{"id":313659,"date":"2022-12-27T16:55:32","date_gmt":"2022-12-27T15:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=313659"},"modified":"2022-12-28T05:28:29","modified_gmt":"2022-12-28T04:28:29","slug":"sulla-probabile-origine-dell-appellativo-teck-ad-indicazione-degli-originari-di-la-valle-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sulla-probabile-origine-dell-appellativo-teck-ad-indicazione-degli-originari-di-la-valle-seconda-parte\/","title":{"rendered":"SULLA PROBABILE ORIGINE DELL\u2019 APPELLATIVO \u201cTECK\u201d AD INDICAZIONE DEGLI ORIGINARI DI LA VALLE \u2013 SECONDA PARTE"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1600\" data-large_image_height=\"1200\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-313324 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/><\/a>di Tiziano De Col<\/strong><\/p>\n<p><strong>Del legame tra l\u2019Imperatore, il Patriarcato di Aquileia, i Canonici del Capitolo della Cattedrale e i Della Valle.<\/strong><\/p>\n<p>Cercheremo, per quanto possibile, di essere sintetici e riuscire a mantenere una linea di spiegazione che sia facilmente seguibile dal lettore e quindi gli studiosi ci perdoneranno una spiegazione non approfondita negli avvenimenti che porterebbe ad appesantimento della lettura.<\/p>\n<p><strong>La lotta per le Investiture nel Patriarcato di Aquileia<\/strong><\/p>\n<p><em>Il 23 settembre 1122 grazie al noto Concordato di Worms si dirimevano le questioni tra Papato ed Impero per la nomina dei Vescovi. Secondo il concordato, l&#8217;imperatore rinunciava alla sua prerogativa di investitura con bastone e anello pastorale accettando la libera elezione dei vescovi da parte del Capitolo dei Canonici della Cattedrale. Nonostante il raggiungimento di questo compromesso, il conflitto non era ancora del tutto finito. Riprese vigore nel 1154 e si concluse, un secolo pi\u00f9 tardi, con la sconfitta totale degli imperatori germanici. Intorno al 1220 Federico II di Svevia, fin\u00ec addirittura per rinunciare ai privilegi che gli erano stati concessi dal concordato di Worms in terra germanica. (Fonte Wikipedia) <\/em><em>Il Patriarca di Aquileia, Nicol\u00f2 di Lussemburgo, figlio (al di fuori del matrimonio) di Giovanni di Lussemburgo, Re di Boemia, fu Patriarca dal\u00a0\u00a0\u00a0 18 maggio 1351 .* <\/em><em>A seguito delle stringenti e struggenti richieste (\u201clacrymarum fluentium precio\u201d) di suo fratello Re Calo IV, e non di meno dietro l\u2019elargizione di un cospicuo controvalore in denaro, gli ultimi due fascicoli del Vangelo di Marco, venerato ad Aquileia come reliquia, passarono per volont\u00e0 di Nicol\u00f2 e del capitolo della basilica di Aquileia nelle mani del re. Nicol\u00f2 accompagn\u00f2 il fratello, Carlo IV, nel viaggio che lo portava all\u2019incoronazione e si trattenne pi\u00f9 mesi a Siena e Pisa come capitano e come \u201cvicarius generalis\u201d della Toscana. A Pisa fu vittima di un tumulto insorto contro la sua persona e fu, di conseguenza, preso prigioniero, mentre nel frattempo anche in Friuli prendevano piede azioni di rivolta contro la sua autorit\u00e0. Nelle citt\u00e0 di Udine e di Cividale i capitani da lui insediati vennero uccisi. * <\/em>Degno di nota \u00e8 che, <em>al suo rientro in Friuli egli ricevette l\u2019incarico di vicario imperiale per le citt\u00e0 di Feltre e Belluno*<\/em> e questo conferma che, in quel periodo, Belluno e Feltre erano sotto il diretto controllo del Patriarcato e dell\u2019Imperatore e quindi anche delle aree del Bellunese in quel periodo filo imperiali, quali l\u2019Agordino, investito dall\u2019Imperatore a Giacomo Avoscano, il quale, nel 1347 aveva dato la reggenza a Bonifacino detto De La \u00a0Turre della Valle d\u2019Agordo, uno dei quattro figli di Lancillotto Della Valle . <em>Il Patriarca Nicol\u00f2 mor\u00ec il 29 luglio 1358 a Belluno dove ricevette una prima sepoltura: solamente in un secondo momento le sue spoglie furono trasferite nel duomo di Udine.