{"id":501638,"date":"2026-03-14T09:45:32","date_gmt":"2026-03-14T08:45:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=501638"},"modified":"2026-03-14T09:45:32","modified_gmt":"2026-03-14T08:45:32","slug":"materie-prime-forti-rincari-solo-per-petrolio-e-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/materie-prime-forti-rincari-solo-per-petrolio-e-gas\/","title":{"rendered":"MATERIE PRIME: FORTI RINCARI SOLO PER PETROLIO E GAS"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1269\" data-large_image_height=\"782\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-501642 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1-300x185.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1-300x185.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1-1024x631.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1-768x473.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e1.png 1269w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Niente a che vedere con quanto accadde 4 anni fa, dopo l\u2019inizio dell\u2019invasione russa in Ucraina. Per le famiglie venete, tuttavia, si stima un aumento delle bollette da oltre 751 milioni su base annua.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>A quindici giorni dall\u2019avvio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida, senza quelle impennate generalizzate dei prezzi che spesso accompagnano fasi di forte tensione geopolitica.<\/p>\n<p>L\u2019analisi delle quotazioni evidenzia infatti un quadro \u201csorprendentemente\u201d stabile. Molte delle principali commodities hanno addirittura registrato lievi riduzioni di prezzo: il nickel \u00e8 sceso del 2,2 per cento, il rame del 2,3, lo zinco del 2,7, il piombo del 2,9 e lo stagno del 7,8 (vedi Tab. 1). Si tratta di segnali che indicano come le catene di approvvigionamento globali e i mercati internazionali stiano reagendo con una certa resilienza all\u2019incertezza del contesto internazionale.<\/p>\n<p>Tra le materie prime monitorate dall\u2019Ufficio studi della CGIA, soltanto i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni. Il prezzo del petrolio \u00e8 aumentato del 42 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita pi\u00f9 significativa, pari al 59,4 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l\u2019invasione russa all\u2019Ucraina (vedi Tab. 2). Si tratta di dinamiche che riflettono la particolare sensibilit\u00e0 del comparto energetico agli squilibri geopolitici emersi dopo l\u2019avvio del conflitto in Iran.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"987\" data-large_image_height=\"783\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-501641 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e2-300x238.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e2-300x238.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e2-768x609.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e2.png 987w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel complesso, tuttavia, i dati delle prime due settimane suggeriscono che l\u2019impatto del conflitto sui mercati delle materie prime \u00e8 stato finora circoscritto. L\u2019assenza di rialzi diffusi rappresenta un segnale incoraggiante per l\u2019economia internazionale e per il sistema produttivo europeo, che almeno in questa fase non sembra esposto a una nuova ondata generalizzata di rincari delle materie prime.<\/p>\n<p><strong>Niente a che vedere con quanto successo dopo l\u2019invasione russa in Ucraina<\/strong><br \/>\nL\u2019escalation di tensioni in Medio Oriente ha inevitabilmente riacceso il dibattito sugli effetti economici dei conflitti geopolitici. Tuttavia, se si osservano i dati e i precedenti pi\u00f9 recenti, emerge con chiarezza come l\u2019impatto potenziale di questa crisi appaia, almeno per il momento, sensibilmente diverso rispetto a quanto accaduto nel febbraio del 2022 con l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Allora lo shock sui mercati internazionali fu immediato e particolarmente violento. A soli quindici giorni dall\u2019inizio dell\u2019offensiva russa, le principali materie prime registrarono rialzi eccezionali: il prezzo del nickel aument\u00f2 del 93,8 per cento, quello del gas del 48 per cento, mentre i cereali subirono forti tensioni con il granoturco in crescita del 30,3 per cento e il frumento del 29,2 per cento. Anche l\u2019energia e i metalli industriali furono coinvolti nella fiammata dei prezzi: il petrolio sal\u00ec del 16,3 per cento e l\u2019alluminio dell\u20198,3.<\/p>\n<p>Quella reazione dei mercati fu il riflesso della posizione centrale che Russia e Ucraina occupano nelle catene di approvvigionamento globali, in particolare per quanto riguarda energia, metalli e produzioni agricole. L\u2019interruzione o anche solo il rischio di interruzione di tali flussi si tradusse immediatamente in un forte shock sull\u2019offerta, con ripercussioni diffuse sull\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e3.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"933\" data-large_image_height=\"843\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-501640 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e3-300x271.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e3-300x271.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e3-768x694.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e3.png 933w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il contesto mediorientale presenta invece caratteristiche differenti. Pur trattandosi di un\u2019area strategica e geopoliticamente sensibile, la struttura delle interdipendenze economiche e commerciali con il resto del mondo \u00e8 diversa e, almeno nella fase iniziale, sembra generare pressioni meno intense sui mercati delle materie prime.