{"id":491466,"date":"2026-01-17T09:19:58","date_gmt":"2026-01-17T08:19:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=491466"},"modified":"2026-01-17T09:19:58","modified_gmt":"2026-01-17T08:19:58","slug":"fisco-meno-tasse-sulle-famiglie-piu-prelievo-su-banche-e-grandi-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/fisco-meno-tasse-sulle-famiglie-piu-prelievo-su-banche-e-grandi-imprese\/","title":{"rendered":"FISCO: MENO TASSE SULLE FAMIGLIE, PIU\u2019 PRELIEVO SU BANCHE E GRANDI IMPRESE"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi quattro anni le famiglie venete hanno beneficiato di una riduzione del carico fiscale attorno ai 3 miliardi di euro. Sebbene questa sforbiciata abbia interessato anche le altre regioni italiane, la pressione fiscale nazionale \u00e8 tornata a crescere e nel 2025 si \u00e8 attestata al 42,8 per cento. Come si spiega questa apparente contraddizione? Secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, l\u2019aumento \u00e8 riconducibile soprattutto al forte incremento dell\u2019occupazione registrato negli ultimi anni che ha incrementato le entrate tributarie e contributive e al maggiore prelievo richiesto alle grandi imprese, alle banche e alle assicurazioni.<br \/>\n<strong>Con Meloni 3 miliardi di tasse in meno per le famiglie venete<\/strong><br \/>\nEntrando nel dettaglio delle misure a favore dei nuclei familiari, le ultime quattro Leggi di Bilancio varate dal governo Meloni hanno previsto diversi interventi: dall\u2019innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi, al taglio del cuneo fiscale per mezzo dell\u2019accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con la riduzione dell\u2019aliquota al 23 per cento e della riduzione al 33 per cento dell\u2019aliquota del secondo scaglione. Nel complesso, questi provvedimenti hanno ridotto il peso delle imposte sulle famiglie venete di 4,5 miliardi di euro. Tuttavia, considerando le risorse gi\u00e0 stanziate dai governi precedenti e le misure di natura temporanea, il beneficio per i nuclei familiari veneti si attesta sui 3 miliardi di euro.<br \/>\n<strong>Gettito in aumento grazie a pi\u00f9 occupati e a un maggior prelievo su grandi imprese e banche<\/strong><br \/>\nSe le famiglie hanno beneficiato di un significativo alleggerimento fiscale, quali sono i fattori ed i soggetti che hanno contribuito all\u2019aumento della pressione complessiva?<br \/>\nNegli ultimi anni il gettito \u00e8 cresciuto grazie all\u2019espansione dell\u2019occupazione e ai numerosi rinnovi contrattuali sottoscritti nel biennio pi\u00f9 recente, che hanno determinato un aumento delle retribuzioni e, di conseguenza, delle entrate tributarie e contributive. In Veneto, ad esempio, tra il 2022 e il 2025 gli occupati sono cresciuti di 87mila unit\u00e0.<br \/>\nSul piano statistico, l\u2019inasprimento del carico fiscale \u00e8 stato inoltre alimentato da alcune scelte normative, come la sospensione della deducibilit\u00e0 di specifiche voci di costo \u2014 dalle svalutazioni dei crediti alle quote di avviamento \u2014 e l\u2019abrogazione dell\u2019ACE (Aiuto alla Crescita Economica), uno sconto fiscale che garantiva circa 4 miliardi di euro all\u2019anno. Nel complesso, si \u00e8 trattato di interventi che hanno gravato esclusivamente sulle societ\u00e0 di capitali (Srl e Spa). Segnaliamo, inoltre, che a partire da quest\u2019anno banche e assicurazioni, tra la revisione della disciplina sugli extraprofitti e l\u2019inasprimento dell\u2019Irap, verseranno all\u2019erario complessivamente 5,6 miliardi di euro in pi\u00f9.<br \/>\nA completare il quadro delle maggiori entrate c\u2019\u00e8 stato, paradossalmente, anche il taglio del cuneo fiscale sul reddito da lavoro dipendente che non \u00e8 avvenuto solo per mezzo della riduzione dell\u2019Irpef (con l\u2019accorpamento dei primi due scaglioni Irpef e dall\u2019introduzione di un\u2019ulteriore detrazione per i redditi da 20mila a 40mila euro), ma anche con l\u2019erogazione di un \u201cbonus\u201d a favore dei lavoratori dipendenti con un reddito sino a 20mila euro. Pertanto, a fronte di un taglio a livello nazionale di quasi 18 miliardi di euro, quasi 4,5 miliardi vengono imputati contabilmente come un incremento della spesa pubblica (&#8220;bonus&#8221;). Di conseguenza, se per i lavoratori dipendenti con retribuzioni basse la busta paga \u00e8 diventata pi\u00f9 pesante, per il bilancio dello Stato una parte di questa contrazione delle tasse viene ora contabilizzata come una uscita e non pi\u00f9 come una riduzione di imposta.<br \/>\n<strong>Con taglio cuneo fiscale, quasi attenuate le perdite causate dal fiscal drag<\/strong><br \/>\nGrazie alla riduzione del cuneo fiscale avviata dal governo Draghi e poi resa strutturale dall\u2019esecutivo Meloni, il reddito dei lavoratori dipendenti \u00e8 cresciuto ben pi\u00f9 delle retribuzioni e quasi in linea con l\u2019inflazione. A evidenziarlo \u00e8 l\u2019Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, che ha analizzato i dati del Dipartimento delle Finanze: tra il 2019 e il 2023, il reddito \u2014 sia lordo sia imponibile \u2014 \u00e8 aumentato del 16,8 per cento, a fronte di un\u2019inflazione pari al 17,2 per cento. In sostanza, gli interventi sul sistema fiscale non solo hanno neutralizzato gli effetti distorsivi della progressivit\u00e0 dell\u2019Irpef in una fase di forte crescita dei prezzi, ma hanno anche contribuito a sostenere il potere d\u2019acquisto dei lavoratori, attenuando le perdite legate al fiscal drag e al mancato adeguamento delle retribuzioni all\u2019inflazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi quattro anni le famiglie venete hanno beneficiato di una riduzione del carico fiscale attorno ai 3 miliardi di euro. Sebbene questa sforbiciata abbia interessato anche le altre regioni italiane, la pressione fiscale nazionale \u00e8 tornata a crescere e nel 2025 si \u00e8 attestata al 42,8 per cento. 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