{"id":382804,"date":"2024-04-06T09:28:45","date_gmt":"2024-04-06T07:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=382804"},"modified":"2024-04-06T09:28:45","modified_gmt":"2024-04-06T07:28:45","slug":"veneto-150mila-attivi-entro-il-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/veneto-150mila-attivi-entro-il-2030\/","title":{"rendered":"VENETO: -150MILA ATTIVI ENTRO IL 2030"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1062\" data-large_image_height=\"1450\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-382807 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03-220x300.png\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03-220x300.png 220w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03-750x1024.png 750w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03-768x1049.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.03.png 1062w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>Tra il 2021 e il 2030 la popolazione in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) del Veneto \u00e8 destinata a scendere di oltre 150mila unit\u00e0 (-4,9 per cento).<\/strong><br \/>\nNessun\u2019 altra regione italiana del Centro-Nord dovrebbe subire una contrazione in termini assoluti cos\u00ec elevata. Pertanto, se tre anni fa la popolazione in et\u00e0 lavorativa del Veneto era pari a poco pi\u00f9 di 3,1 milioni di persone, nel 2030 la stessa \u00e8 destinata a scendere a poco pi\u00f9 di 2,95 milioni di unit\u00e0. (vedi Tab. 1). Il calo demografico, comunque, interesser\u00e0 indistintamente tutto il Paese e avr\u00e0 un impatto negativo anche sul Pil e in generale sul sistema economico e sociale di ciascun territorio. Il risultato \u00e8 stato elaborato dall\u2019Ufficio studi della CGIA che si \u00e8 avvalso delle previsioni demografiche redatte dall\u2019Istat e dall\u2019Eurostat.<\/p>\n<p>Se a questa dinamica demografica aggiungiamo gli effetti del cambiamento climatico, della transizione energetica e dell\u2019intelligenza artificiale, tutto ci\u00f2 avr\u00e0 delle ricadute spaventose anche per le nostre imprese. La difficolt\u00e0, ad esempio, di trovare giovani lavoratori da inserire nelle imprese artigiane, commerciali o industriali \u00e8 avvertita gi\u00e0 in questo momento, figuriamoci fra qualche decennio. Con sempre meno ragazzi che si affacceranno al mercato del lavoro, per tantissime aziende trovare del personale preparato da inserire nei processi produttivi costituir\u00e0 una mission impossibile.<\/p>\n<p>Chi spera in una inversione del trend demografico rischia di rimanere deluso. Purtroppo, non ci sono misure in grado di cambiare segno a questo fenomeno in tempi ragionevolmente brevi. E nemmeno il ricorso agli stranieri potr\u00e0 \u201crisolvere\u201d la situazione. Pertanto, dobbiamo rassegnarci a un progressivo rallentamento, probabilmente anche di natura economica. Senza contare che una societ\u00e0 con meno giovani e pi\u00f9 anziani dovr\u00e0 fronteggiare un\u2019impennata della spesa previdenziale, di quella sanitaria e di quella assistenziale da far tremare i polsi. Va altres\u00ec segnalato che questo scenario cos\u00ec preoccupante tender\u00e0 ad allargare ulteriormente la forbice tra il Nord e il Sud del Paese.<\/p>\n<p><strong>Disparit\u00e0 economiche aumentate anche tra Nordest e Sud<\/strong><br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1272\" data-large_image_height=\"1174\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-382806 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33-300x277.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33-300x277.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33-1024x945.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33-768x709.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.33.png 1272w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Negli ultimi decenni le disparit\u00e0 tra il Nord e il Sud Italia sono aumentate. Sebbene il nostro Paese abbia beneficiato tra il 2000 e il 2020 di ben 125 miliardi di euro di fondi UE per la coesione territoriale e una buona parte di questi soldi sia stata erogata proprio alle regioni del Mezzogiorno, le distanze sono cresciute. Analizzando il Pil pro-capite e fissando il dato al 2000 pari a 100, nel 2021 nel Centro l\u2019indice \u00e8 sceso a 93,8, nel Mezzogiorno si \u00e8 attestato a 94,9, nel Nordest a 98,7 e nel Nordovest a 101,4. Comparando i risultati delle aree pi\u00f9 ricche del Paese con quella pi\u00f9 in difficolt\u00e0, registriamo che rispetto al Nordest, il Sud ha perso 3,7 punti e nei confronti del Nordovest addirittura 6,4 punti (Fig. 1). E\u2019 evidente che i soldi non bastano. Sono una condizione necessaria, ma non sufficiente a risollevare le sorti di un\u2019area svantaggiata.