{"id":488013,"date":"2025-12-27T10:06:49","date_gmt":"2025-12-27T09:06:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=488013"},"modified":"2025-12-28T10:07:03","modified_gmt":"2025-12-28T09:07:03","slug":"il-veneto-e-la-prima-grande-regione-del-nord-per-acquisti-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/il-veneto-e-la-prima-grande-regione-del-nord-per-acquisti-online\/","title":{"rendered":"IL VENETO E\u2019 LA PRIMA GRANDE REGIONE DEL NORD PER ACQUISTI ONLINE"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/27-1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"754\" data-large_image_height=\"1494\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-488014 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/27-1-151x300.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/27-1-151x300.png 151w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/27-1-517x1024.png 517w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/27-1.png 754w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/a>Tra le grandi regioni del Nord Italia, il Veneto \u00e8 al primo posto per la quota di persone sul totale residenti che ha fatto un acquisto di beni o di servizi attraverso il commercio online. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti (pari al 46,2 per cento del totale) hanno comperato per mezzo dell\u2019e-commerce. Si stima che l\u2019anno scorso nella nostra regione il giro d\u2019affari del commercio elettronico abbia oscillato tra i 7,5 e gli 8 miliardi di euro.<\/p>\n<p>E sebbene negli ultimi anni le variazioni di crescita delle vendite online siano state pi\u00f9 che doppie rispetto a quelle registrate dai piccoli negozi di vicinato, va sottolineato che i dati pi\u00f9 recenti ci dicono che il 90 per cento circa delle vendite al dettaglio di prodotti avviene ancora nelle attivit\u00e0 commerciali fisiche. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p><strong>E-commerce sempre pi\u00f9 diffuso, ma i piccoli negozi sono insostituibili<\/strong><br \/>\nIn altre parole, se il commercio online sta aumentando la sua quota di mercato, i negozi tradizionali, seppur in difficolt\u00e0, continuano comunque a generare la maggior parte del fatturato delle vendite al dettaglio a beneficio dell\u2019occupazione, del tessuto urbano e della qualit\u00e0 della vita. Certo, l\u2019e-commerce sta diventando un fenomeno sempre pi\u00f9 diffuso, ma non \u00e8 destinato a cancellare l\u2019attivit\u00e0 dei negozi di vicinato. Il commercio fisico mantiene ancora la quota dominante delle vendite e rimane centrale nelle abitudini dei consumatori. Tuttavia, le esperienze internazionali ci dimostrano che nei Paesi dove la regolazione \u00e8 molto debole e la pressione fiscale \u00e8 pi\u00f9 alta, il commercio online cresce pi\u00f9 rapidamente. Diversamente, dove esiste un tessuto commerciale urbano forte e si sono adottate delle politiche di sostegno, il negozio di vicinato resiste meglio.<\/p>\n<p><strong>I residenti di Trento e Aosta al top per il ricorso al commercio elettronico<\/strong><br \/>\nSecondo gli ultimi dati Istat riferiti al 2024, la percentuale pi\u00f9 elevata di residenti che negli ultimi 12 mesi ha effettuato un acquisto con il commercio elettronico \u00e8 stata la Provincia Autonoma di Trento con il 49,2 (pari a 268.000 consumatori). Seguono la Valle d\u2019Aosta con il 47,2 (58.000), la Toscana con il 47 (1.722.000) e il Friuli Venezia Giulia con il 46,4 (554.000). Chiude la graduatoria nazionale la Calabria con il 27,6 per cento (pari a 507.000 consumatori) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Boom online nelle vendite di abbigliamento e scarpe<\/strong><br \/>\nIl settore con la quota di penetrazione delle vendite online pi\u00f9 elevata \u00e8 l\u2019abbigliamento, scarpe e accessori. Nel 2024 il 23,2 per cento delle vendite di questi prodotti \u00e8 avvenuto per mezzo del commercio elettronico. Seguono gli articoli per la casa, mobili e giardinaggio con il 13,7 per cento, i film o le serie in streaming con il 13,4 per cento, i servizi di trasporto con l\u201911,4 per cento e prodotti cosmetici con il 9,5 per cento. I dati sono riferiti al mercato nazionale, ma le differenze con il Veneto non dovrebbero essere particolarmente significative (vedi Graf. 1).<\/p>\n<p><strong>I punti di forza dell\u2019online<\/strong><br \/>\nSe l\u2019online consente al consumatore finale di ridurre i tempi di acquisto, di confrontare con facilit\u00e0 i prezzi e di avere un maggiore accesso alle informazioni sui prodotti, i negozi di vicinato sono penalizzati dai grandi operatori del commercio elettronico anche perch\u00e9 questi ultimi operano su scala globale con piattaforme centralizzate che gli permettono di praticare politiche di prezzo molto aggressive. Senza contare che molti operatori sono multinazionali che pagano le tasse nei Paesi a fiscalit\u00e0 di vantaggio e non in quelli dove realizzano gli utili. Infine, l\u2019e-commerce ha imposto nuovi standard di comodit\u00e0: acquisti 24 ore su 24, consegne rapide, possibilit\u00e0 di resa e ampiezza quasi illimitata dell\u2019offerta.<\/p>\n<p><strong>Come aiutare i piccoli negozianti?<\/strong><br \/>\nNel ricordare che i piccoli negozi commerciali e le botteghe artigiane non si limitano a vendere delle merci, ma a differenza dei grandi piattaforme<br \/>\ncreano lavoro localmente e alimentano circuiti di spesa radicati nel territorio;<br \/>\ndanno luogo a occasioni di socialit\u00e0, offrendo servizi personalizzati e consulenza sui prodotti;<br \/>\ncontribuiscono all\u2019attrattivit\u00e0 delle citt\u00e0, migliorando la qualit\u00e0 della vita e la sicurezza dei luoghi in cui insistono.<br \/>\nPertanto, non sono necessarie battaglie nostalgiche a difesa del commercio fisso, ma misure che favoriscano la concorrenza e la sostenibilit\u00e0. Vale a dire:<br \/>\nregole fiscali competitive per tassare in modo equo le vendite digitali basate sulla localizzazione effettiva dei consumi;<br \/>\npolitiche urbanistiche e fiscali che alleggeriscono il costo dell\u2019affitto, delle tasse locali e favoriscano gli investimenti nei centri storici e nei quartieri;<br \/>\nstrumenti di trasformazione digitale per le piccole attivit\u00e0 non pi\u00f9 basate su bandi episodici, ma attraverso misure strutturali.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><br \/>\nSecondo la CGIA l\u2019ecommerce \u00e8 un fenomeno strutturale, ma non \u00e8 detto che la sua diffusione porter\u00e0 alla cancellazione dei negozi di vicinato. I dati mostrano un quadro complesso: il commercio fisico mantiene ancora la quota dominante delle vendite e rimane centrale nelle abitudini dei consumatori. Ci\u00f2 che manca \u00e8 una cornice politica ed economica che permetta alle piccole attivit\u00e0 locali di competere su parametri equi, riconoscendone il valore economico e sociale. In altre parole abbiamo bisogno di scelte politiche \u2014 non una resistenza alla modernit\u00e0, ma una gestione consapevole della transizione \u2014 che trasformi la sfida digitale in un\u2019opportunit\u00e0 per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le grandi regioni del Nord Italia, il Veneto \u00e8 al primo posto per la quota di persone sul totale residenti che ha fatto un acquisto di beni o di servizi attraverso il commercio online. Nel 2024, infatti, 2.242.000 veneti (pari al 46,2 per cento del totale) hanno comperato per mezzo dell\u2019e-commerce. 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