{"id":356415,"date":"2023-10-11T09:39:39","date_gmt":"2023-10-11T07:39:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=356415"},"modified":"2023-10-11T09:39:39","modified_gmt":"2023-10-11T07:39:39","slug":"due-ministeri-su-tre-pagano-in-ritardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/due-ministeri-su-tre-pagano-in-ritardo\/","title":{"rendered":"DUE MINISTERI SU TRE PAGANO IN RITARDO"},"content":{"rendered":"<p><strong>MESTRE (VE) <\/strong>Due ministeri su tre continuano a pagare in ritardo i propri fornitori. Questa cattiva abitudine che da decenni caratterizza la gran parte della Pubblica Amministrazione (PA) italiana \u00e8 proseguita anche nei primi due trimestri di quest\u2019anno. Sebbene sia ancora presto per generalizzare, \u00a0nel caso dei dicasteri abbiamo la conferma che i ritardi di pagamento continuano. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA. Nell\u2019ultima rilevazione, infatti, l\u2019Indice di Tempestivit\u00e0 dei pagamenti (ITP) per nove ministeri su 14 \u00e8 stato anticipato dal segno pi\u00f9; ci\u00f2 vuol dire che la maggioranza di questi enti non ha rispettato le disposizioni di legge in materia di pagamenti nelle transazioni commerciali tra PA e imprese private. La situazione pi\u00f9 critica riguarda il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca: se nel primo trimestre di quest\u2019anno la media dei pagamenti era avvenuta con 12,22 giorni di anticipo, nel secondo il ritardo ha superato gli 80 giorni. Male anche il Turismo che dopo il +14,26 del primo trimestre ha visto salire i ritardi nel secondo a +68,80. In affanno anche il Ministero dell\u2019Interno: dopo il +46,70 dei primi tre mesi, nei secondi tre \u00e8 sceso a +39,85, ma comunque ancora tremendamente in ritardo rispetto ai tempi di pagamenti previsti dalla legge.\u00a0 Critica anche la situazione del Ministero del Lavoro che ha registrato un +9,45 e +26,28 giorni rispettivamente nel primo e nel secondo trimestre. In controtendenza ci sono solo pochi ministeri: se quello delle Imprese e del Made in Italy mantiene dall\u2019inizio dell\u2019anno un anticipo di circa un solo giorno, gli Esteri sono passati da -3,65 a -2,73 giorni, mentre la Difesa nel primo trimestre aveva registrato un ritardo di 2,92, ma nel secondo ha recuperato, saldando le fatture con 4,33 giorni di anticipo. L\u2019unico dicastero che \u00e8 estremamente virtuoso \u00e8 l\u2019Agricoltura: se nei primi tre mesi del 2023 il pagamento rispetto al termine contrattuale \u00e8 stato anticipato di 46,25 giorni, nei secondi tre mesi \u00e8 sceso a -17,79 giorni. Fino a oggi, solo cinque ministeri hanno aggiornato i dati relativi all\u2019ITP del terzo trimestre 2023 e solo l\u2019Agricoltura (-23,16 giorni) prosegue, anche se in decalage, \u00a0lungo la scia positiva registrata nei due trimestri precedenti. Gli altri quattro &#8211;\u00a0 Imprese e Made in Italy (+16,21 giorni), Infrastrutture e Trasporti (+16,89), Universit\u00e0\/Ricerca (+18,51) e Interno (+35,78) \u2013 sono sconsolatamente in ritardo (vedi Tab. 1). E con il rallentamento dell\u2019economia in atto, \u00e8 molto probabile che in questi primi nove mesi dell\u2019anno ad allungare i tempi di pagamento ci abbiano pensato anche le altre realt\u00e0 pubbliche (enti, Regioni, Province, ASL, Comuni, etc.), mettendo in luce ancora una volta un dato inconfutabile: in Italia la PA fatica pagare entro i limti di legge i propri fornitori.<\/p>\n<p><strong>Le imprese attendono quasi 50 miliardi di pagamenti<\/strong><\/p>\n<p>Gli ultimi dati disponibili al 2022 ci dicono che tutta la nostra PA presenta un debito commerciale di parte corrente nei confronti dei propri fornitori, in gran parte Pmi,\u00a0 pari a 49,6 miliardi di euro; praticamente lo stesso livello che avevamo nel 2019, anno pre-pandemia (vedi Graf. 1). In rapporto al Pil, i mancati pagamenti in Italia ammontano al 2,6 per cento. Nessun altro paese dell\u2019UE a 27 registra un\u2019incidenza cos\u00ec elevata. Insomma, nonostante gli sforzi, la nostra PA continua a essere la peggiore pagatrice d\u2019Europa. Secondo Eurostat, infatti, nessun altro Paese in UE presenta uno score peggiore del nostro.<\/p>\n<p><strong>Bisogna compensare i debiti fiscali con i crediti commerciali. Ora c\u2019\u00e8 una proposta di legge di iniziativa popolare<\/strong><\/p>\n<p>Per risolvere questa annosa questione che sta mettendo a dura prova tantissime Pmi, per l\u2019Ufficio studi della CGIA c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: prevedere per legge la compensazione secca, diretta e universale tra i crediti certi liquidi ed esigibili maturati da una impresa nei confronti della PA e i debiti fiscali e contributivi che la stessa deve onorare all\u2019erario. Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da decenni. E finalmente, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di arrivare a una definizione normativa in tempi, si spera, ragionevolmente brevi. I Radicali Italiani, infatti, da qualche mese stanno raccogliendo le firme (anche on line) in tutto il Paese per proporre al Senato una proposta di legge di iniziativa popolare che ricalca quanto indicato dalla CGIA. Per saperne di pi\u00f9 vai sul sito dei Radicali Italiani.<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 50%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-356415 gallery-columns-2 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"111\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"712\" data-large_image_height=\"479\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/111.png'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"202\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/111-300x202.png\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/111-300x202.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/111.png 712w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"2222\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"666\" data-large_image_height=\"442\"href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/2222.png'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"199\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/2222-300x199.png\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/2222-300x199.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/2222.png 666w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESTRE (VE) Due ministeri su tre continuano a pagare in ritardo i propri fornitori. 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