{"id":447715,"date":"2025-05-03T08:55:26","date_gmt":"2025-05-03T06:55:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=447715"},"modified":"2025-05-03T08:55:26","modified_gmt":"2025-05-03T06:55:26","slug":"veneto-fra-10-anni-quasi-239mila-persone-in-eta-lavorativa-in-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/veneto-fra-10-anni-quasi-239mila-persone-in-eta-lavorativa-in-meno\/","title":{"rendered":"VENETO: FRA 10 ANNI QUASI 239MILA  PERSONE IN ETA\u2019 LAVORATIVA IN MENO"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085209.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"614\" data-large_image_height=\"732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-447716 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085209-252x300.png\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085209-252x300.png 252w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085209.png 614w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a>Con una societ\u00e0 che invecchia \u00e8 a rischio il futuro del mercato immobiliare, dei trasporti, della moda e del turismo. A trarne vantaggio solo le banche.<\/strong><\/p>\n<p>Le proiezioni demografiche indicano che, entro i prossimi dieci anni, la popolazione in et\u00e0 lavorativa presente in Veneto diminuir\u00e0 di quasi 239mila unit\u00e0 (precisamente 238.745), pari a una riduzione del 7,8 per cento. All\u2019inizio del 2025 questa fascia demografica contava poco pi\u00f9 di 3 milioni di veneti; si prevede che nel 2035 la platea scender\u00e0 a 2,8 milioni. Tale calo \u00e8 attribuibile al progressivo invecchiamento della popolazione: con un numero sempre pi\u00f9 ridotto di giovani e un consistente gruppo di baby boomer prossimo all\u2019uscita dal mercato del lavoro per raggiunti limiti d\u2019et\u00e0, il nostro Paese rischia lo \u201cspopolamento\u201d della coorte anagrafica potenzialmente occupabile. Va sottolineato che tutte le 107 province italiane monitorate in questo studio registreranno nei prossimi dieci anni una variazione assoluta negativa, confermando che il fenomeno colpir\u00e0 indistintamente tutte le aree del Paese. L\u2019analisi \u00e8 stata realizzata dall\u2019Ufficio studi della CGIA che ha elaborato le previsioni demografiche dell\u2019Istat.<\/p>\n<p><strong>Previsto un progressivo rallentamento del Pil<\/strong><br \/>\nSe si considera il declino demografico insieme all\u2019instabilit\u00e0 geopolitica, alla transizione energetica e a quella digitale, nei prossimi anni le imprese sono destinate a subire dei contraccolpi molto negativi. La difficolt\u00e0, ad esempio, nel reperire giovani lavoratori da inserire nelle aziende artigiane, commerciali o industriali \u00e8 un problema sentito gi\u00e0 oggi, figuriamoci tra un decennio. \u00c8 importante sottolineare che chi spera in un\u2019inversione del trend demografico rischia di rimanere deluso, poich\u00e9 non esistono misure efficaci in grado di modificare questa tendenza in tempi ragionevolmente brevi. Inoltre, nemmeno il ricorso alla manodopera straniera potr\u00e0 risolvere completamente la situazione. Di conseguenza, dobbiamo prepararci a un progressivo rallentamento del Pil. Va <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085310.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"651\" data-large_image_height=\"366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-447717 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085310-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085310-300x169.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085310.png 651w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>inoltre considerato che una societ\u00e0 con una popolazione sempre pi\u00f9 anziana e meno giovane dovr\u00e0 affrontare un aumento rilevante della spesa previdenziale, sanitaria e assistenziale, con implicazioni molto negative anche sui nostri conti pubblici.<\/p>\n<p><strong>Tra le imprese saranno le Pmi le pi\u00f9 penalizzate<\/strong><br \/>\nDa qualche anno in tutto il Paese le imprese denunciano grosse difficolt\u00e0 nel reperire personale qualificato da inserire nei propri organici. Nei prossimi anni, tuttavia, il Mezzogiorno potrebbe incontrare meno problemi rispetto al Centronord. A differenza di quest\u2019ultimo, infatti, il Sud e le Isole presentano tassi di disoccupazione e inattivit\u00e0 significativamente elevati, che potrebbero consentire di colmare almeno parzialmente le lacune occupazionali previste soprattutto nel settore agroalimentare e in quello turistico-ricettivo (hotel, ristoranti e caffetterie). \u00c8 altres\u00ec evidente che molte aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni, saranno costrette a ridurre gli organici a causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di procedere ad assunzioni. Per quanto riguarda le medie e grandi imprese, invece, la problematica potrebbe risultare meno rilevante: grazie alla possibilit\u00e0 di offrire salari superiori alla media, orari flessibili, benefit e pacchetti significativi di welfare aziendale, i giovani presenti sul mercato del lavoro tenderanno a preferire le realt\u00e0 pi\u00f9 strutturate piuttosto che le piccole e micro imprese che solo in piccola parte sono in grado di erogare tali vantaggi.