{"id":470805,"date":"2025-09-20T10:54:45","date_gmt":"2025-09-20T08:54:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=470805"},"modified":"2025-09-20T10:54:45","modified_gmt":"2025-09-20T08:54:45","slug":"nel-2025-il-fisco-ci-assorbe-156-giorni-di-lavoro-colpa-anche-di-162mila-evasori-veneti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-2025-il-fisco-ci-assorbe-156-giorni-di-lavoro-colpa-anche-di-162mila-evasori-veneti\/","title":{"rendered":"NEL 2025 IL FISCO CI \u201cASSORBE\u201d  156 GIORNI DI LAVORO. COLPA, ANCHE, DI 162MILA EVASORI VENETI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal 1995 ad oggi, la pressione fiscale pi\u00f9 bassa l\u2019abbiamo avuta con il governo Berlusconi II.<\/strong><br \/>\n=============<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"597\" data-large_image_height=\"773\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-470806 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222-232x300.png\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222-232x300.png 232w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222.png 597w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>Conteggiando anche i sabati e le domeniche, quest\u2019anno i contribuenti veneti hanno impiegato 156 giorni per onorare tutte le richieste avanzate dal fisco. In altre parole, per rispettare le decine e decine di scadenze previste dal calendario fiscale, le persone fisiche e quelle giuridiche hanno teoricamente lavorato per lo Stato sino all\u2019inizio dello scorso mese di giugno. Versamenti che sono necessari per retribuire i dipendenti pubblici, per consentirci, quando \u00e8 necessario, di essere curati da una struttura ospedaliera pubblica, di far frequentare ai nostri figli la scuola o l\u2019universit\u00e0, di disporre di trasporti veloci ed efficienti e di vivere in tranquillit\u00e0, perch\u00e9 la sicurezza di tutti noi \u00e8 assicurata dalla presenza delle forze dell\u2019ordine. Solo dal 6 giugno fino al prossimo 31 dicembre (209 giorni) gli italiani lavoreranno per s\u00e9 stessi e per la propria famiglia. Quello realizzato dall\u2019Ufficio studi della CGIA \u00e8 un puro esercizio di scuola che ci consente di misurare in un modo del tutto originale il peso fiscale che grava sugli italiani.<\/p>\n<p><strong>Tasse al top per colpa anche di 162mila evasori veneti<\/strong><br \/>\nIn Italia, purtroppo, i contribuenti onesti versano molte tasse perch\u00e9 ci sono tante persone che non le pagano o lo fanno solo parzialmente. Secondo le ultime stime dell\u2019Istat riferite al 2022, infatti, sono quasi 2,5 milioni le persone fisiche presenti in Italia che sono occupate irregolarmente. Sono uomini e donne che lavorano completamente in nero o quasi; quando operano in qualit\u00e0 di subordinati non sono sottoposti ad alcun contratto nazionale di lavoro. Se, invece, lavorano in proprio, ovviamente non possiedono la partita Iva. In valore assoluto il numero pi\u00f9 elevato \u00e8 concentrato in Lombardia con 379.800 unit\u00e0. Seguono i 319.400 residenti nel Lazio e i 270.200 abitanti della Campania. In Veneto ne contiamo 161.800. Se, invece, calcoliamo il tasso di irregolarit\u00e0, dato dal rapporto tra il numero di occupati irregolari e il totale degli occupati di ciascuna regione, in Calabria registriamo il tasso pi\u00f9 elevato pari al 17,1 per cento. Seguono la Campania con il 14,2, la Sicilia con il 13,6 e la Puglia con il 12,6. Il Veneto ha un tasso del 7 per cento, nessun\u2019altra regione d\u2019Italia ha un dato inferiore al nostro. La media italiana \u00e8 del 9,7 per cento (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/22222222.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"490\" data-large_image_height=\"870\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-470809 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/22222222-169x300.png\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/22222222-169x300.png 169w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/22222222.png 490w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Negli ultimi 30 anni, meno tasse con Berlusconi<\/strong><br \/>\nAnalizzando l\u2019andamento della pressione fiscale registrato negli ultimi trent\u2019anni, si evidenzia come il 2005 sia stato l\u2019anno in cui il carico tributario \u00e8 risultato pi\u00f9 contenuto. Sotto la guida dell\u2019allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la pressione fiscale in Italia si attest\u00f2 al 38,9 per cento del Pil, 3,8 punti in meno rispetto alla percentuale prevista nel 2025. Allora furono necessari 142 giorni per \u201cliberarci\u201d dal giogo fiscale, ben 14 giorni prima della scadenza prevista nel 2025. Si segnala, inoltre, che anche gli altri quattro anni di quella legislatura furono caratterizzati da livelli di pressione fiscale relativamente bassi; soglie che, purtroppo, in tutto quest\u2019ultimo trentennio abbiamo sempre superato (vedi Graf. 1). Il picco massimo di tassazione, invece, fu raggiunto nel 2013 durante il governo presieduto dal Prof. Mario Monti &#8211; sostituito a fine aprile da Enrico Letta &#8211; quando il carico fiscale complessivo sul Pil arriv\u00f2 a toccare il 43,4 per cento: record negativo di sempre (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><strong>La pressione fiscale sale, ma \u00e8 