{"id":69629,"date":"2018-12-16T18:33:58","date_gmt":"2018-12-16T17:33:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=69629"},"modified":"2018-12-16T18:33:58","modified_gmt":"2018-12-16T17:33:58","slug":"seminario-1966-2018-alluvioni-a-confronto-e-tavola-rotonda-cosa-e-stato-fatto-cosa-fare-dipartimento-geotecnico-minerario-u-follador-agordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/seminario-1966-2018-alluvioni-a-confronto-e-tavola-rotonda-cosa-e-stato-fatto-cosa-fare-dipartimento-geotecnico-minerario-u-follador-agordo\/","title":{"rendered":"Seminario \u201c1966-2018 Alluvioni a confronto\u201d e Tavola Rotonda \u201cCosa \u00e8 stato fatto, cosa fare\u201d &#8211; Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU.  Follador\u201d &#8211; Agordo."},"content":{"rendered":"<p>Il Seminario \u201c1966-2018 Alluvioni a confronto\u201d seguito dalla Tavola Rotonda \u201cCosa \u00e8 stato fatto, cosa fare\u201d, si \u00e8 svolto venerd\u00ec 14 Dicembre presso il Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU. Follador\u201d in Agordo. L&#8217;iniziativa \u00e8 organizzata dall&#8217;Universit\u00e0 di Camerino in collaborazione con il Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU. Follador\u201d di Agordo, e il CNR IDPA, con il patrocinio dell\u2019ISPRA.<br \/>\nL\u2019Ateneo Camerte, gravemente colpito dalla sequenza sismica 2016\/17, si fa promotore di un progetto, in collaborazione con l&#8217;ISPRA, che prevede una serie di attivit\u00e0 sperimentali di confronto tra professionisti\/ricercatori e societ\u00e0, nelle scuole, sui temi della prevenzione del rischio e della valorizzazione del territorio. A ciascun Seminario, seguir\u00e0 un successivo convegno, con i politici e le istituzioni. Tutte le aree del nostro Paese caratterizzate da elevati valori di qualit\u00e0 ambientale e di vulnerabilit\u00e0 territoriale saranno raggiunte da tali iniziative nel corso del prossimo anno.<br \/>\n\u00c8 importante sottolineare che questo primo \u201ctandem\u201d di eventi ha luogo in Agordo, un&#8217;area in cui la gestione emergenziale, coordinata dalla Regione Veneto, \u00e8 stata estremamente efficace, evitando conseguenze pi\u00f9 gravi grazie all&#8217;allerta, e permettendo un recupero veloce della funzionalit\u00e0, con particolare riferimento alle strutture dedicate alla fruizione turistica dei luoghi, risorsa rilevante nell\u2019economia locale e nazionale.<br \/>\nProprio la Regione Veneto sar\u00e0 protagonista del successivo incontro, previsto in febbraio, nell&#8217;ambito del quale verranno illustrate al pubblico, gi\u00e0 sensibilizzato grazie al seminario preliminare, le caratteristiche salienti delle operazioni di gestione emergenziale e le attivit\u00e0 di gestione e manutenzione del territorio regionale, particolarmente rappresentativo della bellezza e della fragilit\u00e0 che caratterizzano il nostro Paese.<\/p>\n<p>Contenuti<br \/>\nI cambiamenti climatici sono oggetto di dibattito nella comunit\u00e0 scientifica, ma sembra evidente che la frequenza nel manifestarsi di eventi eccezionali sia aumentata negli ultimi decenni, con effetti difficilmente prevedibili nel loro andamento ma dalla gravit\u00e0 riscontrabile.<br \/>\nAccade dunque che anche aree ad elevata naturalit\u00e0, come l\u2019Agordino, curate e rispettate dagli abitanti, grande risorsa turistica per la bellezza dei paesaggi, subiscano le conseguenze di questi eventi eccezionali.