* <\/em>(* notizie tratte in parte dal Dizionario Biografico dei Friulani) In questo contesto, i Della Valle, oltre che il potere politico avevano anche un potere religioso, in quanto il canonico Brancaleone Della Valle, figlio di Franceschino e nipote di Lancillotto, era quindi ben inserito nei rapporti tra il Capitolo della Cattedrale, del quale lui era canonico , il Patriarcato di Aquileia, e l\u2019Imperatore. Il Canonico Brancaleone della Valle compare pi\u00f9 volte nella Raccolta di Documenti trascritti dal Prof. Don Francesco Pellegrini e come esempi riportiamo: 1364 \u2013 20 marzo &#8211; Venezia \u2013 Protesta del Canonico di Belluno Brancaleone della Valle procuratore del Vescovo e del Clero di Belluno, perch\u00e9 non c\u2019era chi ricevesse il denaro delle decime; 1366 \u2013 17 novembre \u2013 Belluno \u2013 Il Canonico Brancaleone della Valle partecipa alla dieta (assemblea) del Capitolo e del Clero Bellunese nella quale si delibera di spendere 100 ducati d\u2019oro per acquistare un gioiello da donare alla figlia di Francesco da Carrara, Signore di Padova<\/p>\n<p><strong>La guerra tra la Repubblica di Venezia ed il Regno di Ungheria<\/strong><\/p>\n<p><em>La guerra tra la Repubblica di Venezia e il Regno d&#8217;Ungheria scoppi\u00f2 nel 1411 poich\u00e9 la prima mirava al controllo dei passi alpini mentre il secondo cercava uno sbocco sul mare Adriatico.Il fuoriuscito fiorentino Filippo Scolari, al servizio di Sigismondo ed alla testa di 16.000 ungheresi e boemi, invase il Friuli, prendendo e saccheggiando Monfalcone, Marano, Portogruaro, Ceneda, Serravalle, Belluno, Feltre, il Trevisano, il Veronese ed il Padovano (dove sperava nell&#8217;insurrezione antiveneziana a favore degli spodestati Carraresi, Scaligeri e da Camino).Lo Scolari, assieme a Sigismondo ed alla testa di 6.000 cavalieri, entr\u00f2 a Udine il 28 settembre 1411, dopo che la citt\u00e0 aveva chiesto invano protezione al duca d&#8217;Austria Ernesto \u201cIl Ferreo\u201d d\u2019Asburgo; Udine fu costretta a pagare un alto prezzo per evitare il saccheggio; il 30 settembre cadde anche Cividale.Anche i veneziani invasero il Friuli causando stragi e saccheggi: il nobile friulano Tristano Savorgnan, dopo essere stato assediato quattro mesi nel proprio castello di Povoletto, fece atto di sottomissione alla Serenissima e ripar\u00f2 subito a Venezia dove fu nominato provveditore. Proprio Tristano Savorgnan si rese protagonista di un&#8217;azione ardita: con 400 cavalieri, numerosi fanti e innalzando false insegne ungheresi ingann\u00f2 la guarnigione che presidiava le mura cittadine e riusc\u00ec ad entrare a Udine, ma venne scoperto e subito cacciato (28 marzo 1412). Carlo I Malatesta, al soldo di Venezia, con 8.000 cavalieri e 6.000 fanti saccheggi\u00f2 anche i territori di Enrico IV conte di Gorizia (maggio-giugno 1412).Neppure l&#8217;Istria fu risparmiata dal conflitto: Venezia occup\u00f2 Buie, Portole, Rozzo e Colmo, mentre gli ungheresi occuparono il castello di Montona credendolo di Venezia, scoprendo invece che era presidiato da milizie patriarcali. I due contendenti si affrontarono per il controllo dei territori appena occupati; Venezia realizz\u00f2 22 miglia di fossi e terrapieni lungo il Livenza, che fu pattugliato da una flottiglia munita d&#8217;artiglierie; Filippo Scolari con 3.000 cavalieri e truppe raccolte nelle guarnigioni (boemi, tedeschi, ungheresi ed alcuni feudatari friulani) attacc\u00f2 di sorpresa all&#8217;alba il campo veneziano a Motta di Livenza (24 agosto 1412).Carlo Malatesta venne ferito tre volte negli scontri e Taddeo del Verme (anch&#8217;egli ferito nello