terzo dall\u2019introduzione nel biennio 2020-2021 di molte proroghe e sospensioni dei versamenti tributari, agevolazioni che sono state cancellate per il 2022.<\/p>\n<p>Oltre a queste tre specificit\u00e0, va altres\u00ec considerato che a partire da marzo di quest\u2019anno le famiglie italiane percepiscono l\u2019assegno unico, misura che ha sostituito le \u201cvecchie\u201d detrazioni per i figli a carico. Questa novit\u00e0 (a parit\u00e0 di condizioni) ha delle evidenti implicazioni sul calcolo della pressione fiscale. Se le detrazioni riducevano l\u2019IRPEF da versare al fisco, la loro abolizione ha incrementato il gettito fiscale complessivo annuo di circa 8,2 miliardi di euro. Ricordiamo che, ora, le risorse per erogare l\u2019assegno unico vengono contabilizzate nel bilancio statale come uscite.<\/p>\n<p><strong>In termini assoluti, infine, segnaliamo che secondo i dati resi noti nei giorni scorsi dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (gennaio-settembre 2022), le entrate erariali, rispetto allo stesso periodo del 2021, sono cresciute di 37 miliardi di euro: di cui 5,5 miliardi di Irpef, 8,9 miliardi di Ires e 17,8 miliardi di IVA.<\/strong><br \/>\nCon l\u2019introduzione del bonus Renzi, dal 2014 la pressione fiscale in Italia presenta una doppia lettura: quella al netto degli sgravi fiscali &#8211; che nel 2022 ha raggiunto il 41,9 per cento del Pil &#8211; e quella ufficiale che tocca il picco massimo del 43,8 per cento (vedi Graf.1). In verit\u00e0 c\u2019\u00e8 anche una terza versione: quella reale che si ottiene depurando dal Pil nazionale la quota riconducibile all\u2019economia non osservata che, per sua natura, non \u201cproduce\u201d gettito. Ricordando che la pressione fiscale \u00e8 pari all\u2019incidenza percentuale del rapporto tra il gettito erariale e il Pil, se quest\u2019ultimo termine diminuisce (perch\u00e9 si sottrae la quota riconducibile al sommerso), il risultato finale aumenta. Per l\u2019anno in corso, infatti, la pressione fiscale reale in capo ai contribuenti fedeli al fisco si avvicina ormai al 50 per cento.<\/p>\n<p>Quando si analizza la pressione fiscale degli altri Paesi dell\u2019UE, per ragioni di omogeneit\u00e0 dei dati si deve far riferimento alla pressione fiscale ufficiale. Infatti, le regole che impongono di registrare come maggiore spesa e non come minore entrata molti sgravi fiscali e sovvenzioni, come ad esempio l\u2019assegno unico per i figli a carico, sono uguali per tutti i Paesi. Detto ci\u00f2, gli ultimi dati a disposizione riferiti al 2021, ci dicono che nell\u2019UE a 27 l\u2019Italia \u00e8 al quinto posto. Solo Danimarca (49 per cento del Pil), Francia (47 per cento), Belgio (45,4) e Austria (43,6) presentano un carico fiscale superiore al nostro (43,4 per cento del Pil). Se in Germania la pressione fiscale \u00e8 42,3 per cento, in Spagna \u00e8 al 38,8 per cento e in Irlanda (paese che registra il livello pi\u00f9 basso di tutta UE) \u00e8 addirittura al 21,7 per cento (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"602\" data-large_image_height=\"1640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-306037\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54-110x300.png\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54-110x300.png 110w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54-376x1024.png 376w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54-564x1536.png 564w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Schermata-2022-11-12-alle-10.24.54.png 602w\" sizes=\"auto, (max-width: 110px) 100vw, 110px\" \/><\/a>Oltre ad avere un peso fiscale tra i pi\u00f9 elevati d\u2019Europa, l\u2019Italia \u00e8 il Paese dove pagare le tasse \u00e8 anche pi\u00f9 difficile, in particolar modo per le aziende.<\/strong> La burocrazia fiscale, infatti, ha dimensioni impressionanti. Non solo. Paghiamo molto ma in cambio riceviamo poco. Certo, anche la nostra Pubblica Amministrazione presenta in alcuni settori dei picchi di eccellenza non riscontrabili altrove. Mediamente, per\u00f2, la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei servizi resi ai cittadini e alle imprese \u00e8 molto inferiore alla media europea. Tornando al tema della burocrazia fiscale, secondo le ultime statistiche disponibili elaborate\u00a0dalla Banca Mondiale (Doing Business 2020), gli imprenditori italiani, come i colleghi portoghesi, \u201cperdono\u201d 30 giorni all\u2019anno (pari a 238 ore) per raccogliere tutte le informazioni necessarie per calcolare le imposte dovute; per completare tutte le dichiarazioni dei redditi e per presentarle all\u2019Amministrazione finanziaria; per effettuare il pagamento on line o presso le autorit\u00e0 preposte. In Francia per espletare le incombenze burocratiche derivanti dal pagamento delle tasse sono necessari solo 17 giorni (139 ore), in Spagna 18 (143 ore) e in Germania 27 (218 ore), mentre la media dell\u2019Area dell\u2019Euro \u00e8 di 18 giorni (147 ore). I dati si riferiscono a una media impresa (societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata), al secondo anno di vita e con circa 60 addetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pressione fiscale in Italia, data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, ha raggiunto il 43,8 per cento; un livello mai toccato in precedenza (vedi Tab. 1). 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