{"id":495344,"date":"2026-02-07T09:16:20","date_gmt":"2026-02-07T08:16:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=495344"},"modified":"2026-02-07T09:16:20","modified_gmt":"2026-02-07T08:16:20","slug":"autotrasporto-in-difficolta-costi-alle-stelle-tir-in-affanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/autotrasporto-in-difficolta-costi-alle-stelle-tir-in-affanno\/","title":{"rendered":"AUTOTRASPORTO IN DIFFICOLTA\u2019:  COSTI ALLE STELLE, TIR IN AFFANNO"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1137\" data-large_image_height=\"687\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-495345 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1-300x181.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1-300x181.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1-1024x619.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1-768x464.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/a1.png 1137w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Negli ultimi 10 anni in Veneto perse 2mila imprese. A Belluno, Treviso e Rovigo le contrazioni percentuali pi\u00f9 importanti<\/strong><br \/>\nL\u2019avvio dell\u2019anno si \u00e8 rivelato particolarmente gravoso per il settore dell\u2019autotrasporto. L\u2019aumento dei pedaggi autostradali (circa +1,5 per cento) e quello del gasolio per autotrazione (+3,6 per cento) hanno determinato un forte incremento dei costi fissi (vedi Graf.1). Se il prezzo del diesel alla pompa rimarr\u00e0 invariato per tutto quest\u2019anno, i costi fissi delle attivit\u00e0 interessate potrebbero aumentare di diverse migliaia di euro, con un impatto particolarmente pesante sulle piccole imprese che, praticamente non possono usufruire n\u00e9 di rimborsi sui pedaggi n\u00e9 di crediti di imposta per compensare l\u2019incremento delle accise. Secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, ogni mezzo pesante impiegato in queste attivit\u00e0 di dimensioni pi\u00f9 contenute potrebbe subire un aumento medio annuo del costo per il solo acquisto del carburante, rispetto allo scorso 31 dicembre, di circa 2.000 euro, aggravando ulteriormente la pressione sui bilanci aziendali.<br \/>\nSe a questi rincari si aggiungono le criticit\u00e0 strutturali del comparto, a partire dai ritardi nei pagamenti, il quadro complessivo risulta particolarmente allarmante. Non a caso, alla fine dello scorso ottobre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti \u00e8 intervenuto con una circolare che ha richiamato i committenti a porre fine alla prassi, diffusa e reiterata, dei pagamenti tardivi ai vettori, prevedendo sanzioni fino al 10 per cento del fatturato annuo, irrogabili dall\u2019Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nei confronti dei soggetti inadempienti. In sintesi, l\u2019aumento dei costi fissi e le difficolt\u00e0 nel ricevere pagamenti regolari rappresentano due fattori che stanno mettendo seriamente a rischio la tenuta finanziaria di molte imprese del settore.<br \/>\n<strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1124\" data-large_image_height=\"658\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-495346 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3-300x176.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3-300x176.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3-1024x599.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3-768x450.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A3.png 1124w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In 10 anni in Veneto perse oltre 2mila ditte<\/strong><br \/>\nNegli ultimi 10 anni lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Veneto \u00e8 diminuito di 2.142 unit\u00e0. Se nel 2015 erano 8.808, nel 2025 sono scese a 6.666 (-24,3 per cento), due punti percentuali in pi\u00f9 della media nazionale (-22,2). A livello regionale le situazioni pi\u00f9 critiche si sono verificate in Valle d\u2019Aosta con una contrazione del 34,1 per cento (in valore assoluto pari a -29),<br \/>\nnelle Marche del 33,4 per cento (-1.062), nel Lazio del 32,5 per cento (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 per cento (-449) e in Sardegna del 30,2 per cento (-722). Per contro, l\u2019unica regione che pu\u00f2 contare su un saldo positivo \u00e8 il Trentino Alto Adige con il +12,1 per cento (+165) (vedi Tab. 1). Sicuramente le crisi economiche che si sono succedute in questo periodo hanno contribuito in misura determinante a ridurre la platea delle imprese di questo settore. Senza contare che soprattutto nel Triveneto si \u00e8 fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare di quelli provenienti dai paesi dell\u2019Europa dell\u2019est. Tuttavia, un contributo importante a questo ridimensionamento \u00e8 ascrivibile anche all\u2019elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando, in particolare, una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari. Un cambiamento non del tutto negativo. Anzi. Grazie agli effetti delle crisi e a questi processi di unione aziendale, la dimensione media delle imprese \u00e8 aumentata e, conseguentemente, \u00e8 cresciuto anche il livello di produttivit\u00e0 dell\u2019intero sistema logistico.<br \/>\n<strong>L\u2019importanza del settore<\/strong><br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1130\" data-large_image_height=\"1399\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-495347 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2-242x300.png\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2-242x300.png 242w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2-827x1024.png 827w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2-768x951.