{"id":507691,"date":"2026-04-18T09:43:30","date_gmt":"2026-04-18T07:43:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=507691"},"modified":"2026-04-18T09:43:30","modified_gmt":"2026-04-18T07:43:30","slug":"tir-in-ginocchio-perche-senza-liquidita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/tir-in-ginocchio-perche-senza-liquidita\/","title":{"rendered":"TIR IN GINOCCHIO PERCHE\u2019 SENZA LIQUIDITA\u2019"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1084\" data-large_image_height=\"379\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-507692 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1-300x105.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1-300x105.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1-1024x358.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1-768x269.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q1.png 1084w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A fronte di oltre 6.500 imprese del settore dell\u2019autotrasporto presenti in Veneto, 700\/800 di queste attivit\u00e0 potrebbero essere costrette a chiudere entro la fine di quest\u2019anno<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019annuncio del fermo dell\u2019autotrasporto, arrivato ieri, \u00e8 solo l\u2019ultimo campanello d\u2019allarme di un settore in affanno, dove la protesta non \u00e8 pi\u00f9 episodica, ma il sintomo di una crisi profonda e persistente. E nei prossimi mesi, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Secondo le stime dell\u2019Ufficio studi della CGIA, infatti, un\u2019impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine dell\u2019anno, schiacciata da una crisi di liquidit\u00e0 sempre pi\u00f9 soffocante. Se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro al litro sino alla fine del 2026, non c\u2019\u00e8 speranza. Molti piccoli padroncini saranno costretti a gettare definitivamente la spugna.<br \/>\nI numeri sono impietosi: a fronte di oltre 6.500 imprese del settore dell\u2019autotrasporto presenti in Veneto, 700\/800 di queste attivit\u00e0 potrebbero essere costrette ad arrendersi entro la fine di quest\u2019anno, lasciando i propri automezzi fermi nei piazzali, come carcasse silenziose di un settore in affanno. Non si tratta solo di camion che si fermano, ma di un intero sistema che rischia di implodere, con ripercussioni a catena sull\u2019economia reale e sulla tenuta di tantissime di famiglie.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1115\" data-large_image_height=\"1390\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-507694 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2-241x300.png\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2-241x300.png 241w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2-821x1024.png 821w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2-768x957.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q2.png 1115w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/a>Perch\u00e9 il caro-gasolio mette in ginocchio l&#8217;autotrasporto<\/strong><br \/>\nPer chi osserva il mondo della logistica dall&#8217;esterno, l&#8217;aumento del prezzo del carburante alla pompa sembra un fastidio gestibile: un costo che si &#8220;ribalta&#8221; semplicemente sul cliente finale. Ma per un&#8217;impresa di autotrasporto, la realt\u00e0 \u00e8 radicalmente diversa. Non \u00e8 solo una questione di rincari, \u00e8 una crisi di sostenibilit\u00e0 finanziaria. In un&#8217;azienda di trasporto media, il gasolio rappresenta circa il 30 per cento dei costi operativi totali. Insieme al costo del personale, \u00e8 la voce di spesa pi\u00f9 pesante. Quando il prezzo del gasolio subisce impennate repentine, questo equilibrio si spezza istantaneamente. A differenza di altri settori produttivi, l&#8217;autotrasportatore opera spesso con contratti a lungo termine o tariffe fisse negoziate mesi prima. Se il carburante aumenta del 24 per cento come \u00e8 successo dall\u2019inizio del conflitto nel Golfo, questo costo extra viene assorbito interamente dal trasportatore.