{"id":347478,"date":"2023-08-05T12:54:05","date_gmt":"2023-08-05T10:54:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=347478"},"modified":"2023-08-05T12:54:05","modified_gmt":"2023-08-05T10:54:05","slug":"sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-settima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-settima-parte\/","title":{"rendered":"SUI DOMINI COLLETTIVI OSSIA I COSIDDETTI USI CIVICI, LE REGOLE &#038; ALTRI \u2013 SETTIMA PARTE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Tiziano De Col<\/strong><\/p>\n<p>Facendo seguito alle prime sei parti di questa succinta e didascalica trattazione sui Dom\u00ecni Collettivi, Agordini in special modo, consigliamo la lettura delle prime sei parti da qui raggiungibili:<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-demani-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-prima-parte\/\">PRIMA PARTE<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-e-altri-seconda-parte\/\">SECONDA PARTE<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-terza-parte\/\">TERZA PARTE<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-quarta-parte\/\">QUARTA PARTE<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/sui-domini-collettivi-ossia-i-cosiddetti-usi-civici-le-regole-altri-quinta-parte\/\">QUINTA PARTE<\/a><\/strong>\u00a0 <strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/usi-civici-ovvero-domini-collettivi-sesta-parte-di-tiziano-de-col\/\">SESTA PARTE<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Agordino: Appunti di storia <\/strong><\/p>\n<p>Vorrei qui riproporre un mio testo, datato 2006, scritto per illustrare succintamente la storia dell\u2019Agordino, a corredo dell\u2019allora embrionale sito internet della Comunit\u00e0 Montana Agordina (ora Unione Montana Agordina) e tutt\u2019ora reperibile sul sito ufficiale dell\u2019 UMA all\u2019 indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.agordino.bl.it\/vivere\/cenni_storici\">https:\/\/www.agordino.bl.it\/vivere\/cenni_storici <\/a>Riprendo questo testo per cercare di spiegare il passaggio, avvenuto a cavallo tra il 1700 ed il 1800,\u00a0 tra l\u2019antico r\u00e8gime Regoliero Agordino e l\u2019attuale governo territoriale affidato ai Comuni. La descrizione \u00e8 necessariamente molto succinta, ma , in prossimi articoli, affronteremo pi\u00f9 approfonditamente , sia la struttura regoliera agordina antecedente alla caduta della Serenissima, sia l\u2019ordinamento Comunale sotto le occupazioni francesi ed austriache, con particolare riguardo alla gestione territoriale ed alle propriet\u00e0 riguardanti i Domini Collettivi, per secoli \u201csoffocati\u201d ed ora \u201criemersi\u201d grazie alla Legge dello Stato n 168 del 2017. A corredo di queste note, viene pubblica anche una fotoriproduzione di un documento del 6 maggio 1807 dove sono elencate le antiche Regole del territorio Cadorino, Bellunese, Zoldano, Alpagoto, Agordino, Feltrino e Sinistra Piave come allora suddivisi e la loro forzata \u201ctrasformazione\u201d in Comuni con fusione tra alcune antiche Regole e la formazione di nuovi aggregati territoriali. Il documento, che in alcune parti non \u00e8 di facile lettura perch\u00e9 deteriorato, si intitola : <em>Divisione del Dipartimento della Piave in Distretti, Cantoni, Comuni <\/em>. Nasceva cos\u00ec anche l\u2019assetto territoriale dell\u2019attuale Provincia di Belluno, inesistente fino ad allora.<\/p>\n<p><strong>Assetto Giuridico-Territoriale in epoca storica.