solo un effetto statistico<\/strong><br \/>\nNel Documento di Economia e Finanza del 2025, si stima una pressione fiscale per l\u2019anno in corso del 42,7 per cento; un livello in lieve aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al dato del 2024. Tuttavia, \u00e8 necessaria una puntualizzazione: va ricordato che la Legge di Bilancio 2025 ha sostituito la decontribuzione a favore dei lavoratori dipendenti con una analoga misura che combina gli sconti Irpef con il \u201cbonus\u201d a favore delle maestranze a basso reddito. Mentre la decontribuzione si traduceva in minori entrate fiscali-contributive, il \u201cbonus\u201d (che vale circa 0,2 punti percentuali di Pil) viene contabilizzato come maggiore spesa e quindi sfugge alla stima della pressione fiscale. Pertanto, se tenessimo conto di questo aspetto, nel 2025 la pressione fiscale sarebbe destinata a diminuire, sebbene di poco, attestandosi al 42,5 per cento.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2222222.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"652\" data-large_image_height=\"392\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-470807 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2222222-300x180.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2222222-300x180.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2222222.png 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Attenzione alla corretta lettura dei dati<\/strong><br \/>\nTornando a osservare il Graf.1, l\u2019incremento della pressione fiscale \u00e8 tornato a salire impetuosamente a partire dal 2023. Tuttavia, affermare che in questi anni sia aumentato il peso del fisco sul contribuente sarebbe fuorviante. L\u2019incremento della pressione fiscale, infatti, non \u00e8 ascrivibile ad un aumento delle tasse, quanto a una pluralit\u00e0 di novit\u00e0 legislative di natura economica introdotte a livello politico.<br \/>\nPensiamo alla decontribuzione a favore dei redditi da lavoro dipendente resa pi\u00f9 incisiva nel 2024 e all\u2019accorpamento dei primi due scaglioni di reddito Irpef. Nel 2025, con l\u2019intento di ridurre il cuneo fiscale e a compensazione della decontribuzione, sono state aumentate le detrazioni Irpef ed \u00e8 previsto un \u201cbonus\u201d (erogazione di una somma esente Irpef) per i redditi da lavoro dipendente sino a 20.000 euro.<br \/>\nInoltre, il buon andamento delle entrate fiscali nel 2024 \u00e8 stato determinato da fattori economici che hanno condizionato la crescita delle imposte sostitutive attinenti ai redditi da capitale. Non va nemmeno dimenticata la crescita registrata dalle retribuzioni; grazie ai rinnovi contrattuali, alla corresponsione degli arretrati nel pubblico impiego e all\u2019aumento del numero di occupati l\u2019Irpef e i contributi previdenziali hanno subito un rialzo positivo.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222222.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"518\" data-large_image_height=\"854\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-470808 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222222-182x300.png\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222222-182x300.png 182w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/222222222.png 518w\" sizes=\"auto, (max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a>L\u2019aumento del prelievo \u00e8 stato insignificante<\/strong><br \/>\nL\u2019impatto sulla pressione fiscale riconducibile all\u2019aumento delle tasse, invece, \u00e8 stato modestissimo. Ricordiamo, tra i principali inasprimenti fiscali introdotti dal governo in carica, le seguenti misure:<br \/>\n&#8211; incremento della tassazione sui tabacchi, dell\u2019IVA su alcuni prodotti per l\u2019infanzia\/igiene femminile e dell\u2019imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni per l\u2019anno 2024;<br \/>\n&#8211; rimodulazione delle detrazioni per le spese fiscali con l\u2019introduzione di alcune limitazioni per redditi elevati, l\u2019inasprimento della tassazione sulle cripto-attivit\u00e0, la riduzione delle detrazioni delle spese per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico per l\u2019anno 2025.<\/p>\n<p><strong>Tra i big dell\u2019UE solo la Francia \u00e8 pi\u00f9 tassata di noi<\/strong><br \/>\nNel 2024 la Danimarca ha registrato la pressione fiscale pi\u00f9 elevata dell\u2019UE, con un valore pari al 45,4 per cento del Pil. Seguono la Francia con il 45,2, il Belgio con il 45,1, l\u2019Austria con il 44,8 e il Lussemburgo con il 43. L\u2019Italia si \u00e8 posizionata al sesto posto con un tasso del 42,6 per cento del Pil. Rispetto ai nostri principali partner economici, abbiamo una pressione fiscale superiore a quella tedesca di 1,8 punti e a quella spagnola addirittura di 5,4. Solo la Francia sta peggio di noi: la pressione fiscale a Parigi \u00e8 superiore alla nostra di 2,6 punti. La media UE, infine, \u00e8 inferiore a quella italiana di 2,2 punti (vedi Tab. 3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1995 ad oggi, la pressione fiscale pi\u00f9 bassa l\u2019abbiamo avuta con il governo Berlusconi II. ============= Conteggiando anche i sabati e le domeniche, quest\u2019anno i contribuenti veneti hanno impiegato 156 giorni per onorare tutte le richieste avanzate dal fisco. 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