{"id":320412,"date":"2023-02-04T09:32:12","date_gmt":"2023-02-04T08:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=320412"},"modified":"2023-02-04T09:32:12","modified_gmt":"2023-02-04T08:32:12","slug":"versano-piu-di-quanto-ricevono-dallo-stato-le-regioni-che-vogliono-lautonomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/versano-piu-di-quanto-ricevono-dallo-stato-le-regioni-che-vogliono-lautonomia\/","title":{"rendered":"VERSANO PIU\u2019 DI QUANTO RICEVONO DALLO STATO &#8211; LE REGIONI CHE VOGLIONO L&#8217;AUTONOMIA"},"content":{"rendered":"<p><strong>CHI VUOLE L\u2019AUTONOMIA ? VENETO, EMILIA R. E LOMBARDIA PERCHE\u2019 VERSANO PIU\u2019 DI QUANTO RICEVONO DALLO STATO<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1082\" data-large_image_height=\"1512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-320418\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50-215x300.png\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50-215x300.png 215w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50-733x1024.png 733w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50-768x1073.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.28.50.png 1082w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>Sebbene sia molto complesso misurarlo, anche perch\u00e9 esistono diverse metodologie per calcolarlo, gli ultimi dati disponibili sul \u201cresiduo fiscale\u201d evidenziano come nel rapporto dare-avere tra lo Stato centrale e i territori la gran parte delle regioni del Nord presentino un valore negativo. In altri termini, \u201cdevolvono\u201d in solidariet\u00e0 agli altri territori e al bilancio pubblico pi\u00f9 di quanto ricevono dal centro.<\/p>\n<p>Considerando le tre ipotesi elaborate dalla Banca d\u2019Italia, in quella meno \u201conerosa\u201d economicamente per le regioni virtuose emerge che, nel 2019, ciascun abitante di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia &#8211; vale a dire le Regioni che hanno gi\u00e0 firmato un patto con l\u2019Esecutivo per ottenere l\u2019autonomia differenziata &#8211; ha \u201calimentato\u201d le casse pubbliche e il resto del Paese rispettivamente con 2.680 euro, 2.811 euro e 5.090 euro (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, l\u2019esistenza di un residuo fiscale eccessivamente negativo costituisce una delle motivazioni alla base della richiesta di autonomia differenziata delle tre amministrazioni regionali richiamate pi\u00f9 sopra. Anche se con sfaccettature diverse, tutte, comunque, <strong>in linea di principio sono consapevoli che il centralismo statale abbia accentuato le disparit\u00e0 tra i territori.<\/strong><br \/>\nTornando ai dati sul \u201cresiduo fiscale\u201d, le regioni del Sud presentano, invece, un risultato positivo; essendo maggiormente in difficolt\u00e0 economica rispetto al resto del Paese, i flussi finanziari che ricevono sono superiori alle risorse economiche che \u201cversano\u201d allo Stato centrale. La Campania, ad esempio, sempre nel 2019 ha registrato un \u201csaldo\u201d pro capite pari a +1.380 euro, la Puglia +2.440 euro, la Sicilia +2.989 euro e la Calabria +3.085 euro.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 s\u00ec all\u2019autonomia<\/strong><br \/>\nLo scontro politico sul tema dell\u2019autonomia \u00e8 stato, e lo sar\u00e0 anche nei prossimi mesi, molto acceso. Sia chiaro: questa riforma deve coniugare efficienza, solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0. Non deve togliere nulla a nessuno, ci mancherebbe. Ma deve consentire, a chi lo chiede, di gestire a minor costo per la collettivit\u00e0 un servizio attualmente erogato dallo Stato centrale, avvicinando i centri di spesa ai cittadini, nel rispetto del principio \u201cvedo, pago e voto\u201d. Dopo l\u2019approvazione del disegno di legge avvenuta gioved\u00ec scorso, ora si avvia la fase di messa a punto della riforma. Bisogner\u00e0 definire i \u201cLivelli essenziali di prestazione\u201d (Lep), l\u2019istituzione di un fondo perequativo a sostegno dei territori pi\u00f9 in difficolt\u00e0 