scontro) furono alla fine soccorsi da un contingente di cavalleria condotta da Ruggero &#8220;Cane&#8221; Ranieri e Crasso da Venosa, i quali riuscirono a respingere gli attaccanti che lasciarono sul campo pi\u00f9 di 1.300 tra caduti e feriti. Guglielmo da Prata ed altri tre capitani furono fatti prigionieri, e cinque delle sei bandiere furono perse. Passati all&#8217;offensiva, i Veneziani posero l&#8217;assedio a Udine (15 ottobre 1412), riuscendo a sconfiggere Filippo Scolari, solo per venire cacciati dall&#8217;esercito guidato da Sigismondo, divenuto frattanto re di Germania, che fu accolto in citt\u00e0 il 13 dicembre 1412. Venezia occup\u00f2 tuttavia i porti della Dalmazia ed assold\u00f2 Pandolfo III Malatesta signore di Fano, Brescia e Bergamo, ma nessuno raggiunse un successo decisivo.Le parti firmarono una tregua di cinque anni a Castelletto del Friuli (17 aprile 1413), anche a causa dell&#8217;avanzata ottomana nei Balcani; l&#8217;ostilit\u00e0 di Venezia impediva inoltre a Sigismondo di recarsi a Roma ed ottenere l&#8217;incoronazione imperiale. Ognuno dei due belligeranti mantenne i territori occupati fino ad allora. <\/em><em>(Tratto da Wikiwand.com)<\/em><\/p>\n<p><strong> <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine5.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"300\" data-large_image_height=\"144\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-313660 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine5.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" \/><\/a><\/strong><strong><em>L\u2019ultimo Patriarca di Aquileia \u2013 Ludovico di Teck<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Nel corso del confronto con Venezia Sigismondo era riuscito a far nominare al patriarcato di Aquileia un potente e aggressivo prelato tedesco, Ludovico di Teck. <\/em><strong><em>Ludovico di Teck<\/em><\/strong><em> \u00e8 stato un patriarca cattolico tedesco, patriarca di Aquileia dal 1412 al 1419 (fino al 1420 con potere temporale). <\/em><em>Eletto Patriarca di Aquileia nel 1419 con l&#8217;aiuto dell&#8217;imperatore Sigismondo, fu costantemente in contrasto con la nobilt\u00e0 friulana. Ludovico si trov\u00f2 subito costretto ad affrontare suo malgrado la guerra tra la Repubblica di Venezia ed il Regno di Ungheria che coinvolse e devast\u00f2 il Friuli, attraversato e dilaniato dalle truppe dei due schieramenti e che si concluse con grandi perdite territoriali per il patriarcato. <\/em><em>Duca di Teck, fu l&#8217;ultimo della linea Teck-Owen. <\/em><em>L&#8217;ormai inevitabile atto finale per la storia del patriarcato si comp\u00ec ne 1418: mentre gli ungheresi erano ancora occupati a combatte gli ottomani nei Balcani, Venezia li sconfisse rapidamente sul mare, firm\u00f2 con essi la pace (9 luglio 1416) ed intraprese l&#8217;occupazione del Patriarcato. L&#8217;atto formale di inizio dei conflitti si ebbe quando Tristano Savorgnan reclam\u00f2 i beni confiscati dal patriarca ed inizi\u00f2 i saccheggi dei territori del Friuli. Anche gli ultimi territori patriarcali in Istria vennero colpiti e Capodistria fu attaccata il 27 agosto 1418. I mercenari Taddeo D\u2019Este e Filippo Arcelli, al soldo di Venezia, invaso il Friuli, saccheggiano Aquileia e bombardano Cividale costringendola alla resa (13 lugli 1419), seguita da quella di Sacile (14 agosto 1419), mentre Tristano Savorgnan fall\u00ec la presa di Udine (12 settembre 1419). <\/em><i>Il patriarca venne supportato da Enrico IV conte di Gorizia e con 6.000 soldati patriarcali ed ungheresi, assieme ai Carraresi ed al conte di Ortemburg assal\u00ec Cividale, bombardandola per 115 giorni ma fu sconfitto dall&#8217;esercito di soccorso veneziano (dicembre 1419). Enrico IV venne catturato e dovette pagare un grosso riscatto; Ludovico fu costretto a lasciare il Friuli per cercare aiuto in Ungheria (1420) ma Sigismondo era impegnato nelle guerre hussite (1420-1434). I Veneziani procedettero all&#8217;occupazione del patriarcato Filippo Arcelli prese Feltre (14 marzo 1420) e Belluno (23 marzo) mentre Tristano Savorgnan ottenne la resa di Udine (4 aprile 1420), che dovette pagare una grossa taglia per evitare il saccheggio, prese Spilimbergo, San <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine3.