{"id":448663,"date":"2025-05-10T09:03:45","date_gmt":"2025-05-10T07:03:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=448663"},"modified":"2025-05-10T09:03:45","modified_gmt":"2025-05-10T07:03:45","slug":"in-veneto-si-lavora-in-media-256-giorni-allanno-al-sud-appena-228","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/in-veneto-si-lavora-in-media-256-giorni-allanno-al-sud-appena-228\/","title":{"rendered":"IN VENETO SI LAVORA IN MEDIA 256 GIORNI ALL\u2019ANNO, AL SUD APPENA 228"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510085947.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"410\" data-large_image_height=\"342\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-448667 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510085947-300x250.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510085947-300x250.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510085947.png 410w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In Veneto si lavora in media 256 giorni all\u2019anno, al Sud appena 228. In altre parole, gli occupati della nostra regione ogni 12 mesi timbrano il cartellino 28 giorni in pi\u00f9 rispetto ai colleghi del Sud. E come si spiega questa differenza? Non certo perch\u00e9 da noi impiegati e operai siano degli instancabili eroi che pensano solo ai schei, mentre al Sud ci sia una diffusa presenza di \u201cscansafatiche\u201d che evitano uffici e fabbriche. Assolutamente no, la chiave di lettura non pu\u00f2 essere fondata su questi luoghi comuni. Secondo l\u2019analisi condotta dall\u2019Ufficio studi della CGIA, invece, al Sud si lavora meno per almeno due ragioni strettamente correlate. La prima. E\u2019 dovuta a un\u2019economia sommersa molto diffusa che nelle regioni meridionali ha una dimensione non riscontrabile nel resto del Paese che, statisticamente, non consente di conteggiare le ore lavorate irregolarmente. La seconda. E\u2019 imputabile a un mercato del lavoro che nel Mezzogiorno \u00e8 caratterizzato da tanta precariet\u00e0, da una diffusa presenza di part time involontario, soprattutto nei servizi, da tantissimi stagionali occupati nel settore ricettivo e dell\u2019agricoltura che abbassano enormemente la media delle ore lavorate.<\/p>\n<p><strong>Gli stacanovisti sono a Lecco, Biella e Vicenza<\/strong><br \/>\nGli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate durante il 2023 sono stati quelli occupati nella provincia di Lecco (264,9 giorni). Seguono i dipendenti privati di Biella (264,3), Vicenza (263,5), Lodi, (263,3), Padova (263,1), Monza-Brianza (263), Treviso (262,7) e Bergamo (262,6). Le province, infine, dove i lavoratori sono stati \u201cmeno\u201d in ufficio o in fabbrica durante il 2023 sono quelli di Foggia (213,5 giorni), Trapani (213,3), Rimini (212,5), Nuoro (205,2) e Vibo Valentia (193,3). La media italiana \u00e8 stata pari a 246,1 giorni (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090011.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"565\" data-large_image_height=\"732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-448666 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090011-232x300.png\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090011-232x300.png 232w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090011.png 565w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>Dove si lavora di pi\u00f9, le retribuzioni sono pi\u00f9 alte<\/strong><br \/>\nOvviamente, nelle aree geografiche del Paese dove le ore lavorate sono pi\u00f9 elevate, anche la produttivit\u00e0 \u00e8 maggiore e conseguentemente gli stipendi e i salari sono pi\u00f9 pesanti. Se, come riporta la CGIA, in Veneto la retribuzione media giornaliera nel 2023 era di 95,6 euro lordi, al Sud si \u00e8 fermata a 77 euro (pari a un differenziale del 24 per cento). Rispetto a tutte le altre regioni del Nord, il Veneto si posiziona tra gli ultimi. Un risultato ascrivibile al fatto che da noi, rispetto alle altre regioni settentrionali, la presenza di big tech, grandi imprese, grandi istituti di credito e finanziari &#8211; che per contratto erogano stipendi molto elevati &#8211; \u00e8 ridotta ai minimi termini. Per quanto concerne la produttivit\u00e0, invece, in Veneto era superiore del 23,3 per cento rispetto a quella presente nel Sud (vedi Tab. 2). Va segnalato che le differenze salariali presenti in Italia nel settore privato sono un problema che ci trasciniamo almeno dagli inizi del secolo scorso. Purtroppo, in questi ultimi decenni il gap \u00e8 sicuramente aumentato, perch\u00e9 le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le societ\u00e0 finanziarie\/assicurative\/bancarie che &#8211; tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto pi\u00f9 elevati della media &#8211; sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. Non solo. Va evidenziato che queste realt\u00e0 dispongono di una quota di personale con qualifiche apicali sul totale occupati molto alta (manager, dirigenti, quadri, tecnici, etc.), addetti che per contratto vanno corrisposti stipendi importanti.