{"id":334804,"date":"2026-04-26T13:00:27","date_gmt":"2026-04-26T11:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=334804"},"modified":"2026-04-26T17:56:00","modified_gmt":"2026-04-26T15:56:00","slug":"lincidente-di-chernobyl-seconda-parte-lapprofondimento-di-tiziano-de-col","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/lincidente-di-chernobyl-seconda-parte-lapprofondimento-di-tiziano-de-col\/","title":{"rendered":"\u00a0L\u2019INCIDENTE DI CHERNOBYL &#8211; SECONDA PARTE- l&#8217;approfondimento di TIZIANO DE COL"},"content":{"rendered":"<p><strong>REDAZIONE<\/strong> Il 26 aprile di 40 anni fa si verific\u00f2 nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, il pi\u00f9 grave incidente della storia, causato da una serie incredibile di errori e di infrazioni procedurali, in un sistema di per s\u00e9 tecnologicamente vulnerabile. L\u2019incidente si verific\u00f2 durante un test a bassa potenza effettuato sul reattore n.4 che and\u00f2 fuori controllo e port\u00f2 alla distruzione del nocciolo del reattore ed al verificarsi di una prima esplosione con violenta fuoriuscita di materiale incandescente e di una seconda esplosione accompagnata da fuoriuscita di combustibile e grafite. Gli edifici furono gravemente danneggiati e lo scoperchiamento del reattore rese accessibile all\u2019aria la grafite calda tanto da provocare la combustione di tale materiale.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4b945b39-95c5-4090-8ee1-396ffd7e117e.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"637\" data-large_image_height=\"355\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-334805 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4b945b39-95c5-4090-8ee1-396ffd7e117e-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4b945b39-95c5-4090-8ee1-396ffd7e117e-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4b945b39-95c5-4090-8ee1-396ffd7e117e.jpg 637w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Il reattore n. 4 della centrale nucleare di Chernobyl dopo l\u2019incidente<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal momento dello scoperchiamento del reattore e del suo edificio esterno inizi\u00f2 il rilascio nell\u2019ambiente di una notevolissima quantit\u00e0 di nuclidi radioattivi sia volatili che solidi [1]. Pi\u00f9 di 100 elementiradioattivi furono rilasciati in atmosfera, la maggior parte dei quali erano a vita breve e sono decaduti molto rapidamente. Lo Iodio-131 (I-131), lo Stronzio-90 (Sr-90) ed il Cesio-137 (Cs-137) sono gli elementi pi\u00f9 pericolosi che sono stati rilasciati. Essi hanno un tempo di dimezzamento fisico (tempo necessario perch\u00e9 la quantit\u00e0 di una sostanza si riduca della met\u00e0) pari rispettivamente a 8 giorni, 29 anni e 30 anni.<br \/>\nLo Sr-90 ed il Cs-137 sono quindi ancora oggi presenti. Lo I-131 pu\u00f2 provocare tumori alla tiroide, lo Sr-90 pu\u00f2 indurre la leucemia, mentre il Cs-137 si distribuisce in tutto il corpo e pu\u00f2 danneggiare organi come il fegato e la milza.<\/p>\n<p><strong>LA CONTAMINAZIONE RADIOATTIVA IN ITALIA<\/strong><br \/>\nDurante i 10 giorni della durata del rilascio dei materiali radioattivi il vento cambi\u00f2 spesso direzione girando praticamente di 360\u00b0 ed investendo vari territori dell\u2019Europa e del mondo. In Italia il primo allarme dell\u2019arrivo della nube radioattiva fu dato la mattina del 30 aprile 1986 dal Centro Comunitario di Ricerca di Ispra (VA) che segnal\u00f2 un aumento, a partire dalle ore 6, della radioattivit\u00e0 in aria a livello del suolo. La Regione Marche venne investita dalla nube radioattiva proveniente da Chernobyl, il giorno successivo 1\u00b0 maggio, come si pu\u00f2 vedere dalla simulazione delle traiettorie seguite in Europa dalla nube radioattiva a seguito dell\u2019incidente di Chernobyl, effettuata molti anni dopo dall\u2019Istituto di Radioprotezione e di Sicurezza Nucleare Francese (IRSN) e visionabile in rete al seguente link: https:\/\/www.irsn.fr\/en\/publications\/thematic-safety\/chernobyl\/pages\/the-chernobyl-plume.aspx. I livelli della contaminazione al suolo dei radionuclidi sono determinati sia dalla quantit\u00e0 dei radionuclidi presenti nella nube sia in modo rilevante dalla concomitante presenza di precipitazioni atmosferiche. In quei giorni ci furono diversi eventi piovosi che produssero aree ad alta contaminazione, anche a distanze notevolmente lontane dall\u2019impianto nucleare. Dalla mappa della contaminazione da Cs-137 in Italia riportata nell&#8217;immagine sottostante si possono osservare 3 zone con i livelli pi\u00f9 elevati di contaminazione al suolo, pari a 40 kiloBecquerel\/m2 (kBq\/m2): la prima zona \u00e8 quella situata a cavallo della Dora Baltea, vicino ad Ivrea, la seconda zona a cavallo del ramo destro del lago di Como e la terza zona si estende nella zona dolomitica dell\u2019alto Piave, nel Veneto ed in Friuli [3]. Come \u00e8 possibile vedere dalla mappa, le Marche sono state interessate, invece, da livelli di contaminazione al suolo di Cs-137 molto pi\u00f9 bassi con livelli al massimo pari ad alcuni kBq\/m2.