{"id":496641,"date":"2026-02-14T09:54:53","date_gmt":"2026-02-14T08:54:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=496641"},"modified":"2026-02-14T09:55:23","modified_gmt":"2026-02-14T08:55:23","slug":"imprese-in-veneto-continuano-a-diminuire-i-prestiti-bancari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/imprese-in-veneto-continuano-a-diminuire-i-prestiti-bancari\/","title":{"rendered":"IMPRESE: IN VENETO CONTINUANO A DIMINUIRE I PRESTITI BANCARI"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1251\" data-large_image_height=\"1415\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-496644 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-265x300.png\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-265x300.png 265w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-905x1024.png 905w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-768x869.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1.png 1251w\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a>A Treviso, Rovigo e Padova le situazioni pi\u00f9 critiche<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno il credito bancario alle imprese venete \u00e8 continuato a scendere, nonostante in molte altre realt\u00e0 geografiche \u2013 come il Lazio, la Lombardia e il Piemonte \u2013 ci sia stata una positiva inversione di tendenza. Tra novembre 2024 e lo stesso mese del 2025, infatti, gli impieghi vivi erogati dal sistema bancario all\u2019intera platea delle imprese venete \u00e8 sceso di 1,8 miliardi di euro (-2,9 per cento). Nessun\u2019altra regione d\u2019Italia ha subito una contrazione in valore assoluto cos\u00ec importante. La chiusura dei rubinetti del credito ha interessato in misura maggiore le micro e le piccolissime realt\u00e0 economiche venete: quelle con meno di 20 addetti, infatti, hanno subito una riduzione dei prestiti pari a 579 milioni di euro (-5,7 per cento), confermando che, dopo la Lombardia, il taglio dei prestiti per questa classe dimensionale \u00e8 stato in termini assoluti il pi\u00f9 \u201cpesante\u201d d\u2019Italia. Ricordiamo che in Veneto le realt\u00e0 produttive con meno di 20 addetti (costituite prevalentemente da artigiani, negozianti, esercenti, piccoli imprenditori e titolari di partita IVA) sono molto importanti, poich\u00e9 rappresentano il 98 per cento circa del totale delle aziende presenti nella regione e danno lavoro \u2014 al netto dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, dell\u2019agricoltura e dei servizi finanziari\/assicurativi \u2014 al 60 per cento circa dei lavoratori veneti. E\u2019 evidente, al di l\u00e0 delle questioni di carattere generale che contraddistinguono il sistema del credito nel nostro Paese, in Veneto il calo nell\u2019erogazione dei prestiti alle aziende sconta, purtroppo, anche la \u201cdebacle\u201d che hanno subito i nostri istituti regionali nel decennio scorso che nel giro di qualche anno sono spariti dalla scena (come Antonveneta, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca).<\/p>\n<p><strong>Score molto positivo per Valle d\u2019Aosta, Lazio e Calabria<\/strong><br \/>\nSe analizziamo la situazione a livello territoriale, osserviamo che quasi la met\u00e0 delle regioni italiane ha continuato a subire una flessione nell\u2019erogazione del credito alle imprese. Le contrazioni <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1234\" data-large_image_height=\"656\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-496646 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2-300x159.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2-300x159.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2-1024x544.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2-768x408.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/2.png 1234w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>pi\u00f9 significative hanno interessato la Sardegna con -370,9 milioni di euro (-4,7 per cento), l\u2019Umbria con -335,8 milioni (-3,9 per cento) e la Basilicata, con -94,8 milioni (-3,6 per cento). In termini assoluti, la riduzione pi\u00f9 rilevante si \u00e8 \u201cabbattuta\u201d sul Veneto, che ha visto scendere gli impieghi di 1,8 miliardi di euro (-2,9 per cento). Per contro, le regioni che hanno registrato un aumento dei prestiti alle imprese sono la Calabria con +278,6 milioni di euro (+5,4 per cento), il Lazio con +4,1 miliardi (+6,6 per cento) e la Valle d\u2019Aosta con +158,6 milioni (+10 per cento) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Rubinetti chiusi a Treviso, Rovigo e Padova<\/strong><br \/>\nA livello provinciale, tra le 107 aree geografiche monitorate ben 61 hanno visto comunque diminuire gli impieghi vivi alle imprese. Le situazioni pi\u00f9 critiche hanno interessato Prato con una flessione pari a 386 milioni di euro (-11,6 per cento), Cagliari con -310,6 (-10,6) e Rieti con -42,2 (-9,8). Ad esclusione di Verona, dove si \u00e8 verificato un sostanziale pareggio, in tutte le altre realt\u00e0 del Veneto l\u2019erogazione degli impieghi vivi \u00e8 stata anticipata dal segno meno. Le situazioni pi\u00f9 critiche hanno riguardato Treviso con -780,2 milioni di euro (-5,8 per cento), Rovigo con -94,2 milioni (-5,6 per cento) e Padova con -564,9 milioni (-5 per cento). Diversamente, i territori dove la variazione \u00e8 stata pi\u00f9 importante sono stati Barletta-Andria-Trani con +173,7 milioni di euro (+9,7 per cento), Aosta con +158,6 (+10) e Vibo Valentia con +81,7 (+21,4) (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"752\" data-large_image_height=\"1572\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-496645 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-144x300.png\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-144x300.png 144w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-490x1024.png 490w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-735x1536.png 735w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3.png 752w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/a>Perch\u00e9 il credit crunch \u201ccolpisce\u201d soprattutto i piccoli?