<br \/>\nCome poter prevenire i rischi legati a fenomeni naturali straordinari? Fondamentale \u00e8 l&#8217;informazione: questo incontro si propone di contribuire al dialogo tra societ\u00e0 e tecnici del territorio, per cooperare nelle strategie di prevenzione dei rischi e di valorizzazione del luoghi, permettendo una progressione sostenibile dello sviluppo socio economico e scongiurando la sindrome dell\u2019abbandono.<br \/>\nUna componente importante di questo, come dei successivi eventi, \u00e8 la presenza di un momento culturale dedicato alle tradizioni locali, attraverso la degustazione di prodotti tipici, e grazie ad un concerto di musiche tradizionali, proposto dal musicista\/giornalista Guido Foddis, che cura anche la moderazione della tavola rotonda. In questo caso particolare, vengono utilizzati strumenti realizzati con il famoso legno locale.<\/p>\n<p><strong>Seminario \u201c1966-2018 Alluvioni a confronto\u201d<\/strong><br \/>\nProgramma<br \/>\nOre 9.00: Presentazione del Convegno: 1966-2018 Alluvioni a confronto<br \/>\ne saluti del Dirigente Scolastico Prof. Paolo Giovanni Zannin<br \/>\nOre 9.10: saluto delle autorit\u00e0<br \/>\nOre 9.30: Prof. Carlo Barbante climatologo: Eventi estremi e riscaldamenti climatico<br \/>\nOre 9.55: dott. Fabrizio Galluzzo ISPRA Dip. Servizio Geologico d&#8217;Italia<br \/>\nOre 10.20: Dott. Anselmo Cagnati ARPA Veneto esperto in meteorologia: 1966 e 2018, eventi metereologici a confronto<br \/>\nOre 10.45: Prof. Dal Paos Giovanni (prof. Idraulica Universit\u00e0 di Padova): Idrologia \u2026<br \/>\nOre 11.10: pausa caff\u00e8<br \/>\nOre 11.20: Dott. Vittorio Fenti (Libero Professionista in Agordo): 1966-2018 dissesti a confronto<br \/>\nOre 11.45: Dott.ssa Tatiana Bartolomei, Presidente Ordine dei Geologi del Veneto<br \/>\nOre 12.10: Dott. Bruno Testa, CNR IDPA Milano<br \/>\nOre 12.35: Dott. ssa Giovanna Bianco, psicologa Emergency<\/p>\n<p>Moderatrice Dott.ssa Barbara Aldighieri CNR IDPA Milano<br \/>\nOre 12.50: Conclusione Convegno e pausa pranzo<\/p>\n<p><strong>Tavola Rotonda: Cosa \u00e8 stato fatto, cosa fare<\/strong><br \/>\nOre 14.50 con la partecipazione di tutti i relatori e:<br \/>\nBarbara Aldighieri CNR IDPA Milano<br \/>\nFabio Luchetta: Presidente Unione Montana<br \/>\nRoberto Padrin: Presidente Provincia di Belluno<br \/>\nLuca Falcone, geologo ENEA<br \/>\nMichele Cassol: Dottore Forestale<br \/>\nFrancesca Romana Lugeri, geologo Universit\u00e0 di Camerino<br \/>\nModeratore Guido Foddis: Giornalista<\/p>\n<p>Aperitivo in musica a cura di Guido Foddis: Concerto con strumenti realizzati con legno locale<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Sunto seminario<\/strong><br \/>\n<strong>1966-2018 Alluvioni a confronto<\/strong><\/p>\n<p>Cosa \u00e8 davvero successo nell\u2019evento alluvionale di fine ottobre \u00e8 stato dettagliatamente spiegato nel corso del Convegno \u201c1966-2018 Alluvioni a confronto\u201d tenuto venerd\u00ec 14 dicembre presso l\u2019Istituto Minerario \u201cU. Follador\u201d di Agordo.<br \/>\nIl convegno \u00e8 stato organizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Camerino e dal Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU. Follador\u201d col patrocinio dell\u2019ISPRA, moderatrice del convegno Barbara Aldighieri CNR IDPA di Milano.<br \/>\nGli esperti \u201crigorosamente bellunesi\u201d hanno inquadrato dettagliatamente il fenomeno meteorologico riportando i dati oggettivi che consentono di dire veramente cosa \u00e8 accaduto.