{"id":385296,"date":"2024-04-15T05:15:33","date_gmt":"2024-04-15T03:15:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=385296"},"modified":"2024-04-15T05:36:34","modified_gmt":"2024-04-15T03:36:34","slug":"veneto-da-crisi-demografica-meno-pil-dal-mercato-immobiliare-trasporti-moda-e-ricettivo-vantaggi-invece-per-le-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/veneto-da-crisi-demografica-meno-pil-dal-mercato-immobiliare-trasporti-moda-e-ricettivo-vantaggi-invece-per-le-banche\/","title":{"rendered":"VENETO: DA CRISI DEMOGRAFICA MENO PIL DAL MERCATO IMMOBILIARE, TRASPORTI, MODA E RICETTIVO. VANTAGGI, INVECE, PER LE BANCHE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1218\" data-large_image_height=\"1430\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-385299 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07-256x300.png\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07-256x300.png 256w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07-872x1024.png 872w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07-768x902.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.07.png 1218w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>Le previsioni ci evidenziano che entro i prossimi 10 anni la platea delle persone in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) presente in Veneto \u00e8 destinata a diminuire di 219mila unit\u00e0 (-7,1 per cento). Se all\u2019inizio del 2024 questa coorte demografica includeva poco pi\u00f9 di 3 milioni di unit\u00e0, nel 2034 la stessa \u00e8 destinata a scendere, arrestandosi a 2 milioni e 850mila persone. Le ragioni di questa diminuzione vanno ricercate nel progressivo invecchiamento della popolazione: con sempre meno giovani e con tanti baby boomer destinati a uscire dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di et\u00e0, nei prossimi anni molti territori subiranno un autentico \u201cspopolamento\u201d, anche di potenziali lavoratori. Tra le 107 province d\u2019Italia monitorate, sottolinea l\u2019Ufficio studi della CGIA che ha elaborato le previsioni demografiche dell\u2019Istat, solo quella di Prato registrer\u00e0 in questi 10 anni una variazione assoluta positiva (+ 1.269 unit\u00e0 pari al +). Tutte le altre 106, invece, avranno il saldo anticipato dal segno meno.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 una fase di cambiamenti epocali<\/strong><br \/>\nSe a questa recessione demografica aggiungiamo l\u2019instabilit\u00e0 geopolitica, la transizione energetica e quella digitale avremo delle ricadute spaventose anche per le nostre imprese. La difficolt\u00e0, ad esempio, di trovare giovani lavoratori da inserire nelle aziende artigiane, commerciali o industriali \u00e8 avvertita gi\u00e0 in questo momento, figuriamoci fra qualche decennio. Ovviamente, chi spera in una inversione del trend demografico rischia di rimanere deluso. Purtroppo, non ci sono misure in grado di cambiare segno a questo fenomeno in tempi ragionevolmente brevi. E nemmeno il ricorso agli stranieri potr\u00e0 \u201crisolvere\u201d la situazione. Pertanto, dobbiamo rassegnarci a un progressivo rallentamento, anche del Pil. Senza contare che una societ\u00e0 con meno giovani e pi\u00f9 anziani dovr\u00e0 fronteggiare un\u2019impennata della spesa previdenziale, di quella sanitaria e di quella assistenziale da far tremare i polsi.<\/p>\n<p><strong>Meno lavoratori soprattutto al Sud<\/strong><br \/>\nLe contrazioni della popolazione in et\u00e0 lavorativa pi\u00f9 importanti riguarderanno, in particolare, il Sud. Lo scenario pi\u00f9 critico interesser\u00e0 la Basilicata che entro il prossimo decennio subir\u00e0 una riduzione di questa platea di persone del 14,56 per cento (-49.466 persone). Seguono la Sardegna con il -14,2 per cento (-110.999), la Sicilia con il -12,8 per cento (-392.873), la Calabria con il -12,7 per cento (-<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-385297 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.37-300x197.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.37-300x197.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.37-1024x672.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.37-768x504.