{"id":418901,"date":"2024-11-09T10:09:26","date_gmt":"2024-11-09T09:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=418901"},"modified":"2024-11-09T10:09:26","modified_gmt":"2024-11-09T09:09:26","slug":"concordato-mezzo-flop-si-perche-ce-molta-meno-evasione-di-quella-stimata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/concordato-mezzo-flop-si-perche-ce-molta-meno-evasione-di-quella-stimata\/","title":{"rendered":"CONCORDATO, MEZZO FLOP? SI, PERCHE\u2019 C\u2019E\u2019 MOLTA MENO EVASIONE DI QUELLA STIMATA"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1104\" data-large_image_height=\"1336\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-418904 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10-248x300.png\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10-248x300.png 248w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10-846x1024.png 846w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10-768x929.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.10.png 1104w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a>Per qualcuno pu\u00f2 sembrare una provocazione, per l\u2019Ufficio studi della CGIA, invece, costituisce la chiave di lettura che spiega il mezzo flop registrato dal Concordato preventivo biennale (Cpb).<\/p>\n<p><strong>I numeri dell\u2019insuccesso<\/strong><br \/>\nSecondo le prime indiscrezioni rilasciate dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF), in Italia avrebbero sottoscritto il Cpb poco pi\u00f9 di 500mila partite Iva che dovrebbero assicurare all\u2019erario 1,3 miliardi di euro. A fronte di 4,5 milioni di lavoratori autonomi e di imprese potenzialmente interessate da questo strumento (di cui 1,8 milioni di forfettari e 2,7 milioni di operatori sottoposti agli Isa) (vedi dati regionali in Tab. 1), entro il 31 ottobre scorso avrebbero aderito solo l\u201911 per cento del totale. In merito alle entrate, invece, il concordato dovrebbe aver fruttato alle casse dello Stato 1,3 miliardi di euro, contro i 2 miliardi preventivati inizialmente. Pertanto, ogni soggetto che ha sottoscritto questo \u201cpatto\u201d con il fisco ha pagato mediamente 2.600 euro. In Veneto, invece, a fronte di quasi 395mila partite Iva e imprese potenzialmente interessate, si stima, in via molto prudenziale, che abbiano aderito al Cpb 60mila attivit\u00e0 (15,2 per cento circa del totale), garantendo all\u2019erario un gettito attorno ai 170 milioni di euro (vedi Tab. 2). Pertanto, se lo Stato incasser\u00e0 molto meno del previsto, non \u00e8 che per caso la dimensione economica dell\u2019evasione in capo agli autonomi sia abbondantemente sovrastimata?<\/p>\n<p><strong>Le stime \u201cinattendibili\u201d del MEF. Gli autonomi, almeno al Nord, non sono un popolo di evasori<\/strong><br \/>\nIn materia di evasione fiscale, molti autorevoli opinionisti citano spesso i dati del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF) che stimano in 82,4 miliardi di euro il tax gap delle entrate tributarie e contributive presenti in Italia. Entrando nel dettaglio di questa analisi, la tipologia di imposta pi\u00f9 evasa sarebbe l\u2019Irpef in capo ai lavoratori autonomi, per un importo pari a 29,5 miliardi di euro che corrisponde ad una propensione al gap nell\u2019imposta che da anni sfiora stabilmente il 70 per cento. Questo vuol dire, secondo gli estensori di questa elaborazione, che poco meno del 70 per cento dell\u2019Irpef non sarebbe versata all\u2019erario dai lavoratori autonomi. Non entriamo nel merito della metodologia di calcolo utilizzata, alquanto arzigogolata, ma ci limitiamo a dimostrare l\u2019 \u201cinattendibilit\u00e0\u201d di questo risultato. Secondo le dichiarazioni dei redditi dei lavoratori autonomi in contabilit\u00e0 semplificata del Nord (praticamente artigiani e commercianti), nell\u2019anno di imposta 2021 <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1170\" data-large_image_height=\"546\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-418907 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23-300x140.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23-300x140.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23-1024x478.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23-768x358.