<\/p>\n<p><strong>Diesel: il rincaro boom del prezzo alla pompa<\/strong><br \/>\nIl prezzo del diesel alla pompa in modalit\u00e0 self oggi \u00e8 mediamente pari a 2,135 euro al litro. Nonostante il taglio delle accise deciso dal governo Meloni e prorogato fino al prossimo inizio di maggio, rispetto all\u2019inizio della guerra nel Golfo l\u2019incremento di prezzo \u00e8 stato del 24 per cento (+0,415 euro al litro). Ma se il confronto lo facciamo con il 31 dicembre scorso, il rincaro \u00e8 stato addirittura del 30,6 per cento (+0,50 euro al litro). Considerato che un serbatoio di un mezzo pesante contiene circa 500 litri di gasolio, oggi ad un autotrasportatore fare il pieno al proprio Tir costa 1.067 euro, 207 euro in pi\u00f9 rispetto ad un mese e mezzo fa e 250 euro in pi\u00f9 se la comparazione viene eseguita con la fine dell\u2019anno scorso (vedi Tab. 1). Ipotizzando che il prezzo del diesel odierno rappresenti il dato medio del 2026, quest\u2019anno per rifornire un mezzo pesante il proprietario dovrebbe spendere 76.860 euro, praticamente quasi 17.500 euro in pi\u00f9 di quanto ha speso nel 2025.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1118\" data-large_image_height=\"639\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-507693 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3-300x171.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3-300x171.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3-1024x585.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3-768x439.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/q3.png 1118w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il problema del &#8220;cash flow&#8221; e l&#8217;effetto asimmetrico<\/strong><br \/>\nTuttavia, il vero killer silenzioso non \u00e8 solo il prezzo del diesel in s\u00e9, ma lo sfasamento temporale tra pagamenti e incassi:<br \/>\npagamento immediato: il gasolio si paga alla pompa o con fatture a brevissimo termine (settimanali o quindicinali);<br \/>\nincasso differito: le fatture per i servizi di trasporto vengono pagate agli autotrasportatori a 60, 90 o addirittura 120 giorni.<br \/>\nQuesto crea una &#8220;fame di liquidit\u00e0&#8221; letale. L&#8217;autotrasportatore si ritrova ad anticipare cifre enormi per permettere ai camion di viaggiare, sperando di recuperare quei soldi mesi dopo. Se il capitale circolante non \u00e8 solido, l&#8217;azienda si ferma non per mancanza di lavoro, ma per l&#8217;impossibilit\u00e0 fisica di riempire il serbatoio.<br \/>\nEsistono meccanismi di protezione, come il cosiddetto fuel surcharge, che permette di adeguare le tariffe in base alle variazioni del prezzo del gasolio rilevate dal Ministero. Tuttavia, l&#8217;applicazione non \u00e8 automatica n\u00e9 universale:<br \/>\npotere contrattuale. I piccoli padroncini faticano a imporre l&#8217;adeguamento ai grandi committenti;<br \/>\nritardo normativo. Spesso l&#8217;adeguamento scatta con un ritardo temporale rispetto alla fiammata dei prezzi, lasciando il trasportatore scoperto nel momento di massima crisi.<\/p>\n<p><strong>La &#8220;beffa&#8221; del taglio delle accise<\/strong><br \/>\nLe difficolt\u00e0 degli autotrasportatori non si esauriscono nella fiammata del prezzo del gasolio; il nodo centrale \u00e8 una strategia politica che, nei fatti, finisce per penalizzare la categoria anzich\u00e9 sostenerla. Il riferimento critico va alle misure adottate dal Governo negli ultimi mesi. Se da un lato \u00e8 stato introdotto il taglio delle accise, dall\u2019altro \u00e8 rimasto al palo il promesso credito d\u2019imposta a favore delle imprese di trasporto: un provvedimento che, ad oggi, esiste solo sulla carta e interesser\u00e0 solo una piccola parte (circa il 22 per cento) dei mezzi di trasporto merci in circolazione. Paradossalmente, proprio il taglio delle accise \u2014 presentato come un sollievo immediato \u2014 si \u00e8 rivelato un autentico boomerang. Per legge, infatti, gli autotrasportatori beneficiano di un rimborso sulle accise pagate sul gasolio professionale. Nel momento in cui il Governo riduce temporaneamente l\u2019imposta per tutti i consumatori, quella stessa riduzione viene decurtata dal rimborso spettante alla categoria. In sintesi: lo sconto alla pompa neutralizza il vantaggio fiscale specifico. Se a questo aggiungiamo che il mercato ha rapidamente assorbito il taglio, vanificando l&#8217;effetto sul prezzo finale, il quadro \u00e8 completo: gli autotrasportatori perdono il rimborso senza ottenere un calo strutturale dei costi. Una beffa in piena regola.