{"id":333553,"date":"2023-04-29T09:45:13","date_gmt":"2023-04-29T07:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=333553"},"modified":"2023-04-29T09:45:13","modified_gmt":"2023-04-29T07:45:13","slug":"debiti-pa-le-pmi-venete-avanzano-5-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/debiti-pa-le-pmi-venete-avanzano-5-miliardi\/","title":{"rendered":"DEBITI PA: LE PMI VENETE AVANZANO 5 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1298\" data-large_image_height=\"1110\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-333555 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03-300x257.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03-300x257.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03-1024x876.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03-768x657.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.03.png 1298w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel liquidare i propri fornitori, la Pubblica Amministrazione presente in Veneto \u00e8 tra le pi\u00f9 \u201ctempestive\u201d d\u2019Italia, con tempi medi di pagamento nettamente inferiori ai limiti stabiliti per legge (vedi Tab. 1). Tuttavia, l\u2019Ufficio studi della CGIA stima che le aziende della nostra regione continuino ad avanzare dallo Stato centrale e dalle sue articolazioni periferiche almeno 5 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 possibile questa situazione se le Amministrazioni pubbliche presenti in Veneto sono cos\u00ec tempestive nei pagamenti ?<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo perch\u00e9 molte aziende venete lavorano per grandi aziende pubbliche, ministeri o enti locali di altre regioni e in secondo luogo perch\u00e9, come ha segnalato la Corte dei Conti, <strong>si starebbe consolidando una tendenza che vede le Amministrazioni pubbliche privilegiare il pagamento in tempi brevi le fatture di importo maggiore e ritardare intenzionalmente la liquidazione di quelle di importo meno elevato. Una modalit\u00e0 operativa che, ovviamente, penalizza le piccole imprese<\/strong> che, generalmente, lavorano in appalti o forniture di importi nettamente inferiori a quelli \u201criservati\u201d alle attivit\u00e0 produttive di dimensione superiore. Va altres\u00ec segnalato che dall\u2019estrapolazione dei dati riferiti agli Indicatori di Tempestivit\u00e0 dei Pagamenti (ITP) delle amministrazioni locali, in particolar modo del Sud, \u00e8 emerso che molte realt\u00e0 hanno migliorato le loro performance nel 2022, ottenendo valori negativi (ovvero hanno pagato in anticipo), ma i ritardi permangono elevati per i pagamenti riferiti agli anni precedenti. In buona sostanza, tante realt\u00e0 amministrative liquidano per tempo le fatture dell\u2019anno corrente, mentre tralasciano intenzionalmente quelle ricevute in passato.<\/p>\n<p>Solo 3 Ministeri su 15 hanno pagato entro i termini<br \/>\nAnalizzando i dati relativi all\u2019ITP del 2022, solo 3 Ministeri italiani su 15 hanno rispettato i termini di legge previsti nelle transazioni commerciali tra un\u2019Amministrazione dello Stato e un\u2019impresa privata. Se il MEF (con ITP pari a -1,27), gli Esteri (-4,75) e l\u2019Agricoltura (-4,88) hanno saldato i propri fornitori in anticipo, tutti gli altri, invece, hanno pagato dopo la scadenza pattuita. Tra i pi\u00f9 ritardatari segnaliamo il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (27,51 giorni di ritardo), l\u2019Universit\u00e0\/Ricerca (+38,32) e l\u2019Interno (+49,26). Maglia nera va all\u2019ex MISE, ovvero l\u2019attuale ministero delle Imprese e del made in Italy, che l\u2019anno scorso ha saldato i propri fornitori con un ritardo di 85,40 giorni, praticamente dopo 3 mesi dalla scadenza (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"788\" data-large_image_height=\"1110\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-333556 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30-213x300.png\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30-213x300.png 213w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30-727x1024.png 727w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30-768x1082.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Schermata-2023-04-29-alle-09.41.30.png 788w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><strong>Gi\u00e0 bacchettati dalla Corte di Giustizia dell\u2019UE<\/strong><\/p>\n<p>Con la sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che l\u2019Italia ha violato l\u2019art. 4 della direttiva UE 2011\/7 sui tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra amministrazioni pubbliche e imprese private. Sebbene in questi ultimi anni i ritardi medi con cui vengono saldate le fatture in Italia siano in leggero calo, nel 2021 la Commissione europea ha inviato al Governo Draghi una lettera di messa in mora sul mancato rispetto delle disposizioni previste dalla direttiva europea approvata 10 anni fa.<\/p>\n<p><strong>Soluzione ? Consentire la compensazione tra debiti fiscali e crediti commerciali<\/strong><\/p>\n<p>Per risolvere questa annosa questione che sta mettendo a dura prova la tenuta finanziaria di tantissime Pmi, per la CGIA c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: prevedere per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i crediti certi liquidi ed esigibili maturati da una impresa nei confronti della PA e i debiti fiscali e contributivi che la stessa deve onorare all\u2019erario. <strong>Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da decenni. Senza liquidit\u00e0 a disposizione, infatti, tanti piccoli imprenditori si trovano in grave difficolt\u00e0 e in un momento cos\u00ec delicato per l\u2019economia del Paese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la PA fatica a pagare<\/strong><\/p>\n<p>Le principali cause che hanno originato a questa cattiva abitudine che ci trasciniamo da decenni sono le seguenti:<br \/>\nla mancanza di liquidit\u00e0 da parte del committente pubblico;<br \/>\ni ritardi intenzionali;<br \/>\nl\u2019inefficienza di molte amministrazioni a emettere in tempi ragionevolmente brevi i certificati di pagamento;<br \/>\nle contestazioni che allungano la liquidazione delle fatture.<br \/>\nA queste cause ne vanno aggiunte almeno altre due che, tra le altre cose, hanno indotto, nel gennaio del 2020, la Corte di Giustizia europea a condannarci. Esse sono:<br \/>\nla richiesta, spesso avanzata dalla PA nei confronti degli esecutori delle opere, di ritardare l\u2019emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l\u2019invio delle fatture;<\/p>\n<p>l\u2019istanza rivolta dall\u2019Amministrazione pubblica al fornitore di accettare, durante la stipula del contratto, tempi di pagamento superiori ai limiti previsti per legge senza l\u2019applicazione degli interessi di mora in caso di ritardo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel liquidare i propri fornitori, la Pubblica Amministrazione presente in Veneto \u00e8 tra le pi\u00f9 \u201ctempestive\u201d d\u2019Italia, con tempi medi di pagamento nettamente inferiori ai limiti stabiliti per legge (vedi Tab. 1). 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