<\/p>\n<p><strong>Gli stipendi pi\u00f9 alti sono pagati a Milano, Monza e lungo la via Emilia<\/strong><br \/>\nDall\u2019analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nel 2023, Milano \u00e8 stata la realt\u00e0 dove gli imprenditori hanno ricevuto gli stipendi medi pi\u00f9 elevati: 34.343 euro. Seguono Monza-Brianza con 28.833 euro, Parma con 27.869 euro, Modena con 27.671 euro, Bologna con 27.603 euro e Reggio Emilia con 26.937 euro. La prima provincia del Veneto si colloca al 13\u00b0 posto a livello nazionale; \u00e8 Vicenza con 25.652 euro. Seguono Padova con 25.486 euro al 15\u00b0 posto e Treviso con 25.358 euro al 17\u00b0 posto.<br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090028.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"541\" data-large_image_height=\"345\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-448665 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090028-300x191.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090028-300x191.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090028.png 541w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I lavoratori dipendenti pi\u00f9 \u201cpoveri\u201d, invece, si trovano a Trapani dove percepiscono una retribuzione media lorda annua pari a 14.854 euro, a Cosenza con 14.817 euro, a Nuoro con 14.676 euro. I pi\u00f9 \u201csfortunati\u201d, infine, lavorano a Vibo Valentia dove in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 13.388 euro. La media italiana, infine, ammontava a 23.662 euro (vedi Tab. 3 e Tab. 4).<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 soldi con la contrattazione decentrata<\/strong><br \/>\nCome ha avuto modo di segnalare anche il CNEL, il problema dei lavoratori poveri non parrebbe riconducibile ai minimi tabellari troppo bassi, ma al fatto che durante l\u2019anno queste persone lavorano \u201cpoco\u201d. Pertanto, pi\u00f9 che a istituire un minimo salariale per legge andrebbe contrastato l\u2019abuso di alcuni contratti a tempo ridotto. Altres\u00ec, dalla CGIA fanno sapere che per innalzare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, in particolar modo di quelli con qualifiche professionali minori, bisognerebbe continuare nel taglio dell\u2019Irpef e diffondere maggiormente la contrattazione decentrata. Avendo una quota di lavoratori coperto dalla contrattazione collettiva nazionale tra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa (quasi il 99 per cento del totale dei lavoratori dipendenti del settore privato), dovremmo \u201cspingere\u201d per diffondere ulteriormente anche la contrattazione di secondo livello, premiando, in particolar modo, la decontribuzione e il <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090052.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"539\" data-large_image_height=\"778\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-448664 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090052-208x300.png\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090052-208x300.png 208w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/20250510090052.png 539w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>raggiungimento di obbiettivi di produttivit\u00e0, anche ricorrendo ad accordi diretti tra gli imprenditori e i propri dipendenti. Cos\u00ec facendo, daremmo soprattutto una risposta alle maestranze del Nord e in particolar modo delle aree pi\u00f9 urbanizzate del Paese che, a seguito del boom dell\u2019inflazione, in questi ultimi anni hanno subito, molto pi\u00f9 degli altri, una decisa perdita del potere d\u2019acquisto. Secondo delle stime molto spannometriche, in Veneto i lavoratori dipendenti interessati dalla contrattazione aziendale potrebbero essere attorno alle 6-700mila unit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Nota<\/em><br \/>\n<em>Le informazioni fanno riferimento ai dati INPS ricavati dall\u2019 \u201cOsservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici)\u201d che individua la stragrande maggioranza dei dipendenti del privato che, nel 2023, sono stati retribuiti con almeno una giornata di lavoro (quasi 17,4 milioni); i dati del totale dipendenti includono anche eventuali dipendenti pubblici soggetti al contributo per la disoccupazione (ad esempio i supplenti della scuola).<\/em><br \/>\n<em>Il lavoratore che nel corso dell\u2019anno ha avuto pi\u00f9 di un rapporto di lavoro viene contato una sola volta e classificato per qualifica, tipologia contrattuale, luogo di lavoro e settore di attivit\u00e0 sulla base del suo ultimo rapporto di lavoro, mentre retribuzione e giornate retribuite si riferiscono alla somma di tutti i suoi rapporti di lavoro nell\u2019anno.<\/em><br \/>\n<em>Per retribuzione \u00e8 da intendersi l\u2019imponibile previdenziale comprensivo dei contributi a carico del lavoratore.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Veneto si lavora in media 256 giorni all\u2019anno, al Sud appena 228. 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