<br \/>\nJacopo Gabrielli, climatologo bellunese del CNR IDPA di Venezia, ha spiegato la differenza fra variazioni climatiche e meteorologiche. \u00c8 ormai provato comunque che gli eventi meteorologici catastrofici sono collegati al riscaldamento climatico sia per quanto riguarda la loro la loro virulenza che per la maggior frequenza con la quale si presentano. Ha poi fatto chiaramente capire che se non si interviene sulle emissioni gas serra i mutamenti climatici provocheranno migrazioni epocali.<br \/>\nAnselmo Cagnati, meteorologo agordino, esperto di valanghe dell\u2019ARPAV, ha illustrato dettagliatamente la situazione meteo precedente l\u2019evento, praticamente la fotocopia della situazione del 1966. A differenza del \u201c66 le piogge pi\u00f9 intense si sono verificate nella parte mediana della provincia (Agordino-Zoldano), sono stati registrati i record per quanto riguarda le precipitazioni in tre giorni, con massimi a Soffranco (667,4 mm) e a Col di Pr\u00e0 (634 mm stimati, perch\u00e9 la stazione \u00e8 stata travolta dalla piena). Le raffiche di vento hanno superato ampiamente i 100 km all\u2019ora con record, misurato sul M. Cesen, di 192 km\/h. Comunque sia, spiega Cagnati, non si tratta di uragano o tornado, ma di un evento gi\u00e0 avvenuto nel passato, anche se non con questa intensit\u00e0, inquadrabile nei \u201cnormali\u201d venti dovuti a elevate differenze di pressione nell\u2019atmosfera. Gli effetti del vento sono stati moltiplicati da situazioni topografiche particolari con disposizioni dei venti oltre che orizzontali anche ascendenti e discendenti, sono proprio queste raffiche che, incanalate hanno prodotto i maggiori danni alla vegetazione.<br \/>\nCagnati ha posto l\u2019accento sul problema valanghe, la mancata protezione da parte della vegetazione ha creato nuovi siti valanghivi, sarebbe in qualche caso meglio lasciare a terra gli alberi caduti perch\u00e9 riuscirebbero comunque a mitigare il rischio valanghe.<br \/>\nLuigi Dalpaos, alpagoto, uno dei massimi esperti in Italia di idrologia, ha mostrato come ci siano state delle differenze sostanziali fra \u201c66 e 2018. Il vento \u00e8 stato indiscutibilmente il protagonista di questo evento, per quanto riguarda la pioggia i valori totali sono sostanzialmente molto simili; quello che cambia \u00e8 stata la loro distribuzione temporale, nel 2018 le precipitazioni hanno interessato 72 ore con tre fasi di massima separate da due periodi di pausa, l\u2019intensit\u00e0 della pioggia \u00e8 diminuita dall\u2019inizio alla fine dell\u2019evento. Nel \u201c66 le precipitazioni si sono concentrate in 36 ore e hanno raggiunto la massima intensit\u00e0 alla fine dell\u2019evento. Questa \u00e8 la vera differenza fra le due alluvioni, nel 66 la rete idraulica non \u00e8 stata in grado di far defluire correttamente acqua e detriti per la maggior concentrazione della piena. Nel 2018 la piena \u00e8 stata pi\u00f9 diluita, le opere eseguite in seguito all\u2019alluvione del \u201c66 hanno svolto l\u2019azione per la quale erano state progettate e il sistema, in sostanza, ha retto all\u2019alluvione. Per quanto riguarda gli alberi invece sarebbe opportuno rimuovere tutti quelli caduti nei corsi d\u2019acqua e nelle loro immediate vicinanze perch\u00e9 costituiscono un rilevante problema per il trasporto solido (fluitazione) dei corsi d\u2019acqua, con conseguente e prevedibili problemi ai ponti.