{"id":387576,"date":"2024-04-29T13:30:21","date_gmt":"2024-04-29T11:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=387576"},"modified":"2024-04-28T11:04:40","modified_gmt":"2024-04-28T09:04:40","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-225","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-225\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 225"},"content":{"rendered":"<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;INVERNO RITORNATO<\/strong><\/p>\n<p><strong>AUDIO<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-387576-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-2.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-2.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PAOLOS-2.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/295bd752-4596-4a20-b121-7e8bab8a9156.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1080\" data-large_image_height=\"1440\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-387582 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/295bd752-4596-4a20-b121-7e8bab8a9156-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/295bd752-4596-4a20-b121-7e8bab8a9156-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/295bd752-4596-4a20-b121-7e8bab8a9156-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/295bd752-4596-4a20-b121-7e8bab8a9156.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 140px) 100vw, 140px\" \/><\/a>Li aveva desiderati con impazienza quei giorni d&#8217;inverno precoce che si erano presentati al tempo del massimo oro dei larici. Durante un sabato pomeriggio, all&#8217;inizio del mese triste, l&#8217;aria fredda e pungente e il chiudersi del cielo, l&#8217;avevano chiaramente annunciata; la prima neve della stagione fredda inizi\u00f2 a scendere poco prima della mezzanotte di quel 4 novembre che \u00e8 data triste per il paese situato all&#8217;incrocio delle valli e dei venti. La guard\u00f2 scendere a lungo nel silenzio di quella oscurit\u00e0 novembrina, la vide rapidamente imbiancare i tetti e la strada mentre la campana scandiva i rintocchi che annunciavano l&#8217;inizio di un nuovo giorno. Chiss\u00e0 che inverno sarebbe stato, pensava mentre osservava la sua auto vestirsi di bianco. La stagione sembrava promettere bene, ma poi, una volta ritornato il sereno, il cielo sopra il paese rimase azzurro per tre lunghe settimane. A colori dell&#8217;autunno ormai spenti, arriv\u00f2 la neve di Sant&#8217;Andrea a ricoprire anche la Citt\u00e0 Splendente e l&#8217;intera Valbelluna. Gli piaceva ammirare la piccola citt\u00e0 vestita di bianco, gli ricordava il tempo dell&#8217;infanzia quando a dicembre lo scendere in cortile a giocare con la neve era cosa normale. Poi, diversamente da come accadeva allora, quel tempo d&#8217;inverno svan\u00ec portando con s\u00e9 quel bianco effimero e lasciando nelle valli la mitezza del tardo autunno. Nulla pi\u00f9 cambi\u00f2, nemmeno a Natale quando fece ritorno al paese; l&#8217;inverno quello vero, quello gelido che era sempre presente nei suoi ricordi pi\u00f9 cari, si era nascosto da qualche parte e pareva non voler farsi scoprire. Si fece nuovamente vivo all&#8217;inizio del nuovo anno, durante un umido pomeriggio illuminato dai fuochi dei Pavarui. Nuvole basse e una pioggia mista a neve che si acquiet\u00f2 durante la notte dei Rei Magi e poi due lunghi mesi senza sussulti d&#8217;inverno. Un tempo lungo e apparentemente immutabile, fatto di giornate serene e sempre uguali che andavano allungandosi di settimana in settimana. Pure marzo fu gentile quell&#8217;anno; il mese volubile pareva aver preso per mano gli uomini per condurli verso l&#8217;uscita dalla stagione dei silenzi. Gli uomini iniziarono a togliersi cappotti e maglioni mentre gli alberi si vestivano di un verde nuovo; un tempo di dolce primavera che sembrava aver preso definitivamente il posto di un inverno ormai stanco, ma tutto ci\u00f2 si rivel\u00f2 illusione. La Pasqua di fine mese port\u00f2 cieli di novembre e torrenti gonfi di acque scure e inquiete, e poi, a calma ritornata, nella valle apparve perfino l&#8217;estate. Un paio di fine settimana di pieno sole e di caldo che si placava solamente alla sera, il tutto fino a quel fatidico marted\u00ec quando ritorn\u00f2 prepotente l&#8217;inverno. Fu trambusto di grandine e neve scesa fino a lambire il paese, furono montagne vestite di quel bianco che durante i mesi invernali era mancato. Era bastato un pomeriggio appena per far ripiombare uomini e natura in un tempo che credevano svanito. Era neve poggiata sulle foglie nuove, erano ancora pennacchi di fumo dai camini e vento che faceva oscillare i larici che si erano appena vestiti di un verde gentile. Nella valle regnava il silenzio dell&#8217;inverno ritornato, si respirava la fredda quiete che seguiva il subbuglio creato dalle continue sburie d\u2019auril. Era un tempo nuovo e gi\u00e0 vissuto, un tempo di rinnovata attesa di una primavera ancora fuggente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*******<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>****** &nbsp; L&#8217;INVERNO RITORNATO AUDIO &nbsp; Li aveva desiderati con impazienza quei giorni d&#8217;inverno precoce che si erano presentati al tempo del massimo oro dei larici. 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