{"id":501967,"date":"2026-03-16T14:02:03","date_gmt":"2026-03-16T13:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=501967"},"modified":"2026-03-16T14:07:57","modified_gmt":"2026-03-16T13:07:57","slug":"dmo-e-dolomiti-risorsa-o-struttura-lontana-dal-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/dmo-e-dolomiti-risorsa-o-struttura-lontana-dal-territorio\/","title":{"rendered":"DMO E DOLOMITI: RISORSA O STRUTTURA LONTANA DAL TERRITORIO?"},"content":{"rendered":"<p>**<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1536\" data-large_image_height=\"1024\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-501968\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8-300x200.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8-768x512.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/0c08dade-a17f-47ae-b9eb-a911f07a12b8.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>mirko mezzacasa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per anni si \u00e8 parlato della necessit\u00e0 di unire le forze per promuovere questa provincia dolomitica. Un\u2019idea semplice: lavorare insieme, dal Comelico ad Arabba, da Pedavena al Passo San Pellegrino, da Cortina alla Valle di San Lucano, dove sopra Taibon domina l\u2019Agner. Un sistema territoriale vero, capace di parlare con una sola voce. Esattamente come accade da sempre in Alto Adige. Nel frattempo, per\u00f2, il turismo locale \u00e8 andato avanti grazie soprattutto a chi lavora sul territorio. Associazioni, volontari, operatori che con poche risorse hanno costruito siti promozionali, organizzato eventi, tenuto viva l\u2019offerta turistica. Spesso senza compensi, senza rimborsi spese, senza riflettori. Ma con risultati concreti. I numeri delle presenze lo dimostrano. Poi \u00e8 arrivata la DMO.<\/p>\n<p>Un acronimo inglese che sembra gi\u00e0 raccontare molto. \u201cDMO\u2026 e cosa vuol dire?\u201d potrebbe chiedere Maria dalla frazione Rif di Agordo. Domanda pi\u00f9 che legittima. Perch\u00e9 se un progetto che dovrebbe riguardare un intero territorio parte con una sigla incomprensibile alla maggior parte delle persone, forse c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un problema di fondo. Sarebbero bastate tre parole chiare, magari in ladino o in italiano. Invece no: l\u2019ennesima etichetta internazionale, perfetta per slide e convegni, molto meno per spiegare ai cittadini cosa sta realmente succedendo. Nel frattempo la DMO \u00e8 entrata spesso nelle cronache locali. Non tanto per risultati concreti, quanto per polemiche, contrapposizioni e discussioni interne.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che nasce la domanda vera. Che cosa rester\u00e0 all\u2019Agordino della DMO dopo le Olimpiadi? Non tra vent\u2019anni. Dopo. Le. Olimpiadi. E ancora:<br \/>\nche cosa sta facendo oggi la DMO per il territorio oltre Cortina d\u2019Ampezzo? Perch\u00e9, al momento, la percezione diffusa \u00e8 che Cortina sia il centro del progetto e tutto il resto la cornice. Una cornice utile quando serve riempire una brochure, molto meno quando si tratta di investimenti, strategie e visione.\u00a0Eppure parliamo di risorse pubbliche importanti. Soldi utilizzati per stipendi, dirigenti, funzionari, partecipazioni a eventi, attivit\u00e0 di rappresentanza, campagne promozionali, pagine sui giornali e spot televisivi. Nazionali e locali. Non tutte le televisioni, naturalmente. Alcune. Scelte secondo criteri che, prima o poi, sarebbe interessante conoscere.<\/p>\n<p>Nel frattempo chi vive davvero di turismo continua a lavorare senza slogan e senza marketing territoriale da manuale universitario. Per molti non \u00e8 una voce nel curriculum o un incarico temporaneo. \u00c8 la propria vita. E allora una riflessione seria dovrebbero farla anche gli amministratori locali, da La Valle Agordina a Gosaldo. Perch\u00e9 qui non si sta discutendo di un acronimo o di un progetto di comunicazione. Qui si sta parlando del futuro economico di una valle. Le grandi industrie non sono eterne. Prima o poi cambiano, ridimensionano o se ne vanno. Il turismo invece potrebbe essere davvero il futuro di questa provincia \u2014 come gi\u00e0 accade nelle aree confinanti \u2014 se fosse costruito con visione, competenza e conoscenza reale del territorio. Non con comunicati stampa copia-incolla. E quindi la domanda finale, forse la pi\u00f9 semplice e la pi\u00f9 scomoda: chi governa la DMO conosce davvero questi territori? Perch\u00e9 se l\u2019Agordino diventa solo un nome su una mappa promozionale, allora non stiamo costruendo il futuro. Stiamo solo finanziando l\u2019ennesima operazione di immagine, degli altri.<\/p>\n<p>___<\/p>\n<p>____<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>** mirko mezzacasa &nbsp; Per anni si \u00e8 parlato della necessit\u00e0 di unire le forze per promuovere questa provincia dolomitica. 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