{"id":473506,"date":"2025-10-06T05:18:49","date_gmt":"2025-10-06T03:18:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=473506"},"modified":"2025-10-06T05:33:42","modified_gmt":"2025-10-06T03:33:42","slug":"solo-un-veneto-su-2-e-felice-del-proprio-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/solo-un-veneto-su-2-e-felice-del-proprio-lavoro\/","title":{"rendered":"SOLO UN VENETO SU 2 E\u2019 FELICE DEL PROPRIO LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ma per benessere aziendale, invece, ci supera solo la Lombardia e la Provincia Autonoma di Bolzano<\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019Ufficio Studi della CGIA, basandosi sull\u2019indagine BES-Istat condotta nel 2023, le aree geografiche con il pi\u00f9 alto livello di soddisfazione lavorativa sono Aosta, Trento e Bolzano: tutti territori di alta montagna. Il Veneto, invece, a livello nazionale si colloca un po\u2019 al disotto di met\u00e0 classifica, con una incidenza percentuale degli occupati soddisfatti pari al 52,3 per cento. E\u2019 un dato inferiore a quello di tutte le principali regioni del Nord Italia, probabilmente condizionato da un livello di stress, di tensione, di logorio e di ritmi di lavoro molto intensi che difficilmente non sono riscontrabili nel resto del Paese. Ricordiamo che, in termini assoluti, i veneti felici del proprio posto di lavoro sono 1.142.000 e rispetto al 2019, anno pre-Covid, sono cresciuti del 13,8 per cento.<\/p>\n<p>In questa ricerca, sottolinea la CGIA, \u00e8 stata stimata la percentuale di lavoratori che ha manifestato un elevato grado di apprezzamento per la propria attivit\u00e0 professionale, considerando vari fattori quali le opportunit\u00e0 di carriera, l\u2019orario di lavoro, la stabilit\u00e0 occupazionale, la distanza tra casa e luogo di lavoro e l\u2019interesse per le mansioni svolte.<\/p>\n<p>Da questa elaborazione \u00e8 emerso che in Italia sono 12,2 milioni gli addetti che hanno dichiarato di \u201camare\u201d il proprio lavoro, pari al 51,7 per cento del totale degli occupati presenti nel Paese.<\/p>\n<p>A livello territoriale la Valle d\u2019Aosta si \u00e8 posizionata al primo posto nella classifica nazionale con il 61,7 per cento degli occupati (in valore assoluto pari a 70mila persone); sono persone che hanno dichiarato<br \/>\nuna significativa soddisfazione professionale. Seguono la Provincia Autonoma di Trento con il 61,1 per cento (161mila) e quella di Bolzano con il 60,5 (170mila). Subito dopo si sono collocate l\u2019Umbria con il 58,2 (234mila), il Piemonte con il 57,1 (poco pi\u00f9 di un milione) e le Marche con il 55,4 (370mila). Il Veneto, come dicevamo pi\u00f9 sopra, si \u201cpiazza\u201d al 13\u00b0 posto con un\u2019incidenza del 52,3 per cento.<\/p>\n<p>Ad esclusione del Piemonte, nelle posizioni di vertice si osservano prevalentemente realt\u00e0 geografiche di dimensioni contenute, caratterizzate dalla presenza di piccolissime attivit\u00e0 produttive, con un impatto ambientale trascurabile. Tali realt\u00e0 risultano fortemente integrate e in perfetto equilibrio con territori di straordinaria bellezza, ancora preservati e a misura d\u2019uomo. Insomma, le piccole imprese oltre a svolgere un ruolo fondamentale nella conservazione, nella difesa della cultura e delle tradizioni locali, promuovono l\u2019identit\u00e0 delle comunit\u00e0 coinvolte, valorizzando i lavoratori che si sentono i principali protagonisti di questo successo.