{"id":481828,"date":"2025-11-22T09:09:31","date_gmt":"2025-11-22T08:09:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=481828"},"modified":"2025-11-22T09:09:31","modified_gmt":"2025-11-22T08:09:31","slug":"le-pmi-venete-sono-tra-le-migliori-in-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-pmi-venete-sono-tra-le-migliori-in-ue\/","title":{"rendered":"LE PMI VENETE SONO TRA LE MIGLIORI IN UE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1088\" data-large_image_height=\"1501\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-481831 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1-217x300.png\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1-217x300.png 217w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1-742x1024.png 742w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1-768x1060.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t1.png 1088w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a>Gli ultimi dati disponibili ci dicono che le Pmi venete sono poco meno di 412.800, pari al 99,9 per cento del totale e danno lavoro a 1,4 milioni di addetti, vale a dire il 78 per cento del totale regionale. Il confronto con le grandi imprese mette in evidenza l\u2019 \u201dinconsistenza\u201d numerica di queste ultime. Sempre nello stesso anno, le aziende di grandi dimensioni presenti nella nostra regione ammontano a 413 unit\u00e0 (lo 0,1 per cento del totale), anche se occupano quasi 400mila addetti (il 22 per cento del totale). In termini di fatturato, invece, le Pmi generano quasi i 2\/3 del totale regionale e praticamente la stessa quota di valore aggiunto. Per contro, le grandi imprese fatturano \u201csolo\u201d 1\/3 del dato regionale e sempre 1\/3 anche del valore aggiunto prodotto in Veneto.<\/p>\n<p><strong>Non abbiamo pi\u00f9 le grandi imprese. La storia di Porto Marghera \u00e8 la cartina di tornasole di questo fenomeno<\/strong><br \/>\nNonostante le nostre PMI rappresentino sia in Veneto che in Italia un punto di riferimento anche in Europa, il nostro sistema produttivo registra ancora numerose criticit\u00e0. Spesso queste imprese risultano sottocapitalizzate e con limitata liquidit\u00e0, incontrando difficolt\u00e0 nell\u2019accesso al mercato dei capitali e mostrando scarsa propensione a instaurare collaborazioni con il mondo della ricerca e dell\u2019universit\u00e0. Tuttavia, riteniamo che la problematica pi\u00f9 rilevante che affligge l\u2019intero sistema produttivo anche regionale sia la carenza di grandi aziende, una situazione sconosciuta fino a circa quarant\u2019anni fa. Sino alla prima met\u00e0 degli anni \u201980 del secolo scorso, infatti, l\u2019Italia si posizionava tra i leader europei e talvolta mondiali nei settori della chimica, della plastica, della gomma, della siderurgia, dell\u2019alluminio, dell\u2019informatica, dell\u2019auto e della farmaceutica, grazie al ruolo e al peso giocato da molte grandi imprese sia pubbliche che private (Montedison, Montefibre, Moplen, Pirelli, Fiat, Italsider, Alumix, Olivetti, Stet, Angelini, etc.). La storia di Porto Marghera \u00e8 la cartina di tornasole in grado di spiegare meglio di ogni altra cosa l\u2019ascesa e il declino di molti di questi grandi gruppi industriali che per decenni hanno operato anche nel territorio veneziano.<\/p>\n<p><strong>Tangentopoli, privatizzazioni e globalizzazione le hanno sciolte come neve al sole<\/strong><br \/>\nOggi, a distanza di quattro decenni, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi comparti; un declino non imputabile al caso o a eventi fortuiti, ma riconducibile a una selezione naturale operata dal mercato. \u00c8 indiscutibile che lo scandalo di Tangentopoli abbia rappresentato un significativo punto di svolta; inoltre, gli effetti geo-politici derivanti dalla caduta del Muro di Berlino, dalle privatizzazioni avvenute nel nostro Paese nei primi anni \u201990 e dalla globalizzazione \u201cscoppiata\u201d all\u2019inizio di questo secolo, hanno contribuito a escludere dal mercato o a determinare profonde ristrutturazioni tutte le grandi aziende menzionate precedentemente, molte delle quali erano controllate dallo Stato.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1118\" data-large_image_height=\"739\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-481832 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2-300x198.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2-300x198.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2-1024x677.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2-768x508.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/t2.png 1118w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E\u2019 grazie alle Pmi che siamo nel G20<\/strong><br \/>\nOgni qual volta si critica il nostro Paese per i bassi livelli retributivi, la scarsa produttivit\u00e0, la poca propensione alla ricerca e all\u2019innovazione, la responsabilit\u00e0 ricade sul fatto che in Italia abbiamo troppe Pmi. In realt\u00e0, le cose stanno diversamente. A nostro avviso, i punti di debolezza appena richiamati sono in larga parte ascrivibili a una specificit\u00e0 che i nostri competitor non presentano. In Italia non abbiamo le grandi imprese. O meglio, non le abbiamo pi\u00f9, visto che fino alla fine degli anni \u201980 del secolo scorso potevamo contare su dei player che nei rispettivi settori produttivi in cui operavano, giocavano alla pari con i migliori concorrenti di tutto il mondo. Ora, se siamo ancora nel G20, ovvero nel forum dei paesi pi\u00f9 industrializzati del mondo, lo dobbiamo all\u2019efficienza della nostra Pubblica Amministrazione, alle pochissime grandi imprese rimaste o allo straordinario lavoro svolto dalle nostre Pmi? Crediamo che nessuno possa contraddirci: lo dobbiamo ai tantissimi piccoli e piccolissimi imprenditori e alle loro maestranze che, soprattutto in Veneto, grazie alla capacit\u00e0 di combinare\u00a0qualit\u00e0, buon gusto, artigianalit\u00e0 e design, realizzano dei prodotti che sono caratterizzati da una forte identit\u00e0 che evoca emozioni e fiducia nei consumatori di tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Nel Sud le Pmi sono uno straordinario serbatoio occupazionale<\/strong><br \/>\nCome abbiamo avuto modo di segnalare all\u2019inizio di questa analisi, le nostre Pmi sono uno straordinario serbatoio occupazionale, in particolar modo nel Mezzogiorno (vedi Tab. 1) che \u00e8 la ripartizione geografica del Paese che, a differenza delle altre, dispone di poche grandi imprese, quasi nessuna multinazionale e un numero contenutissimo di grandi banche e di assicurazioni. Come dicevamo pi\u00f9 sopra, in Veneto su oltre 1,8 milioni di lavoratori dipendenti, 1,4 lavora nelle nostre Pmi. Rovigo presenta la quota pi\u00f9 elevata di lavoratori occupati nelle Pmi sul totale provinciale (92,8 per cento). Seguono Treviso con il 83,6 per cento, Vicenza con il 79,5, Padova con il 79,2, Belluno con il 76,9, Venezia con il 73,3 e Verona con il 72,3 (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ultimi dati disponibili ci dicono che le Pmi venete sono poco meno di 412.800, pari al 99,9 per cento del totale e danno lavoro a 1,4 milioni di addetti, vale a dire il 78 per cento del totale regionale. 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