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/da53f420-85db-47ea-ba08-6e4e647e211f.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"626\" data-large_image_height=\"308\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-334806 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/da53f420-85db-47ea-ba08-6e4e647e211f-300x148.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/da53f420-85db-47ea-ba08-6e4e647e211f-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/da53f420-85db-47ea-ba08-6e4e647e211f.jpg 626w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>mappa della concentrazione di attivit\u00e0 al suolo di Cs-137 in Italia nel 1986<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA GESTIONE DELL\u2019EMERGENZA IN ITALIA<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia si trov\u00f2 allora del tutto impreparata, cos\u00ec come altri paesi europei, ad affrontare la situazione a causa della mancanza di un piano nazionale per affrontare le emergenze nucleari, della mancanza di livelli di riferimento di dose primari e livelli derivati idonei nel caso di fallout radioattivo ed anche di laboratori in grado di raccogliere e misurare campioni rappresentativi su tutto il territorio nazionale. Il coordinamento dei dati sperimentali venne effettuato dall\u2019Ente Nazionale per l\u2019Energia Atomica\/Dipartimento Sicurezza e Protezione (ENEA\/DISP). Nei casi frequenti di particolare carenza di informazioni radiometriche relative ad alcune aree del territorio squadre dei Vigili del Fuoco o dell\u2019ENEA\/DISP provvederono alla raccolta dei campioni che vennero successivamente misurati in uno dei laboratori nazionali (presso ENEA, ENEA\/DISP, ISS, VVFF, etc.). A partire dal luglio 1986 il sistema di organizzazione dei prelievi e delle misure venne ristrutturato, prevedendo l\u2019esistenza di 2 livelli [4]. Il primo livello era costituito dall\u2019Osservatorio Nazionale che aveva il compito di seguire su scala nazionale l\u2019evoluzione temporale della contaminazione in un limitato numero di matrici significative. Il secondo livello era costituito da laboratori distribuiti sul territorio nazionale, principalmente presso i Servizi di Fisica Sanitaria degli Ospedali, con il compito di seguire la contaminazione di tutte le matrici alimentari rilevanti per la dieta italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratto dal sito ARPA Marche : https:\/\/www.arpa.marche.it\/notizie-2021\/883-26-04-2021-il-controllo-della-radioattivita-ambientale-nelle-marche-dall-incidente-nucleare-di-chernobyl-ad-oggi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Chernobyl-ricaduta-radioattiva-La-Valle-Agordina-a-seguito-fall-out-del-26-aprile-1986.xlsx\">Chernobyl &#8211; ricaduta radioattiva La Valle Agordina a seguito fall out del 26 aprile 1986<\/a><\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 25%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-334804 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"Misurazione odierna a La Valle Agordina a circa 1 metro dal suolo\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1536\" data-large_image_height=\"2048\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Misurazione-odierna-a-La-Valle-Agordina-a-circa-1-metro-dal-suolo.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Misurazione-odierna-a-La-Valle-Agordina-a-circa-1-metro-dal-suolo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"79d3fb4f-d304-428b-a1e4-5bf517ade01b\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"480\" data-large_image_height=\"289\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/79d3fb4f-d304-428b-a1e4-5bf517ade01b.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/79d3fb4f-d304-428b-a1e4-5bf517ade01b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"20233c5e-369e-4805-a573-c4951009d923\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"480\" data-large_image_height=\"289\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/20233c5e-369e-4805-a573-c4951009d923.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/20233c5e-369e-4805-a573-c4951009d923-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"R\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"790\" data-large_image_height=\"261\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/R.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/R-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REDAZIONE Il 26 aprile di 40 anni fa si verific\u00f2 nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, il pi\u00f9 grave incidente della storia, causato da una serie incredibile di errori e di infrazioni procedurali, in un sistema di per s\u00e9 tecnologicamente vulnerabile. 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