{"id":66179,"date":"2018-11-10T16:28:06","date_gmt":"2018-11-10T15:28:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=66179"},"modified":"2018-11-22T06:16:46","modified_gmt":"2018-11-22T05:16:46","slug":"tasse-paghiamo-600-euro-in-piu-degli-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/tasse-paghiamo-600-euro-in-piu-degli-europei\/","title":{"rendered":"TASSE: PAGHIAMO 600 EURO  IN PIU\u2019 DEGLI EUROPEI"},"content":{"rendered":"<p>Se l\u2019anno scorso avessimo avuto la stessa pressione fiscale della media Ue, ciascun italiano (neonati e ultracentenari compresi) avrebbe risparmiato quasi 600 euro (per la precisione 598). A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata nel 2017 nei principali Paesi europei e, successivamente, ha calcolato il differenziale di tassazione pro capite esistente tra gli italiani e i cittadini dei principali paesi dell\u2019Unione. Denuncia il coordinatore dell\u2019Ufficio studi, Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cIn attesa della riduzione del peso fiscale, grazie all\u2019estensione a tutti i contribuenti dell\u2019applicazione della flat tax, nel 2019 corriamo il rischio che le tasse locali tornino ad aumentare. La manovra, infatti, non ha confermato i blocchi delle imposte territoriali introdotte nel 2015, pertanto \u00e8 probabile che Sindaci e Governatori rivedano all\u2019ins\u00f9 le addizionali Irpef e le aliquote dell\u2019Irap, dell\u2019Imu e della Tasi sulle seconde case e i capannoni. Se ci\u00f2 si verificasse sarebbe una vera e propria iattura per i bilanci delle famiglie e delle imprese\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.23.49.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"652\" data-large_image_height=\"1088\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66182 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.23.49-180x300.png\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.23.49-180x300.png 180w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.23.49-614x1024.png 614w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.23.49.png 652w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a>Dal risultato di questa analisi emerge che tra le nazioni pi\u00f9 importanti solo in Francia, in Belgio e in Svezia hanno pagato pi\u00f9 di noi, rispettivamente 1.765, 1.196 e 712 euro. Ad eccezione dell\u2019Austria che nel 2017 ha registrato il nostro stesso carico fiscale, tutti gli altri, invece, hanno avuto una pressione fiscale inferiore alla nostra; si tratta di un carico che ha assicurato un risparmio di tassazione pro capite rispetto ai cittadini italiani pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e a 2.164 euro in Spagna. Rispetto alla media dell\u2019Unione europea, pertanto, nel 2017 ogni italiano ha ipoteticamente versato al fisco 598 euro in pi\u00f9 (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>\u201cCon tante tasse e con una platea di servizi erogati dal pubblico che negli ultimi anni \u00e8 diminuita sia in qualit\u00e0 sia in quantit\u00e0 \u2013 segnala il segretario della CGIA Renato Mason \u2013 si sono sacrificati i consumi e gli investimenti. Inoltre, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile fare impresa, creare lavoro e redistribuire ricchezza. Alle piccole e piccolissime imprese, in particolar modo, il calo dei consumi delle famiglie ha creato non pochi problemi finanziari, costringendo molte partite Iva a chiudere i battenti\u201d.<\/p>\n<p>E in questi ultimi anni la crisi ha colpito indistintamente tutti i ceti sociali, anche se le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva hanno registrato, statisticamente, i risultati pi\u00f9 negativi. Il ceto medio produttivo, insomma,\u00a0 ha pagato pi\u00f9 degli altri gli effetti della crisi e ancora oggi fatica ad agganciare la ripresa.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019eccessivo peso delle tasse \u00e8 altrettanto evidente che l\u2019efficienza e la qualit\u00e0 della nostra Pubblica amministrazione sono un grosso problema. Questa situazione emerge anche dai risultati emersi nell\u2019ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualit\u00e0 della Pubblica Amministrazione a livello territoriale (*). Rispetto ai 192 territori interessati dall\u2019analisi realizzata nel 2017, le principali regioni del Centro-Sud d\u2019Italia compaiono per 8 volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190\u00b0 posto.