{"id":500387,"date":"2026-03-07T09:00:48","date_gmt":"2026-03-07T08:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=500387"},"modified":"2026-03-07T09:00:48","modified_gmt":"2026-03-07T08:00:48","slug":"imprese-venete-il-caro-bollette-potrebbe-costare-un-miliardo-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/imprese-venete-il-caro-bollette-potrebbe-costare-un-miliardo-in-piu\/","title":{"rendered":"IMPRESE VENETE &#8211; IL CARO BOLLETTE POTREBBE COSTARE UN MILIARDO IN PIU\u2019"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1176\" data-large_image_height=\"1549\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-500388 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1-228x300.png\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1-228x300.png 228w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1-777x1024.png 777w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1-768x1012.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1-1166x1536.png 1166w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa1.png 1176w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a>Secondo le stime dell\u2019Ufficio studi della CGIA, l\u2019attacco militare all\u2019Iran iniziato sabato scorso rischia di presentare un conto molto salato alle imprese venete: oltre un miliardo di euro in pi\u00f9 nel 2026.<\/strong><\/p>\n<p>A pesare \u00e8 soprattutto l\u2019impennata dei prezzi di gas ed energia elettrica registrata negli ultimi giorni. Se le attuali tensioni dovessero tradursi in rincari strutturali dei costi energetici, le aziende venete potrebbero trovarsi a pagare quest\u2019anno per l\u2019elettricit\u00e0 e il gas complessivamente 9,4 miliardi di euro. Una variazione percentuale rispetto al 2025 del +13,5.<\/p>\n<p>Le stime elaborate dagli artigiani mestrini si basano su alcune ipotesi precise: consumi nel 2025-2026 in linea con gli ultimi disponibili (2024); prezzo medio annuo dell\u2019energia elettrica pari a 150 euro per MWh; prezzo medio del gas a 50 euro, mantenendo quindi un rapporto di 3 a 1 tra elettricit\u00e0 e gas, in linea con quanto osservato mediamente nel triennio 2023-2025.<br \/>\nIn questo scenario, l\u2019effetto combinato dei rincari energetici rischia di comprimere ulteriormente i margini delle nostre imprese, gi\u00e0 messi alla prova da un contesto internazionale instabile.<br \/>\nLe realt\u00e0 imprenditoriali pi\u00f9 penalizzate dall\u2019incremento delle bollette sarebbero quelle ubicate nelle regioni dove la presenza delle attivit\u00e0 commerciali e produttive \u00e8 pi\u00f9 diffusa. Come la Lombardia che dovrebbe registrare un aumento dei costi energetici di quasi 2,3 miliardi di euro. Seguono l\u2019Emilia Romagna con +1,2 miliardi, il nostro Veneto con 1,1 miliardi, il Piemonte con 879 milioni e la Toscana con 670 milioni (vedi Tab. 1).<br \/>\nAlla vigilia dell\u2019attacco israelo-americano all\u2019Iran, venerd\u00ec 27 febbraio, il gas scambiava a 32 euro al megawattora e l\u2019energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni (al 4 marzo del 2026) i prezzi sono balzati rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro per poi flettere di poco. Un\u2019impennata che riflette le tensioni geopolitiche e l\u2019incertezza sui mercati (vedi Graf. 1).<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1261\" data-large_image_height=\"804\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-500389 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3-300x191.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3-300x191.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3-1024x653.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3-768x490.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa3.png 1261w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 inevitabile che le quotazioni dell\u2019energia reagiscano a un conflitto in un\u2019area cos\u00ec delicata per gli equilibri globali. Molto dipender\u00e0 dalla durata e dall\u2019intensit\u00e0 della crisi: pi\u00f9 il confronto si prolunga, maggiore \u00e8 il rischio di ulteriori rialzi.<\/p>\n<p>Va per\u00f2 ricordato che lo scenario attuale \u00e8 molto diverso da quello vissuto quattro anni fa, dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia. Nel 2022 il prezzo medio del gas arriv\u00f2 a 303,1 euro al megawattora, mentre l\u2019energia elettrica tocc\u00f2 in media 123,5 euro.<br \/>\nOggi, pur in presenza di un rialzo significativo, siamo lontani da quei picchi: la media del 2025 si attesta a 116,1 euro per l\u2019energia elettrica e a 38,7 per il gas. Numeri che invitano alla prudenza, ma che ridimensionano il paragone con la crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina (vedi Graf. 2).<\/p>\n<p><strong>Ecco i settori pi\u00f9 a rischio rincari<\/strong><\/p>\n<p>Con un\u2019eventuale impennata dei costi delle bollette elettriche, i settori pi\u00f9 \u201ccolpiti\u201d potrebbero essere quelli che registrano i consumi pi\u00f9 importanti. In linea di massima indichiamo:<br \/>\nmetallurgia (acciaierie, fonderie, ferriere, etc.);<br \/>\n<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1287\" data-large_image_height=\"695\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-500390 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2-300x162.