{"id":411811,"date":"2024-10-01T05:11:42","date_gmt":"2024-10-01T03:11:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=411811"},"modified":"2024-10-01T06:17:39","modified_gmt":"2024-10-01T04:17:39","slug":"bivacchi-strutture-al-servizio-degli-alpinisti-escursionisti-o-case-vacanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/bivacchi-strutture-al-servizio-degli-alpinisti-escursionisti-o-case-vacanza\/","title":{"rendered":"BIVACCHI: STRUTTURE AL SERVIZIO DEGLI ALPINISTI-ESCURSIONISTI O CASE VACANZA?"},"content":{"rendered":"<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1401\" data-large_image_height=\"1212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-411814 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO-300x260.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO-1024x886.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO-768x664.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO.jpg 1401w\" sizes=\"auto, (max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/><\/a>DI CLAUDIO PRA<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;erano una volta i bivacchi utilizzati come strutture di emergenza in caso di bisogno o come punti d\u2019appoggio per chi si trovava in quota per attivit\u00e0 legate alla montagna (traversate, arrampicate ecc.), strutture dove di tanto in tanto anche qualche semplice appassionato si fermava per passarci la notte dopo un&#8217;escursione. Erano i tempi lontani dall\u2019overturism e dell\u2019alta quota cercata esclusivamente da chi l\u2019amava sul serio, gente rispettosa ed esperta dell&#8217;ambiente in cui si muoveva. Oggi tutto \u00e8 cambiato e l&#8217;uso moderno e distorto che si fa dei bivacchi \u00e8 spesso al centro di discussioni. Riassumendo l\u2019attuale situazione potremmo dire che si \u00e8 affermata una moda, alimentata in special modo dai social, che spinge al pernotto nei ricoveri, un\u2019experience (come la si chiama oggi) tutta da vivere. Spesso non \u00e8 pi\u00f9 una vetta la meta, ma proprio il bivacco, da dove postare un selfy trandy vantandosi di aver pernottato e magari fatto festa in compagnia. Non vale ovviamente per tutti, ma questi probabilmente sono i veri motivi che spingono tanta, troppa gente fin l\u00ec. Niente di male dir\u00e0 qualcuno, se non fosse che i bivacchi sarebbero concepiti, come gi\u00e0 ricordato qualche riga sopra, a strutture di emergenza o punti di appoggio. Questo cambio di destinazione, perch\u00e9 \u00e8 di questo che si tratta, con processioni impressionanti in cammino verso i vari ricoveri (al Margherita Bedin, provvisto di 9 posti letto, incontrate 50 persone che intendevano passarvi la notte), stravolge il motivo per cui sono nati. Ci sono veri e propri usufruitori seriali di bivacchi, che si fermano anche per pi\u00f9 giorni, impedendo a chi ne ha veramente bisogno di programmare l&#8217;uso della struttura. La regola, ma solo di buonsenso, reciterebbe che questi ultimi avrebbero la precedenza sugli altri che dovrebbero cedergli il posto. Ma figurarsi se viene rispettata da gente che probabilmente non sa neanche che esista un tale regola o che la rifiuta. E qui ci si collega al discorso della modificata frequentazione della montagna negli ultimi anni, con l&#8217;arrivo in quota di tante persone assolutamente digiune di una minima cultura montana, spesso impreparate, che se il gps non gli funziona sono persi perch\u00e9 nemmeno sanno cos&#8217;\u00e8 una cartina. Quelli che le immondizie lasciate sul posto passer\u00e0 qualche volontario per portarle a valle, che non si prendono la briga di informarsi su un mondo fragile di cui sanno poco o nulla e che per loro va solo sfruttato seguendo una moda. Le loro uniche fonti sono Youtube, FB o Istagram. Questi nuovi &#8220;appassionati&#8221; si impadroniscono dei bivacchi come se la cosa fosse normale, dando vita a una forma di nuovo turismo montano. Vagli a spiegare che non \u00e8 quello l&#8217;uso che se ne dovrebbe fare&#8230;Ti danno dell&#8217;antiquato (boomer secondo il loro linguaggio), che non si adegua alle moderne esigenze. Dicevo all&#8217;inizio che di questa problematica si parla da qualche anno, ma al di l\u00e0 di tanti sfoghi e belle parole non si vede soluzione. Ormai diamo per scontato che debba andare cos\u00ec? Non c&#8217;\u00e8 proprio nulla che si possa fare? Diamo per assodato che i bivacchi si trasformino in dormitoi per turisti in cerca di emozioni? Il CAI, proprietario delle strutture e a cui sono associato, come la pensa in proposito? Vale ancora la pena installare o rimodernare bivacchi in luoghi relativamente facili da raggiungere sapendo l&#8217; uso che se ne far\u00e1 o \u00e8 meglio concentrarsi esclusivamente su quelli che sorgono in luoghi isolati e lontani che ne giustificano la presenza? Il recente posizionamento di un bivacco sul Pelmo, in questo contesto, fa riflettere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>********<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>****** &nbsp; DI CLAUDIO PRA C&#8217;erano una volta i bivacchi utilizzati come strutture di emergenza in caso di bisogno o come punti d\u2019appoggio per chi si trovava in quota per attivit\u00e0 legate alla montagna (traversate, arrampicate ecc.), strutture dove di tanto in tanto anche qualche semplice appassionato si fermava per passarci la notte dopo un&#8217;escursione.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":411814,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[104,49],"tags":[],"class_list":["post-411811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza_3","category-news-18","category-104","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/BIVACCO.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=411811"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":411815,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/411811\/revisions\/411815"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/411814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=411811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=411811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=411811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}