{"id":506107,"date":"2026-04-08T16:31:07","date_gmt":"2026-04-08T14:31:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=506107"},"modified":"2026-04-08T16:31:39","modified_gmt":"2026-04-08T14:31:39","slug":"506107-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/506107-2\/","title":{"rendered":"FUORIPISTA A PRIMAVERA, I CONSIGLI DELL&#8217;ESPERTO"},"content":{"rendered":"<p>**<\/p>\n<p><strong>Con la primavera la stagione dello scialpinismo entra in una delle sue fasi pi\u00f9 affascinanti: giornate lunghe, temperature pi\u00f9 miti e la possibilit\u00e0 di raggiungere quote pi\u00f9 elevate. Ma \u00e8 anche un periodo che richiede grande attenzione nella valutazione delle condizioni della neve e del terreno. Davide Spini, Istruttore Guida Alpina, spiega come affrontare questa fase della stagione, quali segnali osservare sul terreno e come prendere decisioni pi\u00f9 consapevoli nella scelta del tracciato e nella gestione del gruppo, evitando i falsi sensi di sicurezza che spesso si creano in montagna<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed.jpeg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1280\" data-large_image_height=\"960\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-506110\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/578b29ba-bb10-c3c3-0f82-1943d9a0b8ed.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La primavera \u00e8 iniziata. Come possiamo approcciare questa bellissima parte della stagione che porta gli scialpinisti alle quote pi\u00f9 alte, e a volte su itinerari pi\u00f9 complessi?<br \/>\nLa primavera \u00e8 probabilmente la stagione pi\u00f9 favorevole per lo scialpinismo, perch\u00e9 solitamente il manto nevoso tende a essere un po\u2019 pi\u00f9 stabile e le giornate sono pi\u00f9 lunghe. In questa stagione, infatti, il maggiore irraggiamento e le temperature pi\u00f9 miti portano generalmente a un pi\u00f9 rapido consolidamento del manto nevoso.<br \/>\nIl problema nivologico pi\u00f9 intuitivo per questa stagione \u00e8 quello legato alla neve bagnata, ma \u00e8 importante ricordare che non \u00e8 l\u2019unico e che varie situazioni si possono sovrapporre, creando scenari a volte difficili da interpretare.<br \/>\nInoltre, in questa stagione, in molte zone la base del manto nevoso pu\u00f2 essere ancora costituita da brina di profondit\u00e0, anche se ricoperta e resa meno facilmente sollecitabile dalle nevicate pi\u00f9 recenti, oppure in parte mascherata dalla presenza di una superficie dura trasformata sui versanti pi\u00f9 soleggiati. Oltre a questo, nel manto possono essere presenti altri strati deboli persistenti, come cristalli sfaccettati e brina di superficie sepolta. In alcuni casi si tratta di \u201cpericoli dormienti\u201d, a bassa probabilit\u00e0, ma dalle conseguenze potenzialmente molto gravi.<br \/>\nPer quanto riguarda gli itinerari pi\u00f9 complessi, \u00e8 importante pianificare adeguatamente le tempistiche, partendo presto e cercando di avere sempre un margine temporale per poter ammortizzare eventuali ritardi. Inoltre, sempre in riferimento alla problematica valanghiva, \u00e8 importante ricordare che anche piccole valanghe, in terreno ripido e complesso, possono avere conseguenze fatali, anche solo per problematiche di trascinamento.<\/p>\n<p><strong>Quali segnali sul terreno indicano la necessit\u00e0 di modificare il tracciato previsto?<\/strong><br \/>\nFacendo una classifica di importanza e facilit\u00e0 di interpretazione, la presenza di valanghe recenti \u2014 in particolare su pendii simili per esposizione e inclinazione a quelli che vorremmo percorrere \u2014 \u00e8 un evidente segnale di instabilit\u00e0.<br \/>\nAl secondo posto possiamo inserire i segnali di pericolo, come i rumori di assestamento, i cosiddetti \u201cwhumpf\u201d, e la propagazione di fessurazioni nel manto nevoso.