<\/p>\n<p>Se nella parte alta della classifica dominano le piccole realt\u00e0 geografiche, la coda, invece, \u00e8 occupata dalle regioni del Sud. Negli ultimi posti scorgiamo i lavoratori della Calabria con un livello di \u201cfelicit\u00e0\u201d del proprio lavoro del 43,8 per cento (pari a 245mila persone), della Basilicata con il 42,3 per cento (96mila) e, infine, della Campania con il 41,2 (681mila) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>L\u2019analisi dell\u2019Ufficio studi della CGIA \u00e8 proseguita mettendo a confronto l\u2019indicatore appena analizzato con altri nove collegati sempre alla qualit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa svolta. Attraverso questa operazione \u00e8 stato possibile misurare il benessere aziendale. Se la felicit\u00e0 \u00e8 uno stato d\u2019animo che attiene alla sfera personale, in questo caso dei lavoratori, il benessere del luogo di lavoro \u00e8 un indice pi\u00f9 completo che tiene conto anche del contesto socio-economico di un territorio. Una variabile che \u00e8 stata ottenuta attraverso la misurazione di quanti lavorano e non lavorano, degli irregolari, del tasso di istruzione correlato alle mansioni svolte, della precariet\u00e0, del livello retributivo, degli infortuni mortali, etc. Per ciascuno dei dieci sottoindicatori \u00e8 stata stilata una graduatoria regionale e a ogni area geografica \u00e8 stato corrisposto un punteggio che oscilla tra un valore minimo pari a zero e un valore massimo pari a 100. Dopodich\u00e9, attraverso la realizzazione di una media semplice, \u00e8 stata redatta una classifica nazionale in grado di stimare il benessere aziendale presente in tutte le regioni presenti nel Paese.<\/p>\n<p>Analizzando i risultati che emergono dall\u2019incrocio dei 10 sottoindicatori sulla qualit\u00e0 del lavoro, \u00e8 la Lombardia a guidare la graduatoria nazionale. Seguono al secondo posto la Provincia Autonoma di Bolzano e al terzo il nostro Veneto. Fuori dal podio scorgiamo la Provincia Autonoma di Trento, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia, mentre nelle parti basse della classifica troviamo la Sicilia, la Basilicata e, fanalino di coda, la Calabria (vedi Graf.1). I sottoindicatori presi in esame sono i seguenti:<br \/>\n1 \u2013 occupati in lavori a termine da almeno 5 anni;<br \/>\n2 \u2013 tasso di occupazione (20-64 anni);<br \/>\n3 \u2013 occupati sovraistruiti;<br \/>\n4 \u2013 occupati non regolari;<br \/>\n5 \u2013 soddisfazione per il lavoro svolto;<br \/>\n6 \u2013 percezione di insicurezza dell\u2019occupazione;<br \/>\n7 \u2013 part time involontario;<br \/>\n8 \u2013 occupati che lavorano da casa;<br \/>\n9 \u2013 tasso di mancata partecipazione al lavoro;<br \/>\n10 \u2013 tasso di infortuni mortali e inabilit\u00e0 permanente.<\/p>\n<p>In relazione al numero di precari &#8211; vale a dire alla percentuale di occupati con lavori a termine da almeno 5 anni \u2013 le situazioni pi\u00f9 critiche registrate nel 2023 hanno interessato la Puglia e la Calabria entrambe con il 25,5 per cento, la Basilicata con il 25,7 per cento e la Sicilia con il 27,9 per cento. La Lombardia, invece, \u00e8 la regione che con il 10,7 per cento \u00e8 la meno interessata da questo fenomeno. Il Veneto presenta un risultato molto contenuto con una percentuale del 13,1.<\/p>\n<p>Il tasso di occupazione pi\u00f9 elevato \u00e8 in capo alla Provincia Autonoma di Bolzano che \u00e8 pari al 79,6 per cento, in Valle d\u2019Aosta al 77,3 e in Emilia Romagna al 75,9. Le situazioni meno virtuose le scorgiamo in Sicilia con il 48,7 per cento, in Campania e in Calabria entrambe con il 48,4. Nella nostra regione il tasso \u00e8 del 75,9.<\/p>\n<p>Per quanto concerne gli occupati sovraistruiti &#8211; ovvero coloro che nel 2023 ritenevano di avere un titolo di studio superiore a quello maggiormente posseduto per svolgere quella professione sul totale degli occupati &#8211; la punta pi\u00f9 elevata \u00e8 del 33,5 per cento in Molise; seguono con il 33,2 per cento la Basilicata e il 32,7 per cento l\u2019Umbria. Il livello pi\u00f9 contenuto si evince nella Provincia Autonoma di Bolzano con il 16,3 per cento. In Veneto il dato si colloca al 27,8 per cento.<\/p>\n<p>Il lavoro irregolare \u00e8 presente soprattutto nel Mezzogiorno, con punte ogni 100 occupati del 16 per cento in Sicilia, del 16,5 per cento in Campania e addirittura del 19,6 per cento in Calabria. Il livello pi\u00f9 contenuto, invece, lo scorgiamo nella Provincia Autonoma di Bolzano con il 7,9 per cento. Subito dopo si \u201cposiziona\u201d il Veneto con l\u20198,1 per cento.