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.06.23.png 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>hanno dichiarato mediamente 33 mila euro lordi. Segnaliamo che oltre il 70 per cento di queste partite Iva \u00e8 composto dal solo titolare dell\u2019azienda (in altre parole lavora da solo). Bene. Se, come sostengono i tecnici del MEF, queste attivit\u00e0 evadono quasi il 70 per cento dell\u2019Irpef, quanto dovrebbero dichiarare se fossero ligi alle richieste dell\u2019erario? Il 120 per cento in pi\u00f9, ovvero poco pi\u00f9 di 74 mila euro all\u2019anno. Ora, come possono \u201craggiungere\u201d nella realt\u00e0 una soglia di reddito cos\u00ec elevata se, come abbiamo appena detto, la stragrande maggioranza lavora da solo, quindi \u00e8 poco pi\u00f9 di un lavoratore dipendente, e al massimo pu\u00f2 lavorare 10-12 ore al giorno, senza contare che durante questa fascia oraria deve rapportarsi anche con i clienti, con i fornitori, con altre aziende, con il commercialista, con la banca, con l\u2019assicurazione e come tutti i comuni mortali pu\u00f2 infortunarsi, ammalarsi, etc., etc.? Ovviamente, nessuno pu\u00f2 nascondere che anche tra i lavoratori autonomi ci siano delle sacche di evasione che vanno assolutamente eliminate. Tuttavia, le stime messe a punto del MEF non convincono, anche alla luce del fatto che, per ragioni di natura tecnica, non includono il tax gap riconducibile agli autonomi esclusi dal pagamento dell\u2019Irap. Vale a dire quelli in regime dei \u201cminimi\u201d (1,8 milioni di soggetti), una buona parte delle imprese agricole, i professionisti privi di autonoma organizzazione e il settore dei servizi domestici. Complessivamente stiamo parlando di ben oltre la met\u00e0 dei lavoratori indipendenti presente nel nostro Paese. Ebbene, se fosse considerata anche l\u2019evasione di questi ultimi, che picco toccherebbe l\u2019infedelt\u00e0 fiscale degli autonomi? E\u2019 evidente che questi dati sono poco \u201cattendibili\u201d, ma quello che \u00e8 altrettanto insopportabile <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.17.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"540\" data-large_image_height=\"1316\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-418906 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.17-123x300.png\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.17-123x300.png 123w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.17-420x1024.png 420w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.17.png 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 123px) 100vw, 123px\" \/><\/a>che molti opinionisti radical chic utilizzino queste stime per accusare gli autonomi di essere un popolo di evasori incalliti.<\/p>\n<p><strong>Nel Veneto gli autonomi in contabilit\u00e0 semplificata dichiarano il 43% in pi\u00f9 dei colleghi del Sud<\/strong><br \/>\nAnche osservando le dichiarazioni dei redditi degli imprenditori individuali e dei lavoratori autonomi in contabilit\u00e0 semplificata (regime fiscale che coinvolge la grandissima parte degli artigiani e dei piccoli commercianti) &#8211; spesso additati, ingiustamente, di essere una delle categorie professionali pi\u00f9 propense all\u2019evasione &#8211; le differenze reddituali sono profondissime. Se, mediamente, nel Veneto si dichiarano poco pi\u00f9 di 33 mila euro all\u2019anno, al Sud solo 23 mila. Questo vuol dire che nella nostra regione si dichiara il 43 per cento in pi\u00f9. Ovviamente questi divari sono sicuramente riconducibili alle diverse situazioni economiche e sociali presenti in queste aree. Tuttavia, ha una rilevanza non trascurabile anche l\u2019impatto dell\u2019evasione fiscale di sopravvivenza che nel Mezzogiorno ha dimensioni importanti. Analizzando i dati delle singole regioni, per quanto concerne le dichiarazioni dei redditi in contabilit\u00e0 semplificata, in Lombardia gli autonomi dichiarano 35.462 euro, in provincia di Trento 34.436 euro, in Veneto di 33.318 e in Friuli Venezia Giulia di 33.205 euro. Per contro, in Sicilia ci si attesta sui 23.946 euro, in Puglia sui 23.223 euro, in Campania sui 22.662 euro, in Basilicata sui 21.012 euro, in Molise sui 19.610 euro e in Calabria sui 19.551 euro. La media nazionale \u00e8 pari a 29.425 euro (vedi Tab. 3).<\/p>\n<p><strong>Uno strumento potenzialmente ad hoc per gli evasori incalliti<\/strong><br \/>\nTornando al Cpb edizione 2024, nessun altro provvedimento di compliance presentato in passato era stato \u201cmodellato\u201d su misura come questo, in particolare per chi sistematicamente ha la cattiva \u201cabitudine\u201d di pagare poche tasse. In via subliminale, il \u201cpatto\u201d proposto dal fisco aveva queste caratteristiche: il contribuente dichiara per il biennio 2024-2025 qualcosa in pi\u00f9 e conseguentemente paga un po\u2019 pi\u00f9 di quanto ha versato in passato, consentendo all\u2019erario di incassare immediatamente la liquidit\u00e0 necessaria per coprire la riduzione delle aliquote Irpef al cosiddetto ceto medio. Per contro, l\u2019Amministrazione fiscale, nello stesso arco temporale, si impegna a limitare la propria azione di controllo, concentrando la propria attivit\u00e0 anti-evasione su chi non ha aderito.