{"id":391749,"date":"2024-05-25T09:28:21","date_gmt":"2024-05-25T07:28:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=391749"},"modified":"2024-05-25T09:28:21","modified_gmt":"2024-05-25T07:28:21","slug":"il-veneto-e-la-regione-piu-superbonusizzata-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/il-veneto-e-la-regione-piu-superbonusizzata-ditalia\/","title":{"rendered":"IL VENETO E\u2019 LA REGIONE PIU\u2019 \u201cSUPERBONUSIZZATA\u201d D\u2019ITALIA"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1104\" data-large_image_height=\"1438\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-391765 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19-230x300.png\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19-230x300.png 230w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19-786x1024.png 786w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19-768x1000.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.19.png 1104w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a>allo Stato per ogni intervento effettuato in Veneto \u00e8 tra le pi\u00f9 basse del Paese. Se da noi l\u2019investimento medio \u00e8 stato pari a 194.896 euro, solo la Sardegna e la Toscana, rispettivamente con 187.413 euro e 182.930 euro, hanno registrato degli importi inferiori. La media nazionale, invece, ha toccato i 247.531 euro. Gli oneri complessivi a carico dello Stato per le detrazioni maturate in Veneto hanno raggiunto complessivamente gli 11,6 miliardi di euro (pari al 9,5 per cento della spesa totale) (vedi Tab.2).<\/p>\n<p>In linea generale possiamo affermare che i proprietari di immobili in Veneto sono stati i pi\u00f9 solerti a utilizzare questo bonus, anche se il valore economico medio degli interventi portati a detrazione \u00e8 stato tra i pi\u00f9 contenuti del Paese.<\/p>\n<p>A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA che, in merito al Superbonus, sin dalla sua introduzione (1 luglio 2020) ha espresso delle forti critiche e continua a ribadirle anche nella nota odierna.<\/p>\n<p><strong>Sarebbe stato meglio investire negli alloggi pubblici<\/strong><br \/>\nA livello nazionale il Super Ecobonus 110 per cento \u00e8 costato alle casse pubbliche 122,6 miliardi di euro di detrazioni fiscali. Ebbene, se lo Stato, anzich\u00e9 finanziare quasi esclusivamente l\u2019edilizia privata, avesse investito queste risorse (pari a oltre 6 punti di Pil) per realizzare alloggi pubblici ad un costo ipotetico di 100mila euro cadauno, potremmo contare su 1,2 milioni di nuove unit\u00e0 abitative.<\/p>\n<p>Pertanto, in linea puramente teorica, avremmo potuto demolire tutte le 800mila case popolari presenti in Italia, molte delle quali versano in condizioni fatiscenti, e ricostruirle con tecniche innovative e con classi di efficienza energetica elevate.<br \/>\nNon solo. Grazie a questa operazione disporremmo di 400mila alloggi pubblici in pi\u00f9 di quanti ne contiamo adesso. Insomma, investendo tutte queste risorse nel social housing avremmo in massima parte risolto l\u2019emergenza abitativa che colpisce, in particolare, le fasce sociali pi\u00f9 deboli del nostro Paese corrispondenti, secondo il Censis, a 3,5 milioni di persone.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1140\" data-large_image_height=\"1464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-391764 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38-234x300.png\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38-234x300.png 234w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38-797x1024.png 797w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38-768x986.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Schermata-2024-05-25-alle-09.26.38.png 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a>Superbonus: come un Robin Hood al contrario<\/strong><br \/>\nIl Superbonus, invece, sino ad ora si \u00e8 comportato come un Robin Hood al contrario: ha tolto ai poveri per dare ai ricchi. Con una spesa di oltre 122 miliardi, nei prossimi anni sar\u00e0 molto difficile far quadrare i nostri conti pubblici, pregiudicando la possibilit\u00e0 di reperire nuove risorse aggiuntive da destinare alla sanit\u00e0 pubblica, all\u2019edilizia sovvenzionata e per contrastare la povert\u00e0 e l\u2019esclusione sociale. Settori, quelli appena citati, di primaria importanza, perch\u00e9 costituiscono l\u2019asse portante del nostro welfare che, in massima parte, \u00e8 chiamato a sostenere le persone meno abbienti dal punto di vista economico e sociale.