<br \/>\nLa lista dei fattori da considerare \u00e8 poi lunga e prosegue con i test di stabilit\u00e0 e i profili del manto nevoso, ma la loro interpretazione richiede conoscenze decisamente pi\u00f9 approfondite, sia per capire se il punto prescelto \u00e8 significativo della situazione, sia per interpretarne correttamente i risultati.<br \/>\nCapire come un manto nevoso vari nel tempo, nelle esposizioni e alle diverse quote in funzione del meteo non \u00e8 sempre cos\u00ec intuitivo. Per arrivare a una previsione abbastanza affidabile, dobbiamo conoscere bene la situazione di partenza e avere una buona idea di come le diverse tipologie di neve evolvano con le condizioni meteo. \u00c8 un compito tutt\u2019altro che semplice, se non in alcuni casi palesemente evidenti.<\/p>\n<p><strong>I test di stabilit\u00e0, grazie ai social media, sembrano diventati un po\u2019 di moda: sono davvero cos\u00ec efficaci?<\/strong><br \/>\nCon i test di stabilit\u00e0 possiamo raccogliere informazioni importanti, che aiutano a completare il \u201cpuzzle\u201d del pericolo valanghe a scala locale. Tuttavia, \u00e8 necessario fare due importanti precisazioni.<br \/>\nLa prima \u00e8 che, se vogliamo fare test o osservare il manto nevoso, dobbiamo farlo in un punto sicuro e, al tempo stesso, rappresentativo del pendio che vogliamo percorrere: \u00e8 pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi.<br \/>\nLa seconda \u00e8 che il manto nevoso varia nello spazio e nel tempo. \u00c8 proprio questa variabilit\u00e0 spaziale che rende i test di stabilit\u00e0 talvolta discordanti rispetto alla situazione generale, soprattutto per problematiche di neve bagnata che variano velocemente nel tempo e nello spazio.<br \/>\nIndipendentemente dal test che facciamo, mi sento di dire che affidare la scelta di salire o scendere un pendio al mero risultato di un test \u00e8 una semplificazione molto molto pericolosa, soprattutto per utenti con poche conoscenze e ridotta esperienza.<\/p>\n<p><strong>La scelta del tracciato e la gestione del gruppo in salita e discesa come cambiano?<\/strong><br \/>\nIn salita siamo pi\u00f9 lenti, vulnerabili e dobbiamo anche raccogliere informazioni: \u00e8 proprio per questo che scegliamo generalmente una linea il pi\u00f9 possibile \u201csicura\u201d, percorrendo pendii meno ripidi e sfruttando dorsali e creste.<br \/>\nSi tratta di una scelta abbastanza intuitiva, ma molto importante, perch\u00e9 ci permette di sentire, e in parte testare, la neve che abbiamo sotto i piedi su inclinazioni o morfologie pi\u00f9 sicure.<br \/>\nA questo punto, se i feedback raccolti indicano una certa stabilit\u00e0, in discesa possiamo prenderci, con criterio, qualche pendio pi\u00f9 ripido. L\u2019importante \u00e8 rimanere disciplinati: proprio perch\u00e9 siamo pi\u00f9 veloci rispetto alla salita, possiamo tendere ad affrontare i pendii pi\u00f9 ripidi uno alla volta, da zona sicura a zona sicura.<br \/>\nIn questo modo riduciamo l\u2019esposizione al pericolo di essere travolti da una valanga ed, in caso di incidente, siamo meno vulnerabili perch\u00e9 il resto del gruppo pu\u00f2 intervenire in aiuto e, se necessario, allertare il 112.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo hanno esperienza e osservazione continua nella scelta della linea di salita e discesa?<\/strong><br \/>\nEsperienza e osservazione sono sicuramente due elementi fondamentali per la presa di decisione durante le escursioni.<br \/>\nIl problema \u00e8 che se un approccio basato sulla sola esperienza, fondato sul presupposto di \u201cimparare sbagliando\u201d, pu\u00f2 andare bene per imparare ad andare in bicicletta, nel mondo della neve fresca non va cos\u00ec bene, perch\u00e9 il primo \u201cerrore\u201d pu\u00f2 essere fatale.