{"id":513363,"date":"2026-05-23T15:12:56","date_gmt":"2026-05-23T13:12:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=513363"},"modified":"2026-05-23T15:12:56","modified_gmt":"2026-05-23T13:12:56","slug":"tir-veneti-da-inizio-crisi-il-gasolio-e-costato-180-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/tir-veneti-da-inizio-crisi-il-gasolio-e-costato-180-milioni\/","title":{"rendered":"TIR VENETI: DA INIZIO CRISI IL GASOLIO E\u2019 COSTATO 180 MILIONI"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1089\" data-large_image_height=\"1545\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-513364 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1-211x300.png\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1-211x300.png 211w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1-722x1024.png 722w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1-768x1090.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1-1083x1536.png 1083w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas1.png 1089w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>Salta il fermo che da luned\u00ec avrebbe interessato potenzialmente 65 mila mezzi pesanti immatricolati in Veneto. Belluno, Treviso e Rovigo le province dove le aziende dell\u2019autotrasporto sono pi\u00f9 in crisi<\/strong><\/p>\n<p>Accordo raggiunto sul filo di lana tra il Governo e gli autotrasportatori. Nell\u2019incontro di ieri sera, l\u2019Esecutivo ha messo sul tavolo un pacchetto di misure per alleggerire i costi che gravano sul settore \u2013 dal caro carburanti agli oneri operativi \u2013 mentre le associazioni datoriali hanno deciso di revocare il fermo nazionale dei Tir, inizialmente previsto da luned\u00ec 24 sino a venerd\u00ec 29 maggio. Una mobilitazione che avrebbe avuto effetti pesanti sull\u2019intero sistema economico, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sull\u2019approvvigionamento di beni essenziali. Uno scenario che, alla fine, \u00e8 stato scongiurato grazie a una mediazione arrivata nelle ultime ore utili. A prevalere \u00e8 stato il senso di responsabilit\u00e0 delle parti in causa. Il confronto, pur serrato, ha consentito di individuare un punto di equilibrio e di evitare uno scontro che avrebbe avuto costi elevati per il Paese. Ancora una volta, il dialogo si \u00e8 rivelato lo strumento pi\u00f9 efficace per disinnescare una crisi annunciata.<\/p>\n<p><strong>Dopo 3 mesi di crisi, il caro gasolio \u00e8 costato all\u2019autotrasporto della nostra regione 180 milioni<\/strong><br \/>\nA quasi tre mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo, l\u2019Ufficio studi della CGIA segnala che il prezzo del diesel alla pompa, impennatosi con il conflitto, \u00e8 salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro: un aumento del 18,5 per cento. Nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo scorso, nelle prime dodici settimane di crisi, l\u2019autotrasporto merci ha sostenuto un extra costo che, secondo una stima degli artigiani mestrini, si aggirerebbe attorno a 2,1 miliardi di euro. Per gli autotrasportatori veneti il rincaro subito dovrebbe aggirarsi attorno ai 180 milioni di euro. Una vera stangata.<\/p>\n<p><strong>Scongiurato il fermo di 65mila mezzi pesanti veneti<\/strong><br \/>\nSe l\u2019incontro di ieri sera non fosse andato a buon fine, da luned\u00ec quasi 65mila mezzi pesanti veneti \u2014 o comunque la stragrande maggioranza \u2014 sarebbero rimasti fermi nei piazzali. Fortunatamente questo scenario \u00e8 stato scongiurato, evitando il rischio di ritrovarci, nel giro di pochi giorni, con scaffali dei supermercati vuoti, consegne bloccate e aree di servizio senza carburante. In Italia il parco <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1109\" data-large_image_height=\"1388\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-513366 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-240x300.png\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-240x300.png 240w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-818x1024.png 818w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-768x961.