{"id":432485,"date":"2025-02-01T09:00:32","date_gmt":"2025-02-01T08:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=432485"},"modified":"2025-02-01T09:00:32","modified_gmt":"2025-02-01T08:00:32","slug":"numero-di-giovani-veneti-negli-ultimi-10-anni-e-rimasto-stabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/numero-di-giovani-veneti-negli-ultimi-10-anni-e-rimasto-stabile\/","title":{"rendered":"NUMERO DI GIOVANI VENETI: NEGLI ULTIMI 10 ANNI E\u2019 RIMASTO STABILE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ma il declino demografico \u00e8 alle porte.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Una curiosit\u00e0: nel 1943 in Veneto avevamo il 170% in pi\u00f9 di nascite rispetto a oggi<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085751.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"620\" data-large_image_height=\"584\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-432488 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085751-300x283.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085751-300x283.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085751.png 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il numero dei giovani presenti in Veneto \u00e8 rimasto praticamente stabile. Negli ultimi dieci anni, infatti, la popolazione presente nella nostra regione nella fascia di et\u00e0 tra i 15 e i 34 anni \u00e8 diminuita di quasi 5.500 unit\u00e0, pari al -0,6 per cento. Nel 2014 avevamo 989.127 giovani; nel 2024 il numero \u00e8 leggermente sceso a 983.679. Assieme alla Valle d\u2019Aosta e al Piemonte siamo le uniche regioni del Nord che in questo arco temporale hanno registrato un saldo negativo (vedi Tab. 1). Possiamo ipotizzare che questo risultato sia riconducibile al fatto che il calo della denatalit\u00e0 avvenuta in Veneto \u00e8 stata compensata dall\u2019arrivo di giovani provenienti dal Sud Italia e, soprattutto, dagli stranieri. Le previsioni, per\u00f2, non sono affatto rassicuranti: la denatalit\u00e0 far\u00e0 sentire in suoi effetti negativi in tutto il Paese, cosicch\u00e9 anche nel Veneto la popolazione giovanile \u00e8 destinata a ridursi in misura importante. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p><strong>In difficolt\u00e0 soprattutto Rovigo e Belluno<\/strong><br \/>\nLe province venete che hanno registrato le contrazioni della platea giovanile pi\u00f9 importanti sono state Rovigo e Belluno. Se nel capoluogo polesano il saldo \u00e8 stato pari a -5.855 (-12,8 per cento), in quello dolomitico la diminuzione \u00e8 stata di 1.012 unit\u00e0 (-2,6 per cento). Le pi\u00f9 virtuose, invece, sono state Venezia con il +972 giovani (+0,6 per cento) e, in particolare, Treviso con il +1.073 (+0,9 per cento) (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085808.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"622\" data-large_image_height=\"262\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-432487 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085808-300x126.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085808-300x126.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085808.png 622w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Investire di pi\u00f9 nella scuola, nell\u2019universit\u00e0 e nella formazione professionale<\/strong><\/p>\n<p>In aggiunta alla diminuzione, quando analizziamo la platea giovanile italiana e per certi versi anche veneta, emergono due aspetti abbastanza preoccupanti: il tasso di occupazione e il livello di istruzione sono inferiori ai rispettivi dati medi europei. Nei prossimi decenni queste criticit\u00e0 potrebbero avere ripercussioni gravissime sul mondo imprenditoriale. Gi\u00e0 da qualche anno avvertiamo il grido di allarme sollevato dagli imprenditori veneti: le aziende incontrano sempre maggiori difficolt\u00e0 nel reperire personale qualificato; questo sia per la mancanza di candidati idonei che per l&#8217;insufficienza delle competenze delle persone chi si presentano ai colloqui. Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente e richiede scelte politiche urgenti; investendo, in particolare, molte pi\u00f9 risorse nella scuola, nell\u2019universit\u00e0 e, soprattutto, nella formazione professionale.