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/A2.png 1130w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a>L\u2019autotrasporto \u00e8 uno dei pilastri fondamentali anche dell\u2019economia veneta e riveste un\u2019importanza strategica che spesso viene sottovalutata. In una regione come la nostra, caratterizzata da una forte vocazione manifatturiera, da un tessuto produttivo fatto in gran parte di piccole e medie imprese, il trasporto su strada rappresenta il principale collegamento tra produzione, distribuzione e consumo. In primo luogo, l\u2019autotrasporto \u00e8 essenziale per garantire il funzionamento quotidiano dell\u2019economia. Oltre l\u201980 per cento delle merci in Italia viene movimentato su strada, almeno in una fase del suo percorso. Materie prime, semilavorati e prodotti finiti viaggiano ogni giorno dai nostri distretti industriali ai magazzini, dai porti agli stabilimenti, fino ai punti vendita e alle abitazioni dei consumatori. Senza il contributo degli autotrasportatori, interi settori produttivi si fermerebbero nel giro di poche ore, causando danni economici enormi.<br \/>\nUn altro aspetto cruciale \u00e8 il ruolo dell\u2019autotrasporto nel sostegno al \u201cMade in Italy\u201d. Le eccellenze italiane \u2013 dall\u2019agroalimentare alla moda, dalla meccanica all\u2019arredamento \u2013 devono raggiungere in tempi rapidi e con standard elevati di qualit\u00e0 i mercati nazionali ed esteri. Gli autotrasportatori garantiscono puntualit\u00e0, flessibilit\u00e0 e cura del carico, elementi indispensabili per mantenere la competitivit\u00e0 delle imprese italiane. In particolare, per prodotti deperibili come alimenti freschi e farmaci, il trasporto su strada \u00e8 spesso l\u2019unica soluzione in grado di assicurare consegne rapide e controllate.<br \/>\nInoltre, l\u2019autotrasporto svolge una funzione chiave nell\u2019integrazione con gli altri sistemi di trasporto. Porti, interporti, aeroporti e ferrovie dipendono in larga misura dalla distribuzione su gomma per l\u2019ultimo tratto del viaggio delle merci. Il cosiddetto \u201cultimo miglio\u201d \u00e8 quasi sempre affidato ai camion, rendendo il trasporto su strada un anello insostituibile della catena logistica nazionale e internazionale.<br \/>\nNon va dimenticato il contributo del settore allo sviluppo territoriale. L\u2019autotrasporto consente anche alle zone pi\u00f9 periferiche e meno servite dalle grandi infrastrutture di restare collegate ai mercati principali. Questo favorisce la sopravvivenza delle imprese locali, contrasta lo spopolamento e contribuisce a mantenere vivo il tessuto economico delle aree interne del Paese.<\/p>\n<p><strong>I tanti elementi di fragilit\u00e0<\/strong><br \/>\nUno dei nodi principali riguarda le infrastrutture, molte delle quali sono state realizzate nel secolo scorso e non sono pi\u00f9 adeguate ai volumi di traffico e alle esigenze attuali. Pensiamo, ad esempio, alla Romea commerciale, all\u2019A4 Brescia-Padova o nel tratto dell\u2019autostrada Venezia-Trieste ancora a due corsie. Strade, ferrovie, porti e nodi logistici sono spesso sottoposti a un utilizzo intenso, mentre la manutenzione non sempre riesce a tenere il passo. Questo provoca rallentamenti, interruzioni e una maggiore esposizione a guasti e imprevisti, con ricadute dirette sui tempi di spostamento e sui costi per le imprese.<br \/>\nUn\u2019altra criticit\u00e0 rilevante riguarda la situazione economica degli operatori. In molti segmenti del settore i margini sono ridotti e la concorrenza (spesso proveniente da vettori provenienti dall\u2019Est Europa) \u00e8 molto forte. Le imprese si trovano spesso a dover contenere i costi per restare sul mercato, rinviando investimenti importanti in mezzi pi\u00f9 moderni, tecnologie digitali o miglioramenti organizzativi. Un ostacolo sempre pi\u00f9 evidente \u00e8 quello del lavoro. Il settore dei trasporti fatica ad attrarre nuove persone e a sostituire chi va in pensione. Le condizioni di lavoro impegnative, gli orari irregolari e l\u2019incertezza dei redditi rendono la professione dell\u2019autista poco appetibile, soprattutto per i pi\u00f9 giovani. La carenza di personale qualificato incide sulla qualit\u00e0 dei servizi e limita la possibilit\u00e0 di crescere e innovare.<br \/>\nA tutto questo si aggiunge la sfida ambientale. Ridurre l\u2019impatto ambientale dei trasporti \u00e8 una priorit\u00e0 condivisa, ma la transizione verso soluzioni pi\u00f9 sostenibili richiede investimenti elevati e tempi lunghi. Il rinnovo dei mezzi, l\u2019adozione di nuove tecnologie e l\u2019adeguamento delle infrastrutture rappresentano un impegno economico significativo, che non tutti gli operatori riescono a sostenere senza adeguati strumenti di supporto.<\/p>\n<p><strong>A Verona il maggior numero di imprese. A Belluno, invece, la moria pi\u00f9 importante<\/strong><br \/>\nSempre nel 2025, la realt\u00e0 provinciale italiana dove si conta il maggior numero di imprese del settore dell\u2019autotrasporto \u00e8 Napoli con 3.984 attivit\u00e0. Seguono Milano con 3.102 e Roma con 2.854. In Veneto \u00e8 Verona a registrare il numero di ditte pi\u00f9 elevato pari a 1.573 unit\u00e0. Seguono Padova con 1.504 e Treviso con 1.094. Rispetto a 10 anni fa, invece, \u00e8 Belluno ad aver registrato la contrazione pi\u00f9 elevata pari a -34 per cento (-73 imprese). Seguono Treviso con il -30 per cento (-468), Rovigo con il -28,9 (-155) e Venezia con il -28,7 (-354) (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 10 anni in Veneto perse 2mila imprese. A Belluno, Treviso e Rovigo le contrazioni percentuali pi\u00f9 importanti L\u2019avvio dell\u2019anno si \u00e8 rivelato particolarmente gravoso per il settore dell\u2019autotrasporto. 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