<\/p>\n<p><strong>Committenti inadempienti<\/strong><br \/>\nA complicare lo scenario si aggiunge l\u2019atteggiamento di molti committenti. Numerosi vettori, specialmente i pi\u00f9 piccoli, stanno ricevendo comunicazioni dai propri committenti in cui viene contestata l\u2019applicazione della clausola di fuel surcharge.<br \/>\nQuesta clausola contrattuale dovrebbe garantire l\u2019adeguamento automatico delle tariffe quando il prezzo del gasolio oscilla oltre il 2 per cento rispetto ai valori di riferimento. Eppure, la realt\u00e0 odierna racconta una storia diversa: da un lato c&#8217;\u00e8 qualche committente che nega tout court l\u2019adeguamento e, dall&#8217;altro, chi lo riconosce solo parzialmente, scorporando arbitrariamente la quota corrispondente al taglio delle accise introdotte dal Governo.<\/p>\n<p><strong>In 10 anni in Veneto perse oltre 2mila ditte<\/strong><br \/>\nCome dicevamo pi\u00f9 sopra, le difficolt\u00e0 del settore vengono da lontano. Negli ultimi 10 anni, infatti, lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Veneto \u00e8 diminuito di 2.142 unit\u00e0. Se nel 2015 erano 8.808, nel 2025 sono scese a 6.666 (-24,3 per cento), due punti percentuali in pi\u00f9 della media nazionale (-22,2). A livello regionale le situazioni pi\u00f9 critiche si sono verificate in Valle d\u2019Aosta con una contrazione del 34,1 per cento (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 per cento (-1.062), nel Lazio del 32,5 per cento (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 per cento (-449) e in Sardegna del 30,2 per cento (-722). Per contro, l\u2019unica regione che pu\u00f2 contare su un saldo positivo \u00e8 il Trentino Alto Adige con il +12,1 per cento (+165) (vedi Tab. 2). Sicuramente le crisi economiche che si sono succedute in questo periodo hanno contribuito in misura determinante a ridurre la platea delle imprese di questo settore. Senza contare che soprattutto nel Triveneto si \u00e8 fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare di quelli provenienti dai paesi dell\u2019Europa dell\u2019est. Tuttavia, un contributo importante a questo ridimensionamento \u00e8 ascrivibile anche all\u2019elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando, in particolare, una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari. Un cambiamento non del tutto negativo. Anzi. Grazie agli effetti delle crisi e a questi processi di unione aziendale, la dimensione media delle imprese \u00e8 aumentata e, conseguentemente, \u00e8 cresciuto anche il livello di produttivit\u00e0 dell\u2019intero sistema logistico.<\/p>\n<p><strong>A Verona il maggior numero di imprese. A Belluno, invece, la moria pi\u00f9 importante<\/strong><br \/>\nSempre nel 2025, la realt\u00e0 provinciale italiana dove si conta il maggior numero di imprese del settore dell\u2019autotrasporto \u00e8 Napoli con 3.984 attivit\u00e0. Seguono Milano con 3.102 e Roma con 2.854. In Veneto \u00e8 Verona a registrare il numero di ditte pi\u00f9 elevato pari a 1.573 unit\u00e0. Seguono Padova con 1.504 e Treviso con 1.094. Rispetto a 10 anni fa, invece, \u00e8 Belluno ad aver registrato la contrazione pi\u00f9 elevata pari a -34 per cento (-73 imprese). Seguono Treviso con il -30 per cento (-468), Rovigo con il -28,9 (-155) e Venezia con il -28,7 (-354) (vedi Tab. 3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fronte di oltre 6.500 imprese del settore dell\u2019autotrasporto presenti in Veneto, 700\/800 di queste attivit\u00e0 potrebbero essere costrette a chiudere entro la fine di quest\u2019anno L\u2019annuncio del fermo dell\u2019autotrasporto, arrivato ieri, \u00e8 solo l\u2019ultimo campanello d\u2019allarme di un settore in affanno, dove la protesta non \u00e8 pi\u00f9 episodica, ma il sintomo di una crisi&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":507695,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-507691","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/2150163696.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=507691"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507691\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":507696,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/507691\/revisions\/507696"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/507695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=507691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=507691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=507691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}