<br \/>\nVittorio Fenti, agordino, geologo, gi\u00e0 docente Follador, ha comunicato con empatia i suoi sentimenti vissuti in prima persona nell\u2019alluvione del 66, concorde sull\u2019efficacia delle opere eseguite sul territorio, ma ha fatto notare che non c\u2019\u00e8 assolutamente da stare tranquilli, questa \u00e8 stata solo una prova, un preludio, dobbiamo aspettarci eventi pi\u00f9 catastrofici del 1882 e del 1966 e prepararci a gestirli. L\u2019alluvione del 2018 \u00e8 stata meno distruttiva dei quella del \u201c66 (escludendo i danni al patrimonio boschivo) anche perch\u00e9 le piogge hanno trovato un suolo secco che in parte ha assorbito l\u2019acqua riducendo il deflusso superficiale; nel 66 il mese di ottobre era stato molto piovoso, a terra in montagna c\u2019erano neve e ghiaccio, la mancata infiltrazione aveva provocato un rapido deflusso dell\u2019acqua, incrementato dallo scioglimento della neve. Il numero di frane fu molto pi\u00f9 accentuato, con enorme aumento del trasporto solido dei torrenti e conseguenti fenomeni di alluvionamento che hanno interessato vaste aree.<br \/>\nAltri interventi tecnici, non direttamente collegati a i due eventi meteo ma svolti a completamento del convegno, sono stati esposti da Tatiana Bartolomei, presidente geologi del Veneto, Fabrizio Galluzzo dell\u2019ISPRA, e Bruno Testa CNR IDPA Milano che ha parlato degli studi effettuati in sinergia fra CNR e Follador sullo studio delle dinamiche fluviali in Valle di San Lucano, completamente devastata dal vento e acque.<br \/>\nAl convegno \u00e8 seguita, nel pomeriggio, una tavola rotonda con la partecipazione di Barbara Aldighieri; Fabio Lucchetta, presidente Unione Montana Agordina; Michele Cassol dottore forestale; Roberto Padrin Sindaco di Longarone e Presidente della Provincia di Belluno; Luca Falcone ENEA; Francesca Romana Lugeri ISPRA, anche organizzatrice del convegno per l\u2019universit\u00e0 di Camerino; Massimiliano Pianca, Protezione Civile; Daniela Bianco, psicologa di Emergency; moderatore il giornalista e compositore Guido Foddis.<br \/>\nSignificativo l\u2019intervento di Roberto Padrin, concorde con Luca Falcone dell\u2019ENEA, il modo in cui \u00e8 stata condotta e affrontata l\u2019emergenza in provincia di Belluno sia di esempio a tutta l\u2019Italia, \u00e8 stato solo grazie a questo che ci sono state poche vittime. Eccezionale \u00e8 stata la gestione del dopo catastrofe grazie alle amministrazioni locali e alla protezione civile, ma grande merito va alla popolazione, un enorme numero di volontari estremamente preparati, talvolta pi\u00f9 dei tecnici della protezione civile come spiritosamente ricordato dal moderatore Foddis.<br \/>\nUna virt\u00f9 della popolazione Bellunese che non si vuole sia dimenticata quando sar\u00e0 ora di provvedere economicamente ai danni subiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Seminario \u201c1966-2018 Alluvioni a confronto\u201d seguito dalla Tavola Rotonda \u201cCosa \u00e8 stato fatto, cosa fare\u201d, si \u00e8 svolto venerd\u00ec 14 Dicembre presso il Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU. Follador\u201d in Agordo. L&#8217;iniziativa \u00e8 organizzata dall&#8217;Universit\u00e0 di Camerino in collaborazione con il Dipartimento Geotecnico-Minerario \u201cU. Follador\u201d di Agordo, e il CNR IDPA, con il patrocinio dell\u2019ISPRA. 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