{"id":326049,"date":"2023-03-11T09:18:47","date_gmt":"2023-03-11T08:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=326049"},"modified":"2023-03-11T09:18:47","modified_gmt":"2023-03-11T08:18:47","slug":"fondi-europei-il-veneto-deve-spendere-71-milioni-altrimenti-li-perdiamo-entro-il-31-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/fondi-europei-il-veneto-deve-spendere-71-milioni-altrimenti-li-perdiamo-entro-il-31-dicembre\/","title":{"rendered":"FONDI EUROPEI: IL VENETO DEVE SPENDERE 71 MILIONI, ALTRIMENTI  LI PERDIAMO ENTRO IL 31 DICEMBRE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1186\" data-large_image_height=\"1620\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-326050\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05-220x300.png\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05-220x300.png 220w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05-750x1024.png 750w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05-768x1049.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05-1125x1536.png 1125w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Schermata-2023-03-11-alle-09.18.05.png 1186w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>Entro la fine di quest\u2019anno il Veneto deve ancora spendere 71 milioni di euro di Fondi di coesione europea, altrimenti corriamo il rischio di perderli. Insomma, dei 682 milioni messi a disposizione in questi 7 anni di programmazione, fino ad ora ne abbiamo \u201cmessi a terra\u201d 611. In altre parole, per il settennio 2014-2020, abbiamo speso l\u201989,6 per cento delle risorse messe a nostra disposizione da Bruxelles e, salvo, imprevisti, non dovremmo avere alcun problema a investirli tutti. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>Molto diversa, invece, \u00e8 la situazione nel resto del Paese. Dei 64,8 miliardi di euro di fondi europei di coesione messi a disposizione dell\u2019Italia sempre nel ciclo 2014-2020, di cui 17 di cofinanziamento nazionale, la spesa complessiva certificata da Bruxelles al 31 dicembre scorso \u00e8 stata di 35 miliardi, pari al 54 per cento dell\u2019ammontare totale che include anche la quota che noi italiani abbiamo dovuto sostenere.<\/p>\n<p><strong>Pertanto, entro il 31 dicembre 2023, data di scadenza di attuazione di questo settennato, dobbiamo spendere i restanti 29,8 miliardi (pari al 46 per cento della quota totale), di cui 10 sono di cofinanziamento nazionale. Se non riusciremo a centrare questo obbiettivo, la quota di fondi UE non utilizzatati andr\u00e0 persa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Insomma, \u00e8 a rischio una buona parte dei 19,8 miliardi che Bruxelles ci ha messo a disposizione da almeno nove anni.<\/strong><\/p>\n<p>Le ragioni di questa difficolt\u00e0 nell\u2019 utilizzare i soldi europei \u00e8 nota da tempo.<strong> Scontiamo, innanzitutto, una grossa difficolt\u00e0 di adattamento della nostra Pubblica amministrazione alle procedure imposte dall\u2019UE.<\/strong> Dopodich\u00e8, la nostra macchina pubblica presenta livelli di qualit\u00e0 dei servizi resi ai cittadini e alle imprese molto modesti e una efficienza che pu\u00f2 contare ancora su ampi margini di miglioramento. Il personale, soprattutto dell\u2019area tecnica, ha retribuzioni basse e, spesso, risulta, anche per questa ragione, poco motivato. Specificit\u00e0 che caratterizzano, in particolar modo, i dipendenti pubblici delle regioni e degli enti locali del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Va comunque segnalato che dei 19,9 miliardi di euro di risorse europee che dobbiamo \u201cmettere a terra\u201d entro la fine di quest\u2019anno, 15,3 sono in capo allo Stato centrale (Progetti PON, FESR e FSE) e 4,6 alle regioni. Insomma, sarebbe sbagliato \u201cprendersela\u201d solo con le amministrazioni periferiche; la necessit\u00e0 di investire nel personale pubblico riguarda, purtroppo, tutti i livelli.<\/p>\n<p>Come era prevedibile sono a rischio anche i fondi del PNRR. In attesa della presentazione del nuovo stato di avanzamento da parte di Italia Domani, secondo la Nota di aggiornamento al DEF (Nadef), presentata il 27 settembre scorso, entro il 31 dicembre 2022 dovremmo aver speso 20,5 miliardi di euro, praticamente la met\u00e0 dei 41,4 miliardi previsti inizialmente dal DEF. In questo caso, l\u2019aumento del costo dei materiali avvenuto nell\u2019ultimo anno ha frenato enormemente la realizzazione di molte opere pubbliche, facendo \u201csaltare\u201d molti obbiettivi previsti dal PNRR.<\/p>\n<p>Tornando ai dati relativi ai Fondi di coesione, al 31 dicembre scorso, dei 21,2 miliardi finanziati dall\u2019UE e gestiti dalle nostre regioni nel settennio 2014-2020, 16,6 sono stati spesi e gli altri 4,6 dovranno esserlo entro quest\u2019anno. Le amministrazioni regionali pi\u00f9 in difficolt\u00e0 sono quelle del Mezzogiorno. Entro la fine del 2023, pena la perdita delle risorse, la Puglia deve spendere altri 335 milioni di euro, la Calabria 616 milioni, la Campania 1,27 miliardi e la Sicilia addirittura 1,45 miliardi. In buona sostanza, al 31 dicembre scorso, la percentuale di spesa realizzata sul totale da ricevere era solo del 65,5 per cento in Calabria, del 65,7 per cento in Campania e del 64 per cento in Sicilia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entro la fine di quest\u2019anno il Veneto deve ancora spendere 71 milioni di euro di Fondi di coesione europea, altrimenti corriamo il rischio di perderli. Insomma, dei 682 milioni messi a disposizione in questi 7 anni di programmazione, fino ad ora ne abbiamo \u201cmessi a terra\u201d 611. 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