{"id":356859,"date":"2023-10-14T09:51:38","date_gmt":"2023-10-14T07:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=356859"},"modified":"2023-10-15T13:11:16","modified_gmt":"2023-10-15T11:11:16","slug":"rivalutazione-del-tfr-x-pmi-venete-costo-in-piu-fino-a-2-600-euro-a-dipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rivalutazione-del-tfr-x-pmi-venete-costo-in-piu-fino-a-2-600-euro-a-dipendente\/","title":{"rendered":"RIVALUTAZIONE DEL TFR: PER PMI VENETE COSTO IN PIU&#8217; FINO A 2.600 EURO A DIPENDENTE"},"content":{"rendered":"<p><strong> <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1074\" data-large_image_height=\"500\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-356861 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16-300x140.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16-300x140.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16-1024x477.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16-768x358.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.16.png 1074w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una vera e propria stangata. Il boom dell\u2019inflazione ha causato una forte rivalutazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) che anche alle piccole imprese venete potrebbe costare quest\u2019anno fino a quasi 2.600 euro in pi\u00f9 a dipendente.<\/strong><\/p>\n<p>I calcoli li ha fatti l\u2019Ufficio studi della CGIA, ricordando che i dipendenti delle piccole imprese con meno di 50 addetti hanno la possibilit\u00e0 di trasferire il proprio TFR in un fondo di previdenza complementare, oppure di lasciarlo in azienda. Ancorch\u00e8 non vi sia un riscontro statistico puntuale, una buona parte dei dipendenti che lavora in queste realt\u00e0 minori opta da sempre per la seconda ipotesi. Ogni anno, pertanto, l\u2019ammontare del TFR accantonato viene rivalutato, cos\u00ec come previsto dalla legge, dell\u20191,5 per cento a cui si aggiunge il 75 per cento della variazione dell\u2019inflazione conseguita a dicembre rispetto allo stesso mese dell\u2019anno precedente. Nell\u2019elaborazione si \u00e8 tenuto in considerazione che quanto accantonato per ciascun dipendente \u00e8 legato all\u2019anzianit\u00e0 di servizio e che a dicembre del 2022 l\u2019inflazione \u00e8 aumentata dell\u201911 per cento rispetto allo stesso mese del 2021.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1262\" data-large_image_height=\"756\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-356862 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31-300x180.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31-300x180.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31-1024x613.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31-768x460.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Schermata-2023-10-14-alle-09.50.31.png 1262w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pertanto, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha ipotizzato che un lavoratore che timbra il cartellino da 5 anni presso la stessa azienda con meno di 50 addetti, la rivalutazione del suo TFR provocher\u00e0 nel bilancio 2023 un incremento dei costi pari a 593 euro rispetto a quanto \u00e8 stato riconosciuto al proprio dipendente sempre con questa operazione nel periodo che va dalla sua assunzione fino al 2020. Se, invece, l\u2019anzianit\u00e0 lavorativa \u00e8 di 10 anni, l\u2019aggravio \u00e8 stato di 1.375 euro, con 15 anni di servizio, invece, l\u2019incremento \u00e8 di 2.003 euro. Se, infine, \u00e8 da 20 anni che il dipendente varca ogni giorno le porte dell\u2019azienda, l\u2019extracosto per quest\u2019ultima ha toccato i 2.594 euro (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>Va segnalato che, tendenzialmente, i lavoratori dipendenti delle piccole imprese hanno un\u2019anzianit\u00e0 di servizio pi\u00f9 contenuta dei colleghi occupati nelle realt\u00e0 pi\u00f9 grandi. Imprese, queste ultime, che in virt\u00f9 della corresponsione di retribuzioni pi\u00f9 \u201cpesanti\u201d presentano, tendenzialmente, un turn-over meno \u201caccentuato\u201d delle aziende con dimensioni minori.