{"id":338681,"date":"2023-06-03T09:32:07","date_gmt":"2023-06-03T07:32:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=338681"},"modified":"2023-06-03T09:34:55","modified_gmt":"2023-06-03T07:34:55","slug":"e-lultimo-weekend-che-lavoriamo-per-il-fisco-ogni-veneto-versa-allo-stato-10-660-euro-allanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/e-lultimo-weekend-che-lavoriamo-per-il-fisco-ogni-veneto-versa-allo-stato-10-660-euro-allanno\/","title":{"rendered":"E\u2019 L\u2019ULTIMO WEEKEND  CHE LAVORIAMO PER IL FISCO. OGNI VENETO VERSA ALLO STATO 10.660 EURO ALL\u2019ANNO"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"778\" data-large_image_height=\"2154\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-338682 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-108x300.jpg\" alt=\"\" width=\"108\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-108x300.jpg 108w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-370x1024.jpg 370w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-768x2126.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-555x1536.jpg 555w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1-740x2048.jpg 740w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/t-1.jpg 778w\" sizes=\"auto, (max-width: 108px) 100vw, 108px\" \/><\/a>Questo che ci apprestiamo a concludere \u00e8 l\u2019ultimo weekend dell\u2019anno che, anche i veneti, lavorano per il fisco. In linea puramente teorica, infatti, mercoled\u00ec prossimo tutti i contribuenti terminano di pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali necessari per far funzionare le scuole, gli ospedali, i trasporti, per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, le pensioni, etc. Gioved\u00ec 8 giugno, pertanto, festeggiamo il \u201cgiorno di liberazione fiscale\u201d; in altre parole, se dall\u2019 inizio di gennaio al 7 giugno abbiamo lavorato per onorare le richieste del fisco, dal giorno successivo e fino al prossimo 31 dicembre, invece, lo facciamo per noi stessi e per le nostre famiglie. Da questo caso di scuola messo a punto dall\u2019Ufficio studi della CGIA, emerge che per l\u2019anno in corso sono stati necessari ben 158 giorni di lavoro (sabati e domeniche inclusi) per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti quest\u2019anno (Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie, contributi previdenziali\/assicurativi, etc.). Rispetto al 2022, il tax freedom day di quest\u2019anno \u201ccade\u201d un giorno prima (vedi Tab. 1 e Graf. 1).<\/p>\n<p><strong>La metodologia di calcolo<\/strong><br \/>\nCome si \u00e8 giunti a stabilire che l\u20198 giugno \u00e8 il \u201cgiorno di liberazione fiscale\u201d del 2023?\u00a0 La stima del Pil nazionale prevista quest\u2019anno (2.018.045 milioni di euro) \u00e8 stata suddivisa per 365 giorni, ottenendo cos\u00ec un dato medio giornaliero (5.528,9 milioni di euro). Di seguito sono state \u201crecuperate\u201d le previsioni di gettito delle imposte, delle tasse e dei contributi sociali che i percettori di reddito verseranno quest\u2019anno (874.132 milioni di euro) e sono state rapportate al Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione\u00a0ha consentito all\u2019Ufficio studi della CGIA di calcolare il tax freedom day del 2023 dopo 158 giorni dall\u2019inizio dell\u2019anno, ovvero il prossimo 8 giugno.<\/p>\n<p><strong>Ogni veneto paga al fisco 10.660 euro all\u2019anno<\/strong><br \/>\nSono i cittadini della Provincia Autonoma di Bolzano a versare il maggior numero di tasse al fisco. Nel 2019 ogni residente di questo territorio ha pagato mediamente 13.158 euro tra tasse, imposte e tributi. Seguono i lombardi con 12.579 euro, i valdostani con 12.033 euro, gli emiliano-romagnoli con 11.537 e i laziali con 11.231 euro. I cittadini veneti si classificano all\u20198\u00b0 posto a livello nazionale con 10.660 euro pro capite. Tuttavia, se prendiamo in considerazione solo i tributi versati allo Stato centrale, il Veneto recupera due posizioni a livello nazionale, scavalcando Liguria e Piemonte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-338687 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/2-t-104x300.png\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/2-t-104x300.png 104w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/2-t-355x1024.png 355w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/2-t-533x1536.png 533w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/2-t.png 576w\" sizes=\"auto, (max-width: 104px) 100vw, 104px\" \/>Questo vuol dire che il nostro dato medio totale \u00e8 trascinato all\u2019ingi\u00f9, perch\u00e9 versiamo meno tasse locali degli altri. Infatti, siamo praticamente gli unici a livello nazionale a non pagare l\u2019addizionale regionale Irpef a cui si aggiunge il fatto che i Sindaci della nostra regione risultano essere, in linea di massima, meno \u201cpretenziosi\u201d degli altri. Tronando alla graduatoria nazionale degli importi riferiti alle entrate tributarie versate all\u2019erario, la Calabria \u00e8 l\u2019area del Paese dove il \u201cpeso\u201d del fisco \u00e8 pi\u00f9 contenuto: ogni residente di questo territorio ha pagato all\u2019erario mediamente 5.892 euro. Il dato medio nazionale \u00e8 pari a 9.581 euro (vedi Tab. 3). Il forte divario tra Nord e Sud \u2013 segnala l\u2019Ufficio studi della CGIA &#8211; non ci deve sorprendere. Il nostro sistema tributario, infatti, \u00e8 basato sul criterio della progressivit\u00e0. Pertanto, nelle regioni dove i livelli di reddito sono maggiori, grazie a condizioni economiche e sociali migliori, anche il gettito tributario presenta dimensioni pi\u00f9 elevate che altrove. Va altres\u00ec segnalato che nelle aree geografiche dove il settore primario ha un\u2019incidenza rilevante sull\u2019economia complessiva, come il Veneto, le agevolazioni previste dal legislatore (in particolare le deduzioni fiscali) riducono in misura importante la base