<\/p>\n<p>Naturalmente, qualsiasi valutazione resta fortemente condizionata da due variabili decisive: la durata del conflitto e la sua eventuale intensificazione. Un ampliamento del teatro bellico o il coinvolgimento diretto di attori regionali con un peso significativo nei mercati energetici potrebbe rapidamente modificare lo scenario.<\/p>\n<p><strong>Caro bollette: oltre 751 milioni in pi\u00f9 alle famiglie<\/strong><br \/>\nAl netto del caro carburante che in queste ultime due settimane sta alleggerendo il portafoglio anche dei veneti e di eventuali misure di mitigazione del costo delle bollette che il Governo dovrebbe mettere a punto a breve, Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro. Partendo da questa ipotesi, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha stimato approssimativamente che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 2,1 milioni di famiglie venete potrebbe toccare i 751,8 milioni di euro. Gli aumenti pi\u00f9 consistenti si concentrerebbero nella provincia di Padova con una stima di 143,7 milioni di euro. Seguono Verona con 143 milioni, Venezia con 134,1, Treviso con 131,3 e Vicenza con 130,4 (vedi Tab. 3).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e4.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"842\" data-large_image_height=\"360\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-501639 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e4-300x128.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e4-300x128.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e4-768x328.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/e4.png 842w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Modalit\u00e0 self service: benzina +8,7 % e diesel +18,2%<\/strong><br \/>\nDopo l\u2019attacco militare all\u2019Iran iniziato il 28 febbraio, tra le principali materie prime sono stati soprattutto gas e petrolio a registrare un\u2019impennata dei prezzi. Un aumento dovuto anche a dinamiche speculative che ha avuto effetti immediati sui carburanti. Il risultato \u00e8 stato un forte rincaro alla pompa, che ha messo in difficolt\u00e0 molti automobilisti e, in particolare, quelle categorie che lavorano quotidianamente con un mezzo a motore: autotrasportatori, taxisti, autonoleggiatori con conducente, bus operator, pescatori e agricoltori.<br \/>\nNegli ultimi quindici giorni, infatti, il prezzo della benzina \u00e8 salito dell\u20198,7 per cento, mentre quello del diesel ha registrato un balzo ancora pi\u00f9 marcato: +18,2 per cento. Un aumento che pesa direttamente sul costo del lavoro di queste attivit\u00e0 e sui bilanci di interi settori produttivi (vedi Tab. 4).<\/p>\n<p><strong>Per mitigare i rincari di bollette e carburanti bisogna tagliare Iva, accise e oneri di sistema<\/strong><\/p>\n<p>Il caro carburante registratosi negli ultimi 15 giorni e il possibile aumento nei prossimi mesi delle bollette di luce e gas rischiano di diventare uno dei principali fattori di pressione sul potere d\u2019acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese. Ridurre questi prezzi non dipende da una singola misura, ma da una strategia articolata che combini interventi fiscali, regolatori e strutturali.<\/p>\n<p>Nel breve periodo, il governo dovrebbe intervenire sulla componente fiscale. In Italia una parte rilevante del prezzo dei carburanti e dell\u2019energia \u00e8 composta da accise e Iva. Una riduzione temporanea e mirata delle accise sui carburanti o una modulazione dell\u2019Iva sulle bollette energetiche pu\u00f2 offrire un sollievo immediato a famiglie e imprese, soprattutto nei momenti di forte volatilit\u00e0 dei mercati internazionali. Senza contare che \u00e8 necessario intervenire riducendo anche gli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas. Bollette pi\u00f9 leggere aiutano a sostenere il potere d\u2019acquisto dei cittadini e migliorano la competitivit\u00e0 delle aziende, in particolare delle piccole e medie imprese. Inoltre, ridurre o riformare questi oneri renderebbe le bollette pi\u00f9 trasparenti e comprensibili, garantendo una distribuzione dei costi energetici pi\u00f9 equa e sostenibile per tutta la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Un secondo fronte riguarda la regolazione del mercato. \u00c8 essenziale rafforzare i poteri delle autorit\u00e0 di vigilanza per monitorare eventuali speculazioni lungo la filiera energetica e garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. Strumenti come il rafforzamento delle scorte strategiche e meccanismi di acquisto centralizzato del gas possono inoltre aumentare il potere contrattuale del Paese nei confronti dei fornitori internazionali.<br \/>\nNel medio periodo diventa decisiva la diversificazione delle fonti energetiche. Ridurre la dipendenza da pochi fornitori o da singole fonti fossili permette di attenuare gli shock di prezzo. In questa direzione, investimenti pi\u00f9 rapidi nelle energie rinnovabili, nello stoccaggio energetico e nelle infrastrutture di rete possono contribuire a stabilizzare i costi dell\u2019energia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Niente a che vedere con quanto accadde 4 anni fa, dopo l\u2019inizio dell\u2019invasione russa in Ucraina. Per le famiglie venete, tuttavia, si stima un aumento delle bollette da oltre 751 milioni su base annua. 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