e dovr\u00e0 essere rafforzata la centralit\u00e0 del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni-Enti locali nella definizione degli aspetti appena richiamati. Altres\u00ec, alcune delle 23 materie, cos\u00ec come ha sottolineato nelle settimane scorse il ministro Calderoli, verranno \u201cspacchettate\u201d. Con tutta probabilit\u00e0, lo Stato centrale manterr\u00e0 il potere legislativo su energia, grandi reti infrastrutturali e relazioni internazionali. Detto ci\u00f2, nel rispetto di quanto \u00e8 previsto dalla Costituzione italiana, i territori che chiedono di gestire in autonomia nuove funzioni e competenze devono essere messi nelle condizioni di farlo. Altrimenti si \u00e8 contro la Carta costituzionale.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1082\" data-large_image_height=\"1512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-320417\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22-215x300.png\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22-215x300.png 215w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22-733x1024.png 733w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22-768x1073.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.22.png 1082w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>Alcune riflessioni sulla sanit\u00e0<\/strong><br \/>\nSebbene il Fondo sanitario nazionale destinato alle Regioni ammonti a poco meno di 130 miliardi di euro all\u2019anno, da quasi 25 anni la sanit\u00e0 \u00e8 gestita amministrativamente e finanziariamente da queste ultime. Va altres\u00ec segnalato che le differenze regionali in termini di qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei servizi resi alla cittadinanza sono molto evidenti, prova ne sia che ogni anno assistiamo allo \u201cscandalo\u201d per cui 800 mila cittadini meridionali sono costretti a \u201ctrasferirsi\u201d nel Centro-Nord per sottoporsi a cure, terapie e interventi chirurgici che non sono in grado di ottenere dalle aziende sanitarie del Sud.<\/p>\n<p><strong>Pertanto, la tesi che sostengono coloro che avversano la riforma approvata l\u2019altro ieri dal Consiglio dei Ministri \u00e8 la seguente: come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto nella sanit\u00e0, nei prossimi anni con la riforma sull\u2019autonomia i divari territoriali tra Nord e Sud sono destinati ad aumentare.<\/strong><\/p>\n<p>Questa ipotesi \u00e8 verosimile? Ancorch\u00e9 non sia per nulla facile dare una risposta certa, proviamo a elaborarla ragionando per paradosso. Chiediamoci: se, oggi, la sanit\u00e0 fosse gestita \u201ccentralmente\u201d (cio\u00e8 a livello ministeriale), le cose andrebbero meglio e l\u2019efficienza del servizio presente al Sud sarebbe allineata a quello del Centro Nord?<\/p>\n<p>Obiettivamente crediamo di no. Anzi, probabilmente avremmo un \u201carretramento\u201d del servizio anche in quei territori nei quali oggi \u00e8 elevato, \u201ccondannando\u201d quelle centinaia e centinaia di migliaia di persone del Sud che oggi risalgono la penisola per curarsi, a non disporre di nessuna altra alternativa (gettando, molto probabilmente, nella \u201cdisperazione\u201d altrettanti cittadini del Nord). A nostro avviso, pertanto, il problema non sono solo le risorse, oggi sicuramente meno importanti di un tempo, ma, soprattutto, una incapacit\u00e0 e spesso una mala gestio altrettanto diffusa che, soprattutto nei decenni passati, hanno caratterizzato la politica sanitaria e non della classe dirigente meridionale.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"994\" data-large_image_height=\"1570\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-320416\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58-190x300.png\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58-190x300.png 190w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58-648x1024.png 648w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58-768x1213.