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Agordino, con l\u2019attuale delimitazione geografica, risale a temi recenti. Infatti, solo dopo la Prima Guerra Mondiale, Livinallongo e Colle S.Lucia, prima appartenenti all\u2019 Impero Austro Ungarico, sono stati aggregati all\u2019Italia e quindi al resto dell\u2019Agordino,\u00a0 esso stesso proveniente da esperienze storiche molto diverse. Selva di Cadore, lo dice il nome stesso, fino alla venuta di Napoleone, era da sempre territorio del Cadore cos\u00ec come, per lungo tempo lo fu Caprile, che era dotato di particolari Statuti. Anche Rocca Pietore era dotata di una giurisdizione particolare con la quale la Serenissima lasciava a questa terra di confine ampia facolt\u00e0 ed indipendenza, sia in campo civile che militare, sia nell\u2019amministrazione della Giustizia, anche criminale. Il resto dell\u2019Agordino, e pi\u00f9 precisamente il Capitaniato di Agordo, retto da un Capitano nominato da Belluno, era, dalla Muda (nella Regola di La Valle) fino alla Chiusa di Listolade, denominato Sindacato delle Regole di Sottochiusa e dalla Chiusa di Listolade fino a Caprile in Val Cordevole e Falcade in Valle del Biois era denominato Sindacato delle regole di Soprachiusa. L\u2019insieme delle 23 Regole del Capitaniato di Agordo era denominato Sindacato Generale delle Regole del Capitaniato di Agordo. Nell\u2019attuale Conca Agordina, che corrisponde all\u2019antico Sottochiusa, vi erano le sei Regole del Piano di Agordo e precisamente la Regola Grande di Agordo e le Regole di Parech, Tocol, Taibon, Forno di Val, Listolade ed a loro si aggiungevano le Regole di La Val, Riva, Frassenech, Voltago, Tiser e Gosaldo, per un totale di 12 Regole di sottochiusa. Sprachiusa le Regole erano: Cencenighe, San Tomaso, Alleghe, Calloneghe,Vallada, Fregona e Carfon, Sappade e Caviola, Forno de Canal, Falcade, Pittigogn (o Pittigogni). Dopo la caduta di Venezia, nel 1797, l\u2019ordinamento Regoliero rimase in uno strano \u201climbo\u201d . Infatti, profittando della neutralit\u00e0 disarmata della Serenissima, di fatto i francesi occuparono il Veneto e con esso l\u2019Agordino, cedendolo poi all\u2019 Austria , contro ogni diritto e trattato internazionale, con il trattato di Campoformio (17 ottobre 1797). Il 12 gennaio 1798 arriv\u00f2 ad Agordo il Capitano austriaco barone di Cordon agli ordini del conte Oliviero Wallis. Cominciava una nuova , triste, era per l\u2019Agordino, per secoli libero da truppe occupanti e con una larga autodeterminazione, ora doveva soggiacere all\u2019ignominia dell\u2019occupuzione ed alla perdita della libert\u00e0. Fatto molto grave fu che, praticamente tutte le potenti famiglie di Agordo, prima fra tutte i Crotta, che tanto avevano avuto dalla Serenissima, si misero subito a disposizione dell\u2019esercito invasore per accreditarsene i favori. Tanto era tesa e delicata la situazione, che nell\u2019anno 1800, a seguito delle continue vessazioni provocate alle popolazione, part\u00ec dal popolo una sommossa poi chiamata \u201csommossa dei villici\u201d, con a capo Lazaro Andriolo, oste alla Muda, insieme a tale Florio Bertoldi. Glia abitanti dell\u2019Agordino si sollevarono e si portarono in massa verso Agordo, a parte le Regole di Gosaldo, Frassen\u00e8 e Voltago che restarono impassibili. La repressione dei moti dur\u00f2 tre mesi, segno che qualche resistenza c\u2019era stata. Nel 1805 i francesi entrarono per la terza volta in Veneto ed imposero una nuova organizzazione. Nel 1805 finiva anche, per mano straniera, la secolare Giurisdizione della Rocca. L \u2019assetto giuridico secolare delle Regole fu interrotto nel 1806 da Napoleone (decreto vicereale 225 del 1806) ed al loro posto furono costituiti i Comuni. Nel 1807 i francesi costituirono il Dipartimento della Piave, l\u2019attuale Provincia di Belluno (con l\u2019esclusione di Livinallongo, Cortina e Colle S.Lucia che erano in Tirolo) che fino ad allora non esisteva come corpo amministrativo unico. Vennero creati dei Comuni derivanti dalla fusione di precedenti Regole. In Agordino venne creato il Cantone di Agordo che comprendeva i Comuni di: Agordo composto da Agordo (1180 ab.) + La Valle (1001 ab); Rivamonte (1054); Gosaldo composto da Tiser (817 ab) + Gosaldo (1031 ab.); Voltago composto da Frassen\u00e8 (317 ab.) + Voltago (414 ab.); Taibon composto da Toccol e Parech (571 ab.) + Taibon, Peden, Forno de Val, Listolade (916 ab).; Cencenighe composto da Cencenighe (948 ab.) + S.Tomaso (787 ab.); Alleghe (700 ab.); Calloneghe (455 ab.); Rocca composto da Rocca (267 ab.) + Sottoguda (221 ab.) + Laste (382 ab.); Canale composto da Forno di Canal con Pitigon (707 ab.) + fregona con Carfon (355 ab.); Vallada (783 ab.); Sapade composto da Sapade con Caviola (632 ab.) + Falcade (967 ab.). Molti assesti comunali sono esistenti tutt\u2019ora (con tensioni attuali ancora derivanti dalla forzata unione), altri Comuni sono riusciti a staccarsi come La Valle da Agordo ed altre nuove unioni sono nate rispetto a questa iniziale disposizione. Colpisce la relativa uniformit\u00e0 degli abitanti sul territorio data dall\u2019economia totalmente agricola che imponeva anche ad Agordo di non poter ospitare molti abitanti, cos\u00ec come Falcade, faceva eccezione Riva (Rivamonte) per l\u2019industria mineraria di Valle Imperina presente sul suo territorio. L\u2019agordino ritorn\u00f2 sotto gli austriaci nel 1813 e successivamente aggregato al Lombardo-Veneto e vi rimase fino al 1866 anno in cui fu unificato con il Regno d\u2019Italia. Durante l\u2019occupazione austriaca, nel 1848, l\u2019Agordino si distinse nella lotta all\u2019invasore austriaco, insieme a Cadore e Zoldo proclamando un Governo provvisorie,\u00a0 resistendo alla Muda e sul Dur\u00e0n, la difesa dur\u00f2 cinquanta giorni, ma dopo la caduta di Cadore e Zoldo anche Agordo dovette abbassare le armi ed il giorno 8 giugno 1848 gli austriaci rioccuparono Agordo.<\/p>\n<p><strong>Ritovamenti archeologici:<\/strong><\/p>\n<p>Nella Conca Agordina ed in particolare a La Valle, Calzon di Agordo, Voltago e Taibon, vennero alla luce alcune sepolture soprattutto durante gli anni che vanno dal 1939 al 1955, anni in cui l\u2019espansione urbanistica dei villaggi port\u00f2 a scavare per nuove edificazioni nei dintorni dei centri abitati. Nella Conca Agordina, i primi ritrovamenti si datano negli ultimi decenni del 1800 ed in parte sono conservati al Museo Civico di Belluno (La Valle Agordina). Negli stessi anni vi furono anche dei ritrovamenti a Voltago ed i reperti li venuti alla luce sono conservati presso il Museo di Cividale del Friuli. I reperti venuti alla luce nel XX\u00b0 secolo si riferiscono tutti a popolazioni autoctone romanizzate e risalgono al VI\u00b0 &#8211; VII\u00b0 secolo dopo Cristo. Si tratta per lo pi\u00f9 di fibule ed armille bronzee, collane, vasellame. Interessanti le fibule a croce inscritta in un cerchio, a svastica, a forma di pavone. I reperti, raccolti presso privati dal benemerito Mons.Don Ferdinando Tamis, e conservati presso il Museo dell\u2019Istituto Minerario di Agordo, sono stati classificati e pubblicati nel 1988 da Guerrino Malagola in \u201cDeputazione di storia patria per il Friuli\u201d con il titolo \u201cNuovi reperti Altomedioevali dell\u2019Agordino\u201d. Questi ritrovamenti, nelle cui tombe, rozze, in muratura a secco (solo nella toba di La Valle si rinvengono muri con calce) non risulta siano state ritrovate armi, sono la prova di antichi insediamenti preromani nella Conca Agordina, insediamenti di persone poi vinte e sottomesse dagli invasori Longobardi al quale popolo probabilmente appartenevano alcune sepolture ritrovate a La Valle nel tardo XIX\u00b0 secolo ed i cui reperti (tra i quali una grossa arma da taglio, probabilmente una spada, una ritrovata in Conca Agordina) sono conservati al Museo Civico di Belluno. In Valle del Mis fu ritrovata un\u2019ascia in rame (palstaab) tutt\u2019ora conservata al Museo Civico di Belluno e desta molto interessa la vicinanza del luogo del ritrovamento alle Miniere di Valle Imperina. Tre iscrizioni confinarie romane incise nella roccia sono state rinvenute sul monte Civetta da Domenico Rudatis. Esse segnavano il confine tra il municipio romano di Zuglio Carnico ed il municipio di Belluno e sono disposte su una linea retta di circa sei chilometri. Una stele con iscrizione venetica venne alla luce sul Monte Pore, sul confine tra i Comuni di Livinallongo e Colle Santa Lucia, ora conservata al Museo Civico di Bolzano.