imponibile dei contribuenti appartenenti a queste attivit\u00e0 e, conseguentemente, anche il gettito totale delle imposte versate all\u2019Erario da quella regione. Infine, per il calcolo del gettito pro capite regionale \u00e8 stato considerato l\u2019ammontare complessivo delle imposte versate al fisco da ciascun territorio; pertanto il dato sar\u00e0 maggiore in particolar modo nelle realt\u00e0 geografiche dove la presenza delle attivit\u00e0 economiche \u00e8 pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ingorgo fiscale di giugno: 115 scadenze, mediamente 4 al giorno<\/strong><br \/>\nSe lo studio della CGIA rappresenta un vero e proprio caso di scuola, la realt\u00e0, purtroppo, presenta ancora livelli di complicazione\/difficolt\u00e0 molto elevati. In questo mese di giugno, ad esempio, i contribuenti italiani sono \u201cattesi\u201d da ben 115 \u201cappuntamenti\u201d fiscali, in media quasi 4 al giorno. Il calendario prevede:<br \/>\n50 scadenze (imposta sostitutiva, Iva, ritenute, Tobin tax, imposta intrattenimenti, etc.), entro il 16 giugno;<br \/>\n1 comunicazione del canone Tv entro il 20 giugno;<br \/>\n55 versamenti (Irpef, addizionali, cedolare secca, ritenute, Iva, Ires, Irap, imposte sostitutive, etc.), 4 dichiarazioni (Irpef, sostitutive, Intra, etc.), 4 comunicazioni (contratti di locazione, informazioni finanziarie a fini fiscali tra stati UE, etc.) e una istanza canone Tv entro il 30 giugno.<br \/>\nSono scadenze, ovviamente, che non interesseranno tutti i contribuenti, tuttavia danno il senso della farraginosit\u00e0 e della complessit\u00e0 del nostro fisco.<\/p>\n<p><strong>Nel 2022 record storico della pressione fiscale<br \/>\n<\/strong>Dal 1995, la data del \u201cgiorno di liberazione fiscale\u201d meno in l\u00e0 nel calendario si \u00e8 verificata nel 2005. In quell\u2019occasione, la pressione fiscale si attest\u00f2 al 39 per cento e ai contribuenti italiani \u201cbast\u00f2\u201d raggiungere il 23 maggio (142 giorni lavorativi) per lasciarsi alle spalle l\u2019impegno economico richiesto dal fisco. Osservando sempre il calendario, quello pi\u00f9 in \u201critardo\u201c, invece, si \u00e8 registrato nel 2022, allorch\u00e9 la pressione fiscale ha raggiunto il record storico del 43,5 per cento e, di conseguenza, il \u201cgiorno di liberazione fiscale\u201d \u00e8 \u201cscoccato\u201d il 9 giugno. E\u2019 corretto segnalare che il picco record di pressione fiscale toccato l\u2019anno scorso non \u00e8 ascrivibile ad un aumento del prelievo imposto a famiglie e imprese, ma da una serie di altri fattori che si sono concentrati nel 2022. In particolar modo: dall\u2019impennata del costo dei prodotti energetici importati e dal deciso aumento dell\u2019inflazione che hanno spinto all\u2019ins\u00f9 il gettito dell\u2019Iva; dall\u2019aumento dell\u2019occupazione che ha contribuito ad aumentare le imposte dirette <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1000\" data-large_image_height=\"1572\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-338683 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11-191x300.png\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11-191x300.png 191w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11-651x1024.png 651w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11-768x1207.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11-977x1536.png 977w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Schermata-2023-06-03-alle-09.27.11.png 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a>e i contributi previdenziali. Contemporaneamente \u2013 nel rispetto dei dettami europei relativi alla contabilit\u00e0 pubblica \u2013 le risorse per finanziare i bonus edilizi e i crediti di imposta, introdotti per mitigare il caro bollette, sono state classificate come maggiore spesa pubblica e non come minori entrate.<\/p>\n<p><strong>In UE solo Francia e Belgio pagano pi\u00f9 di noi<\/strong><br \/>\nIl \u201cgiorno di liberazione fiscale\u201d non costituisce un principio assoluto, ma un esercizio teorico che dimostra empiricamente, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia eccessivo il carico fiscale che grava sugli italiani. Una specificit\u00e0 che emerge in misura altrettanto evidente anche quando confrontiamo la nostra pressione fiscale con quella dei paesi UE. Nel 2022, infatti, solo la Francia e il Belgio hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 47,7 per cento del Pil, a Bruxelles si \u00e8 attestata al 45,1 per cento. Da noi, invece, ha toccato la soglia record del 43,5 per cento. Tra i 27 dell\u2019UE, l\u2019Italia occupa il terzo posto. La Germania, invece, si \u00e8 posizionata al 9\u00b0 posto con una pressione fiscale del 41,9 per cento, mentre la Spagna la scorgiamo al 12\u00b0 posto con il 38,5 per cento. La media dei Paesi dell\u2019Area dell\u2019Euro \u00e8 stata del 41,9 per cento (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo che ci apprestiamo a concludere \u00e8 l\u2019ultimo weekend dell\u2019anno che, anche i veneti, lavorano per il fisco. In linea puramente teorica, infatti, mercoled\u00ec prossimo tutti i contribuenti terminano di pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali necessari per far funzionare le scuole, gli ospedali, i trasporti, per pagare gli stipendi&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":116562,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-338681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/niente-soldi-in-tasca-soldi-in-tasca_37282-544.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/338681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=338681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/338681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=338681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=338681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=338681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}