{"id":350333,"date":"2023-08-26T11:05:44","date_gmt":"2023-08-26T09:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=350333"},"modified":"2023-08-26T11:05:44","modified_gmt":"2023-08-26T09:05:44","slug":"fuga-dallartigianato-tanti-chiudono-per-fare-i-dipendenti-i-giovani-non-si-avvicinano-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/fuga-dallartigianato-tanti-chiudono-per-fare-i-dipendenti-i-giovani-non-si-avvicinano-piu\/","title":{"rendered":"FUGA DALL\u2019ARTIGIANATO. TANTI CHIUDONO PER  FARE I DIPENDENTI. I GIOVANI,  NON SI AVVICINANO PIU\u2019."},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1106\" data-large_image_height=\"700\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-350336 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09-300x190.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09-300x190.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09-1024x648.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09-768x486.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.09.png 1106w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come in tutta Italia, anche in Veneto continua a diminuire costantemente il numero degli artigiani: negli ultimi 10 anni, infatti, sono scesi di 37.500 unit\u00e0 (-19,1 per cento). Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall\u2019Inps, nel 2022 nella nostra regione contavamo 158.4031 artigiani (vedi Graf. 1). Possiamo quindi affermare che non solo i giovani sono sempre meno interessati a lavorare in questo settore, ma anche chi ha esercitato la professione per tanti anni e non ha ancora raggiunto l\u2019et\u00e0 anagrafica e\/o maturato gli anni di contribuzione per beneficiare della pensione, spesso preferisce chiudere la partite Iva e restare nel mercato del lavoro come dipendente che, rispetto ad un artigiano, ha sicuramente meno preoccupazioni e pi\u00f9 sicurezze. L\u2019analisi \u00e8 stata condotta dall\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p><strong>A Rovigo e Verona le flessioni pi\u00f9 importanti<\/strong><br \/>\n<strong>A livello provinciale le variazioni percentuali pi\u00f9 negative hanno riguardato Belluno con il -20,2,<\/strong> Verona con il -23,2 e, in particolar modo, Rovigo con il -26,3. Tra le sette province venete solo Treviso con il -16 e Venezia con il -16,5 hanno registrato delle contrazioni pi\u00f9 contenute della media nazionale che, invece, si \u00e8 attestata al -17,4 per cento. In termini assoluti le perdite pi\u00f9 significative hanno riguardato Vicenza con il -6.756, Padova con il -7.438 e, soprattutto Verona con il -8.821 unit\u00e0 (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Senza botteghe si estinguono le imprese familiari<\/strong><br \/>\nGirando per le citt\u00e0 e i paesi delle nostre province sono ormai in via di estinzione tantissime attivit\u00e0 artigianali. Insomma, non solo diminuisce il numero degli artigiani, ma anche il paesaggio urbano sta cambiando volto. Sono ormai ridotte al lumicino le botteghe artigiane che ospitano calzolai, corniciai, fabbri, falegnami, fotografi, lavasecco, orologiai, pellettieri, riparatori di elettrodomestici e Tv, sarti, tappezzieri, etc. Attivit\u00e0 che, nella stragrande maggioranza dei casi erano a conduzione familiare, hanno contraddistinto la storia di molti quartieri, piazze e vie delle nostre citt\u00e0, diventando dei punti di riferimento che davano una identit\u00e0 ai luoghi in cui operavano. Per contro, invece, i settori artigiani che stanno vivendo una fase di espansione sono quelli del benessere e delll\u2019informatica. Nel primo, ad esempio, si continua a registrare un forte aumento degli acconciatori, degli estetisti e dei tatuatori. Nel secondo, invece, sono in espansione i sistemisti, gli addetti al web marketing, i video maker e gli esperti in social media. Purtroppo, l\u2019aumento di queste attivit\u00e0 \u00e8 insufficiente a compensare il numero delle chiusure presenti nell\u2019artigianato storico, con il risultato, come dicevamo pi\u00f9 sopra, che la platea degli artigiani \u00e8 in costante diminuzione.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1126\" data-large_image_height=\"1038\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-350335 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27-300x277.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27-300x277.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27-1024x944.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27-768x708.