<\/p>\n<p><strong>I Documenti storici antichi:<\/strong><\/p>\n<p>I primi documenti riguardanti la storia giuridica dell\u2019Agordino risalgono all\u2019ultimo secolo del primo millennio dopo Cristo. Infatti, nel 923 d.c., Berengario I\u00b0, nell\u2019ambito di alcune grandi concessioni da lui fatte alla Chiesa, donava al Vescovo di Belluno le dipendenze e decime di Cadore ed Agordo (Diploma di Berengario). Questa donazione trovava conferma nel 1185 nella Bolla del Pontefice Lucio III\u00b0 \u00a0, nella quale troviamo le denominazioni di \u201cVille\u201d ed \u201cArimannie\u201d, le quali , secoli pi\u00f9 tardi, sarebbero divenute le Regole. Infatti, nella Bolla di Lucio III\u00b0 si legge <em>Curtem de Agorde, cum comitatum et cum monte de Falcata, et aliis montibus com decimis ipsium Montis Falcate,et aliorum cum villi et arimaniis et dominio et jurisdictionis in omnibus pertinentis suis. <\/em>Oltre alla prova dell\u2019esistenza di Arimanie Longobarde sul territorio agordino, nella precedente citazione viene anche introdotto il termine di <em>curtis. <\/em>La cosiddetta <em>corte<\/em> indicava il centro di comando o casa padronale, un insieme di <em>villis<\/em> ossia gruppo di case sviluppate come centro rurale aggregato intorno ad una casa colonica o maso pi\u00f9 antica. Le tipiche <em>ville<\/em> (da non confondersi con l\u2019attuale significato di villa ossia casa di lusso) trovavano luogo nella conca di Agordo: Toccol e Parech, le quali portano ancora questo appellativo e a La Valle Agordina: Conaggia, Cugnago, Fades, Lantrago, Torsas e Gaidon che sono, ancor oggi, anch\u2019esse, denominate <em>ville. <\/em>Nell\u2019Agordino esistevano anche grandi possedimenti Vescovili e del Capitolo della Cattedrale di Belluno, uno di questi territori era il Monte Tramezza detto anche Caloneghe, concesso ai Canonici dal Vescovo Ermanno nel 1030. Questi terreni erano latifondi dati in lavoro a dei coloni perch\u00e9 li mettessero a frutto, cosa molto diversa accadeva nei territori delle Regole, dove i beni comuni o collettivi garantivano agli abitanti lo svincolo dalla condizione di coloni o servi, esse Regole erano formate da uomini liberi, uniti tra loro da usi e consuetudini non scritte denominate <em>usum nostrum agordinorum. <\/em>Gi\u00e0 nel 1224 gli Agordini, insieme agli Zoldani, tentarono di staccarsi da Belluno, la scintilla fu data da una c\u00f2lta o tassa straordinaria imposta dalla citt\u00e0 al territorio. L\u2019accordo arriv\u00f2 per\u00f2 per il tramite di Gabriele III\u00b0 da Camino, nella sentenza da lui pronunciata, venne sancito che Agordo e Zoldo avessero diritto a due consoli o pretori che li rappresentassero nella citt\u00e0 di Belluno.L\u2019agrdino fu anche sottomesso per breve tempo ad una signoria, gli Avoscani, questa sottomissione si ebbe a partire dal 1321, quando Cane Dalla Scala, dopo aver occupato Feltre, invi\u00f2 appunto l\u2019Avoscano a sottomettere i territori montani agordini. Questi ebbe frequenti guerre e liti con i signori del posto quali i Sommaria. Date le nefandezze compiute, tra le quali l\u2019omicidio del Podest\u00e0 di Belluno, fu privato del feudo da parte dell\u2019imperatore CarloIV, nel 1349. Si conclusa cos\u00ec, in brevissimo tempo, l\u2019unico caso ed esperienza feudale in Agordino. Altro importante organo di governo locale, oltre al Capitano ed alle Regole, era il cosiddetto Consiglio d\u2019Agort, composto da una nobilt\u00e0 rustica e che entr\u00f2, nel 13\u00b0 secolo, in