{"id":364446,"date":"2023-12-04T13:30:37","date_gmt":"2023-12-04T12:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=364446"},"modified":"2023-12-03T20:03:03","modified_gmt":"2023-12-03T19:03:03","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-205","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-205\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 205"},"content":{"rendered":"<p>****<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DICEMBRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>AUDIO<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-364446-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/PAOLOS.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/PAOLOS.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/PAOLOS.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1080\" data-large_image_height=\"810\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-364448 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/5f936c71-c5f6-4dae-9d5a-d827dd649fa9.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Era al termine del mese triste che l&#8217;autunno salutava la valle; bastava una notte di burrasca per spogliare i larici e i faggi e far entrare l&#8217;inverno nel vivere ora pi\u00f9 lento degli uomini e della natura. I boschi ormai addormentati e un vento freddo che sferzava il paese, raggelando gli uomini e ghiacciando le pozzanghere. Era tempo di legna e di fuoco che ardeva potente nella stufa, era il tempo dell&#8217;inizio dell&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno. Iniziava cos\u00ec dicembre, il mese delle poche ore di luce e delle lunghe e fredde notti durante le quali ghiacciavano le fontane. Dicembre era mese duro e gelido, ma la sua severit\u00e0 era mitigata dal clima di festa che si iniziava a respirare gi\u00e0 nei primi giorni. Era il tempo dell&#8217;accensione delle luminarie di Natale e delle prime due ricorrenze, la prima dedicata ai grandi e subito dopo la seconda, invece dedicata ai pi\u00f9 piccoli. Santa Barbara, la protettrice di minatori artiglieri e dei Vigili del Fuoco e poi, subito dopo, il tanto atteso San Nicol\u00f2, che portava sempre un piccolo dono a quei bambini che mettevano accanto all&#8217;entrata il fieno per l&#8217;asinello e un bicchiere di rosso per il Santo. Poi le giornate si facevano sempre pi\u00f9 brevi, e al mattino era un lungo e freddo attendere il sole. A volte le notti erano inquiete, con le montagne che parlavano con voce di vento. Si agitavano i rami spogli dei larici e dal fondo della Val Cordevole saliva un rombo cupo, continuo e severo e tutto era vivo nel buio della notte; quando c&#8217;era la luna il Pelsa vestito d&#8217;inverno si mostrava imponente e austero e nel cielo limpido brillavano migliaia di fredde stelle. Poi il lungo venire del giorno; erano questi i giorni delle albe infinite dei profondi silenzi dei boschi addormentati e del R\u00f9 da Ghisel trasformato in cascata di ghiaccio. Dopo il giorno dell&#8217;Immacolata, alla sera i tetti delle case si trasformavano in profili luminosi e all&#8217;interno delle &#8220;stue&#8221; si respirava il profumo del muschio dei presepi. Quando il cielo ingrigiva era sempre neve in arrivo, e cos\u00ec erano pomeriggi domenicali trascorsi a giocare con quella neve nuova e poi, all&#8217;accendersi delle stelle, era uno sghiacciarsi sul fornel rovente. Aldil\u00e0 dei sottili vetri l&#8217;inverno potente, nella stua la televisione in bianco e nero che mandava le pubblicit\u00e0 natalizie della Coca Cola e del pandoro Bauli. Poi finalmente il tanto atteso Natale, con la cena della Vigilia consumata in salotto a Belluno. I grissini avvolti dal prosciutto crudo, i tortellini in brodo e poi la carne e il tiramis\u00f9 con i savoiardi annegati nella crema. I calici riempiti con lo spumante e un sorso anche per me, il taglio del pandoro lasciato tutta la sera ad intiepidire accanto al termosifone. Poi l&#8217;agognato regalo, quello desiderato da tempo, e una lunga notte insonne trascorsa pensando a come giocarci con quel dono natalizio. Natale e Santo Stefano erano giorni stanchi, passati in casa un po&#8217; a giocare e un po&#8217; a guardare i classici programmi natalizi, e poi di nuovo lass\u00f9 al paese, dove il fuoco ardeva nella cucina economica ed era pi\u00f9 inverno. A quota mille il gelo avvolgeva ogni cosa e a buio fatto la neve scintillava alla luce della luna. Ormai era gi\u00e0 tempo di ultimo dell&#8217;anno da trascorrere lass\u00f9, dove i silenzi d&#8217;inverno erano potenti come il botto provocato dal tappo dello spumante aperto a mezzanotte in punto. Si congedava cos\u00ec dicembre, e sfumato il fragore dei fuochi artificiali che avevano scosso la quiete della valle, calava ancora una volta il tacere profondo di un nuovo lungo e gelido gennaio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>**** &nbsp; DICEMBRE AUDIO &nbsp; Era al termine del mese triste che l&#8217;autunno salutava la valle; bastava una notte di burrasca per spogliare i larici e i faggi e far entrare l&#8217;inverno nel vivere ora pi\u00f9 lento degli uomini e della natura. 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