<\/p>\n<p><strong>Bassa qualit\u00e0 dei progetti per cui riceviamo i finanziamenti UE<\/strong><br \/>\nRispetto alla gran parte dei principali Paesi dell\u2019Unione, l\u2019Italia presenta delle criticit\u00e0 storiche che, purtroppo, non riusciamo a rimuovere. Ci riferiamo alla lentezza burocratica e all\u2019inefficienza cronica, in particolare delle Amministrazioni regionali del Mezzogiorno, che, destinatarie di una buona parte di questi fondi di coesione UE, spesso non hanno le risorse umane e le competenze necessarie per realizzare i programmi operativi. Ma il vero handicap va ricercato nella bassa qualit\u00e0 dei progetti che presentiamo. Questi ultimi, una volta realizzati, producono un effetto moltiplicatore molto contenuto; insomma, non sono in grado di generare delle ricadute significativamente importanti per l\u2019economia e la qualit\u00e0 della vita dei territori interessati da queste operazioni.<\/p>\n<p><strong>Le criticit\u00e0 che caratterizzano le nostre opere pubbliche, soprattutto al Sud<\/strong><br \/>\nProgetti di bassa qualit\u00e0, ma anche tempi di realizzazione \u201cbiblici\u201d sono due specificit\u00e0 che caratterizzano negativamente i nostri investimenti pubblici. Secondo la Banca d\u2019Italia, infatti, a fronte di una spesa mediana di 300 mila euro, nel nostro Paese il tempo medio per la realizzazione di un\u2019opera \u00e8 di 4 anni e 10 mesi. La fase di progettazione dura poco pi\u00f9 di 2 anni (pari al 40 per cento della durata complessiva), l\u2019affidamento <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1272\" data-large_image_height=\"1174\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-382805 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41-300x277.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41-300x277.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41-1024x945.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41-768x709.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-06-alle-09.26.41.png 1272w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>dei lavori dura 6 mesi e sono necessari oltre 2 anni per l\u2019esecuzione e il collaudo. Per un investimento di cinque milioni di euro, invece, il tempo di realizzazione \u00e8 di ben 11 anni. Auspicando che il nuovo codice degli appalti e le riforme che stanno interessando la nostra Pubblica Amministrazione riducano in misura significativa queste tempistiche, appare comunque evidente che non solo i fondi di coesione UE, ma anche la messa a terra del PNRR, rischiano, nel prossimo futuro, di riservarci delle brutte sorprese.<\/p>\n<p><strong>In Veneto abbiamo la PA pi\u00f9 efficiente d\u2019Italia<\/strong><br \/>\nSecondo uno studio dell\u2019OCSE, l\u2019inefficienza della nostra Pubblica Amministrazione ha delle ricadute negative sul livello di produttivit\u00e0 delle imprese private. In buona sostanza, dai calcoli dell\u2019Organizzazione ottenuti attraverso l\u2019incrocio della banca dati Orbis del Bureau van Dijk e dei dati di Open Civitas emerge che la produttivit\u00e0 media del lavoro delle imprese \u00e8 pi\u00f9 elevata nelle zone (Nord Italia) dove l\u2019Amministrazione pubblica \u00e8 pi\u00f9 efficiente (sempre Nord Italia). Il Veneto, da questo punto di vista, non teme confronti con nessun\u2019altra regione settentrionale. Diversamente, dove la giustizia funziona peggio, la sanit\u00e0 \u00e8 \u201cmalconcia\u201d e le infrastrutture sono insufficienti (prevalentemente nel Sud Italia), anche le imprese private di quelle regioni perdono competitivit\u00e0 (vedi Fig.2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 2021 e il 2030 la popolazione in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) del Veneto \u00e8 destinata a scendere di oltre 150mila unit\u00e0 (-4,9 per cento). 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