<br \/>\nInoltre, se costruiamo la nostra esperienza muovendoci spesso in territori a noi familiari, rischiamo di sviluppare un approccio \u201cabitudinario\u201d alla valutazione locale del pericolo e alla conseguente presa di decisione. Questa modalit\u00e0 pu\u00f2 non essere pi\u00f9 valida quando ci spostiamo in territori con caratteristiche diverse, oppure quando, sulle nostre montagne di casa, si presentano condizioni meteo insolite.<br \/>\nProprio in questo periodo di cambiamenti climatici, basarsi solo sullo storico delle proprie esperienze per prendere decisioni in condizioni anomale, \u00e8 una strategia che potrebbe rivelarsi pericolosa.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-scaled.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"2560\" data-large_image_height=\"1707\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-506109\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22b558bd-b293-99b2-77b8-87ecb8da8f1a-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La presenza di tracce e di altri gruppi sullo stesso itinerario pu\u00f2 influenzare i nostri processi decisionali in ambiente innevato: come possiamo ridurre questo bias per mantenere una valutazione autonoma e critica del rischio?<\/strong><br \/>\nSpesso in montagna la presenza di altre persone attorno a noi crea un senso di sicurezza generalmente ingiustificato, in particolar modo quando ci muoviamo su neve. Essere in tanti su un itinerario o su un pendio, oltre ad aumentare la probabilit\u00e0 di distacco di una valanga, crea una \u201cscorciatoia mentale\u201d che ci porta a pensare che, se molte persone compiono una certa azione, probabilmente non sia pericolosa.<br \/>\n\u00c8 quindi importante mantenere alta l\u2019attenzione e muoversi in maniera cauta e razionale, senza farsi troppo influenzare da ci\u00f2 che fanno gli altri, e, se necessario, optare per una meta alternativa.<br \/>\nUno spunto per essere pi\u00f9 indipendenti pu\u00f2 essere quello di porsi questa domanda: \u201cSe fossimo qui senza tracce, solo io e i miei compagni di escursione, cosa faremmo? Saremmo pi\u00f9 cauti e forse meno ottimisti? Percorreremmo questo pendio uno alla volta, o tutti insieme?\u201d<br \/>\nLa risposta potrebbe guidarci verso una valutazione pi\u00f9 razionale e un modo di procedere, probabilmente, pi\u00f9 cautelativo.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il consiglio pi\u00f9 importante per chi vuole migliorare la propria capacit\u00e0 di lettura del terreno in inverno?<\/strong><br \/>\nAbbinare pratica e conoscenza. Se in passato conoscere la neve poteva sembrare un argomento un po\u2019 accademico e noioso, oggi esistono molte pubblicazioni ben fatte e contenuti digitali interessanti e validi. L\u2019importante \u00e8 non affidarsi ai numerosi \u201cinfluencer della neve\u201d improvvisati.<br \/>\nInoltre, svolgere escursioni mirate su questi temi, ad esempio con le guide alpine, abbinando teoria e pratica, aiuta a sviluppare un buon metodo di valutazione dell\u2019ambiente invernale, basato su conoscenza, osservazione ed esperienze diverse.<br \/>\nSpesso, in ambito nivologico, pi\u00f9 si approfondisce e pi\u00f9 emergono nuovi punti di domanda. Abbandonare le certezze del principiante e accettare la complessit\u00e0 dell\u2019argomento \u00e8 indubbiamente il primo passo verso scelte realmente consapevoli.<\/p>\n<p><em>Photo 1 courtesy Christian-Cueni-unsplash<br \/>\nPhoto 2 Davide Spini<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>** Con la primavera la stagione dello scialpinismo entra in una delle sue fasi pi\u00f9 affascinanti: giornate lunghe, temperature pi\u00f9 miti e la possibilit\u00e0 di raggiungere quote pi\u00f9 elevate. Ma \u00e8 anche un periodo che richiede grande attenzione nella valutazione delle condizioni della neve e del terreno. 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