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085251.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"648\" data-large_image_height=\"468\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-447718 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085251-300x217.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085251-300x217.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250503085251.png 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ad avvantaggiarsene potrebbero essere solo le banche<\/strong><br \/>\nUn Paese con una popolazione in progressivo invecchiamento potrebbe affrontare, nei prossimi decenni, significative sfide nel mantenimento dell\u2019equilibrio dei conti pubblici, soprattutto a causa dell\u2019incremento delle spese sanitarie, pensionistiche, farmaceutiche e assistenziali. La CGIA sottolinea che una ridotta presenza di giovani under 30 e un\u2019alta incidenza di over 65 potrebbero determinare ripercussioni negative su settori economici strategici, comportando una contrazione strutturale del Pil. Considerando la minore propensione alla spesa tipica della popolazione anziana rispetto a quella giovanile, una societ\u00e0 prevalentemente composta da persone in et\u00e0 avanzata rischia di ridurre il volume d\u2019affari del mercato immobiliare, dei trasporti, della moda e del settore ricettivo (HoReCa). Al contrario, il settore bancario potrebbe essere tra i pochi a beneficiare di alcuni effetti positivi: grazie a una maggiore inclinazione al risparmio rispetto alle altre coorti anagrafiche, la popolazione anziana potrebbe incrementare il valore economico dei propri depositi, favorendo cos\u00ec le istituzioni finanziarie.<\/p>\n<p><strong>Veneto tra le regioni del Nord e Rovigo tra le province del Centronord registreranno i risultati peggiori<\/strong><br \/>\nSecondo l\u2019elaborazione della CGIA le contrazioni della popolazione in et\u00e0 lavorativa pi\u00f9 importanti riguarderanno, in particolare, il Mezzogiorno. Dei 3 milioni di persone in meno che occuperanno la fascia anagrafica tra i 15 e i 64 anni, la met\u00e0 interesser\u00e0 le regioni del Sud. Lo scenario pi\u00f9 critico investir\u00e0 la Sardegna che entro il prossimo decennio subir\u00e0 una riduzione di questa platea di persone del 15,1 per cento (-147.697 persone). Seguono la Basilicata con il -14,8 per cento (-49.685), la Puglia con il -12,7 per cento (-312.807), la Calabria con il -12,1 per cento (-139.450) e il Molise con il -11,9 per cento (-21.323). Come dicevamo pi\u00f9 sopra, il Veneto registrer\u00e0 una flessione del 7,8 per cento, pari al dato medio nazionale. Tra tutte le regioni del Nord siamo quella con la riduzione della popolazione lavorativa pi\u00f9 importante. Per contro, le regioni meno interessate da questo fenomeno saranno il Trentino Alto Adige con il -3,1 per cento (-21.256) la Lombardia con il -2,9 per cento (-189.708) e, infine, l\u2019Emilia Romagna con il -2,8 per cento (-79.007) (vedi Tab. 1 e Graf. 1). A livello provinciale, invece, la flessione pi\u00f9 importante si verificher\u00e0 a Nuoro con il -17,9 per cento. Seguono la Sud Sardegna con il -17,7, Caltanissetta con il -17,6, Enna con il -17,5 e Potenza con il -17,3. In valore assoluto la provincia che subir\u00e0 la perdita pi\u00f9 importante \u00e8 Napoli con -236.677 persone. Tra le realt\u00e0 venete quella con lo score pi\u00f9 negativo \u00e8 Rovigo. Il capoluogo polesano subir\u00e0 una diminuzione del 12,4 per cento (-17.112 persone). In termini percentuali nessun\u2019altra provincia del Centronord \u00e8 destinata a fare peggio. Seguono Belluno -9,9 (-11.955), Venezia -9,4 (-48.860), Vicenza -8,7 (-47.351), Treviso -7,7 (-42.846), Padova -7,4 (-44.183) e Verona 4,4 (-26.445) (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una societ\u00e0 che invecchia \u00e8 a rischio il futuro del mercato immobiliare, dei trasporti, della moda e del turismo. A trarne vantaggio solo le banche. 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