{"id":347456,"date":"2023-08-05T11:19:30","date_gmt":"2023-08-05T09:19:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=347456"},"modified":"2023-08-05T11:19:30","modified_gmt":"2023-08-05T09:19:30","slug":"le-banche-chiudono-i-rubinetti-del-credito-ultimi-in-ue-per-presiti-alle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-banche-chiudono-i-rubinetti-del-credito-ultimi-in-ue-per-presiti-alle-imprese\/","title":{"rendered":"LE BANCHE CHIUDONO I RUBINETTI DEL CREDITO: ULTIMI IN UE PER PRESITI ALLE IMPRESE"},"content":{"rendered":"<p><em>Trieste, Aosta, Biella, Savona e Cagliari sono le province pi\u00f9 colpite dalla contrazione. A Francoforte \u201cpreferiscono\u201d la crisi all\u2019inflazione<\/em><\/p>\n<p>===========<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1234\" data-large_image_height=\"1424\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-347474 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24-260x300.png\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24-260x300.png 260w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24-887x1024.png 887w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24-768x886.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.24.png 1234w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a>Nell\u2019ultimo anno (maggio 2023 sullo stesso mese del 2022) i prestiti bancari alle imprese venete (societ\u00e0 non finanziarie) sono diminuiti del 5 per cento (pari a -3,7 miliardi di euro) (vedi Tab. 1), mentre la media dei 20 Paesi dell\u2019Eurozona, ad esempio, \u00e8 aumentata del 2,6 per cento. Tra i nostri principali competitor, invece, spicca il +7,4 per cento registrato dalla Germania e il +4,5 per cento dalla Francia; solo la Spagna ha subito una contrazione (-2,8 per cento) che, comunque, \u00e8 stata pi\u00f9 contenuta della nostra (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p>Come mai in questo ultimo anno in Italia e anche in Veneto i rubinetti del credito hanno continuato a chiudersi, mentre in gran parte del resto d\u2019Europa ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto?<\/p>\n<p>Gli esperti segnalano che il settore manifatturiero origina la gran parte della domanda complessiva di credito in capo alle imprese. La situazione di rallentamento dell\u2019economia mondiale a cui si aggiunge il forte inasprimento del costo del denaro imposto in quest\u2019ultimo anno dalla BCE avrebbero indebolito notevolmente la richiesta di liquidit\u00e0. Va altres\u00ec sottolineato che nel periodo della pandemia molte imprese avevano aumentato i risparmi. Ora, che la remunerazione dei depositi \u00e8 tra le pi\u00f9 basse d\u2019Europa e i tassi passivi superano abbondantemente il 4 per cento, tante aziende trovano pi\u00f9 conveniente finanziarsi prelevando le risorse allocate nel proprio conto corrente.<\/p>\n<p>A questi primi risultati \u00e8 giunto l\u2019Ufficio studi della CGIA che ha elaborato i dati resi disponibili dalla Banca Centrale Europea.<\/p>\n<p>Il credit crunch ha colpito soprattutto le piccolissime imprese. A Francoforte \u201cpreferiscono\u201d la crisi all\u2019inflazione<br \/>\nDal 2011 il trend dei prestiti bancari alle aziende \u00e8 in costante calo; una leggera inversione di tendenza si \u00e8 verificata tra i primi mesi del 2020 e settembre 2022, grazie alle garanzie pubbliche misure messe in campo dal Governo Conte 1 e Conte 2 che hanno consentito agli imprenditori di accedere al credito con maggiore facilit\u00e0. Nell\u2019ultimo anno, purtroppo, la tendenza ha cambiato segno. L\u2019aumento dei tassi di interesse ha contribuito in misura determinante a ridurre il flusso dei prestiti alle attivit\u00e0 economiche e a pagarne maggiormente le conseguenze sono state le piccole imprese.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1282\" data-large_image_height=\"1410\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-347473 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54-273x300.png\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54-273x300.png 273w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54-931x1024.png 931w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54-768x845.