{"id":456343,"date":"2025-06-28T09:59:04","date_gmt":"2025-06-28T07:59:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=456343"},"modified":"2025-06-28T09:59:04","modified_gmt":"2025-06-28T07:59:04","slug":"bollette-gas-le-piccole-imprese-pagano-il-doppio-delle-grandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/bollette-gas-le-piccole-imprese-pagano-il-doppio-delle-grandi\/","title":{"rendered":"BOLLETTE GAS: LE PICCOLE IMPRESE PAGANO IL DOPPIO DELLE GRANDI"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"657\" data-large_image_height=\"538\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456344 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q-300x246.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q-300x246.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q.png 657w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per quelle relative all\u2019energia elettrica, invece, \u201csolo\u201d il 55% in pi\u00f9.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Sono 135mila le famiglie venete in povert\u00e0 energetica.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Tra le pi\u00f9 a rischio scorgiamo quelle dove il capofamiglia \u00e8 un lavoratore autonomo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>======================<\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario collettivo, da almeno 45 anni il Veneto \u00e8 la regione delle piccole imprese. Queste realt\u00e0 sono l\u2019asse portante della nostra economia e uno dei motivi di successo nel mondo del nostro territorio. Purtroppo &#8211; tra tasse, burocrazia e caro bollette \u2013 il quadro generale non \u00e8 dei migliori, specialmente per quanto riguarda i costi energetici. Infatti, mettendo a confronto quelli delle piccole con quelli delle grandi imprese, emerge un differenziale \u201cspaventoso\u201d che penalizza enormemente le prime. Se per le bollette dell\u2019energia elettrica gli artigiani, gli esercenti, i negozianti e i piccoli imprenditori pagano il 55 per cento in pi\u00f9 delle grandi industrie manifatturiere e\/o commerciali, per quelle del gas addirittura il doppio. A denunciarlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>Con i prezzi di luce e gas che da tre anni a questa parte hanno subito degli aumenti importanti, perdura la penalizzazione nei confronti delle realt\u00e0 produttive di piccola e <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"645\" data-large_image_height=\"333\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456349 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q1-300x155.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q1-300x155.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q1.png 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>piccolissima dimensione che, ricordano dalla CGIA, quelle con meno di 20 addetti, ad esempio, costituiscono il 98 per cento delle imprese presenti nel Veneto. Sono tante, ma anche in termini occupazionali giocano un ruolo da protagoniste; al netto dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, infatti, danno lavoro al 60 per cento circa degli addetti presenti nella nostra regione. Va comunque sottolineato che il divario di costo tra grandi e piccole imprese \u00e8 sempre esistito e tale situazione \u00e8 presente anche negli altri Paesi europei. Tuttavia, a differenza dei nostri principali competitor commerciali d\u2019Oltralpe, il peso delle piccole imprese italiane sull\u2019economia nazionale non ha eguali. Pertanto, la penalizzazione delle nostre micro e piccole aziende \u00e8 la pi\u00f9 \u201cinsopportabile\u201d d\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Il divario sul gas<\/strong><br \/>\nNel 2024 le piccole aziende hanno pagato il gas mediamente 99,5 euro a Megawatt-ora (MWh) e le grandi 47,9 euro. Rispetto al 2022, quando il differenziale era del 33 per <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q4.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"651\" data-large_image_height=\"334\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456347 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q4-300x154.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q4-300x154.