aperto conflitto con le Regole per la raccolta delle tasse divise in Estimo Reale ed Estimo personale. Si arriv\u00f2 quindi ad una composizione nel 1621, con arbitro Costantin Zorzi, Capitano di Belluno, ma anche durante i secoli successivi le Regole tentarono sempre di liberarsi dal giogo della nobilt\u00e0 di Agordo, con anche un tentativo del territorio di Soprachiusa di staccarsi dal Sottochiusa che includeva ovviamente anche il territorio di Agordo. Si potrebbe quindi dire che le Regole rappresentavano il territorio reale, mentre Agordo rappresentava una <em>nobilt\u00e0 fatta sul posto<\/em> che tentava con tutti i modi di soggiogare le Regole. Il Consiglio d\u2019Agort o Consiglio dei Nobili aveva le sue radici in due famiglie di probabile derivazione Arimanna e quindi Longobarda: i Della Valle (ghibellini filoimperiali) e i Da Voltago (guelfi pro Papa). I primi dimoravano nell\u2019attuale territorio di La Valle Agordina ed i secondi a Voltago. Va da s\u00e9 che il Consiglio d\u2019Agord era formato dai discendenti dei conquistatori Longobardi, mentre le Regole, cio\u00e8 il territorio era prevalentemente popolato da genti autoctone o di discendenza romana, i vinti. Tanto era forte la presenza Longobarda in Agordino che le popolazioni ladine confinanti, ancora alcuni decenni orsono, chiamavano gli Agordini <em>Lomberds<\/em> che vorrebbe dire Lombardi o Longobardi. Il sistema delle parentele o rotuli divisi in guelfi e ghibellini cess\u00f2 con la prima dedizione a Venezia, nel 1404, ed il Consiglio d\u2019Agort continu\u00f2 a vivere formato dalla stessa nobilt\u00e0 rustica, senza la divisione tra guelfi e ghibellini.<\/p>\n<p><strong>La sottomissione a Venezia:<\/strong><\/p>\n<p>Dal 1404, con la prima dedizione a Venezia, al 1797, anno della caduta della Serenissima, il territorio di Agordo sottochiusa e soprachiusa, con Rocca Pietore, visse secoli di relativa pace, governato dal Consiglio d\u2019Agort e dalle Regole del territorio. Rocca Pietore aveva una speciale giurisdizione con gestione degli Estimi e della giustizia, anche criminale. Livinallongo e Colle S.Lucia erano compresi nel Contado di Tirolo, mentre Selva di Cadore e per qualche tempo Caprile erano aggregati appunto al Cadore. Furono quasi quattro secoli di stabilit\u00e0 territoriale e giuridica, mossa solamente dalle continue contrapposizioni tra Regola e Regola per questioni confinarie o tra Regole e Consiglio d\u2019Agort per la gestione di estimi e colte (tasse).<\/p>\n<p><strong>DIVISIONE DEL DIPARTIMENTO DELLA PIAVE &#8211; 06 MAGGIO 1807 (10 PAGINE)<\/strong><\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Divisione-del-Dipartimento-della-Piave_06-maggio-1807.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"top\" data-toolbar-fixed=\"on\">Divisione del Dipartimento della Piave_06 maggio 1807<\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tiziano De Col Facendo seguito alle prime sei parti di questa succinta e didascalica trattazione sui Dom\u00ecni Collettivi, Agordini in special modo, consigliamo la lettura delle prime sei parti da qui raggiungibili: PRIMA PARTE\u00a0 SECONDA PARTE\u00a0 TERZA PARTE\u00a0 QUARTA PARTE\u00a0 QUINTA PARTE\u00a0 SESTA PARTE Agordino: Appunti di storia Vorrei qui riproporre un mio testo,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":347480,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-347478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/SCR-20230805-logq.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=347478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/347478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/347480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=347478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=347478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=347478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}