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2-300x162.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2-1024x553.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2-768x415.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/aa2.png 1287w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>commercio (negozi, botteghe, centri commerciali, etc.);<br \/>\naltri servizi (cinema, teatri, discoteche, lavanderie, parrucchieri, estetiste, etc.);<br \/>\nalimentari (pastifici, prosciuttifici, panifici, molini, etc.);<br \/>\nalberghi, bar e ristoranti;<br \/>\ntrasporto e logistica;<br \/>\nchimica.<\/p>\n<p>Per quanto concerne le imprese gasivore, i comparti che potrebbero subire gli effetti economici maggiormente negativi potrebbero essere:<br \/>\nestrattivo (minerali metalliferi ferrosi e non ferrosi, etc.);<br \/>\nlavorazione e conservazione alimenti (carni, pesce, frutta, ortaggi, oli e grassi, etc.);<br \/>\nproduzione alimentare (pasta, pasti, gelati, etc.)<br \/>\nconfezione e produzione tessile, abbigliamento e calzature;<br \/>\nfabbricazione\/produzione legno, carta, cartone, ceramica, utensileria, plastica e chimica;<br \/>\nfabbricazione apparecchiature elettriche ed elettroniche, macchine utensili e per l\u2019industria, etc.;<br \/>\ncostruzione di navi e imbarcazioni da diporto.<\/p>\n<p><strong>I distretti veneti pi\u00f9 in difficolt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0, fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, colpiscono molte imprese e conseguentemente tante realt\u00e0 produttive che sono il motore dell\u2019economia e dell\u2019export del Paese. I distretti veneti che rischiano di subire una impennata dei costi energetici potrebbero essere:<\/p>\n<p>Cosa fare subito: disaccoppiare prezzo del gas e da quello dell\u2019energia<br \/>\nMolto dipender\u00e0 dalla durata del conflitto. Se le ostilit\u00e0 dovessero protrarsi nei prossimi mesi, la chiusura dello stretto di Hormuz rischierebbe di provocare in un vero shock energetico. Le conseguenze sarebbero immediate: bollette pi\u00f9 care, carburanti in aumento, noli marittimi pi\u00f9 costosi. Con il rischio di una nuova fiammata inflazionistica, capace di mettere sotto pressione famiglie e imprese e di rallentare ulteriormente una crescita gi\u00e0 debole.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 necessario intervenire subito. Servono misure efficaci per contenere il prezzo dell\u2019energia e sostenere cittadini e aziende. L\u2019Unione Europea e il Governo italiano devono fare la loro parte: Bruxelles accelerando il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell\u2019energia elettrica; Roma varando interventi temporanei \u2014 come ha avuto modo di fare dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina \u2014 tra bonus sociali, taglio dell\u2019Iva e azzeramento degli oneri di sistema. Misure indispensabili per proteggere i bilanci di famiglie e imprese in una fase di forte incertezza.<\/p>\n<p><strong>Nel medio periodo: tagliare gli oneri di sistema<\/strong><br \/>\nSe in Italia i costi energetici sono strutturalmente pi\u00f9 alti della media europea, per le piccole imprese italiane il problema non pu\u00f2 essere risolto solo con misure \u201ctampone\u201d. Servono interventi di politica energetica strutturali, capaci di ridurre il differenziale di prezzo e stabilizzare i costi nel medio periodo.<br \/>\nUna prima leva riguarda la composizione della bolletta. Nel nostro Paese una quota rilevante del prezzo finale \u00e8 formata da oneri di sistema, accise e Iva, che incidono proporzionalmente di pi\u00f9 sui piccoli consumatori. L\u2019ARERA ha pi\u00f9 volte evidenziato come la componente fiscale pesi oltre la media UE.<br \/>\nSpostare parte di questi oneri sulla fiscalit\u00e0 generale \u2013 come gi\u00e0 fatto temporaneamente durante la crisi 2022-2023 \u2013 renderebbe il costo dell\u2019energia pi\u00f9 aderente ai consumi effettivi, alleggerendo in particolare artigiani, negozi e microimprese.<br \/>\nUna seconda leva dovrebbe essere attivata per favorire contratti stabili e acquisti aggregati. Le nostre Pmi non hanno il potere contrattuale delle grandi aziende per accedere ai mercati all\u2019ingrosso. Una soluzione \u00e8 incentivare gruppi di acquisto, consorzi energetici e contratti a lungo termine (PPA), che permettono prezzi pi\u00f9 prevedibili. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta promuovendo strumenti di aggregazione della domanda proprio per ridurre questo squilibrio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo le stime dell\u2019Ufficio studi della CGIA, l\u2019attacco militare all\u2019Iran iniziato sabato scorso rischia di presentare un conto molto salato alle imprese venete: oltre un miliardo di euro in pi\u00f9 nel 2026. A pesare \u00e8 soprattutto l\u2019impennata dei prezzi di gas ed energia elettrica registrata negli ultimi giorni. 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