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58-972x1536.png 972w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-04-alle-09.29.58.png 994w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a>Una sanit\u00e0 gestita localmente ha reagito meglio al Covid<\/strong><br \/>\nA differenza di quanto affermano molti commentatori, grazie alla \u201cregionalizzazione\u201d della sanit\u00e0, l\u2019Ufficio studi della CGIA ritiene che, in linea di massima, gli effetti della pandemia siano stati contrastati pi\u00f9 efficacemente. La prima ondata, quella pi\u00f9 drammatica, ha colpito quasi esclusivamente le regioni del Nord che, come sappiamo, dispongono di un sistema sanitario con livelli di performance superiori al resto del Paese. Ebbene, nonostante gli errori commessi, l\u2019impreparazione iniziale e le responsabilit\u00e0 emerse nelle prime settimane sia nelle strutture pubbliche che in quelle private, le aziende sanitarie del Nord sono riuscite nel giro di qualche mese a mettere a punto delle procedure, dei protocolli e delle modalit\u00e0 di contrasto al Covid che sono state assunte come best practice persino all\u2019estero, consentendo anche alle ASL del Mezzogiorno di beneficiarne. Se, invece, il Coronavirus si fosse diffuso dapprima nelle regioni del Sud, molto probabilmente, le cose sarebbero andate diversamente; verosimilmente molto peggio di quanto si \u00e8 realmente verificato. Ovviamente, non abbiamo alcuna riprova, ma la sensazione che sarebbe finita cos\u00ec \u00e8 molto diffusa. Pi\u00f9 in generale, comunque, molti potrebbero obbiettare che se il Sud avesse gli stessi livelli di prestazione erogati al Nord non ci sarebbero problemi. Tuttavia, se non riusciamo ad accorciare le distanze tra le aree geografiche ci\u00f2 \u00e8 dovuto, in particolar modo, al fatto che, una buona parte della Pubblica amministrazione meridionale (come la giustizia amministrativa, la sanit\u00e0, la scuola, gli enti locali, etc.), funziona poco e male. La classe dirigente meridionale ha dimostrato dei limiti spaventosi, visto che, soprattutto in passato, veniva selezionata non sulla base delle sue capacit\u00e0, ma nel creare le condizioni per intercettare le risorse pubbliche. E non \u00e8 nemmeno sostenibile la tesi di chi afferma che il ritardo \u00e8 dovuto all\u2019insufficiente numero di trasferimenti erogati. A differenza di qualche decennio fa, i trasferimenti dello Stato sono diminuiti ovunque, ma il Sud, proprio perch\u00e9 pi\u00f9 in difficolt\u00e0, continua ancora adesso a riceverne in misura maggiore rispetto a quelli erogati al Nord.<strong> I dati della Ragioneria Generale dello Stato lo dimostrano inequivocabilmente. La verit\u00e0 \u00e8 che, soprattutto nel passato, non li ha spesi con parsimonia e adesso ne paga le conseguenze o, come sta emergendo in questi ultimi mesi con l\u2019attuazione del PNRR, non \u00e8 in grado addirittura di spenderli.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Le 3 tabelle illustrano i residui fiscali primari (al netto della spesa per interessi) elaborati dalla Banca d\u2019Italia all\u2019interno della pubblicazione Economie Regionali (novembre 2020).<\/em><br \/>\n<em>Le tabelle 1 e 2 utilizzano il criterio della localizzazione, ovvero attribuiscono le spese e le entrate in base al luogo in cui sono rispettivamente erogate o acquisite; il residuo fiscale cos\u00ec ottenuto risulta positivo per il Mezzogiorno e varia da +2.451 euro pro capite (tabella 1 con dati Conti Pubblici Territoriali) a +2.791 euro pro capite (tabella 2 con dati RGS, Siope e bilanci degli enti previdenziali).<\/em><br \/>\n<em>La tabella 3 riporta invece i residui fiscali primari secondo il criterio del beneficio, ovvero tiene conto della distribuzione sul territorio delle caratteristiche che identificano i beneficiari finali dei servizi pubblici (della spesa) e coloro che ne sostengono l\u2019onere (soggetti al prelievo). Sulla base di questo criterio si ottiene un residuo fiscale primario ancora pi\u00f9 elevato per il Mezzogiorno (+3.178 euro pro capite). <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHI VUOLE L\u2019AUTONOMIA ? VENETO, EMILIA R. 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