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q4.png 651w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>cento, negli anni a venire la forbice \u00e8 tornata ad allargarsi, sebbene i prezzi della materia prima siano scesi. Resta inteso che anche negli anni che hanno preceduto l\u2019inizio delle ostilit\u00e0 tra la Russia e l\u2019Ucraina, il disallineamento era molto rilevante, ancorch\u00e9 il prezzo di mercato della materia prima fosse molto pi\u00f9 basso di adesso (vedi Graf. 1). Rispetto ai nostri principali concorrenti commerciali, solo la Francia presenta un costo del gas, pari a 103,9 euro al MWh, superiore al nostro. Germania (95 euro) e soprattutto la Spagna (48,5 euro) beneficiano di costi inferiori. Per le nostre grandi imprese, invece, il confronto \u00e8 meno impietoso; solo in Germania il costo del gas \u00e8 superiore al nostro (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Il differenziale sull\u2019energia elettrica<\/strong><br \/>\nL\u2019anno scorso l\u2019energia elettrica \u00e8 costata alle piccole aziende italiane 218,2 euro al MWh, contro i 140,4 euro al MWh che sono stati pagati dalle realt\u00e0 pi\u00f9 grandi. Come per il gas, negli ultimi anni anche le bollette della luce hanno visto aumentare la forbice tra grandi e piccole imprese. Nonostante i <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q5.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"660\" data-large_image_height=\"920\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456346 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q5-215x300.png\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q5-215x300.png 215w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q5.png 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a>costi record, nel 2022 i prezzi erano allineati, successivamente il gap \u00e8 continuato ad aumentare, cos\u00ec come era avvenuto prima dell\u2019inizio della guerra nell\u2019Est Europa. Nei confronti dei pi\u00f9 importanti paesi europei, solo le piccole imprese della Germania pagano pi\u00f9 delle nostre, mentre le grandi imprese italiane subiscono un prezzo pressoch\u00e9 uguale a quello tedesco, ma ben superiore ai costi subiti da tutti gli altri.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 i piccoli pagano troppo<\/strong><br \/>\nIn Italia a gonfiare i prezzi delle bollette della corrente delle imprese sono, in particolare, i costi di rete (trasporto e gestione del contatore), le tasse e gli oneri di sistema che nelle piccole aziende hanno una incidenza pari mediamente al 40 per cento del costo totale. Una quota che nelle grandi imprese scende al 17 per cento. Certo, ci sono anche delle ragioni oggettive che \u201cgiustificano\u201d questo gap di costo. Le industrie, ad esempio, comprano l\u2019energia in grandi volumi, spesso si avvalgono di broker che sono in grado di negoziare tariffe pi\u00f9 basse con i fornitori. Tendenzialmente, le piccole imprese, invece, acquistano poca energia e non hanno molto margine di trattativa. Inoltre, le componenti fisse (come il trasporto, gli oneri di sistema, le accise, etc.), pesano di pi\u00f9 sul consumo delle piccole imprese, che, a differenza delle grandi, usano meno energia ma pagano comunque quote fisse elevate. Va altres\u00ec sottolineato che le grandi aziende energivore hanno agevolazioni fiscali e sconti su accise e oneri, riconosciuti per legge. Al netto di situazioni straordinarie, raramente le Pmi rientrano in queste categorie e acquistando l\u2019energia a prezzi di mercato, sono soggetti alle oscillazioni di prezzo, mentre le realt\u00e0 di grandi dimensioni possono stipulare contratti pluriennali pi\u00f9 stabili. Le piccole imprese, infine, sono pi\u00f9 diffuse sul territorio di quelle di maggiore dimensione, anche in zone meno servite, e ci\u00f2 pu\u00f2 contribuire a far aumentare i costi di distribuzione.<\/p>\n<p><strong>I settori a rischio blackout<\/strong><\/p>\n<p>I rincari delle bollette riguardano, in particolare, i settori energivori. Per quanto riguarda il consumo del gas, segnaliamo le difficolt\u00e0 che in questi ultimi anni hanno colpito i comparti del vetro, della ceramica, del cemento, della plastica, della produzione di laterizi, la meccanica pesante, l\u2019alimentazione, la chimica etc. Per quanto concerne l\u2019energia<br \/>\nelettrica, invece, rischiano il blackout le acciaierie\/fonderie, l\u2019alimentare, il commercio (negozi, botteghe, centri commerciali, etc.), alberghi, bar-ristoranti, altri servizi (cinema, teatri, discoteche, lavanderie, etc.).<\/p>\n<p><strong>Tremano molti distretti produttivi<\/strong><\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0, fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, colpiscono molte imprese e conseguentemente anche tanti distretti produttivi che continuano a essere il motore dell\u2019economia e dell\u2019export del Paese. Molti dei quali sono ubicati proprio in Veneto. Dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina a soffrire tremendamente i rincari dei costi energetici sono stati:<br \/>\nil cartario di Lucca-Capannori;<br \/>\n<strong>le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova;<\/strong><br \/>\ni metalli di Brescia-Lumezzane;<br \/>\nil metalmeccanico del basso mantovano;<br \/>\nil metalmeccanico di Lecco;<br \/>\nle piastrelle di Sassuolo;<br \/>\n<strong>la termomeccanica di Padova;<\/strong><br \/>\n<strong>il vetro di Murano.