<\/p>\n<p><strong>Mantenerlo in azienda \u00e8 un vantaggio per gli imprenditori<\/strong><br \/>\nE\u2019 comunque utile precisare che il TFR \u00e8 una forma di salario differito; se il dipendente decide di \u201clasciarlo\u201d in azienda, le conseguenze finanziare possono essere anche negative, cos\u00ec come \u00e8 successo quest\u2019anno. Tuttavia, \u00e8 comunque auspicabile per l\u2019impresa che il dipendente mantenga questa decisione. Infatti, per fronteggiare la mancanza di liquidit\u00e0 che da sempre contraddistingue la quotidianit\u00e0 di queste realt\u00e0 avere a disposizione delle risorse aggiuntive, sebbene non siano \u201cproprie\u201d, \u00e8 importante. Soldi che, comunque, l\u2019imprenditore ha in \u201cprestito\u201d e deve almeno in parte corrispondere al proprio dipendente quando quest\u2019ultimo durante il periodo lavorativo lo richiede o interamente al termine del rapporto di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Al Sud la situazione pi\u00f9 critica. In Veneto a rischio Rovigo<\/strong><br \/>\nNon avendo a disposizione i dati riferiti al numero di lavoratori dipendenti occupati nelle imprese con meno di 50 addetti che hanno deciso di trasferire il proprio TFR nei fondi pensione, a livello territoriale possiamo ipotizzare che le realt\u00e0 imprenditoriali finanziariamente pi\u00f9 \u201ccolpite\u201d dalla rivalutazione delle liquidazioni dei propri dipendenti siano state quelle ubicate nei territori dove il peso delle piccole aziende in termini di addetti \u00e8 maggiore. Pertanto, la situazione pi\u00f9 critica dovrebbe aver interessato il Mezzogiorno e in particolar modo Vibo Valentia, dove il 91 per cento delle imprese con dipendenti presenti in provincia ha meno di 50 addetti. Seguono Trapani (89,3 per cento), Agrigento (88,7 per cento), Nuoro (88,3 per cento) e Campobasso (86,1 per cento). Il Veneto si colloca nella parte bassa della classifica nazionale. Tra le 107 province esaminate, Rovigo \u00e8 al 50\u00b0 posto, con 31.818 addetti che lavorano nelle piccole realt\u00e0 con meno di 50 addetti. Questa platea ha un peso sul totale addetti del 72 per cento. Seguono Treviso con 58,9, Padova con 56,6, Venezia con 55,2 per cento e di seguito tutte le altre. Insomma, se le nostre piccole imprese con meno di 50 addetti hanno performance economiche tra le pi\u00f9 elevate del Paese, in termini numerici, il loro peso sul totale \u00e8 pi\u00f9 contenuto di altre regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><em><b>ALCUNE NOTE TECNICHE SUL TFR<\/b><\/em><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>Alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente, il lavoratore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento corrisponde alla somma di accantonamenti annui parametrati sulla sua retribuzione lorda. In particolare la quota di TFR annuo \u00e8 pari al 6,91% della sua retribuzione lorda annua (retribuzione lorda divisa per 13,5 al netto della contribuzione aggiuntiva pari allo 0,5% della retribuzione stessa).<\/em><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>II lavoratore dipendente pu\u00f2 decidere di lasciare il TFR in azienda, oppure di dare disposizione al proprio datore di lavoro affinch\u00e8 provveda a trasferirlo ad un fondo di previdenza complementare. Il TFR lasciato in azienda viene accantonato in un apposito Fondo dalle imprese con meno di 50 dipendenti e versato nel Fondo di tesoreria INPS dalle imprese con oltre 50 dipendenti.<\/em><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>Il TFR non destinato alla previdenza complementare, sia che rimanga in azienda sia che confluisca presso il Fondo tesoreria dell\u2019INPS, viene annualmente rivalutato al fine di preservarne il valore dall\u2019inflazione.Nel caso di aziende con almeno 50 dipendenti, l\u2019onere della rivalutazione rimane a carico del Fondo tesoreria INPS, mentre per quelle al di sotto il peso della rivalutazione \u00e8 in capo ai titolari.<\/em><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>La rivalutazione annua del TFR si effettua applicando a quanto accantonato (con esclusione della quota maturata nell\u2019anno), un tasso costituito dall\u2019 1,5% in misura fissa e dal 75% dell\u2019aumento dell\u2019inflazione rispetto al mese di dicembre dell\u2019anno precedente.<\/em><\/p>\n<p class=\"p2\"><em>Per l\u2019anno 2022 il tasso di rivalutazione \u00e8 stato particolarmente alto, pari a 9,974576%, risultando dalla somma del tasso fisso 1,5% e dal 75% della variazione dell\u2019inflazione pari all\u201911%. Di conseguenza, nel 2022 le imprese con meno di 50 dipendenti hanno visto aumentare in maniera considerevole il peso della rivalutazione del TFR che i dipendenti hanno scelto di non destinare ai fondi pensione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vera e propria stangata. Il boom dell\u2019inflazione ha causato una forte rivalutazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) che anche alle piccole imprese venete potrebbe costare quest\u2019anno fino a quasi 2.600 euro in pi\u00f9 a dipendente. 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