{"id":510959,"date":"2026-05-09T08:44:52","date_gmt":"2026-05-09T06:44:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=510959"},"modified":"2026-05-09T08:44:52","modified_gmt":"2026-05-09T06:44:52","slug":"i-rincari-di-benzina-gasolio-luce-e-gas-costano-ai-veneti-quasi-3-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-rincari-di-benzina-gasolio-luce-e-gas-costano-ai-veneti-quasi-3-miliardi\/","title":{"rendered":"I RINCARI DI BENZINA, GASOLIO, LUCE E GAS COSTANO AI VENETI QUASI 3 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p>Dopo lo shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico, l\u2019Ufficio studi della CGIA stima in quasi 3 miliardi di euro il conto che famiglie e imprese venete dovranno sostenere quest\u2019anno per far fronte ai rincari di luce, gas e carburanti. La \u201cfetta\u201d pi\u00f9 pesante riguarda benzina e diesel, con quasi 1,3 miliardi di extra costi (+20,6 per cento rispetto al 2015), seguiti da poco pi\u00f9 di 1 miliardo per l\u2019energia elettrica (+12,8 per cento) e 611 milioni per il gas (+14,7 per cento). Un impatto economico che rischia di mettere in forte difficolt\u00e0 sia le famiglie pi\u00f9 vulnerabili economicamente sia le imprese con poca liquidit\u00e0.<br \/>\n<strong>Rincari boom in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto<\/strong><br \/>\nA livello territoriale, le famiglie e le imprese pi\u00f9 colpite saranno quelle della Lombardia, dove i rincari energetici peseranno per 5,4 miliardi di euro, pari a un aumento del 15,1 per cento rispetto al 2025. Seguono l\u2019Emilia-Romagna con +3 miliardi (+16,1 per cento) e il Veneto, come dicevamo pi\u00f9 sopra, con quasi +3 miliardi (+15,8 cento). A pagare il conto pi\u00f9 salato saranno dunque le regioni pi\u00f9 popolose e con la maggiore concentrazione di attivit\u00e0 manifatturiere e commerciali, ovvero i principali motori produttivi del Paese (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Spesa carburanti + 1,2 miliardi<\/strong><br \/>\nCon i prezzi alla pompa di diesel e benzina che nell\u2019ultima settimana si sono attestati entrambi attorno ai 2 euro al litro (vedi Graf.1 e Graf.2), l\u2019Ufficio studi della CGIA stima per il 2026 un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento. A livello territoriale, i rincari pi\u00f9 marcati in termini percentuali si registrerebbero in Basilicata, dove l\u2019aumento raggiungerebbe il 21,6 per cento (+118 milioni di euro). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 per cento: nel primo caso l\u2019impatto economico \u00e8 stimato in circa 1 miliardo di euro, nel secondo in 837 milioni. Nel Veneto il prelievo aggiuntivo \u00e8 stimato in 1,2 miliardi di euro (vedi Tab. 2). Un quadro che evidenzia come l\u2019andamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno.<\/p>\n<p><strong>Per le bollette della luce un aggravio da un miliardo<\/strong><br \/>\nPer l\u2019anno in corso gli aumenti delle bollette dell\u2019energia elettrica dovrebbero toccare i 10,2 miliardi di euro (+12,9 per cento). In termini assoluti, l\u2019aggravio pi\u00f9 importante dovrebbe colpire la Lombardia con 2,2 miliardi. Seguono il Veneto con poco pi\u00f9 di un miliardo e l\u2019Emilia Romagna con 967 milioni di euro (vedi Tab. 3).<\/p>\n<p><strong>Per il gas un extra costo da 611 milioni<\/strong><br \/>\nDalle bollette del gas \u00e8 previsto un prelievo aggiuntivo a livello nazionale di 5 miliardi (+14,6 per cento rispetto al 2025). Sempre in valore assoluto, la Lombardia dovrebbe subire un costo addizionale di 1,2 miliardi. Seguono sempre l\u2019Emilia Romagna con +710 milioni e il Veneto con +611 milioni (vedi Tab. 4).<\/p>\n<p><strong>\u201cDecreto Bollette\u201d e taglio accise sono insufficienti<\/strong><br \/>\nPur riconoscendo la tempestivit\u00e0 con cui \u00e8 intervenuto il Governo Meloni per mitigare i rincari di luce, gas, benzina e diesel, le misure introdotte fino adesso appaiono insufficienti per sterilizzare gli effetti dello choc energetico in corso. Il cosiddetto \u201cDecreto Bollette\u201d, approvato definitivamente nelle settimane scorse dal Parlamento, contiene una serie di provvedimenti pensate per ridurre l\u2019impatto del caro energia su famiglie e imprese. Tale misura vale circa 5 miliardi di euro: cifra sicuramente importante, ma inadeguata a frenare l\u2019onda lunga dei rincari delle bollette che arriveranno nei prossimi mesi agli italiani.