{"id":431405,"date":"2025-01-25T11:03:05","date_gmt":"2025-01-25T10:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=431405"},"modified":"2025-01-27T05:26:13","modified_gmt":"2025-01-27T04:26:13","slug":"veneto-piu-che-i-dazi-preoccupa-il-caro-energia-per-le-imprese-un-danno-da-15-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/veneto-piu-che-i-dazi-preoccupa-il-caro-energia-per-le-imprese-un-danno-da-15-miliardi\/","title":{"rendered":"VENETO: PIU\u2019 CHE I DAZI PREOCCUPA IL CARO ENERGIA. PER LE IMPRESE UN DANNO DA 1,5 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/20250125110206.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"573\" data-large_image_height=\"757\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-431406 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/20250125110206-227x300.png\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/20250125110206-227x300.png 227w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/20250125110206.png 573w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>Gli imprenditori del Veneto stanno manifestando una crescente preoccupazione, non solo per gli effetti deleteri che l\u2019introduzione dei dazi imposta dall&#8217;amministrazione Trump potrebbe avere sulle esportazioni anche della nostra regione, ma soprattutto per l&#8217;impennata dei costi energetici che rischiano di arrecare un danno economico all&#8217;intero sistema imprenditoriale del Veneto. Se quest\u2019anno il prezzo medio del gas dovesse attestarsi sui 50 euro al MWh, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha stimato l\u2019aggravio in 1,5 miliardi di euro. Inoltre, \u00e8 importante considerare che il combinato disposto di queste due problematiche potrebbe addirittura condurre anche l&#8217;economia veneta verso una fase di stagflazione. Qualora tale scenario dovesse materializzarsi, ci troveremmo di fronte a una situazione particolarmente critica.<\/p>\n<p><strong>Dazi e caro energia un mix letale<\/strong><br \/>\nFino a quando i dazi non saranno ufficialmente introdotti, nessuno pu\u00f2 stimare quanto penalizzeranno le nostre vendite negli Stati Uniti. Ricordiamo che il Paese a stelle e strisce rappresenta il terzo mercato di sbocco per le esportazioni del Veneto, con un valore che nel 2023 \u00e8 stato di 7,5 miliardi di euro, pari al 9,1% dell\u2019intero export regionale. In particolare, le categorie merceologiche maggiormente esportate negli USA includono i macchinari, l\u2019occhialeria, i prodotti farmaceutici-chimici, alimenti e bevande, tessile, abbigliamento e calzature. \u00c8 opportuno chiarire che l&#8217;introduzione dei dazi comporterebbe una contrazione delle esportazioni; tuttavia, si presuppone che le conseguenze economiche derivanti dall&#8217;aumento delle bollette siano pi\u00f9 gravose rispetto a quelle generate dai dazi stessi, considerando che il costo del gas e dell\u2019energia elettrica sono previste in aumento. L&#8217;intersecarsi di queste due criticit\u00e0 potrebbe addirittura dar luogo a una nuova recessione, uno scenario che, ovviamente, speriamo non si determini.<\/p>\n<p><strong>Bollette: \u00e8 in arrivo una stangata<\/strong><br \/>\nPer l&#8217;anno corrente si stima che il costo complessivo delle bollette possa gravare sul sistema imprenditoriale del Veneto per ulteriori 1,5 miliardi di euro rispetto al 2024, corrispondente a un incremento del 19,3%. La spesa totale prevista raggiungerebbe quindi i 9,5 miliardi: di questi 7,1 miliardi per l\u2019energia elettrica e 2,4 miliardi per il gas. Tali stime provengono dall&#8217;Ufficio studi della CGIA e si basano sull&#8217;ipotesi di un prezzo medio dell&#8217;energia elettrica nel 2025 fissato a 150 euro per MWh e del gas a 50 euro per MWh; mantenendo cos\u00ec un rapporto di tre a uno tra le due tariffe come osservato nei bienni precedenti. Per quanto concerne i consumi energetici si fa riferimento ai dati del 2023 con l&#8217;assunzione che essi rimangano costanti nei successivi due anni.<\/p>\n<p><strong>\u2022 Rischiamo la stagflazione?