{"id":386654,"date":"2024-04-22T13:30:07","date_gmt":"2024-04-22T11:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=386654"},"modified":"2024-04-21T10:45:07","modified_gmt":"2024-04-21T08:45:07","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-224","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-224\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 224"},"content":{"rendered":"<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RITORNI DI PRIMAVERA<\/strong><\/p>\n<p><strong>AUDIO<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-386654-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-1.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-1.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1600\" data-large_image_height=\"1200\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-386656 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>Quando il tepore della primavera era finalmente entrato nella valle e i faggi si erano vestiti di un verde nuovo, era tempo di riaprire la casa ai piedi del Pelsa. In quel primo pomeriggio di fine aprile la Ritmo correva veloce lungo la Strada Madre deserta, carica del necessario utile per trascorrere un mezzo sabato e una mezza domenica accanto al Biois. Il sole era ancora alto quando si parcheggiava sotto casa e apparivano cos\u00ec lontani quei sabati d&#8217;autunno quando, alla stessa ora, il sole era gi\u00e0 andato a dormire dietro alla cima di Pape lasciando il paese in una fredda penombra. Scaricavamo i pochi bagagli e poi salivamo gli scalini fino a raggiungere la porta grigia e poi, dopo due giri di chiave, era tempo di dare corrente alla casa. S\u00f9 la levetta del contatore e poi un&#8217;altra chiave andava ad aprire la porta bianca con i vetri ondulati; un istante appena ed ecco uscire l&#8217;inverno che si era annidato fra quelle mura. Sul sagrato della chiesa si respirava l&#8217;aria dolce dei giorni di San Marco, dentro casa, invece, la durezza di un freddo e lungo inverno che ora fuggiva andando a perdersi in quel cielo limpido di quasi maggio. Dentro casa il tempo si era fermato a quella domenica d&#8217;inizio novembre quando, dopo aver sistemato i fiori sulle tombe, pap\u00e0 aveva chiuso l&#8217;acqua ponendo cos\u00ec fine ai nostri sempre pi\u00f9 freddi fine settimana agordini. In cucina, le copie del Gazzettino che giacevano su di una sedia, erano le umide testimoni di quel tempo d&#8217;autunno ormai lontano; 20 ottobre, 27 ottobre, 3 novembre e poi un lungo inverno senza uomini e fuoco a rendere viva la casa che guarda il campanile della chiesa di Sant&#8217;Antonio Abate. Mamma apriva le finestre e la porta che dava sul grande terrazzo, permettendo cos\u00ec alla primavera di entrare a farci compagnia, pap\u00e0 invece scendeva in cantina ad armeggiare con i rubinetti dell&#8217;acqua. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, quell&#8217;acqua fresca rumoreggiava allegra nel lavandino del bagno e della cucina, ed era una musica che regalava buonumore e che sanciva l&#8217;inizio di un tempo nuovo, ovvero quello che annunciava un&#8217;estate ora improvvisamente pi\u00f9 vicina. Mamma preparava i letti, io invece uscivo a riscoprire il paese e a ritrovare quei suoni lasciati al tempo dei larici colorati d&#8217;oro. Il Biois e il Cordevole cantavano a piena voce mentre qualche raffica di vento freddo ricordava che sulle cime era ancora un po\u2019 inverno. Poi quattro calci al pallone sul campo allora di ghiaia e la campana in lontananza che scandiva l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;ora di cena. Le sere ormai lunghe che ricordavano l&#8217;estate apparentemente imminente, il fuoco acceso invece ricordava l&#8217;inverno che aveva lasciato da poco la valle. Dopocena, la passeggiata serale con il cane mentre la campana grande suonava l\u2019Ave Maria nella penombra della quasi notte che stava per calare sul paese. Non c&#8217;era fretta di rientrare, non era pi\u00f9 come a fine ottobre, quando a quell&#8217;ora la brina scintillava sul porfido del sagrato e il vento ghiacciava le ossa. C&#8217;era calma in quel passeggiare fra i due torrenti, c&#8217;era la voglia di riprendere in mano quel tempo interrotto al culmine dell\u2019autunno. Poi, la prima lunga notte di primavera trascorsa in compagnia del perenne scorrere del Biois e la mezza domenica, vissuta immaginando l&#8217;arrivo di met\u00e0 giugno e quel tempo spensierato dei lunghi giorni d&#8217;estate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>****** &nbsp; RITORNI DI PRIMAVERA AUDIO &nbsp; Quando il tepore della primavera era finalmente entrato nella valle e i faggi si erano vestiti di un verde nuovo, era tempo di riaprire la casa ai piedi del Pelsa. In quel primo pomeriggio di fine aprile la Ritmo correva veloce lungo la Strada Madre deserta, carica del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":386656,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49,112],"tags":[],"class_list":["post-386654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-racconti-soppelsa","category-49","category-112","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/03616ee2-8cdb-479f-bd37-41cf765ab353.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/386654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=386654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/386654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/386656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=386654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=386654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=386654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}