<\/p>\n<p><strong>Una curiosit\u00e0: nel 1943 +170% di nascite rispetto a oggi<\/strong><br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085822.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"419\" data-large_image_height=\"244\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-432486 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085822-300x175.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085822-300x175.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/20250201085822.png 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Confrontare dati relativi a periodi cos\u00ec distanti nel tempo presenta sempre delle insidie, soprattutto quando si parla di un intervallo di 80 anni. Tuttavia, per quanto riguarda le nascite, il metodo di calcolo non \u00e8 mai cambiato nel corso dei decenni. Continua a basarsi sulle dichiarazioni registrate presso gli sportelli dell\u2019anagrafe di ciascun Comune. Detto ci\u00f2, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha effettuato un confronto tra i nati vivi del 1943 e quelli del 2023. I risultati sono sorprendenti: nel pieno della seconda guerra mondiale, le nascite in Veneto furono pari a 82.504, oltre il 170 per cento in pi\u00f9 rispetto alle 30.438 registrate nel 2023. Con tutte le dovute precauzioni, la Tab. 3 permette anche di confrontare tutte le province italiane, evidenziando che nel 1943 ce n&#8217;erano 16 in meno rispetto a quelle attuali1. \u00c8 fondamentale sottolineare che, se nel 1943 il Veneto aveva 1,1 milioni di abitanti in meno rispetto ad oggi ma registrava al contempo 52mila nascite in pi\u00f9, non possiamo continuare a sostenere che la denatalit\u00e0 degli ultimi anni sia esclusivamente attribuibile alla mancanza di servizi per l&#8217;infanzia e all&#8217;insufficienza degli aiuti pubblici alle giovani famiglie. Certo, questi aspetti sono rilevanti, ma \u00e8 altrettanto vero che 80 anni fa, con il Paese in guerra, le condizioni di vita e le prospettive future erano decisamente peggiori rispetto a quelle attuali.<\/p>\n<p><strong>S\u00ec agli immigrati, purch\u00e9 nel loro Paese abbiano imparato l\u2019italiano e un mestiere<\/strong><br \/>\n\u00c8 essenziale chiarire che l&#8217;immigrazione non pu\u00f2 costituire l&#8217;unica risposta ai problemi derivanti dal declino demografico. Tuttavia, nel breve periodo, essa pu\u00f2 rappresentare un valido strumento per affrontare questa sfida, a condizione di essere in grado di preparare adeguatamente le persone che intendono entrare in Italia. Cos\u00ec come ha avuto modo di sottolineare anche il CNEL2, il nostro Paese dovrebbe prevedere delle corsie preferenziali nell&#8217;assegnazione delle quote di ingresso riservate a coloro che, nel proprio paese d&#8217;origine, abbiano frequentato per almeno due anni un corso di lingua italiana e ottenuto una qualifica che attesti il possesso delle competenze professionali richieste dalle nostre imprese. A queste ultime, inoltre, spetterebbe il compito di garantire a questi extracomunitari un&#8217;occupazione stabile e fornire un aiuto concreto nella ricerca di un alloggio a prezzo accessibile.<\/p>\n<p><strong>Quasi il 98% del calo \u00e8 avvenuto al Sud<\/strong><br \/>\nDei 747.672 giovani in meno registrati nell\u2019ultimo decennio (2024-2014) ben 730.756 (pari al 97,7 per cento del totale) sono riconducibili al Mezzogiorno. Altri 119.157 si riferiscono al Centro, mentre il Nord ha ottenuto un buon risultato, in parte ascrivibile alla presenza degli stranieri. Sempre tra il 2014 e il 2024 la popolazione tra i 15 e i 34 \u00e8 aumentata di 46.821 unit\u00e0 nel Nordest e di 55.420 nel Nordovest (vedi Tab. 1). A livello provinciale, invece, le contrazioni pi\u00f9 importanti hanno interessato la Sud Sardegna (-25,4 per cento), Oristano (-23,4), Isernia (-21,5), Reggio Calabria (-19,6) e Catanzaro (-19,3). Delle 107 province monitorate, solo 26 hanno registrato un saldo positivo. Spiccano in particolar modo i risultati ottenuti a Gorizia (+9,7 per cento), Trieste (+9,8), Milano (+10,1) e Bologna (+11,5).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma il declino demografico \u00e8 alle porte. Una curiosit\u00e0: nel 1943 in Veneto avevamo il 170% in pi\u00f9 di nascite rispetto a oggi Il numero dei giovani presenti in Veneto \u00e8 rimasto praticamente stabile. 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