<\/p>\n<p><strong>Oltre la provocazione<\/strong><br \/>\nE\u2019 evidente che quella appena denunciata dall\u2019Ufficio studi della CGIA altro non \u00e8 che una provocazione; tuttavia d\u00e0 l\u2019idea di come, attraverso il Superbonus, lo Stato abbia speso con una certa \u201cleggerezza\u201d una cifra ingentissima destinandola soprattutto alle persone pi\u00f9 danarose. Lo vedremo in seguito: questo importo, nella stragrande maggioranza dei casi, \u00e8 andato a beneficio di proprietari di unit\u00e0 abitative private con disponibilit\u00e0 economiche tali da poter farsi carico di gran parte dei costi di efficientamento edilizio\/energetico sostenuti in questi ultimi anni. Questo provvedimento, inoltre, rischia di non raggiungere nemmeno gli obbiettivi di efficienza energetica di lungo periodo, che per essere conseguiti richiederanno interventi continuativi anche nei prossimi anni.<\/p>\n<p><strong>Misura surreale<\/strong><br \/>\nAl netto delle considerazioni puramente teoriche e provocatorie appena riportate pi\u00f9 sopra, le poche statistiche disponibili confermano comunque queste tesi. In pi\u00f9 di un\u2019occasione la Banca d\u2019Italia ha evidenziato la natura regressiva di questa agevolazione fiscale destinata al miglioramento dell\u2019efficienza energetica degli edifici. E anche la Corte di Conti ha avuto modo di denunciare come le risorse impegnate per il cosiddetto 110 per cento abbiano interessato, in particolare, le persone pi\u00f9 benestanti. Secondo la magistratura contabile, infatti, le detrazioni per il risparmio energetico estrapolate dalle dichiarazioni dei redditi Irpef degli italiani relative all\u2019anno di imposta 2021 hanno interessato il 5,6 per cento dei contribuenti con meno di 40mila euro di reddito e il 37 per cento circa di quelli con oltre 150mila euro. Insomma &#8211; con un costo spaventoso per le finanze dello Stato che, in massima parte, ha avvantaggiato i pi\u00f9 ricchi &#8211; il Superbonus \u00e8 diventato una misura dai contorni \u201csurreali\u201d, se non fosse, purtroppo, che a pagare il conto nei prossimi anni saranno chiamati a rispondere tutti gli altri, in particolare le fasce sociali pi\u00f9 deboli. Queste, infatti, non potranno beneficiare di risorse aggiuntive a sostegno delle principali misure di welfare state; in quanto il nostro debito pubblico, a seguito della generosit\u00e0 di questo provvedimento, \u00e8 destinato ad aumentare, di un ulteriore punto tra il 2024 e il 2026, arrivando cos\u00ec a toccare il 137,7 per cento del Pil.<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiezione<\/strong><br \/>\nChi politicamente ha voluto e continua difendere questo provvedimento, sostiene che non si debba guardare solo alla spesa che lo Stato si \u00e8 fatto carico fino ad ora, ma anche agli effetti economici positivi che esso ha generato. Vale a dire pi\u00f9 gettito (Irpef, Ires, Iva, etc.), pi\u00f9 occupazione, pi\u00f9 Pil, pi\u00f9 risparmio energetico e meno emissioni di inquinanti. E\u2019 un\u2019obiezione corretta che, tuttavia, \u00e8 facilmente confutabile dalla posizione tenuta dalla CGIA; se invece di ricorrere al Superbonus per incentivare quasi esclusivamente gli interventi di edilizia privata ci fossimo avvalsi di questa misura per costruire\/rifare solo gli edifici residenziali pubblici, le conseguenze appena richiamate dai \u201csostenitori\u201d del 110 per cento sarebbero state praticamente le stesse. Con una differenza sostanziale: nel secondo caso avremmo compiuto un\u2019azione di giustizia sociale che la misura attualmente in vigore ha paurosamente disatteso.