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2.png 1109w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>circolante conta quasi 741.500 mezzi pesanti (con massa superiore a 3,5 tonnellate). La ripartizione geografica con il pi\u00f9 alto numero di immatricolazioni \u00e8 il Mezzogiorno con 318.665 unit\u00e0, seguono il Nord-Ovest con 151.557, il Nord-Est con 147.288 e il Centro con 122.912. A livello regionale, la maggiore concentrazione si registra in Lombardia (91.460 veicoli), seguita da Campania (89.230), Sicilia (82.355) e Veneto (64.839) (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p><strong>Il problema del &#8220;cash flow&#8221; e l&#8217;effetto asimmetrico<\/strong><br \/>\nTuttavia, il vero killer silenzioso dell\u2019autotrasporto non \u00e8 solo il prezzo del diesel in s\u00e9, ma lo sfasamento temporale tra pagamenti e incassi:<br \/>\npagamento immediato: il gasolio si paga alla pompa o con fatture a brevissimo termine (settimanali o quindicinali);<br \/>\nincasso differito: le fatture per i servizi di trasporto vengono pagate agli autotrasportatori a 60, 90 o addirittura 120 giorni.<br \/>\nQuesto crea una &#8220;fame di liquidit\u00e0&#8221; letale. L&#8217;autotrasportatore si ritrova ad anticipare cifre enormi per permettere ai camion di viaggiare, sperando di recuperare quei soldi mesi dopo. Se il capitale circolante non \u00e8 solido, l&#8217;azienda si ferma non per mancanza di lavoro, ma per l&#8217;impossibilit\u00e0 fisica di riempire il serbatoio.<br \/>\nEsistono meccanismi di protezione, come il cosiddetto fuel surcharge, che permette di adeguare le tariffe in base alle variazioni del prezzo del gasolio rilevate dal Ministero. Tuttavia, l&#8217;applicazione non \u00e8 automatica n\u00e9 universale, poich\u00e9:<br \/>\ni piccoli padroncini faticano a imporre l&#8217;adeguamento ai grandi committenti;<br \/>\nspesso l&#8217;adeguamento scatta con un ritardo temporale rispetto alla fiammata dei prezzi, lasciando il trasportatore scoperto nel momento di massima crisi.<\/p>\n<p><strong>Preoccupano anche i ritardi dei pagamenti<\/strong><br \/>\nIl panorama attuale del settore dell\u2019autotrasporto di merci appare estremamente critico: ai pesanti rincari si sommano infatti fragilit\u00e0 strutturali storiche, prima fra tutte l\u2019annosa questione dei ritardi nei pagamenti. Per arginare questa prassi, purtroppo trasversale all&#8217;intero sistema produttivo italiano, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti \u00e8 intervenuto lo scorso ottobre con una circolare perentoria. Il provvedimento richiama i committenti al rispetto dei termini di pagamento, prevedendo sanzioni severe \u2014 fino al 10 per cento del fatturato annuo \u2014 irrogate dall\u2019Antitrust (AGCM). In definitiva, la morsa tra l\u2019impennata dei costi del carburante e la carenza di liquidit\u00e0 sta minando la stabilit\u00e0 finanziaria di numerose imprese di autotrasporto.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1109\" data-large_image_height=\"1388\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-513366 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-240x300.png\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-240x300.png 240w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-818x1024.png 818w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2-768x961.