<\/strong><br \/>\nLe conseguenze dell\u2019aumento delle bollette potrebbero gravare pesantemente sui bilanci sia delle imprese sia delle famiglie, anche del Veneto. Tuttavia esiste un ulteriore aspetto negativo da considerare: similmente a quanto avvenuto nei primi anni post-Covid potremmo assistere a un\u2019impennata dei prezzi del gas e dell\u2019energia capace di generare spirali inflazionistiche molto pericolose. \u00c8 fondamentale ricordare che durante il biennio 2022-2023 la crisi energetica ha fatto impennare il caro vita, determinando una sostanziale erosione del potere d&#8217;acquisto per lavoratori dipendenti e pensionati; senza trascurare l&#8217;incremento dei tassi d&#8217;interesse che ha ostacolato investimenti e crescita del PIL. Pertanto, l&#8217;effetto combinato della possibile recrudescenza della crisi economica che sta gravando su molti paesi europei, unitamente all&#8217;introduzione dei dazi e a una probabile nuova fiammata inflazionistica scatenata dal caro energia, potrebbe condurre anche il Veneto verso condizioni di stagflazione caratterizzata da una crescita del PIL attorno allo zero, accompagnato da livelli elevati d&#8217;inflazione.<\/p>\n<p><strong>Difendere i consumi e spendere bene tutti soldi del Pnrr<\/strong><br \/>\nPer scongiurare questa situazione cos\u00ec complessa cosa dobbiamo fare? Sperando nella \u201cclemenza\u201d del Presidente Trump, per contrastare efficacemente il rallentamento economico in corso, in primo luogo dobbiamo evitare il crollo dei consumi interni, obbiettivo che potrebbe non essere conseguito se l\u2019inflazione dovesse tornare a crescere. Pertanto, \u00e8 necessario introdurre a livello europeo un tetto al prezzo del gas, per smorzare qualsiasi spinta speculativa. In secondo luogo \u00e8 necessario spendere bene ed entro la scadenza (31 agosto 2026) le risorse del Pnrr ancora a nostra disposizione; praticamente 130 miliardi di euro. Secondo la BCE, l\u2019utilizzo di tutti i prestiti e le sovvenzioni che ci sono stati erogati da Bruxelles far\u00e0 aumentare in via permanente il nostro Pil nello scenario migliore dell\u20191,9 per cento fino al 2026 e dell\u20191,5 per cento fino al 2031 rispetto a un Pil senza questi speciali sostegni post-pandemici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Nota metodologica<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Le stime sono state costruite a partire dai dati 2023 sui consumi di energia elettrica e di gas da parte delle imprese (ipotizzati costanti per gli anni 2024 e 2025) e sui relativi prezzi medi di fonte Eurostat per le utenze non domestiche. Per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, sono state considerate le utenze non domestiche al netto dei settori permeati dalla PA (Amministrazione pubblica\/difesa, sanit\u00e0\/assistenza sociale, istruzione, illuminazione pubblica); per i consumi di gas sono state considerate le utenze industriali (generazione elettrica esclusa), del commercio e dei servizi (escluso servizio pubblico), tutte al netto degli autoconsumi.<\/p>\n<p class=\"p2\">I costi per l\u2019anno 2024 sono il frutto di una stima che tiene conto dell\u2019andamento dei prezzi medi annui di mercato dell\u2019energia elettrica e del gas &#8211; borsa energetica di fonte Gestore Mercati Energetici (GME) &#8211; pari a 108 euro per MWh per l\u2019elettricit\u00e0 e di 36 euro per MWh per il gas. I costi per l\u2019anno 2025 sono stati calcolati considerando un prezzo medio dell\u2019energia elettrica di 150 euro per MWh e di 50 per il gas, rispettando la proporzione di 3 a 1 tra i due prezzi cos\u00ec come verificatosi mediamente negli anni 2023 e 2024.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\">Si fa presente che l\u2019aumento dei costi energetici per le imprese risulter\u00e0 meno che proporzionale rispetto alla variazione dei prezzi della borsa energetica in quanto l\u2019aumento del prezzo della materia prima non impatta su tutto il costo complessivo della bolletta (che comprende anche costi di commercializzazione, trasmissione, oneri, tasse, margini ecc.). E dunque rispetto ad un\u2019ipotesi di aumento del prezzo della materia prima del 38% (stimato per il 2025 rispetto al 2024), le rispettive crescite dei costi per le imprese risulteranno inferiori (+18% per l\u2019energia elettrica e +25% per il gas).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli imprenditori del Veneto stanno manifestando una crescente preoccupazione, non solo per gli effetti deleteri che l\u2019introduzione dei dazi imposta dall&#8217;amministrazione Trump potrebbe avere sulle esportazioni anche della nostra regione, ma soprattutto per l&#8217;impennata dei costi energetici che rischiano di arrecare un danno economico all&#8217;intero sistema imprenditoriale del Veneto. 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