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.37.png 1258w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>147.979) e il Molise con il -12,7 per cento (-22.980). Per contro, le regioni meno interessate da questo fenomeno saranno la Lombardia con il -3,4 per cento (-218.678), il Trentino Alto Adige con il -3,1 per cento (-21.368) e, infine, l\u2019Emilia Romagna con il -2,6 per cento (-71.665) (vedi Tab. 1 e Graf. 1).<\/p>\n<p>Rovigo e Belluno i territori pi\u00f9 a rischio spopolamento<br \/>\nA livello veneto, la provincia pi\u00f9 interessata dalla contrazione demografica della fascia lavorativa tra i 15 e 64 anni sar\u00e0 Rovigo. Nel Polesine entro il 2034 avremo una riduzione del 12 per cento (-16.738 unit\u00e0), seguono Belluno con il -9,6 per cento (-11.557) e Venezia con il -8,6 per cento (-45.128) (vedi Tab. 2). Insomma, lo spopolamento interesser\u00e0 soprattutto i territori gi\u00e0 oggi economicamente pi\u00f9 in difficolt\u00e0 rispetto alle altre province venete.<\/p>\n<p><strong>A pagare il conto saranno le micro e piccole imprese<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 oggi molte imprese venete denunciano la difficolt\u00e0 di trovare personale preparato da inserire nel proprio organico. Figuriamoci fra qualche anno, quando il numero dei giovani che si affaccer\u00e0 sul mercato del lavoro sar\u00e0 sempre pi\u00f9 esiguo e insufficiente a rimpiazzare i tanti che, invece, andranno in pensione. Nonostante ci\u00f2, il Mezzogiorno potrebbe comunque avere meno problemi del Centronord. A differenza di quest\u2019ultimo, infatti, il primo, avendo un tasso di disoccupazione e di<\/p>\n<p>inattivit\u00e0 molto elevato, potrebbe avere meno problemi degli altri a colmare, almeno in buona parte, i vuoti occupazionali che si andranno<br \/>\na creare, soprattutto nel settore agroalimentare e in quello ricettivo (hotel, ristoranti e caffetteria). Tuttavia, \u00e8 innegabile che tante imprese venete, soprattutto di piccola dimensione, dovranno ridim<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-385298 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.22-300x190.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.22-300x190.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.22-1024x647.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.22-768x486.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Schermata-2024-04-13-alle-09.47.22.png 1218w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>ensionare gli organici perch\u00e9 impossibilitati ad assumere. Per le medie e grandi imprese, invece, il problema dovrebbe essere pi\u00f9 contenuto. Con la possibilit\u00e0 di offrire stipendi pi\u00f9 elevati della media, orari ridotti, benefit e importanti pacchetti di welfare aziendale, i pochi giovani presenti nel mercato del lavoro non avranno esitazioni nel scegliere le grandi anzich\u00e9 le piccole e micro imprese che, questi benefici, non possono erogarli.<\/p>\n<p><strong>Meno Pil dall\u2019immobiliare,\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>dai trasporti e dalla moda<\/strong><br \/>\nUn Paese che registra una popolazione sempre pi\u00f9 anziana potrebbe avere nei prossimi decenni seri problemi a far quadrare i conti pubblici; in particolar modo a causa dell\u2019aumento della spesa sanitaria, pensionistica, farmaceutica e assistenziale. Va altres\u00ec segnalato che con pochi under 30 e una presenza di over 65 molto diffusa, alcuni importanti settori economici potrebbero subire dei contraccolpi negativi. Non solo. Con una societ\u00e0 che invecchia, anche la propensione alla spesa \u00e8 destinata a diminuire, condizionando, in particolare, il fatturato del mercato immobiliare, dei trasporti, della<\/p>\n<p>moda e del settore ricettivo (HoReCa). Per contro, invece, le banche potrebbero contare su alcuni effetti positivi; con una maggiore<br \/>\npredisposizione al risparmio, le persone pi\u00f9 anziane dovrebbero aumentare la dimensione economica dei propri depositi, facendo cos\u00ec \u201cfelici\u201d molti istituti di credito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le previsioni ci evidenziano che entro i prossimi 10 anni la platea delle persone in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) presente in Veneto \u00e8 destinata a diminuire di 219mila unit\u00e0 (-7,1 per cento). 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