{"id":509879,"date":"2026-05-02T08:41:50","date_gmt":"2026-05-02T06:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=509879"},"modified":"2026-05-02T08:41:50","modified_gmt":"2026-05-02T06:41:50","slug":"nel-ponte-del-1-maggio-lavorano-quasi-280-mila-veneti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-ponte-del-1-maggio-lavorano-quasi-280-mila-veneti\/","title":{"rendered":"NEL PONTE DEL 1\u00b0 MAGGIO LAVORANO QUASI 280 MILA VENETI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1173\" data-large_image_height=\"1275\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-509880 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1-276x300.png\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1-276x300.png 276w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1-942x1024.png 942w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1-768x835.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m1.png 1173w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a>Il ponte del primo maggio si conferma per gli operatori turistici uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi della primavera: secondo le stime, infatti, quest\u2019anno saranno oltre 500.000 i veneti pronti a ritagliarsi qualche giorno di svago tra mare, montagna e citt\u00e0 d\u2019arte.<br \/>\nMa non per tutti sar\u00e0 tempo di vacanza. Se c\u2019\u00e8 una parte del Paese che si sposta e si rilassa, ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra che continua a lavorare per garantire servizi essenziali e attivit\u00e0 che non possono fermarsi. Secondo un\u2019elaborazione dell\u2019Ufficio studi CGIA su dati Istat, in questo primo fine settimana di maggio si stima che saranno quasi 280.000 gli addetti veneti che dovranno comunque presentarsi sul posto di lavoro.<br \/>\nSi tratta di una platea ampia e trasversale, che comprende chi \u00e8 impiegato nei settori del turismo e dell\u2019accoglienza, dell\u2019informazione, dell\u2019intrattenimento, dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento, ma anche nel commercio, nei pubblici esercizi, nei trasporti e nella sanit\u00e0. Senza dimenticare chi opera nell\u2019industria a ciclo continuo e nei comparti della sicurezza e dell\u2019ordine pubblico. In altre parole, mentre una parte del Paese si ferma, un\u2019altra continua a muoversi per far s\u00ec che tutto il resto possa funzionare.<br \/>\nSardegna, Lazio e Molise le regioni con pi\u00f9 occupati nei giorni di festa<br \/>\nDei quasi 3,5 milioni di dipendenti che in Italia lavorano anche durante le feste comandate, la regione che in termini assoluti ne conta di pi\u00f9 \u00e8 la Lombardia con 567.700 unit\u00e0. Seguono il Lazio con 446.400, il Veneto con 278.600 e il Piemonte\/Valle d\u2019Aosta con 272.200. Se, invece, rapportiamo il dato di chi lavora durante le feste sul totale dipendenti, le regioni che presentano l\u2019incidenza pi\u00f9 elevata sono la Sardegna con il 25,2 per cento, il Lazio con il 23,2 e il Molise con 22,6. Il Veneto \u00e8 al terzultimo posto a livello nazionale con un numero di lavoratori, come dicevamo pi\u00f9 sopra, pari a 278.600 (15,6 per cento del totale). Secondo la CGIA, questi risultati sono ascrivibili al fatto che rispetto al totale dei dipendenti, quelli del settore alberghi\/ristoranti, commercio e trasporti hanno nelle regioni che guidano la graduatoria nazionale una consistenza percentuale molto elevata, poich\u00e8, a differenza di altri territori anch\u2019essi ad alta vocazione turistica &#8211; come il Veneto, la Lombardia e l\u2019Emilia Romagna \u2013 il peso degli occupati nel settore manifatturiero \u00e8 molto contenuto (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"652\" data-large_image_height=\"1313\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-509881 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m2-149x300.png\" alt=\"\" width=\"149\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m2-149x300.png 149w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m2-508x1024.png 508w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/m2.png 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 149px) 100vw, 149px\" \/><\/a>In UE siamo tra gli ultimi<\/strong><br \/>\nRispetto agli altri paesi europei, l\u2019Italia si posiziona nella parte bassa della classifica tra chi lavora durante le festivit\u00e0. Se, in riferimento ai lavoratori