<\/p>\n<p>(*) L\u2019 Indice della qualit\u00e0 della Pubblica Amministrazione \u00e8 il risultato di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualit\u00e0 dei servizi pubblici, l\u2019imparzialit\u00e0 con la quale questi vengono assegnati e la corruzione. I servizi pubblici direttamente monitorati a livello regionale sono quelli a valenza pi\u00f9 \u201cterritoriale\u201d (istruzione, sanit\u00e0 e sicurezza) ma l\u2019indice tiene conto, a livello Paese, anche di servizi pi\u00f9 generali, come ad esempio la giustizia, in modo da stilare altres\u00ec una classifica nazionale.<br \/>\nIl risultato finale \u00e8 un indicatore che varia tra 100, ottenuto dalla regione finlandese \u00c5land (1\u00b0 posto), e zero che ha \u201cconsegnato\u201d la maglia nera alla regione bulgara dello Severozapaden. Sebbene sia relegato al 118\u00b0 posto a livello europeo, il Trentino Alto Adige (indice pari a 41,4) \u00e8 la realt\u00e0 territoriale pi\u00f9 virtuosa d\u2019Italia; seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest: l\u2019Emilia Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4) che si collocano rispettivamente al 127\u00b0 e al 128\u00b0 posto della graduatoria generale. Subito sotto troviamo la Lombardia (38,9) che \u00e8 al 131\u00b0 posto e il Friuli Venezia Giulia (38,7) che si attesta al 133\u00b0 gradino della classifica stilata dalla Commissione Europea.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1210\" data-large_image_height=\"1290\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66181 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26-281x300.png\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26-281x300.png 281w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26-768x819.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26-960x1024.png 960w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.26.png 1210w\" sizes=\"auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>Male, come dicevamo pi\u00f9 sopra, in particolar modo le regioni del Mezzogiorno dove si registrano le performance pi\u00f9 preoccupanti. Se la Campania (indice pari a 8,4) \u00e8 al 186\u00b0 posto, l\u2019Abruzzo (6,2) \u00e8 al 189\u00b0 e la Calabria, il territorio in cui la Pa funziona peggio tra tutte le nostre 20 realt\u00e0 regionali, \u00e8 addirittura al 190\u00b0 gradino della graduatoria generale, con un indice di soli 1,8 punti (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.59.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"642\" data-large_image_height=\"1100\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66180 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.59-175x300.png\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.59-175x300.png 175w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.59-598x1024.png 598w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Schermata-2018-11-10-alle-16.24.59.png 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a>Dalla CGIA, infine, ricordano che il dato della pressione fiscale italiana relativa al 2017 riportato pi\u00f9 sopra non tiene conto dell\u2019effetto del cosiddetto \u201cBonus Renzi\u201d. L\u2019anno scorso, infatti, gli 80 euro \u201cconcessi\u201d ai lavoratori dipendenti con retribuzioni medio-basse sono costati alle casse dello Stato 9,5 miliardi di euro. Quest\u2019ultimo importo \u00e8 stato contabilizzato nel bilancio della nostra Amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Pertanto, se si ricalcola la pressione fiscale considerando questi 9,5 miliardi di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 41,6 per cento. In relazione a questa precisazione, la CGIA ha stilato anche una comparazione che tiene conto di\u00a0 questa specificit\u00e0 (vedi Tab. 3).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019anno scorso avessimo avuto la stessa pressione fiscale della media Ue, ciascun italiano (neonati e ultracentenari compresi) avrebbe risparmiato quasi 600 euro (per la precisione 598). A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata nel 2017 nei principali Paesi europei e, successivamente, ha calcolato il differenziale&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":66183,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[51,49],"tags":[],"class_list":["post-66179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evidenza-top","category-news-18","category-51","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/bilancia.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66179\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}