<\/p>\n<p><strong>Risultati ambientali ed economici comunque modesti<\/strong><br \/>\nAnche i risultati ottenuti dall\u2019incentivo fiscale in oggetto sarebbero stati molto modesti. Ancorch\u00e9 non ci siano valutazioni scientifiche rigorose sotto il profilo ambientale, l\u2019abbattimento delle emissioni di CO\u00b2 sarebbe molto contenuto. Sempre secondo la Banca d\u2019Italia, le prime evidenze dimostrerebbero che nello scenario migliore i benefici ambientali del Superbonus compenserebbero i costi finanziari in quasi 40 anni. In termini strettamente economici, invece, tra il 2021 e il 2022 gli investimenti in edilizia residenziale sarebbero aumentati del 60 per cento. Sebbene non sia possibile quantificare l\u2019incidenza degli incentivi fiscali su questo incremento, va ricordato che la quota sul Pil nazionale del settore delle costruzioni \u00e8 poco meno del 6 per cento (prezzi correnti). Tuttavia, il contributo del Superbonus alla crescita della ricchezza del Paese in questo biennio non dovrebbe aver superato gli 1,8 punti, di cui 1,2 nel primo anno (su 7 punti di crescita totale) e circa 0,7 nel 2022 (su 3,8 punti complessivi). Il numero degli occupati nel settore in questi ultimi anni, invece, ha subito un deciso aumento. Non poteva essere altrimenti, con un investimento di oltre 122 miliardi di euro abbiamo \u201cdrogato\u201d il mercato, facendo esplodere la domanda e, conseguentemente, anche la platea degli addetti in edilizia. Tuttavia, ora che il ricorso al Superbonus sta \u201cscemando\u201d, gli occupati di questo settore stanno diminuendo.<\/p>\n<p><strong>Boom dell\u2019inflazione<\/strong><br \/>\nGrazie all\u2019agevolazione fiscale del 110 per cento \u00e8 stata pressoch\u00e9 eliminata qualsiasi forma di partecipazione dei beneficiari al costo. Venuto meno il contrasto di interessi tra cliente e costruttore, questa situazione, affiancata anche dagli effetti legati alla ripresa post Covid, ha contribuito ad aumentare a dismisura i prezzi delle materie prime e dei prodotti\/servizi correlati, con una ricaduta sui costi di costruzione degli edifici residenziali del tutto ingiustificata, con conseguenze molto negative anche sugli appalti pubblici. L\u2019impennata dei costi di moltissimi materiali sta imponendo una revisione dei prezzi per un gran numero di opere pubbliche gi\u00e0 cantierate, causando alla Pubblica Amministrazione non poche difficolt\u00e0 ad adeguarsi per il deciso aumento del costo dell\u2019opera e in molti casi provocando il rallentamento o addirittura la sospensione dei lavori nei cantieri.<\/p>\n<p><strong>Una giungla burocratica e 15 miliardi di frodi<\/strong><br \/>\nNato male \u00e8 proseguito peggio. Il Superbonus \u00e8 venuto alla \u201cluce\u201d nel maggio del 2020 e sin dall\u2019inizio la sua applicazione \u00e8 stata fortemente legata agli altri bonus edilizi (ristrutturazione edilizia, rigenerazione energetica, sisma, mobili, etc.). Questo \u201cintreccio\u201d ha contribuito a far esplodere la giungla burocratico-legislativa che in questi quattro anni ha comportato oltre 280 modifiche normative e relativi chiarimenti in materia di bonus edilizi. Una situazione che ha creato tra gli addetti ai lavori e tra i proprietari di abitazioni tanta confusione e altrettanta incertezza applicativa, favorendo, in parte, anche la proliferazione di truffe ai danni dello Stato. Secondo l\u2019Agenzia delle Entrate, ad oggi le frodi riconducibili ad un utilizzo illegale dei bonus edilizi sono state pari a 15 miliardi di euro, di cui 8,6 sono stati oggetto di sequestri preventivi da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e 6,3 sono stati sospesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>allo Stato per ogni intervento effettuato in Veneto \u00e8 tra le pi\u00f9 basse del Paese. Se da noi l\u2019investimento medio \u00e8 stato pari a 194.896 euro, solo la Sardegna e la Toscana, rispettivamente con 187.413 euro e 182.930 euro, hanno registrato degli importi inferiori. La media nazionale, invece, ha toccato i 247.531 euro. 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