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"243\" data-large_image_height=\"300\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-313661 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine3.jpg\" alt=\"\" width=\"134\" height=\"165\" \/><\/a>Vito,Portogruaro e Venzone (30 giugno). <\/i><i>Il doge Tommaso Mocenigo ottenne la resa di Monfalcone (14 luglio 1420), il porto adriatico pi\u00f9 settentrionale che ribattezz\u00f2 \u201cOcchio della Patria del Friuli\u201d. I Veneziani presero poi Marano e Aquileia, ottenendo il controllo della costa ed occupando nel contempo la Carnia, mentre il Cadore (fino al Castello di Botestagno compreso) cess\u00f2 la resistenza solo dopo aver ottenuto il riconoscimento dei propri diritti giurisdizionali. Nell&#8217;Istria, Muggia e Capodistria fecero atto di dedizione a Venezia che assedi\u00f2 e prese anche Pinguente (luglio 1420),Albona, Fianona, Spalato e Cattarro. Entro la fine di luglio tutto il Patriarcato era ormai in mano veneziana.<\/i><\/p>\n<p>(Tratto da Wikipedia)<\/p>\n<p><em><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine4.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"282\" data-large_image_height=\"302\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-313662 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine4-280x300.png\" alt=\"\" width=\"154\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine4-280x300.png 280w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine4.png 282w\" sizes=\"auto, (max-width: 154px) 100vw, 154px\" \/><\/a>La caduta di Pandolfo Malatesta e il riassorbimento di Brescia nel rinato Stato visconteo stavano ad indicare, gi\u00e0 nei primi anni Venti, che nel futuro del Dominio veneto di Terra nulla poteva essere dato per scontato: nel 1422 recenti successi in Friuli venivano messi in discussione, oltre che da Sigismondo, anche da Ludovico di Teck, e l&#8217;occupazione di Genova da parte del Visconti fu un altro segnale inquietante. <\/em>Nella primavera del 1420 il Patriarca Ludovico di Teck, si impegn\u00f2 nella difesa di Feltre e Belluno dall\u2019assalto dei Veneziani e cerc\u00f2 aiuto nelle popolazioni filo-imperiali delle zone contermini, quali l\u2019 Agordino, dove i Della Valle, rimasti Ghibellini e filo\u00a0 Imperiali dall\u2019epoca di Ezzelino,\u00a0 legati al Capitolo e quindi al Patriarcato, sicuramente si schierarono al suo fianco, meritandosi l\u2019appellativo di Teck, in quanto affiancati all\u2019ultimo Patriarca, Ludovico, Duca di Teck.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"240\" data-large_image_height=\"200\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-313663 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine1.png\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"108\" \/><\/a>Il termine \u201ckei Teck\u201d come dispregiativo nei confronti dei Lavallesi da parte del resto del Sottochiusa<\/strong><\/p>\n<p>In un agordino che diventava completamente guelfo, con la soppressione del Rotulo o parentela\u00a0 dei Della Valle, con l\u2019ultimo Patriarca sconfitto e con la Chiesa di Roma che , alleata con Venezia, scardinava il secolare Patriarcato ridimensionandolo fino alla sua scomparsa, fu gioco facile additare i Della Valle e di conseguenza i Lavallesi con l\u2019epiteto usato in forma dispregiativa di \u201cKei