<\/strong><br \/>\nPer adesso, segnali di un drastico peggioramento della situazione non ce ne sono, ma se le tensioni geo-politiche in corso dovessero precipitare, con una conseguente impennata dei prezzi delle materie<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456348 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q3-300x252.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q3-300x252.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q3.png 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>prime, non \u00e8 da escludere che queste realt\u00e0 manifatturiere sia destinate a scivolare verso l\u2019ennesima crisi economica.<\/p>\n<p><strong>Oltre 5 milioni di italiani in povert\u00e0 energetica (PE). La met\u00e0 \u00e8 al Sud<\/strong><br \/>\nAltra conseguenza drammatica riconducibile agli effetti del caro bollette \u00e8 la condizione di difficolt\u00e0 in cui versano molti italiani. I dati 2023 dell\u2019Osservatorio Italiano sulla Povert\u00e0 Energetica (OIPE) sono evidentissimi. Quasi 2,4 milioni di famiglie italiane si trovano in povert\u00e0 energetica (PE). Stiamo parlando di 5,3 milioni di persone che vivono in abitazioni poco salubri, scarsamente riscaldate d\u2019inverno, poco raffrescate d\u2019estate, con livelli di illuminazione scadenti e con un utilizzo molto contenuto dei principali elettrodomestici bianchi. I nuclei familiari pi\u00f9 a rischio sono costituiti da un elevato numero di persone, che si trovano in condizioni di disagio economico e le abitazioni in cui vivono sono in cattivo stato di conservazione.<br \/>\nIn Veneto le famiglie che sarebbero scivolate in questa condizione sono il 6,3 per cento del totale, pari a quasi 135mila nuclei che corrispondono a 303.600 individui. Sebbene il dato sia in aumento rispetto al 2022, siamo, dopo il Friuli Venezia Giulia, la regione del Nord Italia con l\u2019incidenza percentuale pi\u00f9 bassa. La situazione pi\u00f9 critica, invece, si verifica in Calabria, dove il 19,1 per cento delle famiglie, composte da quasi 349mila persone, si trovava in condizioni di PE. Seguono la Basilicata (17,8 per cento) il Molise (17,6 per cento), la Puglia (17,4 per cento) e la Sicilia (14,2 per cento). Le regioni, invece, meno interessate da questo fenomeno sono il Lazio (5,8 per cento del totale delle famiglie), Friuli Venezia Giulia (5,6 per cento) e, in particolare, Umbria e Marche (entrambe con il 4,9 per cento). Due anni fa, il dato medio nazionale era pari al 9 per cento (vedi Tab. 3). L\u2019elaborazione dell\u2019Ufficio studi della CGIA ha consentito di mettere a confronto i risultati del 2022 con quelli del 2023 (vedi Graf. 3).<\/p>\n<p><strong>Identikit del capofamiglia in PE: disoccupato, pensionato o lavoratore autonomo<\/strong><br \/>\nLe principali condizioni professionali del capofamiglia che si trova in PE sono, in linea di massima, tre: disoccupato, pensionato solo e in molti casi, sottolinea la CGIA, quando lavora lo fa come autonomo. Va infine sottolineato che i nuclei pi\u00f9 a rischio PE, soprattutto nel Sud, sono quelli che utilizzano il gas quale principale fonte di riscaldamento. Coloro che invece utilizzano altri combustibili (bombo<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q6.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"619\" data-large_image_height=\"373\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-456345 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q6-300x181.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q6-300x181.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/q6.png 619w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>le a gas, pellet, gasolio, legna, kerosene, etc.), presentano valori percentuali di rischio pi\u00f9 contenuti. Nel ricordare che anche<strong> in Veneto il 70 per cento circa degli artigiani e dei commercianti lavora da solo, ovvero non ha n\u00e9 dipendenti n\u00e9 collaboratori familiari, moltissimi artigiani, tantissimi piccoli commercianti e altrettante partite Iva hanno pagato due volte l\u2019impennata delle bollette di luce e gas verificatasi negli ultimi tre anni. La prima come utenti domestici e la seconda come micro imprenditori per riscaldare\/raffrescare e illuminare le proprie botteghe e negozi.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quelle relative all\u2019energia elettrica, invece, \u201csolo\u201d il 55% in pi\u00f9. Sono 135mila le famiglie venete in povert\u00e0 energetica. Tra le pi\u00f9 a rischio scorgiamo quelle dove il capofamiglia \u00e8 un lavoratore autonomo ====================== Nell\u2019immaginario collettivo, da almeno 45 anni il Veneto \u00e8 la regione delle piccole imprese. 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