{"id":405568,"date":"2024-08-17T11:24:55","date_gmt":"2024-08-17T09:24:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=405568"},"modified":"2024-08-17T11:24:55","modified_gmt":"2024-08-17T09:24:55","slug":"a-a-a-artigiani-cercasi-a-rischio-riparazioni-e-manutenzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/a-a-a-artigiani-cercasi-a-rischio-riparazioni-e-manutenzioni\/","title":{"rendered":"A.A.A. ARTIGIANI CERCASI. A RISCHIO RIPARAZIONI E MANUTENZIONI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1232\" data-large_image_height=\"1438\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-405569 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06-257x300.png\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06-257x300.png 257w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06-877x1024.png 877w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06-768x896.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.06.png 1232w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a>Continua a scendere il numero complessivo degli artigiani presenti in Veneto. Stiamo parlando di persone che in qualit\u00e0 di titolari, soci o collaboratori familiari svolgono un\u2019attivit\u00e0 lavorativa prevalentemente manuale e sono iscritti presso l\u2019INPS nella gestione artigiani. Se nel 2012 erano quasi 196.000 unit\u00e0, rispetto al 2023 la platea complessiva \u00e8 crollata del 23,4 per cento (-45.822), attestandosi su una soglia che supera di poco i 150.000 lavoratori. (vedi Tab. 1). Se questa tendenza non sar\u00e0 invertita stabilmente, non \u00e8 da escludere che entro una decina d\u2019anni sar\u00e0 molto difficile trovare un idraulico, un fabbro, un serramentista o un elettricista in grado di eseguire un intervento di riparazione\/manutenzione presso la nostra abitazione o nel luogo dove lavoriamo. L\u2019SOS \u00e8 lanciato dall\u2019Ufficio studi della CGIA che ha elaborato i dati dell\u2019INPS.<\/p>\n<p><strong>In calo anche le imprese artigiane<\/strong><br \/>\nSecondo i dati Infocamere\/Movimprese, anche il numero delle aziende artigiane attive \u00e8 diminuito. Se nel 2007 (anno in cui si \u00e8 toccato il picco massimo di questo inizio di secolo), le imprese in Veneto erano pari a 147.322 unit\u00e0, successivamente sono scese costantemente fino a toccare nel 2023 la soglia di 120.746. Va comunque segnalato che questa riduzione della platea degli artigiani presente nella nostra regione in parte \u00e8 anche riconducibile al processo di aggregazione\/acquisizione che ha interessato alcuni settori dopo le grandi crisi 2008\/2009, 2012\/2013 e 2020\/2021. Purtroppo, questa \u201cspinta\u201d verso l\u2019unione aziendale ha compresso la platea degli artigiani, ma ha contribuito positivamente ad aumentare la dimensione media delle imprese, spingendo all\u2019ins\u00f9 anche la produttivit\u00e0 di molti comparti; in particolare, del trasporto merci, del metalmeccanico, degli installatori impianti e della moda.<\/p>\n<p><strong>Senza botteghe si estinguono le imprese familiari<\/strong><br \/>\nLa contrazione degli artigiani e delle loro attivit\u00e0 si pu\u00f2 notare anche a occhio nudo. Girando per le nostre citt\u00e0 e i paesi di provincia sono ormai in via di estinzione tantissime botteghe artigianali. Insomma, non solo diminuisce il numero degli artigiani, ma anche il paesaggio urbano sta cambiando volto. Sono ormai ridotte al lumicino le attivit\u00e0 artigiane storiche che ospitano calzolai, corniciai, fabbri, falegnami, fotografi, lavasecco, orologiai, pellettieri, riparatori di elettrodomestici e Tv, sarti, tappezzieri, etc. Attivit\u00e0, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, che hanno contraddistinto la storia di molti quartieri, piazze e vie delle nostre citt\u00e0, diventando dei punti di riferimento per le persone che sono cresciute in questi luoghi.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1232\" data-large_image_height=\"880\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-405571 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15-300x214.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15-300x214.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15-1024x731.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15-768x549.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.15.png 1232w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non tutti sentono la crisi<\/strong><br \/>\nNon tutti i settori artigiani hanno subito la crisi. Quelli del benessere e dell\u2019informatica presentano dati in controtendenza. Nel primo, ad esempio, si continua a registrare un costante aumento degli acconciatori, degli estetisti e dei tatuatori. Nel secondo, invece, sono in decisa espansione i sistemisti, gli addetti al web marketing, i video maker e gli esperti in social media. Va altrettanto bene anche il comparto dell\u2019alimentare, con risultati significativamente positivi per gelaterie, gastronomie, pulitintolavanderie a gettone e pizzerie per asporto ubicate, in particolare, nelle realt\u00e0 ad alta vocazione turistica.<\/p>\n<p><strong>Con saracinesche abbassate citt\u00e0 pi\u00f9 insicure<\/strong><br \/>\nIl degrado urbano si sta allargando a macchia d\u2019olio; basta osservare con attenzione i quartieri di periferia e i centri storici per accorgersi che sono tantissime le insegne che sono state rimosse e altrettante sono le vetrine non pi\u00f9 allestite, perennemente sporche e con le saracinesche abbassate. Sono un segnale inequivocabile del peggioramento della qualit\u00e0 della vita di molte realt\u00e0 urbane. Le citt\u00e0, infatti, non sono costituite solo da piazze, monumenti, palazzi e nastri d\u2019asfalto, ma, anche, da luoghi dove le persone si incontrano, anche per fare solo due chiacchere. Queste micro attivit\u00e0 conservano l\u2019identit\u00e0 di una comunit\u00e0 e sono uno straordinario presidio in grado di rafforzare la coesione sociale di un territorio.