{"id":342039,"date":"2023-06-29T05:19:35","date_gmt":"2023-06-29T03:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=342039"},"modified":"2023-06-29T05:23:33","modified_gmt":"2023-06-29T03:23:33","slug":"liste-dattesa-eterne-o-incerte-per-il-70-dei-veneti-prenotare-visite-ed-esami-e-unimpresa-quasi-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/liste-dattesa-eterne-o-incerte-per-il-70-dei-veneti-prenotare-visite-ed-esami-e-unimpresa-quasi-impossibile\/","title":{"rendered":"LISTE D\u2019ATTESA ETERNE O INCERTE, PER IL 70% DEI VENETI PRENOTARE VISITE  ED ESAMI E&#8217; UN\u2019IMPRESA (QUASI) IMPOSSIBILE"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio.jpeg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1533\" data-large_image_height=\"894\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-342051 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio-300x175.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio-300x175.jpeg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio-1024x597.jpeg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio-768x448.jpeg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/cupani_rocco_di-gregorio.jpeg 1533w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>VENEZIA <\/strong>Tempistiche eterne o comunque incerte. Cittadini che attendono da mesi la chiamata del Cup per conoscere la data dell\u2019appuntamento, altri costretti a prenotare visite ed esami a pagamento. Utenti che rinunciano addirittura alla prestazione sanitaria mossi anche da motivazioni economiche. \u00c8 una fotografia molto problematica quella scattata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Veneto su uno dei principali problemi della sanit\u00e0 regionale, le liste d\u2019attesa. E risulta ancora pi\u00f9 allarmante considerando l\u2019altissimo numero di persone (oltre 3mila) che hanno partecipato al questionario promosso da Spi, Fnp e Uilp, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito e diffuso. <strong>Il campione dell\u2019indagine.<\/strong> Al questionario, aperto dal 24 marzo al 2 maggio, hanno risposto 3.296 persone, con una partecipazione che ha superato ogni pi\u00f9 rosea aspettativa. Le esperienze di prenotazione raccolte sono state 3.047, costituendo il campione effettivo che \u00e8 composto per il 52% da uomini e per il 48% da donne. Circa il 68% dei partecipanti ha pi\u00f9 di 65 anni. Per quanto riguarda le aziende sanitarie, il 20% degli utenti coinvolti fa riferimento all\u2019Ulss 2 (Marca Trevigiana), il 17% all\u2019Ulss 6 (Euganea), il 13% all\u2019Ulss 9 (Scaligera), un altro 13% all\u2019Ulss 3 (Serenissima) e un ultimo 13% all\u2019Ulss 5 (Polesana), il 9% all\u2019Ulss 8 (Berica), il 7% alla 7 (Pedemontana), il 4% alla 1 (Dolomiti) e ancora un 4% alla 4 (Veneto Orientale). Nella maggior parte dei casi (il 33%) la prescrizione afferisce a diagnostica per immagini, mentre per quanto riguarda la classe di priorit\u00e0, il 40% delle richieste \u00e8 di tipo D (entro 30 giorni), il 28% di classe P (entro 60\/90 giorni), l\u201913% di classe B (entro 10 giorni). <strong>Prenotare? Un\u2019impresa<\/strong>. <strong>Il 70%<\/strong> di chi, negli ultimi sei mesi, ha contattato il proprio Cup per prenotare una prestazione sanitaria, non \u00e8 riuscito a fissarla subito. Fra questi, la stragrande maggioranza (il 77%) ha una prescrizione non urgente, ma non mancano persone che hanno fallito la prenotazione per visite pi\u00f9 urgenti (il 68%). Circa 3 su 4 hanno ricevuto la rassicurazione che sarebbero stati inseriti in lista d\u2019attesa e ricontatti in un successivo momento. Risultato? Oltre met\u00e0 di loro sta ancora attendendo una comunicazione a riguardo. Ma solo il 18% degli utenti che hanno subito tale disservizio ha presentato reclamo, pensando presumibilmente che non sarebbe servito a nulla. <strong>Pagare o rinunciare.<\/strong> \u00c8 chiaro, dunque, che una fetta rilevante di cittadini veneti si ritrova a lottare ogni giorno con un meccanismo rallentato anche dalla pandemia e incapace di riprendersi, al di l\u00e0 degli annunci da parte della Regione. E cos\u00ec i soggetti che non riescono a prenotare devono trovare altre soluzioni. Il 41% ha deciso di effettuare la prestazione a pagamento in una struttura pubblica (14%) o privata (27%). Nel dettaglio, fra chi dichiara di non essere stato inserito nelle liste d\u2019attesa, il 54% ha optato per una prestazione a pagamento (38% in strutture private, 17% in pubbliche). E il restante 59%, cos\u2019ha fatto? Si teme purtroppo che una parte rilevante di questi abbia rinunciato alla prestazione. <strong>Classi di priorit\u00e0.