dipendenti, nel 2025 la media dell\u2019UE a 27 \u00e8 stata del 20,3 per cento \u2013 con picchi del 38,4 nei Paesi Bassi, 36 a Malta e 33,6 in in Danimarca &#8211; da noi la percentuale si \u00e8 attestata al 17,8 per cento (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p>La lista delle professioni in servizio in questo weekend<br \/>\nLa CGIA, infine, ha stilato l\u2019elenco delle principali professioni che da sempre lavorano anche nei giorni festivi; pertanto, molti di loro saranno in servizio in questo fine settimana. Esso \u00e8 costituito da: addetti ai musei\/cinema\/teatri\/mostre\/stadi\/concerti e spettacoli vari, addetti al soccorso stradale, addetti alla gastronomia, addetti alla sicurezza privata, addetti alle imprese funebri, Agenti penitenziari, agricoltori, albergatori, allevatori di bestiame, ambulanti, animatori turistici, ascensoristi, atleti professionisti, autisti, autonoleggiatori con conducente, autotrasportatori, badanti, banconieri, baristi, barman, benzinai, camerieri, cassieri, Carabinieri, casellanti, chef, colf, commessi, commercianti, cuochi, disc-jockey, edicolanti, farmacisti, ferrovieri, finanzieri, fioristi, fotografi, fotoreporter, gelatai, giornalisti, guide turistiche, infermieri, magazzinieri, manutentori di impianti di riscaldamento\/raffreddamento, marinai, medici, musicisti, negozianti, operai su impianti industriali a ciclo continuo, operatori ecologici, operatori radio-Tv, panificatori, pasticceri, pescatori, piloti\/assistenti\/controllori di volo-personale di terra delle compagnie aeree, pizzaioli, poliziotti, portuali, ristoratori, tour operator, tabaccai, taxisti, tramvieri, vigilantes, Vigili del fuoco e Vigili urbani.<\/p>\n<p><strong>Il costo invisibile<\/strong><br \/>\nMentre per molti le festivit\u00e0 rappresentano una pausa, un momento di ritrovo e di recupero delle forze fisiche e mentali, per una parte importante di lavoratori italiani sono giornate come le altre. Anzi, spesso pi\u00f9 pesanti. Il lavoro nei giorni festivi \u00e8 diventato una componente strutturale di interi settori \u2014 dal commercio alla sanit\u00e0, dalla logistica al turismo \u2014 ma il suo impatto sulla vita dei lavoratori \u2013 siano essi autonomi o dipendenti &#8211; resta un tema troppo spesso sottovalutato. Il primo effetto \u00e8 quello pi\u00f9 evidente: la sottrazione del tempo familiare. Le festivit\u00e0 non sono solo giorni segnati i \u201crosso\u201d sul calendario, ma momenti condivisi, in cui la societ\u00e0 si ferma e le relazioni si rafforzano. Lavorare in queste giornate significa rinunciare a pranzi, incontri e tradizioni, con un costo relazionale che si accumula nel tempo. Ma il problema non \u00e8 solo affettivo. C\u2019\u00e8 anche una dimensione sociale pi\u00f9 ampia. Chi lavora nei festivi vive una sorta di disallineamento rispetto al resto della comunit\u00e0: i giorni di riposo non coincidono con quelli degli altri, rendendo pi\u00f9 difficile coltivare amicizie, partecipare alla vita sociale o semplicemente organizzare il proprio tempo libero. \u00c8 un isolamento silenzioso, che incide sulla qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nCerto, ci sono ambiti in cui lavorare nei festivi \u00e8 inevitabile. Ospedali, servizi di emergenza, sicurezza, informazione, trasporti e attivit\u00e0 legate al turismo\/ristorazione non possono fermarsi. Ma proprio per questo, il tema non pu\u00f2 essere liquidato come una semplice esigenza organizzativa: richiede una gestione attenta, che tenga conto del sacrificio richiesto ai lavoratori dipendenti e autonomi. Il punto, allora, non \u00e8 stabilire se si debba lavorare nei festivi, ma come farlo. Turnazioni equilibrate, incentivi adeguati e un riconoscimento reale del disagio possono fare la differenza. Perch\u00e9 lavorare quando gli altri si fermano non \u00e8 solo una questione di orario: \u00e8 una condizione che incide profondamente sulla vita delle persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ponte del primo maggio si conferma per gli operatori turistici uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi della primavera: secondo le stime, infatti, quest\u2019anno saranno oltre 500.000 i veneti pronti a ritagliarsi qualche giorno di svago tra mare, montagna e citt\u00e0 d\u2019arte. Ma non per tutti sar\u00e0 tempo di vacanza. 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