{"id":390809,"date":"2024-05-20T13:30:58","date_gmt":"2024-05-20T11:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=390809"},"modified":"2024-05-19T14:26:23","modified_gmt":"2024-05-19T12:26:23","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-227","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-227\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 227"},"content":{"rendered":"<p>*****<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTTE IN MONTAGNA<\/strong><\/p>\n<p><strong>AUDIO<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-390809-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PAOLOS-2.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PAOLOS-2.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/PAOLOS-2.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/e08eb187-3835-4ac3-98a2-9c1a63bdec4b.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"960\" data-large_image_height=\"720\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-390810 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/e08eb187-3835-4ac3-98a2-9c1a63bdec4b-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/e08eb187-3835-4ac3-98a2-9c1a63bdec4b-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/e08eb187-3835-4ac3-98a2-9c1a63bdec4b-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/e08eb187-3835-4ac3-98a2-9c1a63bdec4b.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Quell\u2019umida notte di fine agosto aveva il profumo di un caff\u00e8 forte sorseggiato guardando fuori dalla finestra della cucina. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, era la brace della sigaretta fumata da un metronotte appoggiato ad una colonna, a ravvivare via Feltre rischiarata solamente dalla met\u00e0 dei lampioni presenti. Soltanto due fanali in giro in quell&#8217;ora cos\u00ec intima e buia, ovvero quelli dell&#8217;auto dei Carabinieri che lentamente avanzava lungo la via delimitata dai tigli. Loro pattugliavano le vie della piccola citt\u00e0 immersa nel sonno, io invece imboccavo per l&#8217;ennesima volta la Strada Madre che avrei seguito fino al paese con la piazza con i cubetti di porfido e la chiesa bianca con i due campanili. Nell&#8217;ora dell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 profonda erano i cervi gli assoluti padroni di quel nastro d&#8217;asfalto che corre seguendo il sinuoso snodarsi del Cordevole lungo la valle. Si muovevano in branchi e occorreva pazienza, in quei frangenti non c&#8217;era altro da fare se non attendere che essi permettessero il passaggio di quell&#8217;auto che procedeva guardinga a passo d&#8217;uomo. Lass\u00f9, all\u2019esatto confine fra l\u2019Agordino e la Val di Zoldo, c&#8217;era il perfetto silenzio e la solenne oscurit\u00e0 delle notti senza luna. Solamente stelle che brillavano nel cielo nero e niente profili delle montagne che affiancano il passo Duran. Partii lentamente lungo il sentiero illuminato dalla luce della frontale, destreggiandomi fra scivolose radici e sassi bagnati dalla rugiada della notte. Oscurit\u00e0 assoluta e ragnatele, sudore e poi la strada sterrata che permetteva un camminare pi\u00f9 agevole. Lungo il percorso, il risuonare di qualche campanaccio delle vacche al pascolo rompeva per un attimo quella quiete notturna in cui il suono del respiro cadenzato era l&#8217;unico compagno di viaggio. Tutto taceva al rifugio Carestiato, solo una finestra illuminata faceva presagire qualche attivit\u00e0 imminente. Nell&#8217;attesa del primo lieve sfumare della notte si udivano voci assonnate che parlavano sottovoce, poi rumore di passi leggeri e qualche tintinnio di moschettoni. Li vidi partire in direzione della ferrata Costantini nei minuti in cui il cielo iniziava impercettibilmente a schiarire. Pochi minuti pi\u00f9 tardi, quelle voci si erano fatte pi\u00f9 decise e quelle luci delle frontali salivano velocemente in diagonale lungo la parete come stelle in un cielo di roccia. D\u00ec l\u00ec a poco uomini e natura iniziarono l&#8217;ennesimo precoce risveglio. Incominciavano le attivit\u00e0 all&#8217;interno del rifugio mentre fuori si iniziavano ad intravedere le forme delle montagne intorno. Nebbie leggere si alzavano dai prati bagnati mentre l&#8217;alba si insinuava fra le montagne ora colorate di un rosa pallido. Poi ad est finalmente il sole che spuntava dalle creste di monti situati due valli pi\u00f9 in l\u00e0; buongiorno Cime di San Sebastiano, buon sabato Agner e Moiazza. In poco pi\u00f9 di mezz&#8217;ora tutto era compiuto, natura e uomini si erano svegliati ed erano pronti ad affrontare un altro giorno dell&#8217;estate che lentamente iniziava a sfumare. Il tempo di un caff\u00e8 e poi il ritorno seguendo la stessa strada dell&#8217;andata, incrociando camminatori felici e desiderosi di vivere una giornata in montagna. Un nuovo giorno era appena nato, ed io l\u2019avevo gi\u00e0 molto vissuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>********<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>***** &nbsp; NOTTE IN MONTAGNA AUDIO &nbsp; Quell\u2019umida notte di fine agosto aveva il profumo di un caff\u00e8 forte sorseggiato guardando fuori dalla finestra della cucina. 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