<\/strong> Il questionario si \u00e8 poi concentrato solo sui cittadini che sono riusciti a essere inseriti nelle liste d\u2019attesa. Incrociando i dati del questionario emerge che il 74% dei soggetti con una priorit\u00e0 entro i trenta giorni (classe U, B e D) e il 62% di chi aveva una ricetta con una priorit\u00e0 entro i tre mesi (P) non sono riusciti a effettuare la prestazione nei tempi previsti neppure ricorrendo al \u201cprivato\u201d. <strong>Tempi eterni.<\/strong> Al di l\u00e0 della classe di priorit\u00e0, le tempistiche per visite ed esami sono l\u2019emblema di un sistema in forte difficolt\u00e0. Mentre un quarto degli \u201cintervistati\u201d ha effettuato la visita nell\u2019arco di un mese dalla prenotazione, un altro 26% ha atteso da 1 a 3 mesi e il restante 49% da 4 mesi a pi\u00f9 di un anno. <strong>Grado di soddisfazione. <\/strong>L\u2019ultima domanda del questionario contempla di fatto un giudizio sull\u2019operato delle Ulss nell\u2019ambito della prenotazione di visite o esami. In una scala da 1 (per niente soddisfatto) a 6 (molto soddisfatto) si nota una netta distinzione fra chi ha prenotato tramite il Cup e chi \u00e8 stato costretto a prenotare privatamente. Nel primo caso il 69% del campione promuove con un voto da 4 a 6 il servizio. Fra chi ha prenotato privatamente, il 56% \u00e8 palesemente insoddisfatto manifestando un voto fra 1 e 3. <strong>I timori dei sindacati.<\/strong> \u00ab<em>I risultati del questionario dimostrano quanto il problema delle liste d\u2019attesa sia diffuso e sentito, e confermano purtroppo i nostri timori\u00bb<\/em>, commentano <strong>Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Tina Cupani (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp)<\/strong>, <em>\u00able liste d\u2019attesa rappresentano una delle pi\u00f9 rilevanti criticit\u00e0 del sistema sanitario regionale, aggravata ovviamente dai ritardi accumulati a causa della pandemia. Prendiamo atto che nell\u2019incontro del 26 giugno, per la prima volta <strong>la Regione ha ammesso che il problema c\u2019\u00e8 ed \u00e8 molto complesso<\/strong>. Come prendiamo atto che la Regione ci dice che sono oggi a buon punto con lo smaltimento delle prestazioni pi\u00f9 urgenti, fino a 10 giorni, mentre da settembre parte il piano di recupero delle altre. Ma la nostra indagine dimostra che si deve fare di pi\u00f9\u00bb.\u00a0 <\/em><em>\u00abLa cosa pi\u00f9 allarmante \u00e8 che alcuni, per i tempi e per i costi, rinunciano direttamente alla prestazione sanitaria, con conseguenze che possono essere a volte letali\u00bb<\/em>, denunciano le segretarie, <em>\u00ab<strong>la mancanza di personale<\/strong> \u00e8 uno dei fattori principali che condizionano l\u2019erogazione delle nuove prestazioni e il recupero delle vecchie: la Regione deve attivare ulteriori interventi strutturali, a partire dall\u2019<strong>indispensabile assunzione di personale sanitario<\/strong>\u00bb. <\/em><em>\u00abCon questa campagna<\/em> &#8211; concludono le segretarie di Spi, Fnp e Uilp del Veneto \u2013 <em>abbiamo voluto<\/em> <em>riportare in evidenza il tema delle liste d\u2019attesa con un <strong>quadro reale dell\u2019esperienza degli utenti<\/strong> e informare i cittadini sui loro diritti, a partire dai <strong>\u201cpercorsi di tutela\u201d<\/strong> che, almeno sulla carta, esistono. Sono percorsi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche, in caso di superamento del tempo massimo di attesa: il cittadino avrebbe la possibilit\u00e0 di richiedere l\u2019erogazione della prestazione nell\u2019ambito di attivit\u00e0 libero-professionale intramuraria, partecipando al costo solo con una quota pari al ticket\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>********<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA Tempistiche eterne o comunque incerte. Cittadini che attendono da mesi la chiamata del Cup per conoscere la data dell\u2019appuntamento, altri costretti a prenotare visite ed esami a pagamento. 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