{"id":418988,"date":"2024-11-11T13:30:35","date_gmt":"2024-11-11T12:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=418988"},"modified":"2024-11-12T05:55:10","modified_gmt":"2024-11-12T04:55:10","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-249","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-puntata-249\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8211; PUNTATA 249"},"content":{"rendered":"<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TRAMONTO DI NOVEMBRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>AUDIO<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-418988-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/PAOLOS-1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/PAOLOS-1.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/PAOLOS-1.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1200\" data-large_image_height=\"1600\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-418990 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/a3533c56-d6df-4158-8a23-533786d35d6a.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Li aveva attesi per mesi, con pazienza, quegli attimi d&#8217;autunno d&#8217;inizio novembre. Sentiva forte quel desiderio di quiete e silenzi propri della stagione dei colori, ed ora, al tempo dei nuovi lumini che rischiaravano le lapidi rinnovate, quei momenti erano finalmente arrivati. Era stata domenica tranquilla e mite, erano montagne vestite a festa per celebrare il culmine dell&#8217;autunno, era una sera che sarebbe scesa sulla valle poco dopo i cinque rintocchi di campana. Fu al calare delle prime ombre che lasci\u00f2 morire il fuoco. Ascolt\u00f2 per lungo tempo quel sempre pi\u00f9 debole crepitare di legna, e poi guard\u00f2 spegnersi le braci; moriva il fuoco ed anche il giorno si sarebbe spento di l\u00ec a poco. Chiuse a chiave la baita e si caric\u00f2 lo zaino sulle spalle e poi si rec\u00f2 sull&#8217;orlo dello strapiombo. Si appoggi\u00f2 al grande masso e si mise in attesa di quell\u2019ormai prossimo tramonto d&#8217;inizio novembre. Nel mondo di sotto le auto circolavano gi\u00e0 con i fari accesi e i camini iniziavano a fumare decisi mentre nasceva una nuova e silenziosa sera. Guard\u00f2 in alto, lass\u00f9 sulle banche del Pelsa, dove i larici si erano vestiti di arancione. Era questo il segnale dell&#8217;autunno ora maturo che iniziava a mostrare i primi segni della vecchiaia. Le previsioni indicavano freddo e forse neve in arrivo, e quando le cime si sarebbero vestite di bianco, anche questo autunno avrebbe iniziato il suo congedo; se ne sarebbe andato in silenzio, lasciando la valle e salutando gli uomini in un giorno di neve che imbiancava i paesi. In quegli attimi di notte incombente, mentre si accendevano le stelle e le luci di Cencenighe, pensava alla sua vita a tratti nomade, a quella costante ricerca della libert\u00e0 fra i monti. Guardava le auto che scendevano verso sud, osservava le finestre illuminate, dietro alle quali ci saranno stati uomini e donne abbracciati sul divano davanti alla televisione accesa. Magari c&#8217;erano pure dei bambini che giocavano sul pavimento e un bel fuoco acceso nella stufa. Lui invece era lass\u00f9, ad ascoltare il canto d&#8217;acqua dei due torrenti e ad osservare il cimitero, che in quel tardo pomeriggio, appariva come una sorta di quadrato reso rosso dalla luce decisa dei nuovi lumini che lo facevano risaltare nel bosco ormai scuro. Un debole vento di inizio novembre lo accarezzava mentre era in compagnia di una solitudine di quelle potenti. Era una solitudine buona, cercata e necessaria, che in quegli istanti gli permetteva di vivere appieno quel desiderato tramonto. Chiss\u00e0 quante persone avrebbero voluto ammirare un tramonto simile da quel luogo in cui si trovava, pensava mentre osservava il chiarore delle finestre illuminate e i fanali delle auto che percorrevano la Strada Madre. Sent\u00ec dentro di s\u00e8 una serenit\u00e0 nuova e pens\u00f2 alla fortuna di poter vivere certi momenti cos\u00ec intensi che lo facevano sentire vivo, e nel frattempo era sceso il buio di una notte senza luna ed era tempo di accendere la frontale e di scendere con un po&#8217; di prudenza. Salut\u00f2 e ringrazi\u00f2 le montagne, a voce alta, come faceva sempre, e poi part\u00ec.<\/p>\n<p>S\u2019accende il tramonto e si infuoca il cielo. Arde come viso di donna al sentirsi dire Ti Amo.<br \/>\nVibra di vita infiammando le valli e i cuori,<br \/>\ne poi in un attimo tutto sfuma, come l&#8217;amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*********<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>****** &nbsp; TRAMONTO DI NOVEMBRE AUDIO &nbsp; Li aveva attesi per mesi, con pazienza, quegli attimi d&#8217;autunno d&#8217;inizio novembre. Sentiva forte quel desiderio di quiete e silenzi propri della stagione dei colori, ed ora, al tempo dei nuovi lumini che rischiaravano le lapidi rinnovate, quei momenti erano finalmente arrivati. 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