Teck\u201d , appellativo che invece ancora, molti abitanti di La Valle \u201cindossano\u201d con orgoglio, quale simbolo distintivo di identit\u00e0 e coerenza. Da Wikipedia : <em>Per Duca di Teck si intende, nel corso del Medioevo, un titolo assegnato al responsabile del principato tedesco di Teck e ai dintorni del suo castello, cos\u00ec identificato nel Sacro Romano Impero. <\/em><em>Quel territorio appartenne, tra il 1187 ed il 1439, ad una genealogia parallela alla dinastia Z\u00e4hringen, noto storicamente come il primo casato di Teck. Il titolo fu ricreato nel 1871 nel Regno di W\u00fcrttemberg per un cugino del suo re, Carlo. <\/em><em>Adalberto, figlio di Corrado di Z\u00e4hringen, eredita i possedimenti di suo padre intorno al castello di Teck tra Kirchheim e Owen. <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"240\" data-large_image_height=\"200\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-313664 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine2.png\" alt=\"\" width=\"121\" height=\"101\" \/><\/a>Dopo la morte di suo fratello, Bertoldo IV, Duca di Z\u00e4hringen nel 1186, Adalberto adotta il titolo di Duca di Teck. <\/em><em>Nel XIII secolo, la famiglia si divise nelle linee di Teck-Oberndorf e Teck-Owen. I duchi di Teck-Oberndorf si estinsero nel 1363 e Federico di Teck-Owen vendette i loro possedimenti al Conte di Hohenberg. Nel 1365, i Duchi di Teck-Owen vennero in possesso di Mindelheim, ma dovettero, nel 1381, vendere le loro terre intorno al castello di Teck ai conti di W\u00fcrttemberg.[1] L&#8217;ultimo membro di quella linea genealogica, Ludovico di Teck, patriarca di Aquileia dal 1412, mor\u00ec nel 1439.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">DAL SITO RADIOPIU.NET DEL 24 DICEMBRE 2022<\/span><\/h3>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"4ZL7TmKqj6\"><p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sulla-probabile-origine-dellappellativo-teck-ad-indicazione-degli-originari-di-la-valle-prima-parte\/\">SULLA PROBABILE ORIGINE DELL\u2019APPELLATIVO \u201cTECK\u201d AD INDICAZIONE DEGLI ORIGINARI DI LA VALLE \u2013 PRIMA PARTE<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;SULLA PROBABILE ORIGINE DELL\u2019APPELLATIVO \u201cTECK\u201d AD INDICAZIONE DEGLI ORIGINARI DI LA VALLE \u2013 PRIMA PARTE&#8221; &#8212; Radio Pi\u00f9\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sulla-probabile-origine-dellappellativo-teck-ad-indicazione-degli-originari-di-la-valle-prima-parte\/embed\/#?secret=Q8cK0ZBQKU#?secret=4ZL7TmKqj6\" data-secret=\"4ZL7TmKqj6\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tiziano De Col Del legame tra l\u2019Imperatore, il Patriarcato di Aquileia, i Canonici del Capitolo della Cattedrale e i Della Valle. Cercheremo, per quanto possibile, di essere sintetici e riuscire a mantenere una linea di spiegazione che sia facilmente seguibile dal lettore e quindi gli studiosi ci perdoneranno una spiegazione non approfondita negli avvenimenti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":313324,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[104,49],"tags":[],"class_list":["post-313659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza_3","category-news-18","category-104","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/f4e539d1-43d1-4fd1-8dcd-5625c3bb6fa6.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/313659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=313659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/313659\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/313324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=313659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=313659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=313659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}