<br \/>\n<strong>Tra le principali novit\u00e0 segnaliamo:<\/strong><br \/>\nun contributo straordinario fino a 115 euro in bolletta elettrica per le famiglie economicamente pi\u00f9 fragili, che si aggiunge al bonus sociale gi\u00e0 esistente;<br \/>\nampliamento della platea dei beneficiari grazie a soglie ISEE pi\u00f9 elevate;<br \/>\nriduzione degli oneri generali di sistema che pesano sulle bollette delle imprese;<br \/>\nproroga delle tutele per utenti vulnerabili nel passaggio al mercato libero dell\u2019energia;<br \/>\nnuove norme contro il telemarketing aggressivo nel settore energetico;<br \/>\nmisure per favorire contratti energetici a lungo termine e stabilizzare il prezzo dell\u2019energia;<br \/>\ninterventi per sostenere rinnovabili, teleriscaldamento e sistemi energetici pi\u00f9 efficienti.)<\/p>\n<p>Per le imprese, inoltre, il decreto punta soprattutto a ridurre il peso degli oneri energetici e a contenere la volatilit\u00e0 dei prezzi, con particolare attenzione alle aziende energivore e alle PMI. Sul fronte dei carburanti, dal 19 marzo scorso il Governo ha introdotto il taglio delle accise sia sulla benzina sia sul diesel di 20 centesimi al litro. Dal 2 maggio la contrazione \u00e8 scesa a 5 centesimi al litro per la benzina, mentre \u00e8 rimasta la stessa per il gasolio. Il costo per le casse dello Stato \u00e8 di circa un miliardo di euro al mese e, salvo nuove proroghe, il provvedimento \u00e8 destinato a scadere il prossimo 22 maggio.<\/p>\n<p><strong>Deve intervenire l\u2019UE<\/strong><br \/>\nL\u2019Unione Europea appare la grande assente su questa questione. La CGIA non ha dubbi: Bruxelles deve consentire \u2013 e coordinare \u2013 gli interventi degli Stati membri per mitigare i rincari di carburanti ed energia per tre ragioni fondamentali: stabilit\u00e0 macroeconomica, coesione sociale e funzionamento del mercato interno. In primo luogo, gli shock energetici rappresentano tipici traumi riconducibili all\u2019offerta, con effetti molto regressivi. L\u2019aumento dei prezzi di carburanti, luce e gas si trasmette rapidamente ai costi di produzione e ai prezzi finali, alimentando inflazione da costi e comprimendo i redditi reali. In assenza di intervento, la politica monetaria restrittiva diventa l\u2019unico strumento di risposta, con effetti recessivi sproporzionati. Consentire agli Stati di sterilizzare questi rincari (tramite riduzioni fiscali, sussidi mirati o meccanismi di compensazione) aiuta a spezzare la trasmissione inflazionistica senza deprimere la domanda aggregata. In secondo luogo, vi \u00e8 una questione di equit\u00e0 e stabilit\u00e0 sociale. L\u2019energia \u00e8 un bene essenziale e la sua incidenza sul reddito \u00e8 maggiore per le famiglie a basso e medio reddito. Senza correttivi, si ampliano disuguaglianze e rischio di povert\u00e0 energetica, con conseguenze anche politiche. Un intervento coordinato a livello UE evita risposte frammentate e disomogenee che potrebbero accentuare divergenze tra Paesi. Infine, il mercato interno richiede condizioni di concorrenza eque. Differenze marcate nei prezzi energetici, dovute a capacit\u00e0 fiscali nazionali divergenti, distorcono la competitivit\u00e0 tra imprese europee. Una cornice europea che autorizzi e armonizzi interventi nazionali (anche tramite flessibilit\u00e0 sugli aiuti di Stato e regole fiscali) riduce tali distorsioni e preserva le condizioni di parit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Gli interventi auspicati<\/strong><br \/>\nOltre a un provvedimento strutturale che, nell\u2019arco di 5-7 anni, acceleri la transizione energetica riducendo la dipendenza dalle fonti fossili, serve sospendere temporaneamente il Patto di Stabilit\u00e0, permettendo ai Paesi membri di contenere il caro energia senza impatti sul rapporto deficit\/Pil. Allo stesso tempo, come gi\u00e0 avvenuto nel 2022-2023, Bruxelles dovrebbe autorizzare il taglio dell\u2019Iva sulle bollette, introdurre un tetto al prezzo del gas per arginarne la volatilit\u00e0 e prevedere un contributo di solidariet\u00e0 sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell\u2019energia che in questo momento stanno realizzando utili spaventosi. Resta infine sul tavolo una misura molto discussa, ma mai realmente attuata: il disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica, ritenuto sempre pi\u00f9 necessario per ridurre l\u2019esposizione del mercato a choc cos\u00ec violenti. Senza una \u201ccopertura\u201d dell\u2019UE, le misure di sterilizzazione degli aumenti dei prodotti energetici prese dai singoli Stati risultano essere poco incisive e del tutto insufficienti.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-510959 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover rollover-zoom dt-pswp-item\" title=\"b1\" data-dt-img-description=\"\" 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