<\/p>\n<p><strong>Senza botteghe a pagare il conto sono gli anziani<\/strong><br \/>\nCon meno botteghe e negozi di vicinato, diminuiscono i luoghi di socializzazione a dimensione d\u2019uomo e tutto si ingrigisce, rendendo meno vivibili e pi\u00f9 insicure le zone urbane che subiscono queste chiusure, penalizzando soprattutto gli anziani. Una platea sempre pi\u00f9 numerosa della popolazione italiana che conta pi\u00f9 di 10 milioni di over 70. Non disponendo spesso dell\u2019auto e senza botteghe sottocasa, per molti di loro fare la spesa \u00e8 diventato un grosso problema.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1262\" data-large_image_height=\"746\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-405570 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31-300x177.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31-300x177.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31-1024x605.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31-768x454.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Schermata-2024-08-17-alle-11.23.31.png 1262w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le cause delle chiusure<\/strong><br \/>\nL\u2019invecchiamento progressivo della popolazione artigiana, provocato in particolar modo anche da un insufficiente ricambio generazionale, la feroce concorrenza esercitata dalla grande distribuzione e in questi ultimi anni anche dal commercio elettronico, il boom del costo degli affitti e delle tasse nazionali\/locali hanno costretto molti artigiani a gettare la spugna. Una parte della \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, comunque, \u00e8 ascrivibile anche ai consumatori che in questi ultimi dieci anni hanno cambiato radicalmente il modo di fare gli acquisti, sposando la cultura dell\u2019usa e getta, preferendo il prodotto fatto in serie e consegnato a domicilio. La calzatura, il vestito o il mobile fatto su misura sono ormai un vecchio ricordo; il prodotto realizzato a mano \u00e8 stato scalzato dall\u2019acquisto scelto sul catalogo on line o preso dallo scaffale di un grande magazzino.<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo rivalutare culturalmente il lavoro manuale<\/strong><br \/>\nNegli ultimi 40 anni c\u2019\u00e8 stata una svalutazione culturale spaventosa del lavoro manuale. L\u2019artigianato \u00e8 stato \u201cdipinto\u201d come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell\u2019orientamento scolastico e nell\u2019alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese. Oggi, invece, sono percepiti dall\u2019opinione pubblica come scuole di serie b. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno i ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo studio. Per altri, invece, costituiscono l\u2019ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o negli istituti tecnici, di conseguire un diploma di scuola media superiore. E nonostante la crisi e i problemi generali che attanagliano l\u2019artigianato, non sono pochi gli imprenditori di questo settore che da tempo segnalano la difficolt\u00e0 a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo.<\/p>\n<p><strong>Tanti mestieri rischiano l\u2019estinzione<\/strong><br \/>\nAnche in Veneto da anni si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, gli autoriparatori, i sarti, i pasticceri, i fornai, i parrucchieri, gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori delle caldaie, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. Senza contare che nel mondo dell\u2019edilizia \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. Pi\u00f9 in generale, comunque, l\u2019artigiano di domani sar\u00e0 colui che vincer\u00e0 la sfida della tecnologia per rilanciare anche i \u201cvecchi saperi\u201d. Alla base di tutto, comunque, rimarr\u00e0 il saper fare che \u00e8 il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera.<\/p>\n<p><strong>A Rovigo, Verona e Padova le flessioni percentuali pi\u00f9 elevate<\/strong><br \/>\nTra il 2023 e il 2012 \u00e8 stata Rovigo la provincia con il -31 per cento ad aver registrato la variazione negativa pi\u00f9 elevata in Veneto. A livello nazionale solo Vercelli ha subito una contrazione pi\u00f9 significativa del territorio polesano. Seguono Verona con -26,9, Padova con il -24,7 e Belluno con il -23,9 per cento. Le realt\u00e0, invece, ad aver subito le flessioni pi\u00f9 \u201ccontenute\u201d sono state Vicenza con il -22, Venezia con il -20,1 e, infine, Treviso con il -20 per cento (vedi Graf. 1). In termini assoluti le realt\u00e0 provinciali che hanno registrato in Veneto le decurtazioni pi\u00f9 importanti sono state Verona con -10.267, Padova con -9.774, Vicenza con -8.085, e Treviso con -7.007 (vedi Tab.1). Per quanto riguarda le regioni, infine, le flessioni pi\u00f9 marcate in termini percentuali hanno interessato l\u2019Abruzzo con il -29,2 per cento, le Marche con il -26,3 e il Piemonte con il -25,8. Il Veneto si colloca all\u20198\u00b0 posto nella classifica nazionale con un \u201ctaglio\u201d del 23,4 per cento (-45.822 unit\u00e0). In valore assoluto, invece, le perdite di pi\u00f9 significative hanno interessato la Lombardia con -60.412 unit\u00e0, l\u2019Emila Romagna con -46.696 e il Piemonte con -46.139 (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua a scendere il numero complessivo degli artigiani presenti in Veneto. Stiamo parlando di persone che in qualit\u00e0 di titolari, soci o collaboratori familiari svolgono un\u2019attivit\u00e0 lavorativa prevalentemente manuale e sono iscritti presso l\u2019INPS nella gestione artigiani. 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