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/gas2.png 1109w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Gli effetti della crisi di liquidit\u00e0<\/strong><br \/>\nL\u2019autotrasporto funziona con costi immediati e ricavi differiti. Il gasolio, i pedaggi autostradali, la manutenzione dei mezzi, le assicurazioni e il personale devono essere pagati subito o a brevissimo termine. Al contrario, i tempi di incasso delle fatture possono arrivare anche a 90 o addirittura 120 giorni, soprattutto nei rapporti con grandi committenti o nella filiera logistica pi\u00f9 complessa. Quando la liquidit\u00e0 si riduce, anche a causa di ritardi nei pagamenti o dell\u2019aumento improvviso dei costi del carburante, il margine di manovra si azzera rapidamente. L\u2019autotrasportatore si trova costretto a scegliere tra sostenere le spese operative o rinunciare a nuove commesse. In molti casi, senza accesso a credito bancario immediato o a linee di finanziamento flessibili, l\u2019impresa non riesce pi\u00f9 a sostenere il ciclo economico. Un ulteriore fattore di fragilit\u00e0 \u00e8 la bassa marginalit\u00e0 media del settore. Anche piccoli shock \u2013 un aumento del diesel, un guasto meccanico importante o un ritardo nei pagamenti \u2013 possono erodere completamente il margine operativo. Infine, va considerato che il settore \u00e8 altamente competitivo e frammentato. Questo limita la capacit\u00e0 di trasferire i costi ai clienti. Di conseguenza, la crisi di liquidit\u00e0 non \u00e8 solo un problema temporaneo, ma pu\u00f2 rapidamente trasformarsi in una insolvenza strutturale.<\/p>\n<p><strong>In 10 anni in Veneto perse oltre 2mila ditte<\/strong><br \/>\nCome dicevamo pi\u00f9 sopra, le difficolt\u00e0 del settore vengono da lontano. Negli ultimi 10 anni, infatti, lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Veneto \u00e8 diminuito di 2.142 unit\u00e0. Se nel 2015 erano 8.808, nel 2025 sono scese a 6.666 (-24,3 per cento), due punti percentuali in pi\u00f9 della media nazionale (-22,2). A livello regionale le situazioni pi\u00f9 critiche si sono verificate in Valle d\u2019Aosta con una contrazione del 34,1 per cento (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 per cento (-1.062), nel Lazio del 32,5 per cento (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 per cento (-449) e in Sardegna del 30,2 per cento (-722). Per contro, l\u2019unica regione che pu\u00f2 contare su un saldo positivo \u00e8 il Trentino Alto Adige con il +12,1 per cento (+165) (vedi Tab. 2). Sicuramente le crisi economiche che si sono succedute in questo periodo hanno contribuito in misura determinante a ridurre la platea delle imprese di questo settore. Senza contare che soprattutto nel Triveneto si \u00e8 fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare di quelli provenienti dai paesi dell\u2019Europa dell\u2019est. Tuttavia, un contributo importante a questo ridimensionamento \u00e8 ascrivibile anche all\u2019elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando, in particolare, una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari. Un cambiamento non del tutto negativo. Anzi. Grazie agli effetti delle crisi e a questi processi di unione aziendale, la dimensione media delle imprese \u00e8 aumentata e, conseguentemente, \u00e8 cresciuto anche il livello di produttivit\u00e0 dell\u2019intero sistema logistico.<\/p>\n<p><strong>A Verona il maggior numero di imprese. A Belluno, invece, la moria pi\u00f9 importante<\/strong><br \/>\nSempre nel 2025, la realt\u00e0 provinciale italiana dove si conta il maggior numero di imprese del settore dell\u2019autotrasporto \u00e8 Napoli con 3.984 attivit\u00e0. Seguono Milano con 3.102 e Roma con 2.854. In Veneto \u00e8 Verona a registrare il numero di ditte pi\u00f9 elevato pari a 1.573 unit\u00e0. Seguono Padova con 1.504 e Treviso con 1.094. Rispetto a 10 anni fa, invece, \u00e8 Belluno ad aver registrato la contrazione pi\u00f9 elevata pari a -34 per cento (-73 imprese). Seguono Treviso con il -30 per cento (-468), Rovigo con il -28,9 (-155) e Venezia con il -28,7 (-354) (vedi Tab. 3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salta il fermo che da luned\u00ec avrebbe interessato potenzialmente 65 mila mezzi pesanti immatricolati in Veneto. Belluno, Treviso e Rovigo le province dove le aziende dell\u2019autotrasporto sono pi\u00f9 in crisi Accordo raggiunto sul filo di lana tra il Governo e gli autotrasportatori. 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