<\/p>\n<p>Come dicevamo pi\u00f9 sopra, la soddisfazione per il proprio lavoro \u2013 vale a dire l\u2019appagamento per il livello di retribuzione ottenuto, le ore lavorate, la stabilit\u00e0 del posto, l\u2019opportunit\u00e0 di carriera, la distanza casa\/lavoro, etc. \u2013 tocca la punta pi\u00f9 elevata del 61,7 per cento in Valle d\u2019Aosta. Seguono con il 61,1 per cento nella provincia Autonoma di Trento e con il 60,5 per cento nella Provincia Autonoma di Bolzano. Il livello di soddisfazione pi\u00f9 basso si attesta al 41,2 per cento e riguarda la Campania. In Veneto praticamente un occupato su due non \u00e8 soddisfatto del lavoro che svolge (per la precisone il 52,3 per cento del totale).<\/p>\n<p>La paura di perdere il posto di lavoro \u00e8 diffusa soprattutto nel Mezzogiorno. Le situazioni pi\u00f9 critiche interessano gli occupati della Calabria (5,9 per cento), quelli della Sicilia (6,4 per cento) e, in particolare, quelli della Basilicata (8,8 per cento). I pi\u00f9 \u201csereni\u201d, invece, sono i lavoratori della Provincia Autonoma di Bolzano: nel 2023 solo il 2,4 per cento ha manifestato una percezione di insicurezza del proprio posto di lavoro. Nella nostra regione la preoccupazione \u00e8 solo del 3,2 per cento.<\/p>\n<p>Il part time involontario presente ogni 100 occupati, vale a dire coloro che nel 2023 hanno dichiarato di essere stati assunti con un contratto a tempo parziale, poich\u00e8 non ne hanno trovato uno a tempo pieno. Ebbene, le situazioni pi\u00f9 critiche hanno interessato il Molise con il 13,8 per cento, la Sardegna con il 14,7 per cento e la Sicilia con il 14,8 per cento. Ancora una volta la Provincia Autonoma di Bolzano con il 3,8 per cento degli occupati \u00e8 risultata essere la realt\u00e0 pi\u00f9 virtuosa d\u2019Italia. Segue il Veneto con il 6,7 per cento.<\/p>\n<p>In merito allo smart working, sono i lavoratori del Lazio a farne maggior ricorso: nel 2023 la media ha interessato il 20,9 per cento degli occupati. Seguono la Lombardia con il 15,6 e la Liguria con il 14,9. Chiude la graduatoria la Puglia con il 5,4 per cento. La nostra regione conta il 10,2 per cento del totale occupati che lavorano da casa.<\/p>\n<p>Tra coloro che hanno deciso di non lavorare e nemmeno di cercare un posto di lavoro \u2013 vale a dire il cosiddetto tasso di mancata partecipazione \u2013 spicca il dato della Calabria pari al 32,1 per cento, della Campania con il 32,3 e, in particolare, della Sicilia con il 32,6. Il tasso pi\u00f9 contenuto lo registra la Provincia Autonoma di Bolzano con il 3,5 per cento; subito dopo scorgiamo il Veneto con il 6,6 per cento.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo sottoindicatore analizzato dalla CGIA riguarda gli infortuni mortali e a quelli che hanno provocato nel 2022 una inabilit\u00e0 permanente ogni 10mila occupati. Ebbene, tra le regioni pi\u00f9 investite da queste tragedie si segnala l\u2019Abruzzo con il 14,7 per cento, la Basilicata con il 16,1 per cento e l\u2019Umbria con il 16,7 per cento. La regione meno coinvolta, invece, \u00e8 stata la Lombardia con il 7,4 per cento. Il Veneto \u00e8 al 5\u00b0 posto con un\u2019incidenza del 9,4 per cento (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Qualita-lavoro-04.10.25.pdf\">Per visualizzare le tabelle clicca qui<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma per benessere aziendale, invece, ci supera solo la Lombardia e la Provincia Autonoma di Bolzano Secondo l\u2019Ufficio Studi della CGIA, basandosi sull\u2019indagine BES-Istat condotta nel 2023, le aree geografiche con il pi\u00f9 alto livello di soddisfazione lavorativa sono Aosta, Trento e Bolzano: tutti territori di alta montagna. 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