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1146\" data-large_image_height=\"912\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-418905 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39-300x239.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39-300x239.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39-1024x815.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39-768x611.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Schermata-2024-11-09-alle-10.07.39.png 1146w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Vantaggioso, ma inutilizzato<\/strong><br \/>\nPer chi con la propria attivit\u00e0 pu\u00f2 fare molto \u201cnero\u201d, questo provvedimento consentir\u00e0, con un pagamento relativamente modesto, di \u201ccongelare\u201d per due anni l\u2019attivit\u00e0 di accertamento dell\u2019Agenzia delle Entrate nei propri confronti. Considerato che gli imprenditori e i lavoratori autonomi non sono degli stupidi, vuoi vedere che, nonostante il Cpb fosse particolarmente \u201cvantaggioso\u201d, l\u2019adesione \u00e8 stata nettamente inferiore alle attese, poich\u00e9 la propensione all\u2019evasione fiscale di queste categorie sarebbe, secondo la CGIA, molto al di sotto delle stime, anche di quelle elaborate dal MEF? Sia chiaro: non si venga a dire che questa ipotesi non sarebbe verosimile, perch\u00e9 la possibilit\u00e0 che una micro\/piccola impresa venga controllata dal fisco e in generale dalle istituzioni pubbliche \u00e8 pressoch\u00e9 pari a zero. Tesi, come dimostreremo nel paragrafo successivo, del tutto infondata.<\/p>\n<p><strong>Pochi controlli? Assolutamente falso<\/strong><br \/>\nNel 2023 tra le lettere di compliance (2.681.147), gli accertamenti, le verifiche e i controlli eseguiti dall\u2019Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza, in materia fiscale sono state interessate poco pi\u00f9 di 3.510.000 partite Iva\/imprese italiane. Sempre nello stesso anno, in materia contrattualistica\/sicurezza sul lavoro\/assicurativa l\u2019attivit\u00e0 eseguita dall\u2019Ispettorato del lavoro, dall\u2019Inps e dall\u2019Inail ha toccato i 260.440 controlli (vedi Tab. 4).<br \/>\nPertanto, nell\u2019ipotesi che le aziende non siano state destinatarie di pi\u00f9 controlli, possiamo affermare che circa 3,7 milioni di attivit\u00e0, pari al 65 per cento circa del totale, l\u2019anno scorso sono state interessate da queste misure. Va segnalato che anche i controlli in materia di lavoro tendono sempre pi\u00f9 a verificare anche la regolarit\u00e0 fiscale dell\u2019azienda sottoposta all\u2019attivit\u00e0 ispettiva. Per ottenere la cosiddetta patente a crediti, ad esempio, molte aziende e lavoratori autonomi che operano nei cantieri mobili o temporanei hanno dovuto dimostrare, nei casi previsti dalla normativa vigente, di possedere il Documento unico di regolarit\u00e0 fiscale (Durf). Questo attestato, rilasciato dall\u2019Agenzia delle Entrate, certifica il possesso di determinati requisiti e la corretta osservanza di alcuni adempimenti previsti dalla legislazione fiscale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivit\u00e0 ispettiva non riguarda solo il fisco<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 in generale, ricordiamo che tra i dati relativi all\u2019azione ispettiva riportati pi\u00f9 sopra, non sono inclusi quelli eseguiti dall\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dai Vigili del Fuoco, dal Nucleo Antisofisticazione e Sanit\u00e0 (NAS) dei Carabinieri, dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) sempre dei Carabinieri, dalla Polizia stradale, dai Vigili urbani, dalle Agenzie regionali per la protezione dell\u2019ambiente e dai Servizi di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aziende sanitarie\/ospedaliere.<\/p>\n<p><strong>Adesso riaprono i termini<\/strong><br \/>\nNel tentativo di recuperare almeno un altro miliardo, il Governo sembra intenzionato ad approvare a breve un decreto che consenta la riapertura dei termini per aderire al Cpb fino al prossimo 10 dicembre. Dal punto di vista del nostro esecutivo \u00e8 una decisione comprensibile, anche se lo stesso ammette implicitamente che il gettito stimato nel primo \u201ctentativo\u201d \u00e8 stato molto al di sotto delle aspettative.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per qualcuno pu\u00f2 sembrare una provocazione, per l\u2019Ufficio studi della CGIA, invece, costituisce la chiave di lettura che spiega il mezzo flop registrato dal Concordato preventivo biennale (Cpb). 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