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.27.png 1126w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Con saracinesche abbassate citt\u00e0 pi\u00f9 insicure<\/strong><br \/>\nBasta osservare con attenzione i quartieri di periferia e i centri storici per accorgersi che sono tantissime le insegne che sono state rimosse e altrettante sono le vetrine non pi\u00f9 allestite, perennemente sporche e con le saracinesche abbassate. Sono un segnale inequivocabile del peggioramento della qualit\u00e0 della vita di molte realt\u00e0 urbane. Le citt\u00e0, infatti, non sono costituite solo da piazze, monumenti, palazzi e nastri d\u2019asfalto, ma, anche, da luoghi di scambio dove le persone si incontrano anche per fare solo due chiacchere. Queste micro attivit\u00e0 conservano l\u2019identit\u00e0 di una comunit\u00e0 e sono uno straordinario presidio in grado di rafforzare la coesione sociale di un territorio. Insomma, con meno botteghe e negozi di vicinato, diminuiscono i luoghi di socializzazione a dimensione d\u2019uomo e tutto si ingrigisce, rendendo meno vivibili e pi\u00f9 insicure le zone urbane che subiscono queste chiusure, penalizzando soprattutto gli anziani. Una platea sempre pi\u00f9 numerosa della popolazione italiana che conta pi\u00f9 di 10 milioni di over 70. Non disponendo spesso dell\u2019auto e senza botteghe sottocasa, per molti di loro fare la spesa \u00e8 diventato un grosso problema.<\/p>\n<p><strong>Le cause del crollo<\/strong><br \/>\nIl forte aumento dell\u2019et\u00e0 media, provocato in particolar modo da un insufficiente ricambio generazionale, la feroce concorrenza esercitata dalla grande distribuzione e in questi ultimi anni soprattutto dal commercio elettronico, il boom del costo degli affitti e delle tasse hanno spinto molti artigiani a gettare la spugna. I consumatori, inoltre, hanno cambiato il modo di fare gli acquisti: la cultura dell\u2019usa e getta, del prodotto fatto in serie e consegnato a domicilio ha contagiato tutti. La calzatura, il vestito o il mobile fatti su misura sono ormai un vecchio ricordo; il prodotto fatto a mano \u00e8 stato scalzato dall\u2019acquisto scelto sul catalogo on line o preso dallo scaffale di un grande magazzino.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1126\" data-large_image_height=\"568\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-350334 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47-300x151.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47-300x151.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47-1024x517.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47-768x387.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Schermata-2023-08-26-alle-11.01.47.png 1126w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dobbiamo rivalutare culturalmente il lavoro manuale<\/strong><br \/>\nNegli ultimi 40 anni c\u2019\u00e8 stata una svalutazione culturale spaventosa del lavoro manuale. L\u2019artigianato \u00e8 stato \u201cdipinto\u201d come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell\u2019orientamento scolastico e nell\u2019alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese. Oggi, invece, sono percepiti dall\u2019opinione pubblica come scuole di serie b. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno quei ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo studio. Per altri costituiscono l\u2019ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o nelle scuole tecniche, di conseguire un diploma di scuola media superiore. E nonostante la crisi e i problemi generali che assillano l\u2019artigianato, non sono pochi gli imprenditori di questo settore che segnalano la difficolt\u00e0 a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. In tutto il Paese si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, i parrucchieri, gli estetisti, i pasticceri, i fornai, i manutentori di caldaie, i sarti, gli idraulici, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. Senza contare che nel mondo dell\u2019edilizia \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. Pi\u00f9 in generale, comunque, l\u2019artigiano di domani sar\u00e0 colui che vincer\u00e0 la sfida della tecnologia per rilanciare anche i \u201cvecchi saperi\u201d. Alla base di tutto, comunque, rimarr\u00e0 il saper fare che \u00e8 il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come in tutta Italia, anche in Veneto continua a diminuire costantemente il numero degli artigiani: negli ultimi 10 anni, infatti, sono scesi di 37.500 unit\u00e0 (-19,1 per cento). Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall\u2019Inps, nel 2022 nella nostra regione contavamo 158.4031 artigiani (vedi Graf. 1). 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