<\/strong><br \/>\nIl perdurare della contrazione degli impieghi vivi, in particolare alle piccole imprese, non \u00e8 episodico n\u00e9 legato a singole scelte commerciali, ma \u00e8 il risultato di cambiamenti strutturali nel sistema bancario, in quello regolamentare e macroeconomico. Il primo fattore \u00e8 la valutazione del rischio. Le micro e piccole imprese presentano in media una maggiore volatilit\u00e0 dei ricavi, una minore capitalizzazione e una dipendenza pi\u00f9 elevata dall\u2019andamento del ciclo economico. In un contesto di incertezza macroeconomica, questo induce le banche a irrigidire i criteri di concessione proprio verso i soggetti pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nUn secondo elemento decisivo riguarda la regolamentazione prudenziale. Con l\u2019introduzione e il rafforzamento delle regole di Basilea III, le banche devono allocare pi\u00f9 capitale a fronte di prestiti considerati rischiosi. I finanziamenti alle microimprese, a parit\u00e0 di importo, risultano generalmente pi\u00f9 rischiosi. Questo rende il credito alle piccole imprese meno conveniente dal punto di vista del rendimento corretto per il rischio, spingendo le banche a selezionare clientela di maggiori dimensioni.<br \/>\nConta anche il tema dei costi operativi. L\u2019istruttoria, il monitoraggio e la gestione di un prestito hanno costi in larga parte fissi. Per una microimpresa, l\u2019importo del finanziamento \u00e8 spesso limitato, ma il lavoro richiesto alla banca \u00e8 simile a quello necessario per un\u2019impresa pi\u00f9 grande. Ne deriva una minore redditivit\u00e0 dell\u2019operazione, che penalizza sistematicamente le aziende pi\u00f9 piccole.<br \/>\nUn ulteriore fattore \u00e8 la trasformazione del sistema bancario italiano. Il processo di concentrazione e la riduzione degli sportelli hanno indebolito il modello di banca territoriale, storicamente pi\u00f9 incline a valutazioni qualitative, relazionali e basate sulla fiducia reciproca. Le grandi banche operano oggi con modelli standardizzati, fortemente basati su dati contabili e scoring automatici, che tendono a penalizzare le imprese pi\u00f9 piccole e meno formalizzate.<br \/>\nUn altro fattore riguarda le minori esigenze di finanziamento, ovvero il calo della domanda di credito avanzata dalle aziende di piccola dimensione: molte di queste, infatti, hanno ridotto gli investimenti in capitale fisso dopo la fase di sostegno pubblico legata alla pandemia e hanno sfruttato le risorse interne per coprire esigenze di breve periodo. Pertanto, la maggiore incertezza economica e la propensione alla prudenza degli imprenditori hanno portato a una riduzione delle richieste di prestito, specie per investimenti a lungo termine che, almeno in parte, spiegano il calo degli impieghi vivi in corso in questi ultimi anni nei confronti delle imprese. Un trend che ha cambiato segno a partire dalla met\u00e0 del 2025, in particolare per le aziende pi\u00f9 strutturate. Infine, gli elevati tassi di interesse applicati alle attivit\u00e0 economiche hanno ulteriormente aggravato la situazione: le microimprese, pi\u00f9 esposte al costo del debito e al rischio di liquidit\u00e0, tendono infatti a rinviare nel tempo qualsiasi nuovo investimento.<\/p>\n<p><strong>Per le imprese con meno di 20 addetti, in tutte le regioni e anche nelle province gli impieghi sono scesi<\/strong><br \/>\nA livello regionale sono Valle d\u2019Aosta (-29,2 milioni di euro pari a -10,3 per cento), Marche (-221,9 pari a -7,6) e Liguria (-174 pari a -7,5) le realt\u00e0 pi\u00f9 penalizzate dal taglio dei prestiti alle imprese con meno di 20 addetti. Il Veneto si colloca all\u2019ottavo posto con una diminuzione di 579,3 milioni di euro (-5,7 per cento) (vedi Tab.3). A livello provinciale le situazioni pi\u00f9 critiche si sono verificate a Como (-106,5 milioni pari a -11,7 per cento), Aosta, Pistoia (-52,4 pari a -9,3) e Rieti (-13,3 sempre pari a -9,3). In Veneto le situazioni pi\u00f9 difficili hanno riguardato Belluno con -25,2 milioni di euro (-6,5 per cento), Verona con -152,5 milioni (-6,2) e Padova con -120,2 milioni (-6) (vedi Tab. 4).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Treviso, Rovigo e Padova le situazioni pi\u00f9 critiche Nell\u2019ultimo anno il credito bancario alle imprese venete \u00e8 continuato a scendere, nonostante in molte altre realt\u00e0 geografiche \u2013 come il Lazio, la Lombardia e il Piemonte \u2013 ci sia stata una positiva inversione di tendenza. 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