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.57.54.png 1282w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a>E\u2019 evidente che il ricorso all\u2019autofinanziamento non potr\u00e0 durare a lungo e con il forte rallentamento dell\u2019economia mondiale in atto corriamo il pericolo di scivolare verso una nuova recessione. Alla luce di ci\u00f2, i ricercatori della CGIA ipotizzano che in questi mesi a Francoforte ci sia pi\u00f9 di qualcuno che attraverso il continuo aumento del costo del denaro abbia \u201cpreferito\u201d spingere l\u2019Europa verso una nuova crisi economica, anzich\u00e9 avere una inflazione che le previsioni di fine 2022 la stimavano per l\u2019anno in corso comunque in deciso calo e su un valore medio attorno al 6 per cento. Ovviamente \u00e8 una provocazione, ma un fondo di verit\u00e0 c\u2019\u00e8. Eccome.<\/p>\n<p>Rovigo, Padova e Verona sono le province venete pi\u00f9 penalizzate<br \/>\nIn Veneto la chiusura del rubinetti del credito ha interessato, in particolar modo, le aziende di Rovigo. Nella provincia polesana tra maggio 2023 e lo stesso mese del 2022 la contrazione degli impieghi vivi \u00e8 stata dell\u20198,7 per cento (-183,3 milioni di euro). Seguono Padova con -7,2 per cento (-958,5 milioni), Verona con il -6,8 per cento (-1,17 miliardi), Venezia con il -6,4 per cento (-697,3 milioni), Vicenza con il -4,8 per cento (686,7 milioni di euro) e Belluno con il -2,7 per cento. L\u2019unica provincia veneta che ha registrato un risultato positivo \u00e8 stata Treviso. Nella Marca la variazione \u00e8 stata del +0,2 per cento (+34,3 milioni di euro) (vedi Tab. 3).<\/p>\n<p>Tra le province italiane, invece, la pi\u00f9 interessata in termini percentuali dal credit crunch che si \u00e8 abbattuto sul Paese \u00e8 stata Trieste. Tra maggio 2023 e lo stesso mese del 2022 il capoluogo giuliano ha segnato una riduzione degli impieghi vivi (vale a dire al netto delle sofferenze) del 15 per cento (-673,8 milioni di euro). Seguono Aosta con il -14,6 per cento (290,7 milioni), Biella con il -12,7 per cento (- 232 milioni), Savona con il -12,2 per cento (251,2 milioni) e Cagliari con il -11,6 per cento (-384,3 milioni di euro).<\/p>\n<p>Banche sempre pi\u00f9 ricche<br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1172\" data-large_image_height=\"576\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-347472 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16-300x147.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16-300x147.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16-1024x503.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16-768x377.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.16.png 1172w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se il ritorno dell\u2019inflazione ha comportato un generale impoverimento delle famiglie italiane, le banche, invece, hanno registrato risultati di bilancio straordinariamente positivi. Nel 2022, infatti, gli istituti di credito del nostro Paese hanno totalizzato, al netto delle imposte, 21,8 miliardi di euro di utili, praticamente 8 miliardi in pi\u00f9 rispetto al 2021 (+58 per cento). Questa situazione \u00e8 stata confermata anche nei primi sei mesi di quest\u2019anno. Tri i primi gruppi bancari italiani la crescita percentuale degli utili \u00e8 stata molto positiva. Solo uno, BPER BANCA, nonostante un utile netto di quasi 705 milioni di euro, ha registrato una flessione (-49,1 per cento) (vedi Tab. 4). Ovviamente non possiamo che rallegrarci di fronte a questi risultati; vuol dire che la governance di questi istituti bancari \u00e8 di grande qualit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 evidente che nell\u2019ultimo anno &#8211; con tassi attivi praticati sui depositi pari allo zero virgola e quelli negativi applicati sui prestiti o sui mutui si attestano attorno al 5 per cento &#8211; la politica monetaria della BCE ha favorito gli ottimi risultati di bilancio conseguiti dagli istituti di credito. Ora ci auguriamo che questi vantaggi economici accumulati nell\u2019ultimo anno e mezzo vengano in parte redistribuiti, riconoscendo, ad esempio, una remunerazione \u201cdignitosa\u201d a chi continua a tenere i propri risparmi nel conto corrente bancario.<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"870\" data-large_image_height=\"1116\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-347470 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47-234x300.png\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47-234x300.png 234w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47-798x1024.png 798w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47-768x985.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-05-alle-10.58.47.png 870w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Aosta, Biella, Savona e Cagliari sono le province pi\u00f9 colpite dalla contrazione. 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